domenica 31 ottobre 2010

Vittorio Coletti: l'ignavia della sinistra

Oltre ai buoni giornalisti, nel levante ligure mancano anche gli intellettuali; poichè non è sempre stato così, e anzi questo ultimo pezzo di Liguria un tempo attirava diverse tra le migliori teste pensanti del nostro paese, si potrebbe ragionare sulle cause che determinano la loro indifferenza, quando non reticenza a riflettere su questo territorio nonostante non rinuncino a goderne gli indiscutibili, ancorchè precari, paesaggi.  Prendo a prestito quindi, ancora una volta,  una riflessione che non  riguarda specificamente il levante ligure ma che potrebbe benissimo: Vittorio Coletti affida una delle sue perle all'edizione genovese di Repubblica a proposito dell’annunciato abbandono del PdL da parte del Senatore Musso, e del suo desiderio di incontrare B. prima della decisione finale. Scrive Coletti: “non capisco perché Enrico Musso, che da tempo è di fatto fuori dal Pdl e non è mai entrato, sia detto a suo onore, nella corte del Vecchio Satrapo, pensi, prima di andarsene, a un incontro personale con Papi. … E’ vero che un gesto di buona educazione è sempre apprezzabile, comunque sia. Ma, onestamente, ci vuole un bello stomaco per incontrare di persona il protettore di Ruby. Persino portargli il residuo rispetto che si deve a ogni uomo e alla carica che ricopre, mi riesce difficile. Come fanno galantuomini come Biondi, come Musso, a indugiare così a lungo prima di smettere tanto disdicevoli frequentazioni? Ma, a pensarci bene, perché stupirsi che gente che ha militato con lui ci metta così tanto a prenderne le distanze, quando tanti, che non hanno mai aderito alle sue formazioni politiche e non lo hanno mai approvato, hanno così a lungo esitato a vedere la sciagura che incarnava e, pur opponendoglisi senza equivoci, si sono distinti puntigliosamente dai militanti dell’antiberlusconismo, accusandoli per anni di esagerazione, isteria radicale, girotondismo, dipietrismo ecc.? Ho un ricordo vivo e doloroso dello sconcerto che la mia rabbia antiberlusconiana faceva in tanti cari e stimati amici, delle dispute affettuose e accanite con essi, prima che la non più negabile devastazione totale del paese togliesse loro le parole ragionevoli e prudenti che speravano di poter continuare a dire. La responsabilità del successo di quest’uomo impresentabile è più ampia di quel che si crede e non riguarda solo chi lo ha sostenuto o chi ne è stato ingannato, ma anche chi ha onestamente pensato di batterlo con gli strumenti ordinari della buona politica. Ci vuole lucida disperazione, a volte, per cogliere tutta l’enormità del male. Per questo tanti, a sinistra, non l’hanno colta, affezionati al vecchio ottimismo della volontà e all’atavica fiducia nel genere umano. Per questo, la schifezza e il danno  rappresentati da Berlusconi, sono stati, paradossalmente, meglio visibili da destra, perché più prossima a lui e  senza illusioni sull’uomo. Il fatto che il Pd balbetti anche a questo punto di degrado e che il pur ambiguo Fini sia infinitamente più motivato contro il Cavaliere del buon Bersani, sta dentro questo drammatico quadro. Chi, trovandosi nelle vicinanze, poteva vedere bene, si è troppo a lungo chiuso gli occhi e solo ora i Musso e i Biondi dichiarano che non se ne può più. Chi aveva difficoltà a vedere, perché giudiziosamente lontano, si è raccontato una realtà politica di sogno, correttamente istituzionale, dentro la quale fare una molto compunta e tradizionale opposizione al Vecchio malvissuto. Hanno perso tutti. Berlusconi sprofonda nella sua miseria morale. Bersani fa  sprofondare il Pd. Quelli che se ne vanno oggi debbono ammettere di averlo fatto troppo tardi."
Ecco,  se siete arrivati sin qui, non credete che le riflessioni di Vittorio Coletti abbiano senso anche per descrivere la situazione di timida e isolata presa d'atto, assordante silenzio, quando non collateralismo che persiste, a distanza di un mese, relativamente al B. delle 5 terre?

Ricette liguri: scampi al petrolio in salsa Haven

Un articolo di Paola Zanca, da il Fatto Quotidiano di oggi: un servizio in onda su Report questa sera.

Il concetto di “scaricabarile” non è mai stato così azzeccato. I fondali del Mar Ligure al largo di Savona sono ricoperti di petrolio. Dal 1991, quando la petroliera greco-cipriota Haven saltò in aria scaricando 144 milatonnellate di oro nero. Tutti lo sanno, tutti lo negano. Palazzo Chigi considera il problema “risolto”, il ministero dell'Ambiente pure, anche se si dice pronto a intervenire qualora ci fossero “segnalazioni” della presenza di greggio in fondo al mar. 
Questa sera, di segnalazione, ne avranno una che vale le dimissioni. Report, con unservizio di Sigfrido Ranucci,  dimostra che quello della Liguria è un scempio che non potevano non sapere: al ministero, di accendere la tv non hanno bisogno. Che sia pieno di petrolio, lo sanno benissimo. Sono stati loro stessi, nel 1995, a commissionare uno studio alla Icram: sanno della distesa di catrame, sanno dell'alta  percentuale  di pesci con il tumore al fegato, sanno della prole malforme. Eppure fanno finta di niente. Stanno lì, aspettano “segnalazioni”. 
CHI LAVORA nell'industria del greggio, assicura che il petrolio è un “p ro d o tto naturale”, e come tale la natura se lo riprende. Anche nelle peggiori fuoriuscite, giurano, dopo quindici,  vent'anni, di quell'olio non c'è più traccia. Anzi, azzardano, rende perfino i fondali più belli. La catastrofe  dell'Haven il prossimo aprile compirà vent'anni. Eppure la natura quel vomito nero, non sembra averlo  digerito. È lei che si è dovuta adattare al magma che l'ha travolta: sugli ammassi di catrame, i moscardini sono perfino riusciti a deporre le uova. 
IN QUELLA porzione di Mediterraneo, però, la pesca non è vietata. Ogni mattina, i pescatori gettano le reti e quello che portano a galla è una materia grigiastra. In mezzo ci sono i  pesci, gli scampi pregiati: loro li prendono, li puliscono e tornano ad essere guardabili e ufficialmentecommestibili. L'unica area interdetta alla pesca è quella esattamente sopra il relitto. Per assurdo, l'unicabonificata. L’o p e ra z i one si è conclusa nel 2008. A farla è stata la Protezione civile, a cui la presidenza del Consiglio, tre anni prima, aveva affidato i fondi per il ripristino nell'area. Quindici anni dopo la tragedia? No, i soldi c'erano già prima, è che li hanno usati per tutt'altro. Sigfrido Ranucci, carte alla mano, li ha ricostruiti  centesimo per centesimo. Il danno stimato per l'incidente della Haven era di circa due mila miliardi di lire. Ma l'Italia non li ha pretesi: si è accontentata di ottenere il pagamento delle misure di ripristino “ragionevoli”, non si sa per chi. Tradotto, 117 miliardi di lire che nel 1999 sono arrivati nelle casse della regione Liguria. Bene, anziché per la Haven, li hanno usati per riqualificare l'ex ferrovia e la passeggiata degli artisti di Albisola, per sistemare il lungomare di Cogoleto, il depuratore di Arenzano. Poi, dopo il trasferimento della gestione allaProtezione civile, li hanno usati per “mettere in sicurezza il sito dell’azienda Stoppani che aveva contaminato di cromo terreni ed acqua” e per pagare gli ammortizzatori sociali dei lavoratori che hanno perso il lavoro.
L'attuale assessore all'Ambiente, Renata Briano, non lo considera un errore. Lei, che il petrolio sia in mezzo ai pesci, non ci crede proprio. “Credo che il petrolio sia in profondità tali che non ci sia per icolo!”. Report  stasera lo riporta a galla. Sarà difficile continuare con lo scaricabarile.

sabato 30 ottobre 2010

Scuola: ora di religione e alternative, quali sono i diritti e dove sono i fondi?

In maniera a volte arbitraria, i dirigenti scolastici "governano il tempo" degli studenti che esercitano la facoltà di non avvalersi dell'Insegnamento della Religione Cattolica. Anche l'esperienza personale mi dice che si tratta di pochissime unità nella scuola elementare (in particolare sino all'età della prima comunione), qualcosa in più alla secondaria di primo grado sino a diventare un numero piuttosto significativo alla secondaria di secondo grado. Sempre per esperienza diretta, non è stato possibile nei 5 anni di scuola primaria avere un'alternativa all'insegnamento della RC che non fosse il parcheggio del ragazzino in un banco di altra classe, e tuttavia le dirigenti che si sono succedute hanno sempre fatto in modo di collocare l'ora di religione all'inizio o alla fine delle attività per consentire l'entrata/uscita posticipata/anticipata. 
Con mia somma soddisfazione, all'iscrizione di quest'anno ho avuto modo di scegliere tra quattro opzioni: uscita dalla scuola, studio individuale, studio assistito, attività didattica. Ho optato per lo studio individuale ma, con grande sorpresa (e soddisfazione, devo dire)  ho successivamente constatato che la scuola ha attivato un corso di Cittadinanza e Costituzione per i 3 bambini della classe (e presumibilmente per quelli delle altre classi).
Confermo pertanto ciò che leggo su repubblica di stamani, a firma di Antonia Sani del Comitato Nazionale Scuola e Costituzione: troppo spesso non sono disponibili alternative all'ora di religione e tale fatto si configura come una palese forma di discriminazione. Ribadisco, come ho spesso fatto notare su questo stesso blog, che non si tratta di un effetto della riforma Gelmini ma di pratica annosa (almeno 5 anni). Antonia Sani invita "Dirigenti Scolastici, Consigli di Istituto, si rivolgano all’Ufficio Scolastico della propria regione e chiedano conto di quei fondi — e sono cospicui! — che anche nel bilancio dello Stato 2010 sono stati attribuiti alle Regioni per «Spese per l’insegnamento della religione cattolica e per le attività alternative." Rilevo, tuttavia, la circostanza per la quale, nonostante mettano a volte a disposizione un'ora di attività alternativa (peraltro graditissima, dato il tema) le scuole vìolino il sacrosanto diritto di scelta del cittadino (che aveva scelto ad esempio l'ora di studio individuale) confermando la difficoltà culturale anche dei soggetti più illuminati di condividere le proprie scelte rispettando i sacrosanti diritti individuali dei cittadini  (che le dovrebbero subire).  Come specificato in questa circolare disponibile sul sito www.scuolaecostituzione.it che rimanda ad una sottosezione del Comune di Bologna, di cui riporto qualche riga: 
Le sentenze e le circolari ministeriali prevedono che:
1. Non vi sia regime di opzionalità fra l’insegnamento di religione cattolica e le attività cosiddette alternative, ma che deve essere garantita la libera scelta fra avvalersi o meno e a chi non si avvale le scuole devono offrire un ventaglio di 4 possibilità: attività didattiche e formative, studio individuale assistito, studio non assistito, uscita dalla scuola;
2. deve essere garantita a tutti gli alunni non avvalentisi l’attività che i loro genitori hanno scelto liberamente nel modulo a loro consegnato. Le attività didattiche e formative devono avere la stessa dignità di ogni altra attività organizzata dalla scuola. Non è legittimo aggregare gli alunni a quelli di altre classi, che svolgono le normali attività didattiche; non è consentito trasformare a posteriori una scelta in un’altra;

venerdì 29 ottobre 2010

ACAM: nuovo comunicato dei lavoratori

Pubblichiamo il comunicato sottoscritto dai lavoratori di ACAM, che provvediamo ad inviare a tutti i sindaci della provincia, alla provincia e all'a.d. di ACAM.

COMUNICATO   DEI   LAVORATORI    ACAM

I Lavoratori di Acam giudicano insufficienti ed inefficaci, le misure prese fino ad oggi dalla proprietà e dai suoi organi dirigenziali per risollevare e risanare l’azienda dalla profonda crisi economica, operativa e gestionale in cui versa.
-          le attività per il contenimento dei costi sono state chiaramente insufficienti; permangono all’interno dell’azienda  sprechi di denaro ed appare chiara la mancanza di volontà di mettere in atto un’azione seria ed efficace in questo senso. Tra le altre cose, ad oggi,  e chissà ancora per quanto,  non è ancora operativa la discarica di servizio di cui ha bisogno l’azienda e la cittadinanza, con conseguente aggravio di costi  per milioni di euro sul bilancio d’esercizio per lo smaltimento dei rifiuti fuori provincia.
-          l’azione  di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale è stata completamente inefficace se non addirittura nulla.  L’azienda versa in una situazione operativa e gestionale estremamente grave e se possibile, peggiore di due anni fa .
-          dal punto di vista della TRASPARENZA i lavoratori ne denunciano la totale mancanza e la situazione nel gruppo è quindi ancora immutata e nessun provvedimento o misura concreta  è stata presa per migliorare  le cose.
-          poco è stato fatto, anche dai comuni proprietari,  per cercare di incrementare il volume di ricavi del gruppo;
-          per ultimo, ma non per importanza, dopo due anni dall’insediamento del nuovo gruppo manageriale, non è stata ancora individuata alcuna responsabilità per la situazione attuale e la tanto richiesta azione civile  sembra essere definitivamente senza motivo tramontata (anche su questo punto, denunciamo la totale mancanza di trasparenza).

IN QUESTO CONTESTO I LAVORATORI RIFIUTANO OGNI MISURA O PROVVEDIMENTO CHE TENDA A PENALIZZARLI ULTERIORMENTE E SI OPPONGONO QUINDI CON FORZA ALLA PROPOSTA AVANZATA DALL’AZIENDA PER L’APPLICAZIONE DEI CONTRATTI DI SOLIDARIETA’.

CHIEDONO INOLTRE ALLE ORGANIZZAZIONI SINDACALI  CGIL,  CISL, UIL E CISAL DI SUBORDINARE QUALSIASI LORO DECISIONE SU QUESTO ARGOMENTO ALLA CONSULTAZIONE E APPROVAZIONE DA PARTE DEI LAVORATORI.

Ricordiamo infine, se ce ne fosse bisogno, alla classe dirigenziale, ai comuni proprietari e  alla classe politica tutta (maggioranze e opposizioni) che parlando di Acam si parla di denaro pubblico e le conseguenze della attuale situazione disastrosa che ha visto la dilapidazione di un patrimonio, ricadranno direttamente o indirettamente sulle spalle della collettività e di questo tutti loro in misura diversa ne sono responsabili.
Li esortiamo quindi a fare tutto il possibile per cercare di salvare quel poco che ancora è salvabile. 

Ambiente, progetti e cittadinanza

...in America Latina.

E' in corso a Padova (12 Ottobre / 7 Novembre) questo convegno articolato su più incontri che indagano il tema della sostenibilità, a partire dalle politiche attuate in America Latina: accordi internazionali, progettazione, attuazione, criticità. La modalità di indagine è estremamente interessante e riguarda aspetti cruciali e di grande attualità, a partire dalle poche e dense righe che riporto di seguito  dal pieghevole. (ho evidenziato quelle che a mio avviso sono le parole chiave)

La retorica della sostenibilità che ha accompagnato le politiche di sviluppo negli ultimi 20 anni ha trovato in America Latina alcuni elementi caratteristici di una declinazione peculiare sia da parte degli Stati, che da parte della società civile. 
Il considerevole impegno delle istituzioni politiche latinoamericane nell’organizzare la macchina pubblica in modo da accogliere gli stimoli provenienti dagli accordi internazionali per lo sviluppo sostenibile si è espresso a partire dall’inserimento delle tematiche ambientali e dello sviluppo sostenibile nelle costituzioni (costituzionalismo ambientale), attraverso l’adozione di leggi quadro sull’ambiente, di norme per la valutazione ambientale, di un’organizzazione amministrativa adeguata alle nuove sfide e di un ruolo sempre maggiore del sistema giudiziario.
Tuttavia permangono due principali criticità nelle decisioni pubbliche relative all’ambiente (peraltro non riguardanti solo l’America Latina): una oscillante attuazione delle politiche e delle norme ambientali, spesso rese secondarie rispetto alle esigenze e alle priorità della crescita economica, e una certa impermeabilità nei confronti delle istanze di partecipazione mosse dalla società civile.  
Ed è proprio la società civile latino-americana che, dal basso, attua quei principi sanciti nelle costituzioni attraverso una azione quotidiana di presenza nelle decisioni pubbliche dalle quali è spesso tenuta lontana.
I conflitti ambientali diventano i luoghi privilegiati per osservare la cittadinanza in movimento e per ridefinire nuove regole nelle relazioni tra società, risorse e territorio
.

giovedì 28 ottobre 2010

Perché firmare la legge di iniziativa popolare contro il nucleare

È molto importante appoggiare la raccolta di firme per la legge di iniziativa popolare contro il nucleare e per la promozione delle fonti rinnovabili. Sarebbe infatti un grave errore da parte dei movimenti ambientalisti e delle forze politiche progressiste come pure della opinione pubblica, sottovalutare il tentativo in atto del Governo di far ripartire il nucleare nel nostro paese. Sottovalutare questo tentativo vorrebbe dire sottovalutare non solo i rischi ambientali e sanitari insiti nel rilancio nucleare ma anche il tentativo di rendere operativo un modello di governo dell’energia autoritario e centralista. Modello che a livello normativo ha già raggiunto un livello di sistematicità altamente pericoloso per il futuro non solo dell’ambiente ma anche della democrazia del nostro paese. Modello in aperto contrasto con gli indirizzi , anche della Corte Costituzionale, derivante dalla riforma del Titolo V della Costituzione nelle materie: energia, ambiente e territorio. Un modello in particolare fondato sulla rimozione delle autonomie locali e della partecipazione dei cittadini già sperimentato con il modello della gestione della emergenza rifiuti in Campania. Un modello che recide il legame energia territorio tipico delle politiche energetiche fondate sulle fonti rinnovabili e riporta in gioco il territorio solo in termini di compensazione economiche per i singoli Comuni che ricevono i siti di impianti energetici nucleari.

Volendo qui riassumere, sia pure schematicamente, la evoluzione della normativa che fonda il suddetto Modello di governo delle politiche energetiche, abbiamo:

1. Il decreto legge sblocca centrali del 2002 che tra le altre cose eliminò l’unica forma regolamentata di Inchiesta Pubblica nelle procedure di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) per le centrali termoelettriche.
2. La legge 368/2003 che ha introdotto procedure accelerate di autorizzazione del Deposito Nazionale sui rifiuti nucleari: con la previsione di superare la mancata Intesa con le Regioni attraverso un semplice Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri previa delibera del Consiglio dei Ministri.
3. Le procedure accelerate di autorizzazione sui rigassificatori con l’autorizzazione ministeriale che sostituisce il permesso di costruire del Comune, con la eliminazione del passaggio in Consiglio Comunale della variante alla pianificazione urbanistica locale , con la autorizzazione ministeriale che costituisce automaticamente varante ai Piani regolatori dei porti commerciali, con la separazione della istruttoria sulla VIA da quella sul nulla osta per il rischio di incidente rilevante, con la VIA che si applica al generico progetto preliminare e non al progetto definitivo.
4. Procedure accelerate per gli elettrodotti: per cui senza Intesa con la Regione c’è un DPR previa delibera del Consiglio dei Ministri con la mera presenza di cornice del Presidente della Regione.
5. La legge 133/2008 sulla predisposizione da parte del Governo della Strategia energetica Nazionale nella quale si elencano a priori gli obiettivi strategici mettendo confusamente sullo stesso piano nucleare e fonti rinnovabili senza alcuna metodologia di confronto per scenari di fattibilità economica, territoriale, ambientale.
6. Il Dpcm 8/4/2008 che ha introdotto il segreto di Stato anche per la gestione degli impianti energetici civili.
7. La legge 99/2009 che ha portato la giurisdizione delle controversie in materia di impianti energetici di maggiori dimensioni (sopra i 400 MW) al livello esclusivo del TAR Lazio.
8. La legge 99/2009 di delega al Governo per la definizione delle procedure e delle modalità di riavvio del nucleare in Italia. Una legge che stabilisce a priori che la strategia energetica nucleare dovrà fissare l’obiettivo del nucleare in termini di potenza complessiva e di tempi di realizzazione , per cui la prevista Valutazione Ambientale Strategica sulla Strategia Energetica Nazionale diventa una sorta di verifica di compatibilità ex post di scelte già definite in sede politica.
9. Il Decreto Legislativo 31/2010 che nel disciplinare le procedura di autorizzazione delle centrali nucleari prevede ad esempio che :
•Prima si certifichino i siti delle centrali e poi si cerchi l’Intesa con la Regione
• Se non si raggiunge l’Intesa con la Regione interviene un Dpr previa delibera del Consiglio dei Ministri
• L’adeguamento del piano energetico regionale avviene dopo l’approvazione dei siti per cui si annulla la necessaria verifica di coerenza con tale piano della Strategia energetica nazionale in sede di VAS di questa ultima
• l’autorizzazione all’esercizio delle singole centrali riproduce il modello sopra visto di rimozione della Intesa con la Regione
• infine la chicca: dopo aver autorizzato il Deposito Nazionale per le scorie nucleari e il relativo Parco Tecnologico si prevede la VIA.

Quanto sopra avviene in aperto contrasto non solo con le regole della democrazia e guardando i dati economici sui costi del nucleare anche del buon senso, ma anche con la recente giurisprudenza della Corte Costituzionale in materia di ruolo delle Regioni nelle politiche energetiche anche per gli impianti definiti strategici per gli interessi nazionali come quelli nucleari e quelli termoelettrici di potenza superiore ai 300 MW.

La Corte Costituzionale già con sentenza n. 6/2004 ( che riprendeva la n.303 del 2004), in relazione al c.d. decreto legge sblocca centrali (DL 7/2002 convertito nella Legge 55/2002), affermava, con particolare riferimento alla Intesa con la Regione prevista da detto decreto, che : “Appare evidente che quest’ultima va considerata come un'intesa forte, nel senso che il suo mancato raggiungimento costituisce ostacolo insuperabile alla conclusione del procedimento - come, del resto, ha riconosciuto anche l'Avvocatura dello Stato – a causa del particolarissimo impatto che una struttura produttiva di questo tipo ha su tutta una serie di funzioni regionali relative al governo del territorio, alla tutela della salute, alla valorizzazione dei beni culturali ed ambientali, al turismo, etc.”.

Successivamente con sentenza n. 62 del 2005 (relativa alle leggi regionali in contrasto con la legislazione nazionale sul deposito nazionale per le scorie nucleari) afferma che se da un lato lo Stato può definire il sito del Deposito Nazionale, dall’altro venendo in gioco in questa scelta: il governo del territorio e gli interessi delle popolazioni locali: “occorrono opportune forme di collaborazione Stato-Regioni interessate, che devono riguardare le fasi relative alla validazione del sito, alla specifica localizzazione dell’impianto, alla realizzazione dell’impianto”. Quindi per la Corte è chiaro che la Intesa occorre non solo in sede di Conferenza Unificata Stato-Regioni-Città ma anche con la Regione territorialmente interessata dal sito.

Con sentenze n. 278 e n. 339 del 2009 la Corte ha poi chiarito come il nucleare rientri nella materia energia (quindi legislazione concorrente dove lo Stato può solo fissare principi generali dell’ordinamento giuridico) in aperto contrasto con la tesi della Avvocatura dello Stato che con la scusa della lotta all’effetto serra e della promozione della competitività del sistema industriale nazionale voleva far rientrare il nucleare nelle materie di legislazione esclusiva dello Stato.
In particolare da tale affermazione la Corte Costituzionale fa discendere il principio generale per cui se lo Stato può stabilire la Strategia Energetica Nazionale (principio generale dell’ordinamento giuridico) quando entrano in gioco le misure concrete (la scelta degli impianti e della loro localizzazione) occorre sempre la Intesa con la Regione soprattutto quando la decisione in oggetto possa avere un impatto potenziale significativo sulle competenze statali anche in termini finanziari e sicuramente una scelta come quella di una centrale nucleare può realizzare tale impatto: basti pensare alle questione del rischio, dell’approntamento delle infrastrutture stradali, dell’organizzazione del sistema dei controlli, delle modifiche alla destinazione urbanistica dei territori interessati dal sito etc.

Infine con sentenza 215/2010 la Corte Costituzionale, ha dichiarato la incostituzionalità di alcune norme della legge 102/1999, relativa alla introduzione di commissari governativi per realizzare impianti energetici definiti indifferibili e urgenti e per i quali c’è contrasto con Regioni ed enti locali interessati. In tal sentenza la Corte ha altresì affermato, relativamente allo spostamento di competenze dalle Regioni allo Stato ed al ruolo di capitali privati significativi nella realizzazione dei suddetti impianti: “In concreto, però, quando un simile spostamento di competenze è motivato con l’urgenza che si ritiene necessaria nell’esecuzione delle opere, esso dev’essere confortato da valide e convincenti argomentazioni. Ora, è agevole osservare che, trattandosi di iniziative di rilievo strategico, ogni motivo d’urgenza dovrebbe comportare l’assunzione diretta, da parte dello Stato, della realizzazione delle opere medesime.
Invece la disposizione impugnata stabilisce che gli interventi da essa previsti debbano essere realizzati con capitale interamente o prevalentemente privato, che per sua natura è aleatorio, sia quanto all’an che al quantum. Si aggiunga che la previsione, secondo cui la realizzazione degli interventi è affidata ai privati, rende l’intervento legislativo statale anche sproporzionato. Se, infatti, le presunte ragioni dell’urgenza non sono tali da rendere certo che sia lo stesso Stato, per esigenze di esercizio unitario, a doversi occupare dell’esecuzione immediata delle opere, non c’è motivo di sottrarre alle Regioni la competenza nella realizzazione degli interventi.

E’ indiscutibile come questi principi affermati dalla Corte Costituzionale siano in palese contrasto con le procedure accelerate previste dalla descritta legislazione nazionale per le centrali nucleari caratterizzate appunto da aggiramento delle competenze delle Regioni e forte ruolo dei capitali privati in un quadro di dichiarata urgenza, indifferibilità e strategicità di dette centrali.

5 terre (e non solo): l'informazione e il bavaglio (non solo locale)

Corrado Ricci sulla Nazione di oggi finge uno scoop sulle cimici installate nel parco: di altro non si tratta che dell'ennesima ricostruzione desunta dall'ordinanza di C.C. nella quale tutto ciò che racconta oggi Ricci (a quasi un mese dagli arresti) era già scritto. Anything new? Finito il momento di gloria di P. Castagnetto a cui, dopo anni di naftalina, è stato concesso di scrivere qualche articolo sulle 5 terre nelle scorse settimane: nel panorama dell'informazione locale i suoi articoli di timida denuncia parevano quasi roba da W. Post. Archiviato.
Il SecoloXIX di ieri annunciava di voler portare La Spezia in prima pagina (non quella locale, proprio la prima pagina) e riportava in effetti i titoli di alcune notizie "spezzine". Sulla prima pagina di oggi S. Coggio con le sue intercettazioni, la farinata in pericolo, storie di botulino e mala (sanità). Si tratta di un premio per il buon lavoro dei giornalisti spezzini o del tentativo di consolidare il probabile aumento di vendite a Spezia dovuto all'affaire 5 terre?
Comunque, l'articolo redazionale all'interno tratta la questione dei lavoratori delle cooperative: "fra le tre cooperative, la più disastrata è la Sentieri e Terrazze, coop agricola che paradossalmente dovrebbe essere la più garantita dal momento che si occupa del territorio con il recupero dei terreni e dei muri a secco,  rimettendo in produzione circa sette ettari di terreno a vigneto sulla collina del Corniolo." Ohibò, ma guarda un po'. Incrociare queste considerazioni con quanto abbiamo saputo dall'ordinanza di C.C.? No vero? Articoli sempre ben distinti. Se penso a quanto gli insegnati di scuola elementare insistono con i ragazzini su questa cosa dei collegamenti, sconosciuta ai giornalisti, beh, forse la scuola elementare non è davvero da buttare. Ma attenzione, anche la redazione del SecoloXIX deve aver avuto trascorsi fumosi con  l'Ente Parco, perchè si possa giustificare la dose di livore che segue: "I ragazzi, ormai esasperati ma non scoraggiati, che lamentano il fatto di non aver mai ricevuto informazioni dal vicepresidente della Sentierie Terrazze Luca Natale, quando richieste, e che ora con le dimissioni del commercialista Umberto Paganini dicono di non avere più nessun dato economico sulla loro situazione attuale..."  Accanto a questo articolo c'è il solito feuilleton della S. Coggio. Questo firmato. Ma vogliamo dire che i giornalisti della redazione spezzina, quando provano a fare qualche ragionamento rifiutano di firmarsi? O viene loro chiesto di non firmarsi per non pregiudicarsi "la piazza" e il lavoro futuro? Oppure le notizie le danno giornalisti esterni alla redazione spezzina?
Qualunque sia la risposta, questo fatto mi pare davvero molto rilevante, in particolare se connesso anche ai tanti commenti che pubblichiamo su questo blog e che insistono sulla responsabilità della stampa locale e sulla necessità che questa svolga il suo ruolo nella corretta e approfondita informazione ai cittadini.  Qualcosa si muove? Qualcuno dal SecoloXIX legge il nostro blog e anche per questo noi continuiamo a sollecitarli, sicuri che il direttore la Rocca stia buttando un occhio al Levante ligure.
P.S.come nota di colore rilevo il mini intervento di Andrea Orlando sulla vicenda waterfront: «Condivido il richiamo del sindaco Federici a un confronto tra le istituzioni basato sul riconoscimento delle reciproche competenze e finalizzato alla realizzazione del massimo grado di unità... Mi auguro che, nelle sedi proprie, ciascuno dia un contributo in questa direzione». Ecco, finalmente qualcuno che  ha il coraggio di parlare chiaro e pure di firmarsi.

5 Terre: solo per questa volta...

...perchè davvero con la denigrazione personale abbiamo già dato, e poi non è neppure interessante  se non per "non dimenticare".
Sono arrivati alcuni commenti (da me sempre pubblicati, con replica) da parte di chi, probabilmente un unico individuo, evidentemente non sa leggere o non ha argomenti o, più realisticamente, ha registrato nelle sue corde il "sistema parco" e non riesce a liberarsene.
 L'ultimo arrivato di ieri sera:
"Anche Daniela Patrucco ha avuto il suo momento di gloria col Parco. Poi per una ragione che non conosco è stata licenziata.
E si è anche incazzata ...
Forse se ciò non fosse avvenuto farebbe ancora parte del Parco ... forse sarebbe dipendente come Natale ... forse ...!!! Forse avrebbe meno livore!"
il precedente del 26 u.s.
"Ma questo tuo odio nei confronti di Luca Natale deriva dal fatto che è un tuo ex spasimante o sei una sua ex spasimante respinta?"
questo del 2 Ottobre
"Cara Daniela, perché non hai messo anche la successiva lettera che hai inviata al Secolo XIX, pubblicata in data 22.01.2007? Se non la ricordi te la trascrivo in parte:
I giudizi sulle Cinque Terre
ritratto quanto ho scritto
"Con riferimento a quanto da me affermato nella lettera pubblicata dal "Secolo XIX" il 27 agosto 2006 (Cinque Terre, non c'è democrazia"), valutato che per i suoi contenuti e per le espressioni usate, il contenuto è stato percepito come gravemente lesivo dell'onore, del decoro e della professionalità del presidente del Parco e dell'Ente Parco stesso, Franco Bonanini, intendo, con la presente, ritrattare senza riserva alcuna quanto affermato ..." Non trascrivo tutto l'articolo perché piuttosto lungo, però continua su questo tenore sino alla fine. Se occorre posso mandarlo per intero ..."
e il primo del 28 Settembre
"ma lei signora Patrucco è quella che ha lavorato 2 anni al Parco? è lei? e poi lasciata a casa poichè al di là dei 2 anni di stipendio non aveva combinato un granchè?? è lei??"

Caro Signore, cara Signora,
nel 2007 individui come lei scrivevano, sui siti o sui blog dove chi come me si permetteva di postare commenti critici nel confronti del parco, frasi piuttosto minacciose con riferimento ad interventi della polizia postale, querele e quant'altro.
Mi pare di aver già dato sufficienti elementi relativi al mio passato  (mica tanto passato considerato che la sentenza per la mia causa di lavoro è del 7 Ottobre u.s.) coinvolgimento con l'Ente Parco... siamo solo alla terza puntata, non dubiti altro seguirà.
Se vorrà intervenire criticamente su questo blog, lei è il/la benvenuto/a, diversamente, la prego, si astenga.

mercoledì 27 ottobre 2010

5 Terre: non lasciamo più soli coloro che combattono l’arroganza del potere!

In un recente post ho cercato di elencare, motivatamente, l’elenco dei responsabili della cattiva gestione dell’Ente Parco 5 Terre , precisando che questi non erano certo meno responsabili (da un punto di vista politico amministrativo) del Presidente del Parco 5 Terre e degli uomini che aveva intorno a lui; per questi ultimi peraltro alle suddette responsabilità si aggiungono quelle di avere creato un clima di intimidazione e di ricatto personale come emerge con chiarezza dalle indagini della PG e dalla ordinanza di custodia cautelare.

Ho scritto di responsabili sia nel post citato che nella mia intervista su Cronaca 4 e non di colpevoli come incautamente è stata intitolata questa ultima mia intervista. Il concetto di colpevole, per chi mastica un minimo di diritto, è legato principalmente alle responsabilità penali e quelle come ho detto anche nella intervista dovranno essere verificate dalla magistratura giudicante. Come si comprende chiaramente da chi ha visto la intervista io ho parlato di responsabilità politico amministrative nella gestione della governance dell’Ente Parco 5 Terre.

Ma questo post di Daniela mi ha fatto riflettere sulle ulteriori responsabilità politiche per l’assenza di adeguati anticorpi democratici nella società spezzina in grado di fermare in tempo utile la degenerazione del sistema di potere instaurato negli anni (quindi non solo negli ultimi mesi prima della apertura della inchiesta della magistratura) da Bonanini e c.

Il ricordo del Convegno organizzato da Legambiente nel salone della cattedrale di CristoRe mi porta a fare una ulteriore considerazione sulle responsabilità nel mancato controllo su Bonanini.
In quel Convegno nessun ambientalista, a parte i sostenitori entusiasti di Legambiente, intervenne per riprendere le critiche di Maggiani e di altri cittadini alla gestione del Parco.

Ora sulle responsabilità di Legambiente e delle associazioni ambientaliste nazionali (VAS esclusi), abbiamo sufficientemente scritto a partire da questo post, come pure nel post citato all’inizio.

Qui invece mi riferisco all’atteggiamento di sufficienza e noncuranza di molte personalità dell’ambientalismo spezzino (singole o associate che fossero) le quali pur non sostenendo pubblicamente Bonanini e c. ed anzi avendo di lui e della sua gestione una visione molto critica non la hanno mai espressa pubblicamente a cominciare da quel Convegno emblematico sopra citato.

Non mi interessa fare nomi in questo caso, come dire ognuno si assume le proprie responsabilità e le gestisce come crede, mi sento invece di ammettere che tra quei nomi c’è anche quello del sottoscritto; si certo io negli ultimi due anni (quindi ben prima della Inchiesta della magistratura ) ho avuto modo di criticare la gestione di Bonanini e c. anche pubblicamente e anche in questo blog e questo ha certamente giustificato, almeno moralmente, le mie critiche dopo l’arrivo della ordinanza cautelare.
Ma per onestà intellettuale devo anche precisare che la mia decisione di criticare pubblicamente è stata principalmente dovuta al fatto che ad un certo punto sono entrato in contatto con una serie di persone che la critica contro la gestione dell’Ente Parco la avevano esercitata ben prima e pubblicamente e la avevano e la stavano pagando privatamente: Daniela Patrucco, Alessandro Bordone, il circolo dei VAS delle 5 Terre. E’ indiscutibile che l’incontro con queste persone mi ha fatto comprendere con dati di fatto la gravità di quello che stava accadendo nelle 5 Terre, gravità che però era sotto gli occhi di tutti già da molti anni. Episodi che facevano capire cosa stava succedendo nelle 5 Terre c’erano già stati all’inizio degli anni 2000 come quello della cacciata del responsabile parchi di Legambiente regionale solo perché si era “permesso” di inviare una lettera critica sulla gestione del Parco 5 Terre al responsabile nazionale aree protette di detta associazione.

Allora la domanda che va posta, per chiudere il cerchio delle responsabilità, è: perché varie personalità dell’ambientalismo che pur non essendo mai stati sostenitori, ne pubblici ne privati, di Bonanini e c. nella loro gestione dell’Ente Parco, non hanno fatto della questione 5 Terre un terreno di intervento adeguato alla gravità di quello che stava accadendo?
La risposta è : per eccesso di politicismo. Negli ambienti dell’ambientalismo critico, della sinistra critica spezzina in quegli anni ha prevalso una logica di sottovalutazione della vicenda delle 5 Terre giustificata dal fatto che nel nostro territorio c’erano vicende più importanti da un punto di vista ambientale (centrale enel, rigassificatore, discarica di Pitelli ad esempio) e che tutto sommato in una provincia con tali problemi ambientali poteva sembrare “esagerato” per non dire “non pagante politicamente” attaccare la gestione di un Parco con una immagine così forte al di fuori della nostra Provincia. E’ questo ultimo pensiero in particolare che ha peccato di eccesso di politicismo.

Allora dalla vicenda della gestione del Parco delle 5 Terre emergono i seguenti insegnamenti che dovranno essere tenuti in debita considerazione (allo stesso livello di quelli politico amministrativi da me descritti nel post citato all’inizio), per evitare di ripetere gli errori che ora abbiamo tutti di fronte:

1. dove non c’è democrazia, dove c’è arroganza e clientelismo nella gestione del potere non ci può essere neppure sviluppo sostenibile adeguato, soprattutto non può esserci una economia sana.
2. un ambito territoriale gestito senza trasparenza anche se meno inquinato (in termini ambientali e sanitari) di altri, può produrre fenomeni di inquinamento della democrazia altrettanto gravi che possono corrompere la coscienza civile su scala vasta, nel caso 5 Terre: tutta la Provincia , la Regione (inteso come ente), associazioni ambientaliste a livello nazionale, regionale e locale.
3. una gestione di un ente anche se sostenuta da quasi tutte le associazioni ambientaliste non può essere solo per questo sostenibile, bisogna sempre andare a vedere cosa c’è dietro questo sostegno a prescindere da chi venga praticato.

Facciamo si che nel nostro territorio non accada più che qualcuno resti solo a combattere contro l’arroganza del potere.

5 Terre: vecchi e nuovi conflitti (?)

Quando si smaltisce la sbornia da notizia e se si evita di indugiare troppo sul gossip delle intercettazioni, si può iniziare a riflettere sulle conseguenze degli eventi accaduti e, soprattutto, di quelli in corso. Le prime riflessioni sono giocoforza parziali e possibilmente anche grezze ma, a mio avviso, vale la pena di provare ad abbozzarle: aiuta a chiarirle e possono essere argomento di confronto e stimolo.
Come “pretesto” per la mia riflessione, voglio considerare la situazione dei lavoratori delle cooperative del parco  e la circostanza per la quale, nella riorganizzazione futura, probabilmente qualcuno di loro resterà senza lavoro e qualcun altro invece no; successivamente, dovendo fare i conti con la sostenibilità economica delle cooperative medesime ed auspicando il passaggio ad una situazione di “relativa normalità”, il personale sarà sempre più selezionato, auspicabilmente in funzione delle proprie prestazioni e pertanto, presumibilmente, ci sarà un certo turn-over e possibilmente anche una riduzione dello stesso; è possibile che le attività affidate alle cooperative saranno cedute a singoli privati interessati alla loro gestione (magari a coloro che hanno già attività imprenditoriali e quindi più skillati);  nuovo personale sarà assunto al Parco delle 5 Terre, sulla base di un regolare bando che terrà conto di titoli e competenze: forse non saranno più le stesse persone attualmente impiegate a vincerlo.
Poiché nessuno di noi ritiene che alle 5 terre ci sia mai stata piena occupazione ed è noto che spesso le risorse più valide hanno trovato occupazione nel territorio provinciale o più lontano, è ipotizzabile un surplus di forza lavoro rispetto alle risorse occupazionali realmente disponibili in questo territorio. Potremo avere pertanto i già occupati che pretenderanno (come pretendono) la salvaguardia del loro posto di lavoro e i nuovi potenziali lavoratori che, sulla base di nuove regole, potranno ambire a quegli stessi posti. Certo qualcuno sarà escluso.

Credo che il conflitto che si determinerà tra "vecchi e nuovi esclusi" sarà molto più lacerante di quanto avvenga nelle situazioni “normali” e questo per una serie di ragioni tra le quali 1) il naturale sentimento di rivalsa (quantomeno di affermazione) di chi sia stato precedentemente escluso per ragioni che nulla hanno a che vedere con le sue competenze, che sarà specchio del privilegio goduto sino a quel momento dai nuovi esclusi; 2) il rifiuto di questi ultimi di essere tacciati di collateralismo con il sistema precedentemente vigente. Tutto ciò, naturalmente, succederà se davvero si cambierà registro, dopo un passaggio di autocritica e presa di coscienza collettiva della situazione di profonda iniquità in vigore sino a questo momento. 
In ogni caso il conflitto, anche familiare, sarà dirompente: abbiamo visto infatti che era già esistente nell’ambito di famiglie i cui componenti facevano diverse valutazioni della situazione ma  in cui tutti avevano l’interesse a mantenerlo latente, per non subire ostracismi dovuti a parentele “sbagliate”. Mi pare che in queste dinamiche ci potrebbero essere analogie con quanto accade alla caduta dei regimi: il conflitto, in quei casi anche molto cruento, tra quelli che vogliono mantenere la propria posizione di privilegio e quanti ritengono che sia giunto invece il “loro momento”. 
Non credo che saranno tempi facili per i legami sociali alle 5 terre, ma temo che sarà ancora peggio se i privilegi saranno mantenuti e non si avrà il coraggio di affrontare e gestire questo potenziale conflitto sociale, attraverso una accurata transizione verso una società democratica. Da questo punto di vista, il Parco delle 5 Terre non era certo un modello quindi c'è teorica libertà di rinnovamento.

battute

Oggi Musso dovrebbe uscire dal gruppo in Senato e tutti e due poi annunciare l’uscita dal partito... "... un partito in cui è assente una visione democratica e invece c’è una visione feudale, specialmente nelle realtà locali." la Repubblica - GE
Biondi è l'altro senatore che lascia il PDL: se la visione feudale, specie nelle realtà locali, è del PDL e considerato che i due sono liguri, a quale partito aderiranno per trovare una visione democratica? Meglio tenerli d'occhio, anche in considerazione della loro epocale indecisione: vado o non vado?
 "Sulla partecipazione e la qualità progettuale del nuovo waterfront voglio rassicurare Fiasella: ci sono io ad esserne garante commenta il sindaco. È un compito che intendo, come sto facendo, portare avanti al meglio." Il SecoloXIX
Fortunatamente Federici c'è: ora ci sentiamo davvero tutti più rassicurati, considerati i suoi trascorsi di "attivista della partecipazione". Ricordo sommessamente al sindaco il coordinamento del tavolo di concertazione sulla realizzazione del PRP (di cui il waterfront è parte), di cui il Comune della Spezia è "regista" e del cui andamento i cittadini non hanno mai avuto notizia, nonostante Autorità Portuale si fosse proposta (oltre un anno fa) di ospitarne gli esiti sul proprio sito internet. Possibile che non sia ancora accaduto nulla che valga la pensa di comunicare?

martedì 26 ottobre 2010

A proposito di ACAM: vergogna (dicono i lavoratori)

Anche il titolo del post è ripreso da questa mail che ricevo e pubblico (tutta maiuscola) come già fatto in passato e ancora prima. So che i lavoratori di ACAM sono consapevoli, come me, del fatto che non riceveremo risposta, ma tant'è, che almeno si sappiano le tante verità.
Una domanda, mia: si chiama turnover quando la CGIL perde i lavoratori di ACAM e guadagna quelli delle 5 Terre? 
DA OLTRE 10 ANNI SONO NEL GRUPPO ACAM, NONOSTANTE TUTTO SONO UN SECONDO LIVELLO SOTTOPAGATA E SOTTOINQUADRATA COME TANTI ALTRI MIEI COLLEGHI!

HO LA TESSERA (PENSO ANCORA PER POCO) DEL SINDACATO DELLA CGIL, HO CONTINUATO  A CREDERE PER TANTO TEMPO CHE MI AVREBBERO TUTELATO E FATTO RISPETTARE I MIEI  DIRITTI!! 
HO SEMPRE LAVORATO ONESTAMENTE E NONOSTANTE TUTTE LE INGIUSTIZIE HO SEMPRE FATTO IL MIO DOVERE VERSO L’AZIENDA!! SONO STUFA DI ESSERE PRESA IN GIRO DA PERSONAGGI CHE SI FANNO CHIAMARE “COMPAGNI” CHE PER TUTELARE LE CLASSI “PREVILEGIATE”, FANNO FALSE BATTAGLIE DAVANTI AI LAVORATOR, I E DIETRO, MANGIATE……. E PREMI CON LA CLASSE DIRIGENTE!!

SICURAMENTE E’ UTOPIA AVER SEMPRE PENSATO CHE IL SINDACATO AVREBBE AIUTATO IL PIU’ DEBOLE, IL LAVORATORE PIU’ SFAVORITO (PER INTENDERSI CHI NON HA PALADINI AL SUO SEGUITO) INVECE COSA HA FATTO E COSA STA FACENDO….. AIUTA E CONTINUA A  FORAGGIARE CHI GIA’ E’ STATO BACIATO DALLA BUONA SORTE E NON CERTO PER MERITI .
…. LASCIANDO LE BRICIOLE O QUALCHE CONTENTINO PER FAR VEDERE A TUTTI CHE SI  MUOVONO ANCHE PER NOI!!! COME NEL COMPROMESSO DELL’ORARIO ………. MA A CHE  PREZZO AVREMMO OTTENUTO QUESTO REGALINO?

E PER FINIRE LA CILIEGINA SULLA TORTA I CONTRATTI DI SOLIDARIETA’ CHE VERRANNO APPLICATI SOLO AGLI AMMINISTRATIVI PER DIVIDERE PER L’ENNESIMA VOLTA  I LAVORATORI, CREANDO UNA GUERRA TRA POVERI!!

IL CONTRATTO DI SOLIDARIETA’ SAREBBE STATO CERTAMENTE ACCETTATO DAI LAVORATORI  PER AIUTARE L’AZIENDA IN DIFFICOLTA’ MA PURTROPPO NON E’ COSI’ !! SIAMO IN  QUESTA DRAMMATICA SITUAZIONE PERCHE’ HANNO FATTO LE COSE SPORCHE E NOI ANCORA  UNA VOLTA DOBBIAMO PAGARE PER LORO!!

LA DIRIGENZA INVECE DI FARE IL POSSIBILE PER SALVARE L’AZIENDA IN QUESTI  ULTIMI DUE ANNI NON HA FATTO NIENTE O TROPPO POCO!! POTEVAMO RISPARMIARE E  OTTIMIZZARE IL LAVORO, INVECE HA PORTATO AVANTI LA POLITICA DELLA VECCHIA  DIRIGENZA E CON SE ANCHE LE VECCHIE POLTRONE……………….

IL SINDACO FEDERICI CON LA SUA PACATEZZA HA DETTO ALLA RIUNIONE DEL 20 OTTOBRE  2010 CHE LORO HANNO FATTO DI TUTTO PER SALVARCI E PER NON ANDARE AL  FALLIMENTO!! MA SIAMO SICURI CHE VOLEVA SALVARE NOI LAVORATORI O  PARARE IL C… A TUTTI I PRESENTI ALLA RIUNIONE ? SICURAMENTE OLTRE ALLO  SCANDALO DEL PARCO DELLE CINQUE TERRE CI SAREBBE STATO ANCHE LO SCANDALO  ACAM CON TUTTI I COMUNI AL SEGUITO!! E CON IL COMMISSARIAMENTO SICURAMENTE  SAREBBERO SALTATE TANTE TESTE ………………………

VORREI SAPERE SE ALLA FINE DELLA FIERA QUALCUNO PRENDERA’ O HA GIA’ PRESO  QUALCHE “PICCOLO RICONOSCIMENTO” PER AVER CONVINTO I LAVORATORI A POSARE LE ARMI!!!

BASTA COPRIRE QUESTI MALFATTORI, DOBBIAMO LOTTARE PER OTTENERE GIUSTIZIA E FAR  LUCE SUI RESPONSABILI DI QUESTO DISASTRO ECONOMICO!!

NO ALLA SOLIDARIETA’ !!!!! SI ALLE VERITA’ NASCOSTE!!!  CHI CI HA MESSO NEI GUAI CI TIRI FUORI!!!!!!!!

DOBBIAMO ESSERE UNITI E LOTTARE FINCHE’ SIAMO IN TEMPO! IN ALTERNATIVA AI  CONTRATTI DI SOLIDARIETA’ SI POTREBBE ATTUARE ORA UN CAMBIAMENTO RADICALE NELLA  RIORGANIZZAZIONE DELLA STRUTTURA AL FINE DI OTTIMIZZARE LE RISORSE MATERIALI E  UMANE, EVITANDO SPRECHI DEL PASSATO…….ANCHE PIU’ RECENTE……ABBATTENDO I MURI  DELLA POLITICA PERMETTENDOCI COSI’ DI ANDARE AVANTI !!!!!!!!!!!!!!!!

300 ESUBERI NON HANNO FATTO UN DEBITO DI  OLTRE 400 MILIONI DI  EURO!!!!!!!!!!
LAMENTARSI SERVE POCO LOTTARE CONTA DI PIU!!!!!!

LUNEDI’ 25 OTTTOBRE 2010 PRESIDIO SOTTO GLI UFFICI DELLA DIREZIONE IN VIA  PICCO.
VEDRETE CHE I PRIMI A FIRMARE SARANNO I SINDACATI DELLA CGIL!!
SPERO CHE OLTRE LA MIA TESSERA CADRANNO ANCHE DELLE ALTRE!!

5 terre e la spezia: sono saltati tutti gli equilibri nel PD?

Senza volermi addentrare troppo in analisi politiche di cui non sono capace, facendo solo un pò di mente locale circa i fatti rilevati su questo blog nell'ultimo anno noto che quelli che abbiamo sempre considerato gli "opposti schieramenti", e che tuttavia erano abbastanza fluidi, si vanno consolidando.
A maggio 2009 Andrea Orlando, che vede lontano, aveva già capito che bisognava mantenere il controllo: Troppa bagarre nel PD, aveva detto, alle Europee bisogna puntare su Bonanini. Nello stesso periodo il PD rinunciava a presentare una sua lista per le amministrative a Monterosso: una sorta di patto non scritto  con il Senatore del Ponente? Bonanini va in Europa e a voi lasciamo Monterosso  e, chissà, in futuro magari anche il parco? Chissà. In compenso a Vezzano Ligure si vociferava di possibili liste civiche, come dire, contigue al PD ed opposte evidentemente alla lista ufficiale: un pò farlocche insomma, avevo ipotizzato io.
A ottobre 2009 Ignazio Marino parlava del PD ligure come di un "partito di capibastone".  Caspita, ho pensato...
Il 18 Gennaio 2010 io mi chiedevo: cosa succede tra Bonanini e il PD? considerato che la sua quasi certa conferma alla presidenza del parco era stata data da Biasotti e non da Burlando, il quale aveva mormorato che comunque...
Nella fase pre elettorale delle regionali, Bonanini teneva ancora banco (in attesa della conferma definitiva al Parco e dopo aver mancato l'AP della Spezia) nel mezzo della fase di trapianto di fegato, con Burlando che gli garantiva un fraterno posto nel listino. Stupefacente B., avevo scritto.
Ad Aprile, Andrea Orlando fa il suo exploit sulla scena nazionale in materia di giustizia rilasciando un'intervista al Foglio (è noto che il responsabile giustizia del PD quando deve dire qualcosa di importante -!- la dice al Foglio). 
A Maggio 2010, l'esito delle elezioni amministrative getta ancora più scompiglio: nuovi (si fa per dire) soggetti spezzini chiedono di entrare nei posti chiave, vecchi chiedono di restare: qualcuno dovrà uscirne?
Intanto sul fronte (del Waterfront) spezzino appare chiara la contrapposizione Federici/Forcieri vs Fiasella/Orlando confermata, se posso spingermi a tanto, dall'intervista estiva di Bonanini (cito dal SecoloXIX) Nel mirino, soprattutto  i consiglieri regionali spezzini  Renzo Guccinelli, Raffaella Paita e  Alessio Cavarra, Luigi Merlo,marito  Della Paita e presidente dell’Autorità  portuale di Genova... Una torpedine speciale, l’ha voluta  piazzare sotto la poltrona del presidente  dell’Autorità portuale spezzina,  Lorenzo Forcieri... Orlando contro Federici per ATC, continua il SecoloXIX: sappiamo oggi che l'ha spuntata Federici, ma Bonanini era già uscito di scena grazie alla Polizia Giudiziaria e alla rinata  magistratura spezzina. Buffo eh? Giù il PD su la magistratura... o su la magistratura giù il PD? vabbè, è lo stesso (?)
A Settembre 2010 Ambiente e Futuro a Porto Venere: presenti tutti i sindaci della costa (persino Caleo da Sarzana, guarda un pò) e il ritrovato cugino Bonanini ma non  Federici e neppure Forcieri: come se si potesse parlare di ambiente nel Golfo senza interagire con l'AP e il Comune della Spezia (non che con loro se ne possa parlare, percaritàdidio). Segnali?
La settimana successiva succede il patatrac alle 5 terre e, a conferma, nella generale bassezza delle dichiarazioni dei politici (tutti) emergono fulgide quelle di Fiasella... et altri ma questa è storia recente e ben documentata...
Sabato 23 Ottobre Fiasella ha dato il suo completo appoggio agli ambientalisti radunati alla Morin per un presidio organizzato da Italia Nostra (sulla nazione di oggi compare in fotografia con Cucciniello - ai tempi del pesce di Pesce nel golfo erano Bonanini e Federici in quella foto - non ditemi che Fiasella si candida alla Presidenza del parco delle 5 terre, vi prego no), oggi Forcieri lo attacca pesantemente a proposito del Watefront: «DOPO avere sconfessato metà della sua giunta, ora Fiasella sconfessa l’altra metà, cioè se stesso». Per il presidente dell’Autorità Portuale Lorenzo Forcieri «non si può interpretare che così il pesante attacco che sabato scorso, in occasione dell’ iniziativa di Italia Nostra, ospitata nel salone della Provincia, il presidente ha sferrato al progetto di masterplan del waterfront». Caro Forcieri, smentire se stessi in zona è sport praticato, a rotazione, da tutti voi (in particolare su ambiente e partecipazione). 
Nel frattempo a Riomaggiore Brian Bonanini (figlio di Franco il faraone) ha aperto la campagna tesseramenti, a Vezzano Ligure quelli che si accoltellavano sino al giorno prima diventano le diverse anime del PD di Vezzano Ligure...  Burlando inaugura la scuola tra gli applausi dei cittadini e la benedizione del prete... e BASTA!
Questo c.... di Partito Democratico e i suoi piccoli uomini non possono essere sempre il fine per il quale il territorio e i suoi abitanti vengono piegati! Il Parco è saltato, l'Acam è in pezzi, a Porto Venere volano querele e della tutela del territorio si occupano, anche qui, Lottini e Monteverde (dalla Nazione) ’LOTTA agli abusi edilizi più organica, spedita, efficace e coordinata. E’ la prospettiva che si apre dopo il summit che si è tenuto ieri a Palazzo di giustizia tra i pubblici ministeri Luca Monteverde e Tiziana Lottini e i responsabili degli uffici tecnici e delle polizie municipali di tutti i Comuni della Provincia spezzina. 
Qui come altrove, in Italia, dove non arriva la politica arriva la magistratura: la magistratura, la polizia municipale e i responsabili degli uffici tecnici. Praticamente un commissariamento provinciale preventivo? La mia indignazione per tutti i politici citati, non importa di quale banda (e mi scuso per quelli dimenticati, si sentano coinvolti anche loro).

Un faraone alle 5 Terre: io mi ricordo, do you? (3)


...segue da qui

Tuttavia, prima di "ricordare" cosa successe dopo la mia prima personale parentesi è importante dare conto di  come la discussione sul Villaggio Europa e sulle 5 Terre prese avvio, considerato che come sempre la stampa tende a rimuovere e a rimescolare le carte in gioco (le carte da gioco, ora solo accennate, torneranno in questa storia).

Il 5 Agosto 2006 Maurizio Maggiani pubblicò la sua risposta ad una lettera del Comitato per le 5 terre, costituitosi proprio in contrapposizione al progetto del Villaggio Europa, nella quale fece una perfetta sintesi (come di recente) della situazione del Parco delle 5 Terre e delle conseguenze che la gestione del faraone avrebbe potuto determinare.
cliccare per ingrandire







  
Dal 5 al 27 Agosto i cittadini/lettori espressero posizioni differenziate (ritengo anche in virtù di una selezione a cura del SecoloXIX che fornisse le differenti posizioni), al contrario dei rappresentanti di quello che io chiamo "l'ambientalismo istituzionalizzato" che si schierarono allora come ora "allineati e compatti" in difesa di... loro stessi. Evidentemente il primo degli illustri a reagire fu Roberto della Seta, allora Presidente Nazionale di Legambiente che replicò a Maggiani:
cliccare per ingrandire



In questa fase del racconto scelgo di non fare commenti ai documenti in quanto, alla luce dei fatti, mi pare che risultino sufficientemente chiari per chiunque. A mio avviso  è importante che siano nuovamente pubblicati  perchè, come spesso accade, accendono una luce sulle dichiarazioni che rilasciano oggi gli stessi soggetti:
dal Corriere della Sera del 28 Settembre 2010 Sono subito arrivati gli attestati di stima e la solidarietà di Legambiente, di Ermete Realacci, e dei senatori 'ecodem' del Pd Roberto Della Seta e Francesco Ferrante: «Rispettiamo il lavoro della magistratura - scrivono in una nota questi ultimi - ma l'arresto di Bonanini ci pare francamente assurdo. Conosciamo Bonanini come una persona per bene, che con passione e intelligenza ha fatto del suo territorio un modello di sostenibilità e una meta turistica d'importanza mondiale. Siamo certi che Bonanini - concludono - chiarirà immediatamente la sua posizione, e speriamo che i veleni che hanno lambito la polizia giudiziaria spezzina negli ultimi tempi non abbiano avuto nessun ruolo in questa vicenda». Salvo omettere di affrontare l'argomento sui loro siti internet istituzionali. Sì, perchè da "ambientalisti istituzionali" che erano, nel frattempo sono diventati senatori della repubblica.

segue qui

lunedì 25 ottobre 2010

Il SecoloXIX e l’operazione trasparenza


Il SecoloXIX inizia oggi a raccogliere le voci del territorio: istituzionali e non.
Quella dell’Idv: “La trasparenza si lega alla riflessione seria sugli errori: ma il dissesto in cui sono precipitate le cooperative, non può che nascere dalla gestione del parco, dalla gerarchia del sistema per cui è da evincersi che le attuali difficoltà dei lavoratori non possano essere demandate agli amministratori delegati delle aziende o ai loro soci, ma da ricollegarsi ad un chiara gerarchia sistemica riconducibile all’Ente commissariato da Casentino.”
Finanche quella del web: “Qui gli onesti ci sono sempre stati”: è la rivendicazione del gruppo FB di Mara Olivieri, “Voglio essere una persona pulita”.
E, ovviamente, quella dell’unico dipendente del Parco delle 5 Terre (vorrai mica dare la parola solo all'opposizione?): “Per Luca Natale, unico dipendente del Parco, “si deve ripartire, non ci si deve proprio fermare, dobbiamo ripartire dalle grandi opere quali i servizi agli anziani, dal dialogo non rancoroso, dopo il 28 settembre siamo tutti diversi”. Parole che suscitano consensi: ma il dissenso di chi paventa una sostanziale restaurazione.
E poi, c’è chi teme la perdita dei servizi che il sistema Bonanini garantiva. L’associazione “Riomaggioresi nel mondo” raccoglie firme per “non lasciare soli i nostri anziani”. Teme l’interruzione della spesa quotidiana a domicilio.
Certo questa stampa non è niente male: è più curioso, come vado sostenendo da sempre, “ciò che non dice” di “ciò che dice”. E infatti io mi chiedo se è normale che dal 2007 ad oggi nessuno (ma proprio nessuno) abbia mai fatto cenno a quanto vado scrivendo, dicendo e facendo a proposito delle 5 terre, della sicurezza degli edifici scolastici, di vari altri argomenti trattati su questo blog e sul sito dei VAS nel 2008. La cosa interessante è che di volta in volta, anche se raramente, intervistano qualcuno che in qualche modo collabora con me omettendo tuttavia, sempre, di  citare me e il luogo in cui scrivo. Infatti io non rientro nell'operazione trasparenza: sono invisibile. Devo dire che di FB citano solo quelli che "pensano positivo" e non i tanti che hanno sacramentato con Andrea orlando in questi giorni
Quando qualche tempo fa ho incontrato gli ufficiali di PG Mozzachiodi e Pescara di Diana, che avevano risposto ad una mia mail, li ho ringraziati per essere stati i primi, gli unici, in dieci anni, a farlo.  Apparentemente apprezzand anche i contenuti dell'intervista. Probabilmente quando morirò i giornali non pubblicheranno neppure il mio necrologio (a pagamento). Sono presuntuosa se dico che probabilmente, anche se invisibile, sono nel giusto?
Comunque, dopo questa divagazione personale, bisogna che faccia un commento alla dichiarazione di Luca Natale a proposito del servizio agli anziani come grande opera: vabbè gli esperti della comunicazione hanno un linguaggio molto tecnico, target oriented a tratti subliminale, il cui significato non può certo essere colto da una zotica come me; sul dialogo non rancoroso, beh bisognerebbe che il Natale facesse un po’ di mente locale su se stesso ed infatti ammette che “dopo il 28 settembre  siamo tutti diversi”. Forse, difficile, sarà diverso lui: io sono sempre la stessa, sempre invisibile e per nulla cambiata.  E perchè dovrei? Dei riomaggioresi nel mondo che dobbiamo dire? Venite a riprendervi i vostri genitori o tornate qui ad occuparvene o trovate loro una badante: come facciamo tutti noi con i nostri. Oppure unitevi ai tanti connazionali che chiedono più servizi sociali.

Circolo del PD di Vezzano Ligure: nuovo segretario

Eccoli, segretari e direttivo del circolo: sempre gli stessi per dare vita ad un nuovo inizio (è tempo di nuova politica)
A parte Marco Manfredi, che non conosco, quelle che la nazione di ieri chiama "le diverse anime del partito" si stanno discretamente prendendo a coltellate almeno dalle elezioni del 2004 quando il PD di Vezzano Ligure (allora forse erano DS e Margherita) si spaccò sull'elezione del sindaco Paola Giannarelli. Anche qui il giornale che pubblica la notizia si limita a copiare la velina. 
Molto spesso, da allora, le diverse fazioni si sono reciprocamente smarcate quando non duramente attaccate. Questo un post dell'aprile 2009 Nel post sulla scuola di Vezzano Ligure (che ho appena pubblicato) troviamo il sindaco Fiorenzo Abruzzo che si prende il merito di aver dato una risposta solerte ad un problema annoso. Lo stesso sindaco che a mia precisa richiesta durante le primarie che lo hanno visto vincitore, a proposito della sua firma per la querela nei confronti di Cittadinanzattiva, sostenne di non essersi accorto di averla firmata: apparteneva infatti all'amministrazione Giannarello di cui era stato anche vice-sindaco, sostituito poi da Valeria Carozzo. 
Comunque, questo è il gruppo: tutti insieme appassionatamente.
Fiorenzo Abruzzo, Paola Baldini, Romano Basini, Marcella Benettini, Piergiorgio Benettini, Massimo Bertoni,Giancarlo Capitani, Valeria Carozzo, Romina Cecchi, Sabrina D’Arenzo, Patrizia Degl’Innocenti, Marino Delle Piane, Marco Esposito, Paola Giannarelli, Roberta Giannini, Alberto Gramolazzo, Enrica Mirabello, Luciana Perioli, Elisa Pietrelli, Simone Regoli, Andrea Junior Sacchi, Paolo Saccomani, Giordano Tognoni.

Vezzano Ligure: riapre la scuola.

«Siamo orgogliosi di accogliere il presidente — afferma il sindaco Fiorenzo Abruzzo — per mostrargli il risultato degli interventi di messa in sicurezza della scuola, realizzati proprio grazie al suo importante interessamento».
«L’AMMINISTRAZIONE comunale ha contribuito, unitamente alla Regione Liguria, alla riapertura della scuola nei termini prefissati. Un obiettivo importante, una risposta al territorio, ai cittadini, risultato di una forte e fattiva sinergia tra i nostri enti territoriali nell’affrontare situazioni che ci coinvolgono e sono tese a dare risposte doverose alla cittadinanza. I nostri ragazzi sono rientrati quindi nella loro scuola trovandola rinnovata, più sicura e recuperando anche spazi prima non utilizzati».
«E’la conclusione di un percorso durato un anno in cui la parte politica e quella tecnica hanno lavorato in concertazione cercando di dare una risposta solerte ad un problema annoso — commenta anche l’assessore del Comune vezzanese Sabrina D’Arenzo — è stato un percorso faticoso, ma che ha avuto come peculiarità la trasparenza e la condivisione delle proposte e del progetto finale. Di fondamentale importanza è stato l’apporto del comitato genitori che pur con proposte a volte differenti ci ha stimolato a fare sempre meglio».
Questa la ricostruzione dell'amministrazione comunale (la velina è rigorosamente trascritta dal giornale che la pubblica): la mia è un pò diversa e dura qualcosa più di un anno.
Inizia nel 2008 quando come Scuola di Cittadinanzattiva, insieme ad altri genitori volontari effettuiamo il monitoraggio degli edifici scolastici di Vezzano Ligure, Melara e San Venerio (comune della Spezia) rilevando la completa assenza in tutte le scuole dei certificati di agibilità statica e del Certificati di Prevenzione Incendi.
Il rapporto pubblicato da Cittadinanzattiva, sulla base di una serie di parametri, definisce pessime alcune di queste scuole (Vezzano Capoluogo e Melara) senza che nessun giornale ritenga di divulgare la notizia. Sino al Novembre 2008 quando, in occasione del crollo del soffitto al Liceo di Rivoli, con la morte dello studente Vito Scafidi, Sondra Coggio (Il SEcoloXIX) fa il suo "scoop" e titola a tutta pagina (ovviamente senza sentire noi di cittadinanzattiva).
I cittadini di Vezzano Ligure vogliono essere rassicurati e si fidano ciecamente del sindaco Paola Giannarelli che in una riunione dichiara: tutto sotto controllo. La regione liguria dichiara non ci risultano problemi, il sindaco fa intervenire RAI3 che riprende la scuolina rosa e il giardino. "La sottoscritta e la Scuola di Cittadinanzattiva vogliono chiudere la scuola e farsi un po' di pubblicità": è il racconto su cui tutti concordano, cittadini e istituzioni. Il sindaco prova a querelare Cittadinanzattiva (di qua e di là dal Golfo dei Poeti questi sindaci e amministratori del PD viaggiano a suon di querele?).
Finalmente, sulla base di rilievi che tutte le amministrazioni hanno compiuto proprio a seguito dell'incidente al Liceo Rivoli, anche la nuova amministrazione di Vezzano Ligure rileva (con metodo scientifico questa volta ) che c'è un problema e chiude la scuola.
I cittadini non ci stanno: siamo proprio sicuri che la scuola debba essere chiusa? Che ne sarà delle attività commerciali e del valore degli immobili? Ironia della sorte, a noi di Cittadinanzattiva tocca correre in soccorso del Sindaco (che lo accetta e lo cerca e volentieri) e difendere la scelta della chiusura.
Questo quanto scrivevo alla presentazione del rapporto del 2009, dopo aver monitorato altre scuole situate anche nel comune della Spezia http://speziapolis.blogspot.com/2010/01/pubblica-amministrazione-e.html
Quest'anno non ho fatto alcun monitoraggio: ho ritenuto che non si possono obbligare docenti, amministratori pubblici, cittadini ad occuparsi della sicurezza delle scuole se non lo vogliono. Ho deciso che non si possono obbligare le amministrazioni e neppure i cittadini a partecipare alla gestione della cosa pubblica. http://speziapolis.blogspot.com/2010/01/pubblica-amministrazione-e.html
Chissà, un giorno cresceremo oppure succederà un disastro e allora si sveglierà la coscienza civica dei cittadini, che pretenderanno di monitorare direttamente la sicurezza delle scuole dei loro figli e di partecipare direttamente alla gestione della res publica.
Nel frattempo, benvenuto presidente Burlando, complimenti sindaco, ora come allora siamo in campagna elettorale... 
i post sull'argomento, anche vecchi, sono qui
p.s. il problema è che occorre ripetere e ripetere i fatti per combattere il lavorio instancabile di chi vuole rimuoverli per propinarci ricostruzioni parziali, quando non faziose.
 

domenica 24 ottobre 2010

5 Terre: i cittadini si indignano (abbastanza?)

Scrive in un commento di ieri Vanessa Signoretto: oggi, finalmente, i cittadini stanno cominciando ad esternare i propri motivi di indignazione senza timore di ripercussioni sulla propria vita privata e lavorativa... a tal proposito segnalo il gruppo su facebook "voglio essere una persona pulita".
Cara Vanessa,
 condivido la tua fiducia sulla possibilità di cambiamento, a partire dalla rinnovata capacità dei cittadini di “esternare i propri motivi di indignazione” e pur cercando di frenare il mio “radicalismo” ritengo necessaria un’accelerazione che compensi, se possibile, il ritardo accumulato negli ultimi dieci anni (ma certo di più).
Ti basterà dare un’occhiata ai giornali di oggi per capire che senza una partecipazione “reale” e non “virtuale” nulla potrà cambiare. Con la non banale eccezione dei pochi finiti in galera, grazie ai magistrati e ai tre cittadini che hanno “esternato”, restano in circolazione i tanti che hanno avuto responsabilità  politiche e amministrative gravissime (ancorchè non penali) e che oggi, ancora, si arrogano il diritto (in pieno conflitto di interessi con se stessi e con il loro agire passato) di dire cosa si deve e non si deve fare (i corsivi sono tratti da La Nazione).
«Villaggio Europa da risanare» …è stato chiesto che siano rimosse le baracche e che l’area sia risanata senza cemento…come previsto dal piano della Costa da cui la procura ha individuato la distrazione dei fondi. Sul capitolo sentieri… Pollice, Frigerio e Lapucci hanno chiesto che il ricavato della card venga utilizzato per il ripristino, mentre Cosentino avrebbe detto che in questo modo mancherebbero i fondi per il salvataggio delle cooperative.
Ora come allora il ricavato delle Card è destinato a scopi diversi da quelli per cui è stato istituito: prima il turismo, ora l’occupazione, il territorio mai.
Simone Carrodano, presidente di “Via dell’Amore” …fa sapere che… il rischio di ridimensionamento e di chiusura è ancora molto forte per i circa 85 dipendenti di “Via dell’amore” e dei 30 di “Manario”.
Simone Carrodano, Presidente della Via dell’Amore che con tutta evidenza non ha saputo gestire in maniera adeguata, pretende di agire a tutela dei suoi dipendenti/soci. Che i dipendenti lo disconoscano immediatamente, sta salvando se stesso ed evidentemente ha saputo farlo anche prima, considerato che è  e resta il presidente. Allo stesso modo di Luca Natale che, se va bene, è l’unico dipendente dell’Ente Parco (e chi lo smuove di lì?) oltre che presidente della Cooperativa Sentieri e Terrazze.
L’inviato del Ministro ha il compito di tutelare l’immagine del Parco nazionale che nel 1998-99 contribuì fattivamente a costruire e nel contempo garantire il Ministero dell’ambiente, di cui è stato direttore generale sino a pochi mesi fa, da ogni eventuale coinvolgimento nelle responsabilità di un eventuale crack.
Per una volta, tra le righe, un giornale e un giornalista hanno il coraggio di elaborare una riflessione: i miei più vivi complimenti, è un inizio. Il Commissario non ha come primo obiettivo quello di ristabilire la legalità (bada bene, la legalità altro che operazione trasparenza) ma quello di salvaguardare se stesso ed il ruolo che con il Ministero dell’Ambiente ha giocato negli ultimi dieci anni. E’chiaro? Non bisogna salvare il Parco, bisogna salvare l’Ente Parco e con lui il Ministero, i suoi dirigenti (Sabrina Rolla e Luca Natale) e il suo ex-presidente: tutto il resto può andare a fondo. Non li riguarda.
Sul fronte dell’immagine, la propria, lavorano anche i parlamentari: Abbiamo condiviso la necessità di lavorare per ridurre al minimo l’impatto negativo delle vicende emerse nelle ultime settimanedice OrlandoCOSENTINO si è impegnato a pubblicare il bilancio del Parco.
Clamoroso: Orlando, che negli ultimi quattro anni non aveva avuto notizia della richiesta dei bilanci avanzata all’Ente Parco, ci rassicura: i Bilanci del Parco saranno pubblicati. E’ reato mandare affanbicchiere un parlamentare?
Ma anche il PD si sta rimboccando le maniche: anche la situazione politica a Riomaggiore si è rimessa in movimento. Brian Bonanini, figlio dell’ex presidente, segretario della sezione del Pd locale ha iniziato la campagna tesseramento.

Cara Vanessa,
ancora di più scrivendo a te, ora, mi convinco che stiamo vivendo un incubo per uscire dal quale temo non sarà sufficiente il gruppo di discussione su FB. 

Intanto mi permetto di suggerire ai cittadini, che sono stati intimiditi minacciati discriminati e/o che possono testimoniare di abusi e azioni illecite,  di rivolgersi  alla Procura della Spezia dove stanno ancora indagando gli Ufficiali di PG Mozzachiodi e Pescara di Diana. Le richieste di rinvio a giudizio che i magistrati produrranno, saranno tanto più "robuste" quanto più sostenute da prove e fatti in assenza dei quali dimostrare il "clima di intimidazione e omertà" sarà impresa titanica.
Questi i contatti della Procura della Spezia:  
PROCURA DELLA REPUBBLICA DELLA SPEZIA
Viale Italia, 142 - 19124 LA SPEZIA (SP)
Tel. 0187 - 595111 (Centralino) - Fax 0187 - 595511
E-mail: procura.laspezia@giustizia.it  

p.s. Bonanini tace ma tutto questo silenzio — osserva l’avvocato Corini — può essere interpretato dalla gente come un’assunzione di responsabilità da parte di Bonanini o da choc da incapacità a rispondere. Invece il silenzio è determinato dal fatto che gli elementi di accusa sono vastissimi e gli interrogatori programmati erano troppo a distanza ravvicinata dall’arresto. Ovvio.