martedì 30 novembre 2010

La società dei conflitti - Reti multiculturali per la trasformazione non violenta dei conflitti

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Ultimo appuntamento della serie avviata qui.

Per coloro che si sono persi l'iniziativa, tutta o in parte, credo valga la pena partecipare a quest'ultimo incontro (segnare subito in agenda).

Considerando come ultimo elemento il potenziale di conflitto che le religioni portano con sè, Pietro Lazagna conclude i lavori e propone nuove prospettive.

Saranno certamente prospettive di ricerca originali, anche alla luce dei nuovi interrogativi emersi durante il percorso.

Girano le pale: Report spiega e informa

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Domenica sera a Report, intanto che ci raccontava delle infiltrazione mafiose nell'affare delle energie rinnovabili, del business (la truffa) dei certificati verdi e dell'energia sporca spacciata per pulita, l'impareggiabile Milena Gabanelli ha fatto anche una buona opera di divulgazione scientifica pret a porter: quella che i cittadini non esperti, come me e come tanti, possono capire. In sostanza ci ha detto che:
- l'Italia non ha un piano energetico nazionale e pertanto non sappiamo con esattezza qual'è il nostro fabbisogno energetico;
- a fronte dell'attivazione di nuovi impianti di energia da fonti rinnovabili non c'è, come si potrebbe supporre, un'equivalente riduzione di produzione di energia da combustibili fossili;
- contrariamente a quanto avevamo inteso, e cioè che il fotovoltaico sarebbe stato incentivato soprattutto per l'autosufficienza energetica dei singoli edifici, il sistema degli incentivi determina business per chi possiede terreni (meglio se di dimensioni piuttosto importanti) o li ha (casualmente) recentemente acquisiti; poichè gli incentivi sono i più alti al mondo, chi è in grado di affrontare l'investimento tende a convertire un insediamento industriale o "terreni agricoli" in "terreni energetici": il caso illustrato è quello de "La Perla" (produttore di intimo di lusso) che ha venduto baracca (il marchio) e burattini (i lavoratori) ed ha installato un bel "campo di pannelli" da qualche milione di euro.
Compresa la cornice, allora ci si chiede perchè la politica (in particolare quella ambientalista) non si adoperi per:
- quantificare il fabbisogno energetico nazionale (sappiamo quanto ci serve) e stendere il relativo piano
- promuovere l'efficienza energetica non solo degli edifici (riduciamo i consumi)
- promuovere sistemi di autoproduzione di energia rinnovabile per gli edifici di nuova costruzione o in ristrutturazione (se consumo poco e ciò che produco viene da rinnovabile, ne ho da vendere - ! - e consumo sicuramente rinnovabile)
- sostituire l'energia sporca immessa in rete con quella pulita, sino alla completa eliminazione di quella sporca.
Capisco che si tratti di estrema semplificazione ma, messo così, è anche più chiaro il legame tra le rinnovabili, il consumo di suolo e il paesaggio. Consumo di suolo e impatto sul paesaggio limitati e se, solo, e fino a quando è necessario per abbattere le emissioni di CO2.
Perchè se no uno non capisce come mai "certi ambientalisti" siano  contro le rinnovabili.
Mentre invece è molto chiaro perchè chi fa business accolga l'invito ad investire sulle rinnovabili che, paradossalmente, possono non essere sostenibili.
Poi c'è la zona grigia... ma quella c'è sempre.
Delle relazione energia/sostenibilità e ambientalismo/business abbiamo trattato anche qui e qui.
 p.s.: dalla newsletter di un fornitore di "energia verde":
  
04.11.2010
Sostituire le coperture in amianto con i pannelli solari
conviene sempre di più

Un premio del 5% in più rispetto agli incentivi già in vigore secondo il nuovo Conto Energia...

fonte: Corriere.it

19.11.2010
Energia solare, Campoformido è da record

 
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Tra le eccellenze emerge sicuramente l'impianto frangisole di Ara srl realizzato da Green Energy Solution srl, che con i suoi 160 KW di potenza è il primo impianto fotovoltaico di questa taglia e tipologia in tutto il Friuli Venezia Giulia.

fonte: Messaggero Veneto

24.11.2010
Il fotovoltaico dà reddito agrario 

I produttori agricoli, per l'attività di produzione di energia da fonte fotovoltaica, dichiarano il solo reddito agrario previsto dall'articolo 32 del Tuir se rispettano i requisiti dettati dalla circolare 32/E del 6 luglio 2009. Possono dichiarare il reddito agrario anche le società agricole – citate nell'articolo 2 del decreto legislativo 99/2004 (Snc, Sas, Srl) – che abbiano optato per la determinazione del reddito su base catastale in base al comma 1093 della legge 296/06...

fonte: IlSole24ore

25.11.10
Rovigo, capitale europea del fotovoltaico

I numeri sono impressionanti: 280 mila pannelli fotovoltaici in una superficie di 850 mila metri quadri su un'area industriale abbandonata da otto anni tra i Comuni di San Bellino e Castelguglielmo, in provincia di Rovigo. Potenza di 80 megawatt nominali e 70 effettivi, in grado di fornire energia elettrica a 16.500 abitazioni ed evitare di immettere ogni anno 40 mila tonnellate di anidride carbonica nell'atmosfera...

fonte: Corriere.it
 

domenica 28 novembre 2010

Bavaglio locale o dietrologia? E i fatti?

Sul SecoloXIX del 27 Novembre, annunciato in prima pagina come una storia leghista (i matrimoni costano di più per gli extracomunitari, apparentemente immigrati), c'è uno "spot gratuito" di un'intera pagina che propaganda i matrimoni alle 5 Terre: meglio se a Monterosso al Mare.
Nelle pieghe dell'articolo, poi, si estende la promozione a tutto il territorio: geniale. Il sindaco Betta si difende:
«Mai avuto critiche o lamentele. Del resto nessuno è obbligato a sposarsi qui. Se uno viene apposta, spende chissà quanto: dunque può pagare anche la tariffa. Del resto Monterosso è impareggiabile. Oltre al Comune, ci si può sposare a Villa Montale, al Buranco. Stiamo valutando le candidature dell’Eremo della Maddalena e di Torre Aurora. Non è questione di prezzo». Se Monterosso differenzia i costi, non così Lerici, altro centroturistico di raro fascino: il sindaco Emanuele Fresco sposa tutti gratis. In sala consiliare, celebra senza costo alcuno in orario di servizio: nei festivi c’è la spesa di 100euro (ma per tutti), mentre le location panoramiche dell’ex oratorio in Selàa a Tellaro e del castello di San Terenzo stanno sui 500 euro nei feriali, 600 nei festivi. «Tutti uguali – sottolinea Fresco – il matrimonio è un servizio: non mi sognerei nemmeno di far pagare di più ad un cittadino extracomunitario....».

Possiamo dire che il SecoloXIX ha accontentato tutta la provincia, facendo anche un po' del lavoro che dovrebbe fare l'STL. O quello che ai bei tempi faceva il Parco? Certo al parco promuovevano Riomaggiore, mica Monterosso... lascio, ginepraio in vista. Forse la giornalista aveva in un primo tempo contattato il sindaco di Monterosso per chiedergli conto delle notizie pubblicate da Alessandra Fava sul Manifesto del 24. Poi, si sa, una cosa tira l'altra ed hanno rimandato? Certo quello delle trenta villette a Monterosso non è più uno scoop, considerato che ne ha trattato ampiamente la Fava, ma la stampa locale su questo poteva approfondire un po'. Nulla. Silenzio bipartisan, anzi di più: non il Secolo, non la Nazione, non la Repubblica, non Cronaca4, non CittàdellaSpezia. Mi si passi il gioco di parole: non gliene è importato una "fava" a nessuno. 

Brava Alessandra, che leggerete sul Manifesto online se non l'avete comperato, e che attaccava così:
«30 villette e un parcheggio in arrivo alle Cinque Terre»: e la chiamano edilizia abitativa sociale.
il manifesto, 24 novembre 2010, pag. 15 - Alessandra Fava
Una colata di cemento è in arrivo a Monterosso, Vernazza e Riomaggiore, nel cuore del parco delle Cinque terre. Merito del piano regolatore comunale e di una variante paesistica ancora in discussione. Ufficialmente si chiama «edilizia residenziale sociale». In pratica si tratta di speculazione immobiliare, anche in territori a rischio frane. E la regia politica è bipartisan. 
... L'idea delle trenta casette parte con la giunta precedente e lo stesso sindaco di oggi, Angelo Maria Betta. Alla fine di marzo del 2009 la giunta emanazione di una lista civica di centro-destra approva una «riqualificazione urbana dei percorsi protetti per i nuovi alloggi Ers». Arrivano le elezioni e a luglio 2009 s'insedia un'altra giunta monocolore di centro-destra, formalmente presentata con la lista civica "Per Monterosso", capitanata sempre da Betta, che riesce a ramazzare 911 su 1.136 votanti (99 schede bianche e 126 non valide) in un comune di millecinquecento abitanti: un vero plebiscito. Per di più l'elezione per la prima volta avviene senza una lista concorrente. Alla fine la giunta è tutta della lista civica di centro-destra. Il consiglio comunale tutto destra e centro-destra, con due indipendenti ma di destra. 
L'articolo è molto documentato tecnicamente, e d'altra parte si sa le querele sono sempre in agguato da quelle parti quindi meglio viaggiare con l'elmetto. Forse Grondacci vorrà commentarlo nel merito prossimamente. Per parte mia vorrei approfittarne per rievocare le circostanze dell'elezione del sindaco Betta, con l'assenza di una lista di centrosinistra. Ne avevamo trattato nell'ambito del tema più generale delle ultime elezioni amministrative, in particolare qui e qui.

p.s. il Manifesto, per chi non lo acquista abitualmente, è scaricabile online anche in unica copia, purtroppo, mi pare, non gli arretrati.

sabato 27 novembre 2010

Conflitti ambientali, deresponsabilizzazione della politica: fine della politica come azione collettiva!



Da molto tempo è in atto nel nostro paese e quindi anche nella nostra città una campagna costruita ad arte volta a denigrare l’intervento critico dei cittadini organizzati in comitati contro scelte impattanti sulla qualità del territorio e della vita di chi vi risiede.
Recentemente Cronaca 4 ha svolto una inchiesta, citata nel post di Daniela, nella quale si intervistavano una serie di presunti esperti di conflitti (politici, amministratori, ambientalisti). Dalle risposte, soprattutto di politici e amministratori, emerge la assoluta distanza dalle vere ragioni che stanno alla base della stragrande maggioranza dei conflitti sociali e che spesso e volentieri sfociano in azioni davanti alla magistratura.
A proposito di azioni davanti alla magistratura ma davvero la stragrande maggioranza derivano dai cittadini e comitati spontanei vari? La scorsa estate il Ministero dello Sviluppo Economico ha fornito i dati su un lungo elenco di autorizzazioni ad impianti energetici bloccate. Ebbene nella stragrande maggioranza dei casi il blocco derivava e tutt’ora deriva o da ricorsi delle imprese contro le amministrazioni locali per irregolarità nelle procedure autorizzatorie o da ricorsi delle amministrazioni locali stesse. Forse l’abusato slogan “non nel mio giardino” (utilizzato per criticare i conflitti prodotti da comitati di cittadini) dovrebbe essere coniugato in un “non nel mio mandato amministrativo”. In altri termini la politica a livello locale invece che aggredire le vere ragioni che stanno alla base dei conflitti ambientali tende sempre di più a garantirsi la sopravvivenza come ceto dirigente inseguendo e spesso e volentieri scavalcando gli stessi cittadini e i loro comitati. Ovviamente si tratta degli stessi amministratori locali che, quando hanno loro il potere di scegliere, si lamentano delle troppe opposizioni e dei ricorsi alla magistratura dei cittadini, fino ad arrivare alla querela contro chi li critica.

Dalla sopra citata intervista su Cronaca 4, emerge come il Sindaco della Spezia, quando viene messo in discussione il potere da lui esercitato, si trinceri dietro la frase standard di questi tempi: “sono stato eletto dal popolo”. Dal popolo? Intanto, da un punto di vista matematico, lui è stato eletto si e no da un terzo degli spezzini aventi il diritto al voto quindi neppure dalla maggioranza assoluta.
Così questa sinistra (o centro sinistra o come cavolo si chiama……), scimmiottando la cultura berlusconiana, nasconde dietro alle regole elettorali la sua incapacità di analizzare la società e di rispondere ai bisogni che esprime. D’altronde se siamo arrivati al punto di parlare di un governo tecnico a livello nazionale costruito solo o quasi per cambiare la legge elettorale vuol dire che siamo arrivati alla frutta!

Dietro alle logiche “mi ha eletto il popolo”, “i cittadini devono scegliere la persona che dovrà rappresentarli e governare il paese, la regione, la città”, c’è una filosofia della politica che tende a riproporre un rapporto diretto tra l’elettore e l’eletto tagliando via la politica come azione collettiva, la politica come processo di selezione qualitativa del ceto politico dirigente e tagliando via i partiti politici come luogo di formazione – selezione, attraverso un confronto collettivo nel tempo dettato da regole certe e definite (i vecchi statuti). Così i partiti sono sempre più lontani da essere il luogo della elaborazione della politica nel confronto continuo con i cittadini e sempre più diventano meri comitati elettorali che funzionano solo per i pochi mesi precedenti alle elezioni di turno.
Ma d’altro canto lo stesso federalismo fiscale, che tutti anche a sinistra difendono ormai, è dentro la filosofia suddetta del rapporto diretto tra chi elegge e chi governa nella pura logica del voto di scambio; io ti eleggo per pagare meno tasse e tu devi garantirmi di spendere bene i soldi che ti do. Così la politica diventa contabilizzazione delle entrate e delle uscite, non c’è più analisi delle ragioni sociali dei conflitti, non c’è più ricerca della gerarchia dei bisogni su cui poter costruire l’agenda politica, non c’è più progettualità di trasformazione della società.
E allora di fronte a questo continuo e progressivo attacco alla democrazia rappresentativa, alla democrazia delle assemblee elettive, ai partiti come luoghi dove esercitare democraticamente la discussione collettiva prima delle decisioni istituzionali, di fronte a questa frammentazione personalistica del gioco democratico, risultano veramente insopportabili questi politici che si lamentano di avere di fronte una società civile sempre più conflittuale, neo corporativa e quindi ingovernabile.
La società civile cerca solo di difendersi come può di fronte alla deriva neofeudale della politica moderna: incapace di ascoltare i cittadini e quindi di costruire su questo ascolto una sintesi che permetta decisioni fondate sul consenso e sulla partecipazione del cittadino.

E pensare che di fronte a questa situazione c’è qualcuno, travestito da imprenditore, che si permette di scrivere sui giornali (vedi articolo a lato) che a Spezia c’è un eccesso di democrazia e di partecipazione! Pazzesco in 25 anni che seguo la politica locale non c’è mai stato nel nostro territorio un percorso partecipativo degno di questo nome, per avere un documento di qualsiasi genere bisogna tribolare mesi, se critichi i poteri ufficiali di becchi una querela, se rompi con la politica ufficiale sei condannato a cento anni di solitudine come nel libro di Garcia Marquez. e uno che ha fatto il politico di professione (ex sindacalista della UIL poi riciclato nelle società che ingrassano con il lavoro flessibile) ha il coraggio di scrivere che per colpa della partecipazione eccessiva “i tempi della politica non tengono conto dei tempi della economica”.


Ecco un esempio di come ormai le parole non abbiano più significato e vengano utilizzate da chiunque a proprio uso e consumo. In realtà nel nostro territorio non c’è mai stata partecipazione ma solo consociativismo tra i poteri forti, non c’è mai stata vera concorrenza ma spartizione tra grandi gruppi economici (Enel, Eni, Lega delle cooperative) e un sottobosco imprenditoriale che ha sempre vissuto del legame forte con il potere politico. A questo occorre aggiungere un continuo disprezzo delle regole e della legge ( ad. Es. tutti gli impianti di rifiuti sono finiti di fronte alla magistratura, la centrale enel ha funzionato illegalmente per anni e tutt’ora la sua autorizzazione non è adeguata alle norme europee), una profonda inefficienza del ceto dirigente pubblico (Acam, discarica di Pitelli, vicenda dragaggi del Porto, pseudo bonifica dell’area IP), una politica della immagine fondata su una stampa e dei mass media locali (televisioni comprese) collusa con il sistema clientelare. Tutto ciò continua a produrre fuga di cervelli e impossibilità di sviluppare politiche che guardino al futuro del nostro territorio. E’ il sistema ben rappresentato dalla vicenda delle 5 Terre.
Forse bisognerebbe tornare alla buona vecchia politica del 900 ideologica ma anche capace di ridare un senso a grandi masse di cittadini, ma queste sono solo utopie di un quasi vecchio ex militante comunista come sono io e quindi a breve termine verranno trattate niente di più che sfogo di una senilità incombente!

Acqua pubblica: 10 quesiti al PD spezzino

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera aperta al PD spezzino, inviata da RinoTortorelli a nome del Comitato Promotore Spezzino per il Referendum.
I 10 quesiti accolgono la proposta di confronto avanzata da Moreno Veschi sull'accordo Acam_Hera.


Oggi pomeriggio, a Spezia, iniziativa di informazione e sensibilizzazione sul tema.

venerdì 26 novembre 2010

Acqua pubblica: sabato 27/11 aspettando la mobilitazione nazionale

Legambiente: paradigma della crisi dell'ambientalismo ufficiale?

...segue da qui.
Legambiente con il passare degli anni è diventata sempre meno associazione di militanza ambientalista sul territorio e sempre più “altro” che, per il momento, definiamo così:
1. associazione di promozione di una lobby di imprenditori, tecnici e professionisti nel campo ambientale;
2. lobby politica, apparentemente tutta interna al centro sinistra e composta di dirigenti formatisi nella associazione, che crea le condizioni più favorevoli alle finalità della lobby imprenditoriale.
 *
Molto lontani dai contenuti della relazione introduttiva al Congresso Nazionale del 1986 dell'allora presidente Chicco Testa (prima della sua conversione nuclearista e della sua carriera da imprenditore dopo la presidenza di Enel SpA - pioniere?) nella quale, per definire i compiti della Legambiente, affermava "la nostra capacità di produrre conflitti, di costruire punti di resistenza intorno alle scelte che riteniamo sbagliate e di impedire che esse si realizzino ... costituisce una delle ragioni fondamentali della nostra esistenza"; con riferimento alla situazione di emergenza delle istituzioni pubbliche (di allora) aggiungeva quanto: "... ciò sia conseguenza del complessivo infeudamento dello stato e della cosa pubblica ad ogni livello del sistema dei partiti... di una politica ormai solo mestiere ed intermediazione... Il ceto politico si comporta quindi come una vera e propria corporazione che dietro la ideologia degli interessi generali, copre il proprio legittimo interesse...". Dichiarazioni apparentemente di grande attualità, se si legge il tutto alla luce dei comportamenti attuali, del sostegno incondizionato al sistema di potere nel Parco delle 5 Terre (anche dopo l'inchiesta della magistratura) e, soprattutto, dei percorsi personali dei dirigenti nazionali di Legambiente di questi anni (a cominciare dal pioniere).
 *
Legambiente oggi ben rappresenta la politica ufficiale anche a sinistra: una delle tante lobby autoreferenziali in cui si è frantumata la soggettività politica; tutti questi personaggi rendono vana la attività di centinaia di militanti dei circoli locali dell'associazione  che invece sul territorio si battono con onestà per difendere l'ambiente. I militanti sembrano essere, sempre  più ogni giorno che passa, strumenti funzionali alle carriere della cricca che si è impadronita da tempo di questa associazione nata con fini e padri nobili (Laura Conti, Enzo Tiezzi, Giovenale per fare solo alcuni esempi) e finita per avere tra le propria fila, con responsabilità nazionali rilevanti, chi giustifica l’illegalità ed un sistema di potere fondato sull'arroganza e sull'annientamento/isolamento degli avversari pur di difendere qualcuno della propria cricca (come continuano a fare con riferimento alle 5 Terre).
 *
Venendo ai contenuti del nostro precedente post. Lo snaturamento di questa associazione e l'intreccio di partecipazioni societarie che ormai la caratterizzano pongono con serietà una questione di autonomia e indipendenza di giudizio politico di Legambiente rispetto alla sua partecipazione alle vertenze che coinvolgono società, enti, singole personalità del mondo ambientalista; che a loro volta intrattengono stretti rapporti professionali, economici, di scambio di  favori certamente legali ma altrettanto certamente inopportuni (vedi a titolo di esempio la citata partecipazione per mezzo di Sorgenia a Tirreno Power  - centrale di Vado - in società con Hera - Acam Spezia.
 *
Emblematica a nostro avviso è la totale mancanza di apertura all'interno di questa associazione ad una seria discussione circa le ragioni che hanno portato un personaggio come Bonanini  a svolgere un ruolo rilevante anche come membro del gruppo dirigente nazionale di Legambiente: nessuna autocritica rispetto all’esito della gestione di un parco tanto sostenuto e portato ad esempio; nessuna riflessione e proposta concreta circa un percorso che aiuti ad evitare il ripetersi di quanto accaduto nelle 5 Terre; nessuna critica al Ministero dell'Ambiente su come è stata gestita la vigilanza in questi anni sul Parco delle 5 Terre;  nessuna critica alla nomina a Commissario dell'Ente Parco Nazionale di chi (peraltro anche membro del Comitato Scientifico di Symbola) fino al giorno prima avrebbe dovuto controllare il soggetto ora sotto inchiesta della magistratura.
 *
A fronte del silenzio assordante dell’attuale gruppo dirigente di Legambiente abbiamo invece assistito ad una continua e sistematica difesa d’ufficio da parte degli ex dirigenti di Legambiente che con Bonanini (come abbiamo visto) hanno costruito una rete di collegamenti politici e di interessi economici precisi. Abbiamo anche sentito Realacci (ex Presidente di Legambiente e attualmente Presidente onorario della associazione), nonostante quanto fino ad ora emerso dall’inchiesta anche in termini di confessioni dirette di imputati, tentare di mettere in discussione professionalità e buona fede dei magistrati inquirenti secondo la peggior logica berlusconiana.
 *
Il silenzio assordante degli organismi ufficiali di Legambiente e la difesa d’ufficio degli ex dirigenti nazionali accende un faro sulla autonomia dell’associazione rispetto alla lobby dei c.d. ecodem (realacci e c.):  Legambiente una associazione a sovranità limitata? Se la questione si chiudesse solo con Legambiente sarebbe grave ma tutto sommato anche semplice: basterebbe puntare su altre associazioni del mondo ambientalista; tuttavia, se noi ad esempio consideriamo WWF e Italia Nostra non è che l'atteggiamento sia molto diverso: dalla logica "imprenditoriale" e lobbystica di stampo legambientino, allo stesso assordante silenzio sulla vicenda delle 5 Terre.
 *
C'è nell'ambientalismo ufficiale una degenerazione centralista e autoreferenziale, un’incapacità di costruire una soggettività politica autonoma dal ceto politico dominante; l’esatto contrario delle necessità di un ambientalismo moderno, che dovrebbe essere auto-centrato, fortemente legato al territorio, capace di svolgere un ruolo di  supporto progettuale e culturale che migliori la qualità dei conflitti ambientali e soprattutto rafforzi la autonomia della società civile nei confronti di istituzioni politiche sempre più lontane dai cittadini.
*
Legambiente quindi come paradigma della crisi ormai irreversibile dell'ambientalismo ufficiale? Ci permettiamo di pensare di si.

Marco Grondacci e Daniela Patrucco 
p.s. l'immagine che abbiamo scelto per questo post è vera, anche se potrebbe sembrare costruita ad arte  per rappresentare le dinamiche rappresentante nel post precedente.

giovedì 25 novembre 2010

Scuole: comfort e sicurezza.

Tutti insieme a sistemare la scuola
Daniele Del Santo - Pordenone
"SONO genitore di una bambina che frequenta la quarta elementare nella scuola “Padre Marco D’Aviano” di Pordenone. Durante l’estate il Comune ha provveduto al rifacimento del tetto della scuola ma non alla tinteggiatura delle aule, che pure sarebbe stata auspicabile. Giorni fa alcuni genitori si sono detti disponibili a provvedere autonomamente e il Comune ha accettato la proposta, mettendo a disposizione i materiali e parte degli attrezzi. Sulle prime sono rimasto perplesso, in quanto il principio del “fai da te” non mi pare ragionevole e certamente la Scuola meriterebbe più attenzione. Poi però ci sono andato ed è stata una festa. La scuola sembrava “l’arzanà de’ Viniziani”, con un po' di confusione ma tantissimo entusiasmo." da la Repubblica
Solo nella nostra provincia non si riesce mai ad interagire con enti locale e dirigenti scolastici per attivare risorse e competenze disponibili e gratuite? Piuttosto bambini in scuole fatiscenti, senza sapone né carta igienica, porte rotte e muri scrostati, giardini non curati... Una questione di principio? Chissà...

I fatti e le opinioni: qual'è la giusta distanza?

Approfitto di alcuni commenti pervenuti, con riferimento alla circostanza per la quale "la giusta distanza del giornalista dai fatti  (e dalle persone coinvolte dalle notizie) dovrebbe garantire la lettura rigorosa degli eventi…” In questo modo vorrei “ri-leggere” - è un po' ciò che cerco di fare sempre - alcune notizie interessanti di oggi:
 * LORENZO Cimino, segretario generale della Cgil spezzina:  PARCO 5 TERRE: “Ci sono più di 200 lavoratori delle cooperative che non possono certo pagare colpe altrui. La nostra battaglia, insieme agli altri sindacati, è quella di salvaguardare e- stabilizzare i posti di lavoro e mantenere più servizi possibili… E’ indispensabile operare affinché ci possa essere in tempi rapidi la ripartenza di quel sistema produttivo in un nuovo contesto democratico, fatto di regole certe e di trasparenza». Certo questo Cimino non è un giornalista ma apparentemente analizza i fatti, che per lui sono: 200 lavoratori rimasti senza lavoro per cause non dipendenti dalla loro volontà. Per me, invece, i fatti sono: 1) 200 lavoratori potenzialmente senza lavoro oltre ad un numero imprecisato di altri potenziali lavoratori interessati ad un lavoro 2) una situazione di irregolarità diffusa 3) un potenziale elevato rischio di conflitto sociale in ragione dei primi due punti. Una soluzione improntata al rispetto delle regole a alla trasparenza non può che prevedere, a mio avviso: 1) l’azzeramento dell’attuale sistema 2) la definizione di nuovi assetti secondo le regole esistenti 3) il conseguente accesso al lavoro a chiunque ne abbia titolo, anche attraverso un approccio di tipo imprenditoriale e cooperativo.  
CASO ACAM: “A volte sembra di vivere in un’altra dimensione: mi pare che molti non si rendano conto dei rischi veri che abbiamo corso. L’alternativa all’aggregazione era il fallimento, con tutte le conseguenze in termini di disoccupazione, di crisi dell’indotto, di tensioni sociali”.
Uno dei compiti dei sindacati, non sono granchè esperta, consiste nella vigilanza circa l’operato delle aziende, i piani industriali ecc. Un’assunzione di responsabilità in questo senso sarebbe opportuna: cosa abbiamo fatto per NON arrivare all’emergenza? Cosa NON abbiamo fatto e che ha, in parte, determinato la situazione attuale? Inoltre: se (se) l’alternativa all’aggregazione è il fallimento, non è poi detto che il percorso che porta all’aggregazione non possa prevedere alcuni punti sui quali sia opportuno discutere.
Personalmente sono un po' annoiata dall’emergenza e dal “piuttosto che” che porta sempre con sé:
1)      Ex area IP: un centro commerciale piuttosto che un’area inquinata;
2)      Collina di Pitelli: un campo da golf piuttosto che il degrado;
3)      Villaggio Europa: un residence, piuttosto che le baracche fatiscenti;
4)      Waterfront: palazzi e parcheggi piuttosto che i silos;
5)      Panigaglia: raddoppio piuttosto che perdita dei posti di lavoro;
.....
Possiamo cominciare a ragionare i termini di “alternative” e non di “alternativa”?.
* Raffaella Paita sul dissesto del territorio: “Il maltempo di queste ultime settimane ha creato notevoli disagi su tutto il territorio spezzino soprattutto in termini di viabilità e collegamenti stradali con frane e smottamenti che hanno in alcuni casi isolato intere località. Alla luce di questa gravosa situazione, mi sembra importante ricordare che il “Programma straordinario in materia di viabilità per l’anno 2010 offrirà alle Province liguri la possibilità di utilizzare i 5 milioni di euro a disposizione, oltre che per opere infrastrutturali, anche per opere di manutenzione ordinaria e straordinaria».
Ha considerato i fatti? Alcuni. Avrebbe potuto dire che "il maltempo delle ultime settimane (mesi, anni) e la scarsa o nulla manutenzione del territorio (per assenza di fondi destinati allo scopo) hanno determinato… e che oltre al programma straordinario… per gli anni a venire i fondi disponibili dovranno essere destinati sia ad interventi infrastrutturali sia, primariamente, ad interventi di manutenzione delle infrastrutture esistenti per non doverci più trovare in situazioni di emergenza 
* E poi Burlando: durante la campagna elettorale in cui è stato eletto ha dichiarato che “basta con i porticcioli e la cementificazione delle coste”,  dopo aver speso i quindici anni precedenti a prevederne la costruzione in ogni dove sino a tappezzare l’intera costa ligure… qualcuno dobbiamo ancora iniziare a costruirlo. Ora, dopo che abbiamo costruito centri commerciali e outlet “a sfare", il nostro dichiara che Serve un accordo di ferro tra le istituzioni locali per dire basta alle aree commerciali ed evitare così che qualche imprenditore abbandoni la Liguria per mancanza di spazi industriali”. Dovremo aspettarci insediamenti industriali “vista mare” per i prossimi dieci anni? O si pensa di pianificare un minimo?
* per finire, Paolo Ardito sul SecoloXIX avanza delle ipotesi circa gli esiti della lettera di bonanini alla Procura: poichè la lettera non conteneva "fatti" ma il "punto di vista" di bonanini, il giornalista la commenta con le sue ipotesi, evidentemente argomentandole in base alle informazioni in suo possesso e alla sua sensibilità all'argomento. Sondra Coggio intervista Vergassola che, come è solito fare, tra il serio e il faceto si permette di dire tutto e il contrario di tutto su questa vicenda.  Incontrastato.

martedì 23 novembre 2010

Corrado Guzzanti a Vieni Via con me

Legambiente, ecodem, PD: onlus, holding...?

Legambiente dicevamo, qui. Spesso solo con riferimento a singoli soggetti che, tuttavia, ricorrono nei consigli direttivi e di amministrazione di diverse associazioni, fondazioni, imprese: ma cos'è Legambiente?
Dallo statuto, approvato al VIII Congresso Nazionale  - Roma 7, 8, e 9 Dicembre 2007, si rileva che: "art.1) Legambiente è un’associazione di cittadini a diffusione nazionale che opera per la tutela e la valorizzazione della natura e dell’ambiente... art.2) Legambiente persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale; art.3) Legambiente, pur non svolgendo attività diverse da quelle previste dallo scopo sociale all’art.1", può fare varie cose che vanno dalla lettera A alla lettera Q. Questa ONLUS, oltre alle finalità di solidarietà sociale e di tutela ambientale, pare avere interessi (anche economici e anche di rilievo, direttamente o attraverso suoi esponenti) in comune con diverse "entità" che svolgono attività connesse con la consulenza ambientale: 
Ambiente Italia   Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile    Kyoto Club
la promozione del Made in Italy: Symbola
la produzione di energia più o meno alternativa e più o meno sostenibile:
Sorgenia AzzeroCO2  Tirreno Power    Exalto
Poichè l'ultimo bilancio pubblicato sul sito dell'associazione è quello relativo al 2006, (prima del citato congresso del 2007) e anche le società citate stentano a mettere in evidenza sia la loro composizione societaria sia i loro bilanci, è molto difficile farsi un quadro che  rappresenti e distingua le partecipazioni societarie da partnership più o meno formalizzate. Da un post pubblicato lo scorso 7 Novembre sul sito La valle dei templi: "Con un comunicato congiunto, Italia Nostra, Forum Amici del Territorio e Forum Ambiente e Salute denunciano il coinvolgimento di Legambiente nel business del fotovoltaico che sta devastando il Salento. L’associazione nazionale Legambiente, con la sua “Esco (Società di Servizi) Azzero CO2″, sta promuovendo la realizzazione di un mega impianto in agro di Cutrofiano...  Dopo una lunga ed accurata ricerca su internet scaturisce che esiste in Italia un gruppo di dirigenti ed ex dirigenti di Legambiente che hanno messo in atto un sistema in grado di condizionare non solo la politica ma anche l’economia italiana nel settore delle energie alternative. Elemento di primo piano, pare sia Ermete Realacci. Deputato PD, fondatore degli Ecodem, fondatore della fondazione Symbola, Presidente onorario di Legambiente ecc. Subito dopo Realacci vi sono i senatori PD (Ecodem) Roberto della Seta e Francesco Ferrante. ... Realacci e colleghi negli ultimi dieci anni hanno creato un sistema di società che penetrano nel mondo industriale e ministeriale, utilizzando la forza mediatica e culturale dell’associazione Legambiente... La dinamica di quanto avviene a Cutrufiano sembra chiarissima. Si prepara un progetto multimilionario lo si riempie di “vecchie” innovazioni ed agricoltura sperimentale, si usa prima il PD (la Puglia ha una giunta di centrosinistra) per spianare la strada della “politica” poi si usa Legambiente per garantire la qualità del progetto e tenere a bada il territorio ed infine tramite azzero CO2 e EXALTO si fanno i quattrini della progettazione, dei favolosi incentivi; e sempre tramite Azzero CO2 si venderanno alla grande magari con iniziative targate Legambiente (vedi Parchi per Kyoto) i certificati verdi? Tutto questo da Cutrufiano. Con repliche qui e critiche qui.
E noi che c'entriamo?  C'entriamo e andiamo oltre.
Come abbiamo già visto in precedenza, anche il faraone (ex presidente del parco nazionale delle 5 terre che proprio in queste ore si chiede perchè non sono libero?)  è nella direzione nazionale di Legambiente, nel comitato promotore di Symbola ed è (solo di recente rimosso) uomo del PD, come Ermete Realacci, Roberto della Seta e Francesco Ferrante.
Il Parco delle 5 terre negli anni (sicuramente nel 2005 - 2007) ha, tra l'altro:
- avviato un percorso di registrazione EMAS  (il secondo, mai portato  a termine) grazie ad un progetto di Legambiente (probabilmente finanziato con fondi pubblici) e affidato alla società Ambiente Scrl di Carrara  (che apparentemente condivide i suoi archivi sul web con la società Tethis, anch'essa operante nel settore);
- avviato un progetto, realizzato da Ambiente Italia (probabilmente sempre in virtù di un finanziamento pubblico) e volto a calcolare la capacità di carico turistica delle 5 terre - esiti mai resi pubblici;
- ottenuto un finanziamento per la realizzazione di Agenda 21L e affidato il progetto a ISSI - professionisti che vi fanno riferimento - (il sito di ISSI attualmente non è più presente su internet) apparentemente confluiti, con il loro presidente EDO Ronchi, nella Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.  
Il progetto è finito sotto la lente della Corte dei Conti che ne ha contestato diversi aspetti. La realizzazione di un altro progetto è stata bloccata dall'intervento della Corte dei Conti, in materia di energia questa volta (ohibò): con Deliberazione n. 7/2008/P, la CdC “ricusa il visto e la conseguente registrazione... L'oggetto della deliberazione è un protocollo d'intesa tra il Parco e il Ministero dell'Ambiente: Protocollo d’intesa, contenente la disciplina dei rapporti fra le parti, stipulato, in data 6 dicembre 2007, con il Parco nazionale delle Cinque Terre, concernente un programma di collaborazione, con finanziamento ministeriale di € 1.007.000,00, per la sostenibilità ambientale. Tale progetto persegue quali finalità primarie le fonti rinnovabili e la protezione dell’ambiente nel Parco medesimo, con lo scopo di contribuire alla riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra nel rispetto dei vincoli imposti dal Protocollo di Kyoto.”
Siamo certi che tutto quanto descritto avvenga nella più totale legalità e tuttavia  si pone un problema di opportunità e di credibilità: sia per Legambiente sia per il PD.
p.s. Sorgenia è socio di Hera in Tirreno Power; se Legambiente è socio di Sorgenia allora è socio di Hera che, tra l'altro, sta acquistando il 49% di Acam Spa: quanta credibilità potrà avere Legambiente quando si tratterà di ragionare di ACQUA PUBBLICA, di ENERGIA, di ENERGIA DAI RIFIUTI? 

Si può ragionare di questi argomenti?
Daniela Patrucco e Marco Grondacci

lunedì 22 novembre 2010

5 Terre: da mani pulite a mani unte. Anything new?



Quando sono colti in flagrante diventano statisti e ne fanno una questione di principio:  
"il faraone spera di essere giudicato altrove? «Non è questo il punto–ribalta il legale – Bonanini vuole piena chiarezza su tutto e tutti: senza eccezioni. Altrimenti non ci sta. Perciò: se piena chiarezza c’è, stiamo qui. La strategia scelta da Bonanini sembra diretta a non ricusare di persona i magistrati spezzini: ma a innescare un “corto circuito” già latente nel delicato equilibrio di rapporti fra indagatori e indagati. Da una parte, sposta l’attenzione dall’imputato a chi lo ha incastrato: dall’altro, pone la questione del “reato uguale per tutti”. (Il SecoloXIX)
Non abbiamo un Hotel Raphael, e forse neppure la stessa capacità di indignazione, ma sarebbe opportuno che il faraone iniziasse ad assumersi le sue responsabilità "politiche" e a spendere qualche parola per "la sua gente", se non per  tutte "le persone che ha vessato" e alle quali ha "impedito per anni di vivere una vita serena": categorie in gran parte coincidenti. Poi faccia pure con gli "avvertimenti" (dal SecoloXIX di sabato) alla magistratura e ai suoi colleghi politici.
Una nuova domanda sull'informazione locale: la notizia non c'è e il SecoloXIX funge da cassa di risonanza  alla difesa di  Bonanini/all'attacco alla magistratura? o la Nazione ha definitivamente sospeso (per quale ragione?) l'informazione sull'inchiesta giudiziaria alle 5 terre? La stampa nazionale? la Repubblica, il Fatto Quotidiano? nuovo giorno, nuova notizia? oppure, troppo complicata la vicenda? troppi interessi in gioco, difficile capire dove si può andare a parare? Per me è buona l'ultima.

domenica 21 novembre 2010

Il bavaglio locale: veline marziane e...

Io non sono giornalista nè, tanto meno, redattore di un giornale e quindi mi chiedo se ha tecnicamente senso impaginare le veline come ad esempio la Nazione di oggi:
nella pagina Lerici_Arcola_Vezzano, pubblica la "velina" relativa alla partecipazione del presidente di Acam Garbini, lo scorso 12 novembre, al Consiglio Comunale di Vezzano Ligure. In quella sede, nel corso del suo intervento aveva anche annunciato l'avvenuta soluzione del problema della chiusura del ciclo dei rifiuti attraverso la realizzazione di una discarica di servizio nella cava di Rocchetta Vara. Chiaramente la velina pare essere dei consiglieri di minoranza di Vezzano Ligure, che hanno compiuto l'atto eroico di chiedere, per primi, la convocazione del presidente di Acam; ma che ora, tuttavia, non intervengono a  contestarne le evidentemente imprecise dichiarazioni, considerato che
nella successiva pagina Bolano_Follo_Val_di_Vara la notizia riguarda la "contrarietà alla realizzazione  della discarica nel territorio comunale" espressa dal sindaco di Rocchetta Vara, che ha indetto un'assemblea pubblica per oggi pomeriggio. 
nella pagina Porto Venere_Cinque Terre_Riviera, un articolo dal titolo CINQUE TERRE - Scuola progetto sulla biodiversità: il progetto pare essere organizzato da Ferparchi et altri e vede l'adesione di 110 istituti italiani: che c'entrano le 5 terre? saranno uno dei 110 istituti, immagino e tuttavia so che al contrario, la scuola materna ed il nido di Riomaggiore hanno semmai grandi problemi miseramente quotidiani legati alla loro stessa sopravvivenza. Ne vogliamo parlare?
pubblicato dalla velina del parco 5 terre: dal 29 novembre al 2 dicembre, a Fontevraud, si parlerà di protezione del paesaggio e politiche regionali ... l'incontro a cui prenderanno parte i rappresentanti del Parco Nazionale delle Cinque Terre, capofila del progetto... un documento ... anche sottoscritto dal Parco Cinque Terre che incoraggia tutti gli attori dei territori viticoli ad operare congiuntamente, in una logica di sviluppo durevole, per l’ottimizzazione della produzione e la valorizzazione culturale e turistica di tali paesaggi. Ora io mi chiedo se ha senso, in questa situazione, partecipare ad un convegno simile. Chi, con quale coraggio? Per dire cosa? Ovviamente il giornale pubblica la velina e soprassiede. Come diceva qualcuno, cose trite e ritrite, andiamo avanti! Infatti la Nazione, se non mi sono persa qualche pezzo, non sta più seguendo la vicenda 5 terre, dal punto di vista giudiziario, non avendo neppure dato notizia dell'annullamento dell'interrogatorio di Bonanini e della paventata avocazione dell'indagine da parte della procura generale di Genova.
 Il SecoloXIX, Alessandro Franceschini, fa sapere che "Le bocche dei pm rimangono cucite, ma negli uffici del  tribunale c’è la convinzione che l’avocazione non ha fondamento: «Il codice di procedura penale non la contempla in questo caso », si sente ripetere." Certo non è così semplice,  sono riportate le diverse ipotesi. Comunque, il trasferimento sarà  eventualmente deciso dalla Corte di Cassazione il  22 Gennaio p.v. ma pare che il Tribunale voglia chiudere l'indagine prima di Natale. Il Secolo fornisce anche un riassunto di tutti cambi di direzione intrapresi da Bonanini rispetto alla strategia difensiva. Anche secondo me era opportuno.

sabato 20 novembre 2010

5 Terre: cose trite e ritrite

Interessante perchè i media ripartono invece di continuare a parlare di cose trite e ritrite e danno una speranza ai lavoratori del territorio. Questo il commento al mio post sul bavaglio locale televisivo.
Leggendo il SecoloXIX di stamani tuttavia, abbiamo conferma che questa vicenda non ci riserva più nulla di nuovo almeno per quanto attiene la strategia difensiva del faraone. Qualche sospetto l'avevo già avuto il 10 novembre, quando avevo fatto questo "elenchino faraonico":
1) ha sostenuto che non poteva stare in prigione e neppure farsi interrogare perchè molto malato
2) ha detto che non era più così malato da stare in ospedale ma ancora un po' per l'interrogatorio
3) ha chiarito (dai domiciliari, scansando la galera) che siccome ha un pò bistrattato il procuratore Scirocco, allora sarebbe meglio che il processo si facesse a Torino
4) ha rilevato che però tutto sommato i suoi attuali avvocati non vanno tanto bene (difendono anche Tarabugi che ha ammesso alcune responsabilità che lo coinvolgono, invece il faraone vuole chiarire tutto fino in fondo) e quindi vorrebbe cambiare con uno di Pisa (tale Di Bugno che mi ricorda qualcosa ma ora non mi viene in mente)
5) è probabile che il nuovo avvocato avrà bisogno di un po' di tempo per guardare le carte e quindi
6) l'interrogatorio forse previsto per Venerdì dovrà essere, con grande rammarico, rinviato.   
Integrato ieri con il punto 
7) Franco Bonanini ha deciso: rinuncerà all’interrogatorio che la sua stessa difesa aveva chiesto.
La notizia di oggi  
8) è che "Credo che chiunque, leggendo le carte, si ponga queste domande sui ruoli, i magistrati per primi – spiega Di Bugno – e non è per interesse del mio assistito, ma per il ben più alto prestigio della magistratura». 
Capito? mentre lo indagavano faceva dossieraggio sui magistrati (così emerge dall'ordinanza), ora che è ai domiciliari vuole (così pare dalla lettura dell'articolo sul SecoloXIX) che si indaghi a fondo sui magistrati (certo, mica su di lui) per il ben più alto prestigio della magistratura. Qualcuno aveva pensato che stesse scrivendo la sua memoria difensiva? Macchè, non c'è niente da cui difendersi, il faraone sta scrivendo la memoria di attacco ai magistrati. Trito e ritrito: un altro B. ha già dato.

p.s. per portarci avanti, consideriamo che se il fratello dell'Avv. Di Bugno  dovesse diventare il nuovo procuratore della Spezia dovremo magari cambiare avvocato. O procuratore?

venerdì 19 novembre 2010

Un faraone alle 5 Terre: io mi ricordo, do you? (6)

... segue da qui
 
Il 31 Gennaio 2007, dopo la pubblicazione della mia ritrattazione e la chiusura del contenzioso con il Parco, ritenni di dover sensibilizzare il Ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. Non fosse stato per quanto riportavano i verdi di Sarzana, a proposito dell'interesse del Ministro all'affaire 5 terre, sarei stata certa di sfondare una porta aperta.
Questa è la mail che inviai a 'a.pecoraroscanio@verdi.it' con oggetto "I grandi temi e le piccole storie".
Egregio Ministro,
non credo assolutamente che lei leggerà questa mail, né che mi risponderà; credo invece che subirò ulteriori ritorsioni anche a causa di questa inutile lettera. Tuttavia, consapevole dell’inutilità dell’esercizio che sto svolgendo, decido di perdere un po’ del mio tempo diciamo così, per allenamento, per non perdere l’attitudine alla critica e alla coscienza civica.
Va da sé che le scrivo di una piccola storia, ambientata nel Parco Nazionale delle 5 Terre, sito Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Certo, riguarda il nuovo Residence Europa di prossima costruzione a Corniglia; riguarda la nuova scuola da costruirsi in Località la Pianca  (rigorosamente progettata con tecniche di bioarchitettura); riguarda la nuova funicolare/ascensore (progettato con tecniche tecnologicamente avanzate e nel rispetto dell’ambiente) che collegherà le Cinque Terre alla Val di Vara. 
Il primo intervento è stato difeso strenuamente dal Sen. Ronchi a mezzo stampa; il secondo dal  Ministro Rutelli che, rispondendo ad un’interrogazione parlamentare, ha detto che tutto va bene. Ma si sa, il primo è presidente di ISSI, il secondo compagno di partito di Legambiente: ognuno difende i suoi territori, anche il mio gatto. Strano che lei non abbia avuto nulla da dire al riguardo: pare invece che i verdi locali si muoverebbero anche di più, potendo.
La mia piccola storia, tuttavia, è un’altra. E’ la storia di una cittadina che si  è concessa il lusso di ragionare, pubblicamente attraverso un giornale, sulla opportunità di alcune modalità di gestione del Parco delle 5 Terre da parte del suo Presidente e degli altri organi preposti. Il tema affrontato, la democrazia  o meglio la sua mancanza, era esemplificato facendo riferimento alle modalità con cui le varie attività produttive e commerciali dell’Ente vengono affidate senza il ricorso a bandi pubblici (vedi allegato).
Senza curarsi di rispondere pubblicamente, il suddetto Ente, nella persona del suo Presidente, ha pensato bene di minacciare di querela la cittadina (vedi allegato) che, consigliata da un avvocato, e non avendo capacità economica per procurare prove spendibili in giudizio, ha acconsentito a ritrattare quanto affermato (vedi allegato).
Solo per completezza di informazione aggiungo che la cittadina, che lavorava con collaborazione a progetto (rinnovata di mese in mese da quindici mesi circa) per l’Ente Parco 5 Terre, non ha avuto il rinnovo del contratto ed è attualmente senza lavoro; inoltre, sempre la cittadina, ha dovuto sostenere le spese dell’avvocato che sono pari a due mesi di lavoro (che non ha più).
Non dispongo tuttora di prove provate ma, negli ultimi cinque o sei anni, non risulta che sia mai stato emesso un bando pubblico per la gestione  di ristoranti, centri di accoglienza, laboratori, ostelli e quanto altro il Parco Nazionale delle 5 Terre ha attivato ergendosi a simbolo di quello “sviluppo sostenibile” che tutti auspichiamo. Stendo un velo pietoso sui reali numeri e la qualità dell’occupazione prodotti… 
E’ di ieri la notizia della prossima apertura di un rifugio nel Parco dell’Antola: il prossimo 16 Febbraio sarà pubblico il bando per la gestione; perchè alle 5 Terre possono gestire tutto in altro modo? E’ dato di sapere se vigono regole particolari? Almeno le regole possono essere pubbliche e pubblicate?
Egregio Ministro, la sostenibilità dello sviluppo e dell’ambiente passa anche attraverso il rispetto delle regole e dei diritti?
Egregio Ministro, perché lei non se ne occupa?
Forse che i presidenti dei Parchi non dipendono dal suo ministero?
Perché il Ministro Mussi interviene direttamente a sospendere un “cervello abusivo”?
Il Ministro Di Pietro non si cura degli equilibri del caso Abertis Autostrade e interviene immediatamente?
Il Ministro Turco manda le ispezioni negli ospedali all’indomani di un’inchiesta giornalistica?
Perché lei invece no? Pensa anche lei che potrebbe andare peggio? E le regole?
Signor Ministro, dov’è la discontinuità tanto sbandierata? Perché è così facile schierarsi dalla parte dei diritti umani e civili quando riguardano persone molto lontane da noi e così difficile quando le persone hanno nome e cognome? Forse perché è problematico esporsi?
Caro Signor Ministro, se l’ho fatto io che avevo solo da perderci, e sto perdendo, potrebbe fare qualcosa anche lei, non trova?  
P.S. un’altra domanda: lei mi avrebbe querelata? Non le sembra tutto un po’ eccessivo? Occorre proprio andare in tv perché qualcuno dia un’occhiata? O da Beppe Grillo perchè lei risponda sul suo blog? 
Più sotto, tutti i miei riferimenti. Se lo ritiene posso anche rispondere a domande supplementari.

Evidentemente non ci fu risposta. Incontrai Pecoraro Scanio nel Maggio 2009, durante la campagna elettorale delle Europee in cui Bonanini era candidato. Pecoraro Scanio sostenne di conoscere appena il faraone. Eravamo qui.
P.S. Ospiterei volentieri il racconto dei verdi di Sarzana attualmente, credo, in gran parte confluiti nei grillini spezzini.

segue... qui

giovedì 18 novembre 2010

Il bavaglio locale: dimenticavo la TV...

cliccare per accedere al video
Mi scordo sempre la TV: dopo aver letto quei 3/4 giornali al giorno francamente i TG me li risparmio. Faccio con la TV come al supermercato, so cosa devo acquistare, lo faccio e me ne vado: i TG non rientrano nella spesa settimanale. Tuttavia in questo modo, se dei programmi nazionali si legge ogni mattina sui giornali, sfugge completamente l'approccio informativo dei TG RAI regionali, per non parlare di quelli delle TV locali. Senza valore statistico dunque, riporto ciò che mi è capitato di vedere ieri sera al TG3R delle 19 e qualcosa.
Sino a metà TG le notizie, pessime, hanno riguardato per lo più il ponente ligure: Imperia con il suo porto, storie di prostituzione mi pare a Sanremo, insomma le brutte notizie tipiche dei TG. Ad un certo punto (poco oltre la metà, è un indicazione per chi volesse vedere quella parte di video cliccando sull'immagine) parte la notizia dell'imminente accordo tra Hera e Acam (che suonava positiva) subito seguita da un servizio sulle 5 terre. Oddio, servizio: uno spottone incredibile sul mare d'inverno, che ci sta per carità, con riferimenti  molto sereni al fatto che quel territorio sia sede di un parco, intervista ad una pseudo-dipendente (del parco o delle cooperative, non si sa): tutto normale. Come se niente fosse.
L'ho premesso, non lo vedo mai e probabilmente hanno parlato dell'inchiesta delle 5 terre per i 45 giorni precedenti a ieri e comunque mi è parso surreale quel servizio in cui le 5 terre, ancora una volta, costituivano "solo" l'eccezione positiva della Liguria. E va bene il turismo, ma allora perchè non un po' anche al ponente di Scajola? Che sulle tasche dei cittadini (immagino si tratti di pubblicizzare la località a fini turistici) debbano ricadere le colpe dei politici che loro stessi hanno eletto? Quelli di destra, naturalmente.

mercoledì 17 novembre 2010

Dalle biomasse ai rifiuti illeciti: è il tema della fiducia.

Sette arrestati alla riso scotti energia che, come si legge dal sito internet, opera nell’ambito della produzione di energia elettrica e termica da fonti rinnovabili con avanzati impianti tecnologici per ridurre al minimo l’impatto ambientale e il consumo di fonti energetiche tradizionali nel pieno rispetto delle esigenze di un progresso biocompatibile. Così il FQ.
E' questa cosa per cui in Italia riusciamo a contaminare (nell'accezione negativa) in qualche modo qualsiasi azione che determina la sindrome Nimby di cui, apparentemente, soffriamo più che in altri paesi? Io credo di sì. Io credo che il problema stia nella nostra impossibilità a fidarci della nostra classe dirigente istituzionale e imprenditoriale. Questo per due ordini di fattori:
1) il livello di illegalità è talmente diffuso  e pervasivo che non si capisce bene perchè dovrei credere davvero che:  il nuovo waterfront della Spezia sarà realizzato senza speculazioni e con procedure trasparenti, senza infiltrazioni mafiose; la bonifica dell'ex area IP è stata fatta secondo norme e prescrizioni; la nuova discarica di Rocchetta Vara accoglierà sempre e solo il CDR di Saliceti; la collina di Pitelli sarà debitamente bonificata e messa in sicurezza prima che ci costruiscano il campo da Golf; politici e dirigenti stanno operando per il bene di Acam; alla Venere volevano davvero fare un Hotel e non dei mini appartamenti; la lobby dell'eolico vuole promuovere l'uso di energia rinnovabile; eccetera..
2) il livello di opacità delle P.A. e delle imprese è talmente elevato che non si hanno mai in mano elementi per poter valutare che le cose saranno/sono state fatte come da prescrizioni normative. 
3) il livello di inadeguatezza delle P.A  nella istruzione delle pratiche amministrative o la tentazione continua, anche delle imprese, di ricorrere a scorciatoie che determinano spesso la sospensione degli atti stessi.
Abbiamo dunque il problema della fiducia e sappiamo che potersi fidare, nella società del rischio, è condizione necessaria. Sembra un paradosso ma, come spiegava Beck, salgo su un aereo perchè, pur non sapendo nulla del suo funzionamento, ho fiducia che il pilota lo saprà far decollare e atterrare. Allo stesso modo pago la bolletta dell'energia elettrica (ho fiducia che i conteggi siano esatti) e quant'altro. In questi casi, tuttavia, la fiducia deriva dalla mia incapacità di realizzare autonomamente ciò che acquisto (pilotare un aereo, conteggiare il gas) e dalla conseguente mia volontà di non rinunciarvi.
Al contrario in tutti i casi in cui, in virtù delle tre ragioni espresse più sopra, sento di non potermi fidare allora mi oppongo e così nasce il rifiuto della discarica, del termovalorizzatore, del waterfront, dell'outlet di Brugnato, del progetto Marinella, del progetto Botta, delle promesse elettorali e chi più ne ha...
P.S. La mancanza giustificata di fiducia, secondo me, è la ragione vera per cui sarebbe giustificato anche il proliferare dei ricorsi al Tar, ad esempio ligure (se ci si potesse fidare del fatto che chi li presenta non lo faccia per raggiungere fini diversi da quelli dichiarati).
Capito il dottor Scotti?