giovedì 30 settembre 2010

Aldo Cosentino: commissario per il Parco delle 5 Terre

Il Dott. Aldo Cosentino è il nuovo commissario del Parco delle 5 Terre nominato dal Ministro dell'Ambiente dopo gli arresti che hanno decapitato la dirigenza dell'Ente Parco a partire dal suo Presidente. Una scelta quella del ministro con poche luci ed alcune ombre.
Le luci sono che il dott. Consentino è sicuramente persona competente in materia di aree protette avendo ricoperto fino ad ora la carica di Direttore Generale della Direzione per la Protezione della Natura presso il Ministero dell'Ambiente.
Le ombre però rischiano di oscurare le flebili luci suddette. Infatti sotto il profilo dei precedenti di interesse spezzino dobbiamo ricordare che Cosentino, nella qualità al'epoca di direttore generale del Servizio difesa del mare, siamo nel 2002, è una delle "teste lucide" che ha dato il via libera al dragaggio del golfo di Spezia poi bocciato da TAR e Consiglio di Stato. Scelta di via libera che ha rischiato di produrre un grave danno ambientale al nostro golfo viste le carenze istruttorie di quella decisione, e ha prodotto un danno economico al porto visto che ha bloccato il dragaggio per oltre tre anni. Quindi, anche se i principali responsabili all'epoca di quella decisione furono l'allora Presidente della Autorità Portuale Dott. Bucchioni e il Direttore del servizio Rifiuti e Bonifiche del Ministero dell'Ambiente Dott.Mascazzini, il dott. Consentino sia pure in fase istruttoria contribuì a quella scelta sicuramente non felice per il nostro territorio.
Il secondo motivo di ombre nella scelta del Ministro dell'Ambiente sta proprio nella carica che ha fino ad ora ricoperto Cosentino. Infatti secondo il Decreto Presidente della Repubblica 3 agosto 2009, n. 140 (regolamento di organizzazione del Ministero dell'Ambiente) la Direzione generale per la protezione della natura e del mare ha tra le sue varie funzioni quella di (ex lettera c) articolo 5) : "c) esercizio della vigilanza sulla gestione delle aree protette terrestri e marine;". Alla luce di quello che emerge dalla lettura della ordinanza di custodia cautelare non pare che nel caso delle 5 Terre questa vigilanza sia stata svolta correttamente.


E' chiaro che la mia riflessione non vuole essere un giudizio anticipato su quelle che saranno le azioni da commissario da parte del Dott. Cosentino, anche se e ovviamente sulle azioni future vigileremo anche a partire da questo blog. Resta comunque il dubbio sulla opportunità di questa nomina visti appunto i citati precedenti.

Noi giudicheremo con obiettività l'attività amministrativa del nuovo Commissario, ci auguriamo che anche lui usi altrettanta obiettività nella gestione di un ente pubblico così rilevante per il nostro territorio in una fase di transizione così delicata.

5 Terre: punti di vista

Riceviamo e pubblichiamo la lettera che ci ha mandato Marco Andreini (PS):
  "Da noi la casta oltre che forte è spettacolarmente trasversale , e tale  dato è reso ancora più evidente dalle dichiarazione di aperta e totale solidarietà all'operato di Bonanini e c., fatte da esponenti politici di destra e di sinistra.
Premesso che  Auspico ,come tutti che Bonanini esca pulito dalla vicenda ,come le altre persone e tutto si risolva rapidamente è sconcertante che nessuno si sia soffermato sulla gravità delle accuse che vanno dalla truffa allo stato , all'associazione a delinquere , trovo ben strano che tutto si possa ricondurre solo a semplici abusi edilizi , che comunque sia  sarebbero inauditi in un'area patrimonio del'ìUnesco, anzi è sembrato a sentire la conferenza stampa della procura , che i magistrati al contrario  siano in possesso di molte registrazioni telefoniche che attesterebbero che esisteva nelle 5 terre  un sistema di potere che si riteneva intoccabile, e leggengo alcune intercettazioni telefoniche pubblicate oggi si percepisce nel dialogo al di là di qualsiasi aspetto di carattere giuridico  che dovrà  essere affrontato dagli organi competenti,una sorta di dialettica  tipica di chi si sente  proprio invincibile e intoccabile.
Qui la domanda sorge spontanea e va fatta direttamente al partito democratico di cui Bonanini e Pasini sono importanti esponenti, ed è la seguente"cosa esiste di diverso nel dialogo ,nella arroganza, nella tranquillità da queste registrazioni , da quelle che quest'estate erano pubblicate sui giornali e hanno interessato la cricca dei Bertolaso Boys,certo la dimensione degli affari è indubitabilmente maggiore, ma rubare un milione  di euro e duecento milioni non fa alcuna differenza, nè per la giustizia , nè per la cittadinanza intera., nè per chi ha sempre professato l'etica della politica, tanto più che con esponenti come del Turco , il partito democratico ha usato ben altro trattamento scaricandolo senza alcuna pietà.
E' bene dire per evitare che poi si venga accusati di  qualsiasi nefandezza , che il mio giudizio su quanto fatto dal parco è assolutamente positivo ,anzi essendo stato molti anni via da Spezia, ho potuto veramente cogliere sia personalmente , sia attraverso esperienze di persone che visitavano le 5 terre, come  questi splendidi paesi che sembravano abbandonati siano diventati una delle mete più rinomate del turismo mondiale, ma questa constatazione , questa assoluto merito di Bonanini, non può in nessun modo mettere in secondo piano il fatto che il parco era gestito in maniera privatistica e personalistica e non è ,  tollerabile consentire a chichessia di gestire la cosa pubblica ,e il parco lo è, in tale modo men che mai da persone di sinistra.
Questa vicenda anzi dovrebbe proprio  far riflettere profondamente i signori che governano la politica in città, è forse la prima volta che la magistratura cittadina compie un' operazione di tale portata che colpisce  la classe politica del territorio, questa volta i magistrati non vengono da fuori , ma agiscono nel territorio, e pur essendo garantista , trovo ben strano che abbiano messo in piedi tale spiegamento di forze solo per andare sulle prime pagine dei giornali, anzi ritengo che questa operazione possa rivelarsi un vero  vaso di pandora,che potrebbe scoperchiare molte situazioni strane vedi Acam, e tante altre vicende poco chiare dell'economia cittadina. Forse chi ha pensato di poter gestire senza problemi il flusso di denaro che deve fluire verso il nostro territorio, Marinella ,Water front, Aree della difesa, ora dovrà invece pensare che tutto forse  sarà gestito in maniera diversa dal passato, la politica di affidare appalti sempre alle stesse aziende, sempre agli stessi architetti, sempre agli stessi consulenti, forse volge alla fine .
la favola della  piccola città, isola felice ed enclave della sinistra ,appunto è destinata a diventare solo una favola, ora la sinistra i voti e il consenso ,come giusto se lo dovrà andare a conquistare fra la gente, non usufruendo di rendite di potere , ma facendo veramente le cose , che vuole la gente,e cioè meno cose grandiose e, più attenzione ai veri problemi di un'economia in totale crisi, e come tutte le cose della vita , anche dalle disgrazie e dai drammi, possono nascere anche  cose  positive, e  a una classe politica che si credeva invincibile e intoccabile, questa vicenda a mio avviso  non può che fare bene."
Marco Andreini
Direzione nazionale Partito Socialista

5 terre: le prime ammissioni, ma la ministra non ci crede

Arresti 5 Terre: interrogatori, arrivano le prime ammissioni. Sabato sara' ascoltato ex presidente del parco Bonanini
(ANSA) - LA SPEZIA, 30 SET - "Prime ammissioni davanti al gip del tribunale della Spezia Diana Brusaca' di alcuni degli arrestati nell'ambito dell'indagine sulla truffa ai danni dello Stato che ha portato in carcere anche l'ex presidente del Parco nazionale delle Cinqe Terre Franco Bonanini. Secondo alcune indiscrezioni, alcuni dei tecnici comunali e del Parco ascoltati stamani avrebbero ammesso le proprie responsabilita'. Gli interrogatori proseguiranno per tutto il pomeriggio. E' atteso per sabato quello di Bonanini che si trova nel centro medico clinico del carcere don Bosco di Pisa. Secondo quanto appreso, le condizioni cliniche di Bonanini si sarebbero progressivamente aggravate."

Aldo Cosentino nominato commissario Parco Cinque Terre. Lo ha annunciato ministro Ambiente Prestigiacomo

(ANSA) - ROMA, 30 SET - ''Informo il Parlamento che oggi, vista la situazione, ho nominato commissario del Parco delle Cinque Terre il dottor Aldo Cosentino, gia' direttore generale del ministero dell'Ambiente''.
Lo ha detto il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo al question time, all'indomani dell'inchiesta che ha portato all'arresto, tra gli altri, dell'ex presidente del Parco Nazionale Franco Bonanini. ''Questa vicenda - ha commentato il ministro - mi ha provocato profondo stupore, il parco Cinque Terre e' sempre stato un modello e il presidente Bonanini ha fatto di quel parco la battaglia di una vita. L'inchiesta attorno alla quale sta cominciando il consueto stillicidio di illazioni e voci - ha aggiunto - impone cautela''. 
Direi che il presidente della Comunità Montana si può tranquillizzare: l'Ente ha nuovamente, forse finalmente, una guida.  La nostra Ministra, che dire, vogliamo dire anche a lei di dare un'occhiata all'ordinanza o le illazioni e le voci sono quelle dei magistrati?

P.S. Il  Dott. Cosentino mi pare fosse funzionario del Ministero dell'Ambiente ai tempi dell'approvazione del PRP e dei dragaggi. Saranno contenti all'Autorità Portuale per l'arrivo di un collega con cui hanno avuto diverse occasioni di scambio. Chissà che possa dare una mano al porto!

5 Terre: parla la difesa

dal post "Stupefacente B." - cliccare sulla foto
Dopo la pubblicazione dell'ordinanza che ho iniziato a leggere (cosa che consiglio di fare a tutti gli increduli solidali speranzosi che non sia vero niente ma che spettacolarizzazione neppure fosse il clan dei casalesi ma ti sembra il modo l'immagine delle 5 terre l'economia del territorio i duecento dipendenti e viadicendo) resta poco di nuovo negli ancora peraltro numerosi articoli pubblicati da tutti i giornali.
E allora vale la pena soffermarsi sulle "famigerate pagine locali" nelle quali brillano per equilibrio e sobrietà due soggetti: una "giornalista" e un amministratore.
1) Patrizia Spora, giornalista del SecoloXIX ma anche parte dello staff dell'ufficio comunicazione del Parco delle 5 terre (mettiamola così, anche se non sappiamo in realtà per chi queste persone lavorano: per una cooperativa? con contratto a progetto? con chi?), scrive un articolo in cui intervista i "dipendenti" del parco (praticamente i suoi colleghi). A questi colleghi fa dire che (il testo è virgolettato ma attribuito ai dipendenti, una sorta di coro) “Franco Bonanini - dicono - è sempre stato il punto di riferimento e come tale ci ha insegnato ad andare avanti superando tutte le difficoltà. E’ stato un anno duro, ma passerà anche questo”. Per chi avesse letto l'ordinanza, immediato va il pensiero alle modalità con cui Franco Bonanini "superava tutte le difficoltà": possiamo dire che le stritolava, praticamente una schiacciasassi.
Niente di personale con la giornalista ma la redazione del SecoloXIX o la giornalista medesima  dovrebbero avere la delicatezza di spiegarci chi è chi in questa intervista.
2) Gerolamo Leonardini, già sindaco ed ora vice-sindaco di di Vernazza, nonchè presidente della comunità montana (sì perchè da queste parti usa molto il doppio, triplo incarico che consenta di protrarre vitanaturaldurante il proprio potere e controllo sul territorio) che dichiara:

 «Non mi risulta che a qualcuno sia stato negato di vedere i bilanci dell’ente Parco sostiene. I documenti contabili ce l’hanno i revisori, il ministero e i Comuni per cui non c’è nulla di segreto». Ora, per Leonardini, l’urgenza riguarda i lavoratori. «Tutti ci auguriamo che Franco torni presto al suo posto. Nel  frattempo, dobbiamo rimboccarci le maniche e infondere fiducia ai tanti, giovani e meno giovani, che lavorano con entusiasmo e voglia di fare per conto del Parco delle Cinque Terre. Sappiano che le istituzioni sono a loro vicine e che sarà fatto di tutto per uscire da questa situazione che ci auguriamo transitoria. Di una sola cosa c’è bisogno: della collaborazione di tutti».

Incredibile! per i Bilanci leggere qui e poi, ma perchè mai dovrebbe essere tutto bloccato perchè manca il presidente? In un paese in cui il potere è "legale" esiste un apparato burocratico che consente il normale svolgimento delle attività ordinarie anche in assenza del capo supremo (che infatti dove il potere è "legale", non esiste). Certo, come ho già avuto modo di dire in tempi non sospetti, alle 5 terre a seconda della sensibilità di ciascuno si è sempre potuto fare riferimento ad altre due diverse tipologia di potere: carismatico o tradizionale. 
Per i più pigri riporto nuovamente:
Dall'analisi weberiana del potere, com'è noto, apprendiamo che nella società moderna ogni potere necessita di un apparato amministrativo che agisca da tramite tra chi detiene il potere ed i sottoposti. E' proprio la qualità dell'apparato amministrativo a caratterizzare la tipologia di potere:
Potere carismatico: irrazionale, rivoluzionario, si serve di un apparato amministrativo rudimentale o inesistente.
Potere tradizionale: tipico dell’era pre-capitalistica e feudale in particolare; ha come apparato amministrativo la nobiltà. I sottoposti sono sudditi, sui quali il sovrano ha potere illimitato. Trasmissione del potere per via ereditaria.
Potere legale: si basa sulla credenza nell’equità della legge; discende da un ordinamento astratto ed universale (es. La costituzione); colui che esercita il potere e’ tenuto all’osservanza dello stesso ordinamento che vincola i suoi sottoposti; l’apparato amministrativo tipico del potere legale e’ la burocrazia.

P.S. se non mi sfugge qualcosa, ma sono certa che non mi sfugga nulla, dal sito del parco nazionale è stata rimossa la pagina contenente l'organigramma dell'ufficio comunicazione, di cui Luca Natale è responsabile e di cui la gran parte degli intervistati fa parte, che sino allo scorso 18 Agosto e probabilmente anche dopo, appariva così: 

 e vi si accedeva dallo stesso link con cui ora si accede ai numeri telefonici dei centri di accoglienza
http://www.parconazionale5terre.it/ufficio_comunicazione.asp?id_lingue=1

Come mai questa sistematicamente diffusa attitudine alla rimozione delle informazioni? Sono già state emesse delle sentenze?

mercoledì 29 settembre 2010

5 terre: il senso di Bonanini per le istituzioni

"Se poi consideriamo che nella vicenda sembra abbiano giocato un ruolo anche piccole denunce da parte di cittadini di Riomaggiore su presunte mal gestioni del Parco e delle opere di ristrutturazione, ecco che entrano in gioco anche elementi che fanno supporre a veleni paesani, ripicche di clan e piccole faide" Cronaca4 Articolo redazionale
Via via che la vicenda evolve anche la stampa locale prende dimestichezza e comincia a "dare le notizie": ricordo che il Parco delle 5 terre è sempre stato off limits per loro,  quindi devono scaldarsi. E così capita che, non essendo avvezzi ad elaborazioni anche minime  (su questi temi), scambino cittadini onesti di Riomaggiore, che in controtedenza assoluta con l'andazzo generale denunciano la mala gestione del Parco, con "veleni paesani, ripicche di clan e piccole faide". Stiamo scherzando? Ricordo un magistrato della Corte dei Conti che in un convegno sostenne che l'indifferenza e la scarsa determinazione dei cittadini nel rivendicare i propri diritti ed il rispetto delle regole è una delle concause della corruzione nella P.A. (inutile dire che lo braccai a fine convegno per chiedergli se avesse idee in merito alla questione dei Bilanci del parco che i cittadini avevano chiesto ripetutamente e invano, e mai ottenuto).
"Quello che mi ha colpito è la reazione quasi unanime, a parte Rifondazione Comunista, della casta della politica. Senza conoscere i dettagli della vicenda, da sinistra a destra si è scatenata una serie di dichiarazioni quasi tutte convergenti su un punto, conoscendo Franco non è possibile che sia vero quello che gli viene contestato perché è una persona per bene. L’ordinanza di custodia cautelare è composta di 890 pagine di verbale e le persone coinvolte sono state intercettate per mesi, ma c’è chi da destra a sinistra non considera minimamente la cosa!" Cronaca4  Dichiarazione di Fabio Cenerini, Futuro e Libertà la Spezia
Questo signore, che ci conferma che FL c'è anche a Spezia e che a sentire ciò che dice ci conferma anche che Gatti è rimasto nella PDL (manco a dirlo), è forse il primo che in città fa una affermazione che mi sento di sottoscrivere (secondo me l'hanno mandata da Roma e questo spiega anche il ritardo nella diramazione del comunicato). Ma certo, non è che ne hanno arrestato uno (se non sbaglio Fiasella ha ipotizzato addirittura un caso Tortora per Bonanini) perchè avevano dei sospetti; hanno tirato dentro una organizzazione che comprendeva il livello politico, quello amministrativo, professionale e imprenditoriale, e finanche udite udite il consulente della polizia penitenziaria (ma su questo tornerò in un contesto più adeguato) che teneva i seminari al Castello di Riomaggiore. Dopo aver intercettato l'impossibile... e uno di IN su un blog come prima cosa ha dato solidarietà a chi è in galera... ma scherziamo? e gli altri, Gatti in testa, per quel poco che lo conosco è una brava persona... qualcuno dovrebbe prendere nota di tutta questa roba e la potremmo usare nella prossima campagna elettorale... mi sono fatta prendere la mano, chiedo scusa.
Franco Bonanini si è dimesso dalla carica di presidente del Parco delle Cinque Terre  "Non mi sono mai messo un centesimo in tasca, tutti lo sanno che del denaro non mi è mai fregato nulla. Ho dedicato tutta la mia vita alle Cinque Terre, e dedicherò quel poco che mi resta a dimostrare la mia innocenza". il mitico Massimo Calandri che, su Repubblica.it, pubblica anche l'ordinanza
E infine (meno male che Calandri c'è) ci fa sapere che il Presidente si è dimesso:  e meno male, questa è cosa buona e giusta. E tuttavia, 
Egr. Sig. Bonanini,
questa sua battuta (non mi sono mai messo un centesimo in tasca), nella sua semplicità, banalità e rozzezza, dimostra quanto lei sia stato inadeguato a ricoprire ciascuna delle cariche che ha sin qui ricoperto. Perchè lei non riesce neppure a concepire che non è (eventualmente e tutto da dimostrare) sufficiente non rubare per far bene; non è sufficiente dedicare la vita ad una causa per far bene. 
Lei ha avuto l'onore di guidare l'Ente Parco delle 5 Terre  (sito Unesco Patrimonio dell'Umanità prima che lei ne assumesse il "controllo") ed anzichè profondere tutte le sue energie per conservare il paesaggio  e mantenerlo vivo (anche attraverso la presa di coscienza della sua fragilità da parte dei suoi concittadini)  ne ha fatto strumento di potere personale esercitato con ostentata arroganza. Non abbiamo bisogno di eroi ma di persone competenti e rispettose delle regole e, soprattutto, consapevoli e rispettose dei diritti e della dignità delle persone. 
Non mi voglio dilungare ma le propongo di leggere, approfittando del prossimo periodo di riposo, questo documento alla cui elaborazione ho dedicato parecchio tempo ed energie. Potrà esserle utile come stimolo di riflessione. 
Mi scuserà se non le esprimo  la mia solidarietà, la riservo  a coloro che hanno trovato il coraggio di opporsi a lei in tutti questi anni (anche quando gravemente malati, ma non per questo graziati)  e che ora si sentono un pò più liberi.
Daniela Patrucco 


P.S. nel frattempo io leggerò le 881 pagine dell'ordinanza che il mitico Calandri ha messo a disposizione su repubblica.it

5 Terre: le sparate locali

"Arresti Cinque Terre, duecento dipendenti senza una guida

Cinque terre - riviera di levante. Dalla tremenda mattinata di ieri i circa duecento dipendenti del Parco delle Cinque Terre non hanno più la loro guida. "
"Città della Spezia"


Faccio notare che il Parco delle 5 Terre non ha neppure un dipendente, infatti il primo e unico bando pubblico di assunzione è stato emesso e immediatamente ritirato nell'estate del 2009 qui.
Anche questo è interessante no? Un ente pubblico che fa lavorare 200 persone attraverso le cooperative i cui ex presidenti e  vicepresidenti sono attualmente al fresco o ai domiciliari.  Le regole appunto.


 "La doverosa attenzione per il lavoro dei giudici, che auspico possa concludersi in tempi brevi per non recare troppo danno all’immagine delle Cinque Terre, non può però cancellare il doveroso riconoscimento dello straordinario lavoro portato avanti dal Presidente del Parco nel suo territorio, un’azione recupero e di valorizzazione che non ha eguali nel nostro Paese. Per quel poco che lo conosco, Bonanini è una persona perbene..." Cronaca4 / Gatti  - Alleanza Nazionale (attualmente non so dove stia navigando)
Che i giudici si muovano perchè non abbiamo tempo da perdere... 
lo straordinario lavoro: se fosse vero ciò che pare emergere, potremmo dire che poi tanto straordinario non lo è stato? chissà cosa avremmo potuto fare senza alcuna distrazione di fondi??? 
per quel poco che lo conosco è una persona per bene:  difesa d'ufficio e per sentito dire...

ma dove viviamo?


Arresti alle 5 terre: i fatti personali

I PM ricostruiscono le pressioni sui consiglieri comunali che hanno provato a opporsi: A.B. autore di un messaggio non firmato sul blog di Beppe Grillo critico verso il Faraone, “sarebbe stato ammonito circa il fatto che gli accusati vantavano conoscenze nella polizia postale e che grazie a tali conoscenze lo avevano identificato come autore delle critiche”. Di qui l’avvertimento: “gli avrebbero rovinato la vita” se non avesse ritirato le sue affermazioni. Senza contare i finanziamenti per lavori mai realizzati (intorno a 800 mila euro). Denaro, secondo i sostenitori di Bonanini, mai utilizzato per fini  personali, ma per altri interventi utili al territorio. Ma colpiscono frasi come: “Devi falsificare questa qui”. Bonanini, secondo i pm, avrebbe ispirato ai complici missive anonime stile Corvo: “Hanno utilizzato una stampante apposita e guanti in lattice per non lasciare  impronte”. Si accenna a personaggi calabresi: “Lo dico a C…fa venire due da Capo Rizzuto e poi la smette davvero”.
Ferruccio Sansa, il Fatto Quotidiano

"A Riomaggiore, sottolinea Vergassola, c’è ovviamente «il partito pro Faraone e il partito contro», al di là della politica. «Ma parliamo di un confronto chiaro e diretto – sottolinea – io stesso non sono stato sempre d’accordo con le scelte del Parco: apprezzo il recupero dei vigneti e del territorio, sotto gli occhi di tutti, e altri interventi li apprezzo meno. Penso sia normale: detto questo, si è sempre trattato di uno scambio di idee fra persone che si dicono le cose in modo chiaro. Niente a che vedere con quello che si è visto in tv».
Dichiarazione di Dario Vergassola che a Manarola ha casa ed interessi

Dalla gran quantità di scritti sui giornali di stamani, rispetto a questi due che quoto, rilevo quanto segue:

1) E' già partito il lavoro sui distinguo: non rubava per sè ma per il bene delle 5 terre. Ho già avuto di affrontare questo tema qui "Autorità e potere: le condizioni per l'insorgenza della sindrome di Stoccolma" e vorrei ribadire il concetto per il quale ciascuno di noi ha una propria visione di cosa è meglio, di quali sono gli strumenti ed i fini più adeguati per il raggiungimento del bene e tuttavia, mentre il concetto di "bene" è ampiamente opinabile, quello di potere legale, a cui il nostro ordinamento amministrativo fa riferimento, è molto chiaro: Potere legale: si basa sulla credenza nell’equità della legge; discende da un ordinamento astratto ed universale (es. La costituzione); colui che esercita il potere e’ tenuto all’osservanza dello stesso ordinamento che vincola i suoi sottoposti; l’apparato amministrativo tipico del potere legale e’ la burocrazia. I distinguo non valgono, non ci sono attenuanti.
2)  Con l'eccezione di Sansa, pochissimo spazio è stato riservato dalla cronaca al tema delle intimidazioni che invece costituiscono il cuore della questione. Situazioni come quella delle 5 terre sono possibili  se, quando e dove le persone non si riconoscono come individui e non agiscono in quanto tali. Su questo ci sono filoni di pensiero  (tra i "dissidenti") per i quali chi come me parla in prima persona, con nome e cognome, risulterebbe affetto da manie di "protagonismo". Sono tuttavia gli stessi che hanno la pretesa di possedere la verità e di voler prendere per mano il resto del mondo e accompagnarlo. Beh, io non sono d'accordo. Anche Bonanini ha preso per mano la sua gente, che gli si è ciecamente affidata, e l'ha accompagnata... dove? Lo stesso Berlusconi docet. No grazie. E arrivo a Vergassola, emblematico dell'atteggiamento di tutti coloro che, individualmente, in questi anni non hanno voluto sapere (anche se debitamente stimolati) che alle 5 Terre non era in corso un "confronto chiaro e diretto" ma pressioni, intimidazioni e minacce in stile calabrese (per citare Capo Rizzuto) rivolte vis a vis a chi osava dissentire. Almeno in un'occasione (all'incontro organizzato dal SecoloXIX alla Spezia dopo l'Agosto 2006) Vergassola e con lui la stampa e quant'altro, avrebbe potuto fermare chi  (mica uno solo) aveva pubblicamente denunciato in quella sede pesanti tentativi di intimidazione, e chiedere ragguagli. Mai nessuno ha voluto sapere nulla. Il leit motiv, per tutti, è sempre stato "non voglio entrare nei tuoi fatti personali con il Parco". Fatti personali? Quali fatti personali? 

p.s. apparentemente l'inchiesta è partita dai primi mesi del 2010: abbiamo scritto cose interessanti nel periodo gennaio / febbraio 2010. Chissà, forse se non ci fosse stata una nuova nomina alla presidenza si sarebbe lasciato andare il pregresso?

martedì 28 settembre 2010

5 terre: speriamo tutto torni come prima...

Dopo la conferenza stampa della Procura della Spezia i commenti degli esponenti politici si infittiscono. Tutti, con maggiore o minore enfasi o certezza, auspicano chiaramente che i fermati possano chiarire la loro posizione. Tutti premettono la loro stima nei confronti di Bonanini, qualcuno cita Pasini (esponente del PD), e se ne fregano del resto del gruppo. Poiché il Procuratore ha parlato di intercettazioni dai contenuti “sconcertanti”, è difficile ritenere che la cricca fosse composta dai soli funzionari, tecnici e imprenditori. Ma si sa, la casta difende se stessa.
Qualcuno, Ermete Realacci (responsabile green economy del PD) è riuscito a rilasciare questa dichiarazione: "Sull'onesta' e sul rigore morale di Franco Bonanini, al quale sono legato da amicizia fraterna, sento di mettere la mano sul fuoco", ha assicurato. "All'azione della magistratura e' dovuto sempre rispetto, anche se in questo caso facciamo veramente fatica a credere alle ipotesi avanzate".
La stampa. Con la luminosa eccezione di Massimo Calandri, tutta la stampa nazionale si è associata al coro dei cantori dell’ode al Presidente del Parco Nazionale al punto di scrivere (cronaca4)Al di là degli aspetti giudiziari che la Magistratura avrà il compito di chiarire e definire, il fatto rappresenta una vera e propria bomba mediatica (la notizia ha fatto il giro del mondo, è stata battuta anche da agenzie internazionali) e, temiamo, non potrà che avere ripercussioni negative sull’economia e sull’immagine del nostro territorio. Non va dimenticato che, grazie al lavoro di Bonanini e del Parco, negli ultimi anni le Cinque Terre sono diventate un polo di attrazione mondiale, un vero e proprio sistema economico “best pratice” a livello internazionale e un brand di eccellenza per la nostra provincia e per il nostro Paese. “ e ancora “E’ presto per dirlo. Certo è che, se le voci che adombrano un allargamento dell’inchiesta alla Regione fossero vere, oltre che giudiziario si prefigura un vero e proprio terremoto politico ed istituzionale. Ed in questo momento di crisi economica generale, della Liguria e del nostro territorio proprio non ci voleva. “ 
Il Fatto Quotidiano, che normalmente si assume il rischio di avere un punto di vista  basato su dati, pubblica un post che io ho attribuito ad Oliviero Beha (non vedo chi altri in quel giornale, ma non so neppure cosa  c'entri lui in quel giornale) che fa da controcanto alla notizia. Speriamo che domani Ferruccio Sansa scriva qualcosa di un più equilibrato. Ora, evidentemente nessuno di noi ha la verità in tasca e chissà mai se e quanta ce ne sarà data. 
E tuttavia, mai prima e neppure oggi, nessun politico e pochissimi giornalisti  (non spezzini) hanno avuto l'ardire di cercare di  capire come mai tanta determinazione nel negare l'accesso ai Bilanci del Parco delle 5 terre da parte dello stesso Presidente. Ammesso che nessuno sapesse, nessuno ha voluto sentire ciò che tanti di noi dicevano. Capire davvero cosa stesse succedendo sarebbe stata ed è ora una precisa responsabilità del PD, altrimenti che senso ha essere un partito che riunisce i suoi esponenti a livello provinciale e regionale, prima che nazionale. Ma di cosa parlate quando parlate?  E se anche qualcuno fosse stato in disaccordo con l'andazzo dell'opacità alle 5 terre (su questo direi che possiamo concordare tutti) perchè non ha mai preso posizione?
E anche quelli del PRC di Spezia, a loro che unici hanno chiesto oggi a  gran voce le dimissioni di Bonanini e Pasini va una domanda: ma in questi anni, dove eravate? 
Al Comune della Spezia, che siede nel consiglio direttivo del parco e ne ha approvato i Bilanci: li avete mai visti?  No? approvati al buio? Sì? Perchè non avete sollecitato e preteso che fossero resi pubblici?
Non sappiamo ancora cosa sia successo, ma siete tutti responsabili: classe dirigente  e informazione locale.

p.s. da un'ansa di poco fa: Nell'ordinanza, composta da circa 900 pagine, si parla di una 'gestione feudataria del Comune e del Parco' e si rileva che la 'truffa aggravata e tentata ai danni dello Stato' ammonta a quasi un milione di euro. Come spesso accade, la magistratura deve porre rimedio alla mancanza di politica. 

p.p.s. arrivato or ora dal blog dell'amico Marco Preve

Arresti alle 5 Terre: la conferenza stampa alla Procura della Spezia

Arresti nelle 5 Terre : parliamo di politica e..... di democrazia


Voglio intervenire sulla notizia degli arresti non tanto per disquisire sul merito dei reati contestati o sulla opportunità o meno della iniziativa della magistratura, questi sono ragionamenti che lascio ai vari politici incauti e con scarso senso delle istituzioni e di cui scrivo alla fine di questo post perché meritano una annotazione particolare.

Mi interessa invece riflettere come, sotto il profilo politico amministrativo questa vicenda conferma, a prescindere dalle responsabilità penali degli arrestati e/o inquisiti, come una gestione eccessivamente personalistica e soprattutto non trasparente del potere, al di fuori cioè dei corretti circuiti democratici, anche se effettuata con scopi nobili, rischia alla lunga di produrre situazioni di confusione e inefficienza amministrativa e crea quindi i possibili presupposti per situazioni di illegalità. La gestione personalistica del potere anche fatta in buona fede porta a forzare le procedure di legge, a escludere il dibattito democratico e la trasparenza, ad allontanare chi comunque potrebbe contribuire a correggere errori sia tecnici che politici, che amministrativi. Insomma è solo il confronto pubblico, ampio, partecipato, trasparente e coinvolgente di una intera comunità compresi quelli che non sono d’accordo che porta alle buone decisioni politiche ed amministrative.

D’altronde che la gestione del Parco delle 5 Terre fosse da tempo molto discutibile sotto il profilo politico amministrativo abbiamo avuto modo rilevarlo da tempo anche in questo blog sia Daniela che il sottoscritto.

Io in particolare ho avuto modo di scrivere di:
uso personale della Presidenza del Parco, vedi qui e qui.
arroganza nella gestione del potere,vedi qui .
di gestione non trasparente del potere, vedi qui .
di gestione confusa dell’Ente Parco 5 Terre, vedi qui .

Insomma è chiaro che attendiamo gli sviluppi della inchiesta sotto i profili penali ma è indiscutibile che sotto il profilo politico amministrativo il Parco non poteva e non può, tanto più alla luce delle ultime notizie, continuare ad essere gestito come è stato fatto fino ad ora e questo a prescindere da chi lo gestirà in futuro, a prescindere dallo sviluppo che il Parco ha dato alla 5 Terre e soprattutto a prescindere dalla fondatezza delle accuse penali agli arrestati.

Riguardo invece ai commenti di autorevoli amministratori pubblici ed esponenti politici vari qui siamo di fronte alla espressione di una cultura istituzionale becera e mi scuso con chi legge se non riesco a trovare altri termini più diplomatici.
Il presidente della Provincia nell’esprimere solidarietà agli arrestati e soprattutto a Bonanini si avventura in un campo dove evidentemente manca di basi adeguate. Afferma il Presidente Fiasella : “Trovo ci sia violenza, in questo modo di procedere: se siamo di fronte a reati di tipo amministrativo, come pare trapelare.” . Cosa? Il reato di associazione per delinquere, tra quelli contestati agli arrestati, viene derubricato dal “neo giurista” Fiasella a reato di tipo amministrativo! Qui Bonanini e la inchiesta non c’entrano, qui invece emerge ancora una volta la logica della casta che decide di valutare la gravità dei reati non in base alla fattispecie della legge ma in base a chi li commette e a come sono commessi. Forse, per seguire il ragionamento di Fiasella, chi spaccia droga commette un reato meno grave di chi intasca soldi pubblici che dovevano essere destinati a opere pubbliche mai effettuate? E ancora, sempre seguendo il fine pensiero del Fiasella chi spaccia droga o magari ruba in un supermercato deve essere arrestato con metodi violenti invece un politico corrotto no? Forse nessuno dovrebbe essere arrestato con violenza non crede sig. Fiasella?
Perchè il "giurista" Fiasella non ci spiega come si quantifica il danno a un territorio, non solo in termini economici ma in termini di caduta della coscienza civile, prodotto nello scoprire che un rappresentante politico ha commesso reati di truffa allo stato, associazione per delinquere, abuso di ufficio. Mi direte ma relativamente a Bonanini tutto ciò è ancora da dimostrare? Certo ma Fiasella usa Bonanini per svolgere un ragionamento in generale esprimendo una cultura istituzionale e democratica inaccettabile.
La stessa cultura che dimostra l’Onorevole Ermete Realacci (ex presidente nazionale di Legambiente) che nel ribadire la onestà di Bonanini, mette subdolamente in discussione quella dei magistrati, vedi qui .

Auguro ovviamente a Bonanini e altri arrestati di provare la loro innocenza, ma dalle prime dichiarazioni dei politici locali emerge con chiarezza come, a prescindere da come andrà questa inchiesta giudiziaria, una seria riflessione sulla futura gestione del parco delle 5 terre non verrà assolutamente svolta, ancora una volta l’unica logica che emerge dal ceto politico è quella stupida della “casta”!

www.perriomaggiore.com

Mi sembra doveroso segnalare il sito dei consiglieri di opposizione del comune di riomaggiore, con particolare riferimento al loro post del 24 u.s. a proposito di un trenino apparentemente finanziato più volte (?)

a loro la mia più profonda stima, anche per aver osato contrastare, oltre lo strapotere del parco e della maggioranza del comune di Riomaggiore, i loro stessi concittadini.

segnalo l'unico giornalista che sinora ha scritto qualcosa di sensato, senza false ipocrisie:

http://genova.repubblica.it/cronaca/2010/09/28/news/arrestati_sindaco_riomaggiore_e_presidente_5_terre-7499268/#commenta

segnalo una altro articolo che io personalmente attribuisco ad Oliviero Beha, che da anni si ostina a santificare Franco Bonanini (vedi Italiopoli)
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/28/un-faraone-alla-guida-del-parco-delle-cinque-terre/65339/
 



Le 5 Terre e la democrazia

Leggo degli arresti alle 5 terre e improvvisamente non mi sento più sola... 
C'entra anche con il fatto che il mio telefono squilla in continuazione, tra un messaggio ed una telefonata di chi dall'agosto del 2006 ha dovuto sorbirsi le mie elaborazioni sulle 5 terre. Ringrazio gli amici che mi hanno sopportata in questi anni.
Ma non mi sento più sola perchè so che altre decine di persone, magari perse per strada o neppure mai incontrate, potranno godere di una boccata d'ossigeno. Personalmente non sono contenta per la galera in sè, sono contenta perchè questo fatto riconosce in qualche modo le ragioni di quella che per molti era un'ossessione: l'ossessione della verità. Un verità che nessuno di noi ha mai saputo fino in fondo, ovviamente, ma che si intuiva a pezzi, ciascuno per la sua esperienza personale. E che esperienza. 
Certo tutto l'establishment politico, e anche tanti cittadini, ha sempre negato, coperto o non voluto vedere...  e che noi, per alcuni anni, abbiamo cercato di mettere insieme www.vas5terreriviera.org 
Giusto domenica scorsa il presidente del parco Bonanini era alla Palmaria a parlare di Ambiente e Futuro.
E' possibile che già questa sera ci diranno che si è trattato di casi di omonimia e che già domani toccherà ricominciare a piangere per la propria ingenuità: pensare di poter contrastare il potere.
Ecco perchè, ancora, sento l'urgenza di scrivere questo breve post ed auspico che ognuno che  abbia una storia da raccontare, a proposito delle 5 terre e della democrazia, lo faccia immediatamente. Su un blog qualsiasi. Prima di svegliarci e scoprire che non era vero niente.

Per parte mia riporto ciò che avevo scritto, in una lettera pubblicata dal SecoloXIX, in  quel fatidico 26 Agosto 2006 in cui tutto è cominciato (con una violenta minaccia di querela). Con calma, poi ragioneremo meglio:


Le 5 Terre e la democrazia

Caro Maggiani,
ho seguito con vivo interesse quanto pubblicato dal Secolo in questo mese di Agosto ed ho tentato una sintesi della quantità di pensieri che mi frullano in mente da anni a proposito del Parco Nazionale delle 5 Terre. A mio avviso, sono tre i nodi problematici del Parco da cui tutto discende.
Lo statuto di pubblico. Il Parco delle 5 Terre, pur essendo Ente Pubblico, non ne ha le caratteristiche: tutte le sue attività economiche sono affidate, senza bandi di gara, a cooperative controllate dagli amici degli amici degli amici determinando in tal modo una concentrazione di potere non accettabile neppure se la linea politica dell’Ente fosse ineccepibile.
Nel Parco delle 5 Terre tutte le decisioni (che hanno ricadute anche fuori dell’Ente) sono assunte in prima persona dal suo Presidente e questa mancanza di democrazia, considerato anche il fatto (di per sé positivo) che la maggioranza dei dipendenti dell’Ente risiede nel territorio, rende inutile e ipocrita ogni tentativo di attivazione di processi di partecipazione.
Anche assumendo che gli abitanti delle 5 Terre, in disaccordo con questa politica di sfruttamento (che comunque porta loro ricchezza) del territorio, volessero proporre modalità di gestione alternative, sarebbe oltremodo oneroso dichiararlo apertamente correndo il rischio di vedersi negati progetti edilizi, eventuali finanziamenti, posti di lavoro.

5 Terre: truffa ai danni dello stato

Nei guai anche il comandante della polizia locale e il capo dell'ufficio tecnico

Arrestato il sindaco di Riomaggiore

Stesso provvedimento per il presidente del Parco delle Cinque Terre. L'accusa è di truffa ai danni dello Stato

Nei guai anche il comandante della polizia locale e il capo dell'ufficio tecnico
Arrestato il sindaco di Riomaggiore
Stesso provvedimento per il presidente del Parco delle Cinque Terre. L'accusa è di truffa ai danni dello Stato
Il sindaco di Riomaggiore, Gianluca Pasini
Il sindaco di Riomaggiore, Gianluca Pasini
MILANO - Il sindaco di Riomaggiore, Gianluca Pasini, e il presidente del Parco delle Cinque Terre, Franco Bonanini, sono stati arrestati nell'ambito di un'inchiesta condotta dalla squadra mobile di La Spezia e coordinata dalla procura spezzina per una serie di reati contro la pubblica amministrazione.
LE ACCUSE - Secondo quanto si apprende, le accuse vanno dall' associazione a delinquere alla truffa ai danni dello Stato, dal falso all'abuso d'ufficio. Oltre al primo cittadino di Riomaggiore Gianluca Pasini e Franco Bonanini, presidente del Parco - dichiarato patrimonio dell'umanità dall'Unesco - sono stati arrestati anche il comandante della polizia locale di Riomaggiore, il capo dell'ufficio tecnico. Complessivamente sono state emesse 8 ordinanze di custodia cautelare in carcere e 4 agli arresti domiciliari. (Fonte: Ansa)


da Corriere.it

domenica 26 settembre 2010

C'è spazzatura e spazzatura: differenziare prego!

da Il Fatto Quotidiano
"L’immondizia dell’Abruzzo era troppo poca per l’affare dell'inceneritore, voluto dall’assessore regionale alla sanità (Pdl) Lanfranco Venturoni e dal re delle discariche d’Abruzzo Rodolfo Di Zio, soci e pronti a spartirsi gli utili in questo business «criminoso» (secondo la Procura di Pescara che li ha arrestati  pochi giorni fa). L’immondizia non bastava. Specie con l’obbligo  di raccolta differenziata al quaranta per cento, come previsto da una legge regionale." Giuseppe Caporale, la Repubblica
"Sgomberata villa Fazzari da 20 anni discarica dei veleni. Finisce il maxi abuso nella cava di Borghetto. La cava Fazzari fu oggetto, agli inizi degli anni ’90, di una maxi inchiesta che portò alla scoperta di migliaia di bidoni contenenti rifiuti tossico nocivi." Marco Preve, la Repubblica GE
"IL CENTRO di Vedelago, azienda interamente a capitale privato, fa un lavoro semplice e complicatissimo insieme: accoglie la raccolta differenziata di alcuni Comuni come Treviso e Belluno e di aziende private e dopo un passaggio negli impianti di triturazione, addensamento e sterilizzazione li trasforma in un nuovo materiale, un granulato che viene venduto alle aziende. “Siamo specializzati nella lavorazione della frazione residua, quello che i cittadini chiamano rifiuto secco indifferenziato, quindi ferro, vetro, plastica: dall’appendino rotto alla bottiglia”... “Gestiamo la raccolta differenziata di circa 830 aziende da Benetton a Gardaland – ra c c o n t a Carla Poli – e vendiamo il materiale riciclato a centinaia di clienti soprattutto stranieri, olandesi e tedeschi,  anche se ora iniziano a capire anche le aziende italiane: ne sono nate una decina attorno a Treviso nell’ultimo anno, e lavorano tutti con materiale di riuso”. Erminia della Frattina, Il Fatto Quotidiano.it

sabato 25 settembre 2010

battute?

...l’Aids. Lo Swaziland è il paese più colpito al mondo, con una percentuale di sieropositivi sulla popolazione adulta pari al 40 per cento. Nel 2001, proprio per lottare contro questo flagello, Mswati III ha introdotto la “legge della castità”, che impone l’astinenza sessuale alle donne fino al compimento del ventiquattresimo anno di età. Recentemente sono state concesse deroghe ad alcune giovani spose. Non ultime a quelle del re.
Pietro del Re, la Repubblica
«Erano giovani, belli, intelligenti, puliti. Molti li ho ritrovati su Facebook, sono rimasta annichilita nel sapere che erano ancora in contatto con quel prete. Soprattutto se penso a quello che hanno subito, più grave e pesante ancora di quel che è toccato a me, forse perché ero una bambina e loro dei maschietti. Gli abusi e le violenze che abbiamo patito hanno cambiato per sempre la nostra vita, non c’è risarcimento per qualcosa che ti impedisce di essere te stesso, ti fa perdere la fiducia, stravolge per sempre la tua vita amorosa».
Vera Schiavazzi, la Repubblica
"Le nostre mogli più intelligenti di noi” Bill Clinton è consapevole “di essere sposato a qualcuno che è più intelligente” di lui, “esattamente come me”: così Barack Obama, si è rivolto a New York all’ex presidente Bill Clinton intervenendo alla serata organizzata alla Fondazione Clinton in occasione della sesta edizione della Clinton Global Iniziative."
il Fatto Quotidiano

venerdì 24 settembre 2010

La battuta (di caccia)

"In flessione la raccolta con l’otto per mille, l’arcivescovo scende in campo: la Chiesa ha bisogno di sostentamento" - Casse vuote, Bagnasco striglia i preti: “Raccogliete più offerte dai fedeli”.
La Repubblica Genova
Bagnasco: “Serve una nuova generazione di politici cattolici” - "Il Santo Padre ha espresso il desiderio che nasca in Italia una nuova generazione di cattolici impegnati in politica. Io stesso condivido questo sogno». la Repubblica
"Sconto Ici alla Chiesa, la Ue processa l’Italia - Esenzioni per due miliardi l’anno. Bruxelles accelera: “Sono aiuti di Stato”. la Repubblica

Una nuova Crociata, contro i poveri cristi (nda)

giovedì 23 settembre 2010

Ricomincia AnnoZero: un'isola felice?

Dev'essere proprio vero che la RAI sta facendo di tutto per boicottare la trasmissione: non si sono visti spot né in tv né sui giornali e il sito di AnnoZero è tristemente scarno.
Lo scorso 17 Settembre Michele Santoro aveva lanciato un appello:
Cari amici, sono di nuovo costretto a chiedere il vostro aiuto. Giovedì 23 settembre alle ore 21.00 è prevista la partenza di Annozero ma la redazione è tornata al lavoro da poche ore e con grande ritardo, i contratti di Travaglio e Vauro non sono ancora stati firmati e lo spot che abbiamo preparato è fermo sul tavolo del Direttore Generale .
Tuttavia,se non ci sarà impedito di farlo, noi saremo comunque in onda giovedì prossimo e con me ci saranno come sempre Marco e Vauro.
Vi prego, come avete fatto con Rai per una Notte, di far circolare tra i vostri amici e tra le persone con cui siete in contatto questo mio messaggio avvertendoli della data d’inizio del programma.
Nelle prossime ore vi terrò puntualmente informati di quanto avviene.
Un abbraccio Michele Santoro
Una ragione in più per vedere questa sera la prima puntata della trasmissione. Ognuno ha la sua Isola Felice  per resistere.

mercoledì 22 settembre 2010

Decreto sul Rigassificatore: i giochi non sono fatti

Il Ministro dell’Ambiente insieme con quello dei Beni Culturali hanno firmato il decreto di compatibilità ambientale sull’ampliamento del rigassificatore di Panigaglia.
Immediatamente è iniziata la campagna di disinformazione da parte di quotidiani e purtroppo anche amministratori e politici vari.
Leggendo almeno i portali dei principali quotidiani on line locali si ricava che è stato dato il via libera all’ampliamento e che quindi i giochi ormai sono fatti. Purtroppo a questa campagna di disinformazione hanno dato un contributo anche le dichiarazioni del Sindaco di Portovenere.
In realtà le cose non stanno per niente così. Lo abbiamo scritto più volte ad esempio qui che senza l’Intesa con la Regione il giudizio di compatibilità positivo non serve a nulla perché il Ministero delle Infrastrutture non può rilasciare la autorizzazione finale.
Questo è un dato normativo ben conosciuto o ben conoscibile da qualunque giornalista in buona fede e che abbia voglia di fare il suo mestiere tanto è vero che è scritto perfino nella decisione con la quale la Regione ha detto NO alla Intesa nell’Aprile del 2009.
Perché quindi giornalisti ma anche Amministratori vogliono far credere che “non ci sia nulla da fare” contro questa decisione del Ministro Prestigiacomo? Il motivo è semplice perché in questo modo tutte le colpe per l’eventuale ampliamento del rigassificatore ricadono sul Governo mentre quella fascia importante di amministratori, politici e giornalisti locali che in realtà non sono contrari a tale ampliamento , possono scaricarsi la coscienza senza fare niente e soprattutto senza rischiare l'impopolarità.

Quanto al merito del Decreto esso contiene vari profili di contrasto con la vigente normativa ambientale, ora senza entrare nei particolari per i quali rinviamo a questo nostro post, mi preme qui sottolineare come proprio nelle stesse premesse di questo provvedimento ministeriale si confermi che il giudizio di compatibilità positivo sia arrivato senza che sia stata chiusa l’istruttoria per verificare il rischio di incidente industriale e senza che sia stato presentato il progetto di bonifica dragaggio dell’area interessata dall’attracco delle nuove navi gasiere. Il tutto a proposito della natura di procedura di prevenzione dell'impatto ambientale di un'opera che dovrebbe caratterizzare la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale.

Insomma tra disinformazione, rimozione di responsabilità istituzionali, violazione di leggi ambientali, e concreto aumento del rischio di incidenti catastrofici in un’area già così inquinata come quella del nostro golfo…… possiamo dire che alla Spezia non ci facciamo mancare nulla del peggio della politica.

Il PRC e le Isole felici dell'informazione locale

"Vista la scarsissima visibilità che la stampa locale ha dato alla notizia, non poteva certo dare risalto al nostro comunicato stampa. Segnaliamo qui il link diretto al nostro sito internet
http://www.rifondazionelaspezia.it/amministrazione-di-portovenere-ricordi-lart-21-della-costituzione.html
Un gran bell’esempio d’informazione. Questa, come poche altre, è una piccola isola felice. W il web!"
Questo il commento del PRC della Spezia al nostro post sulla delibera  per querela approvata dalla Giunta di Porto Venere. Che la stampa non abbia dato risalto alla notizia, e neppure al nostro post, non è una novità, il contrario lo sarebbe. La novità invece sta nel fatto che il PRC, non potendo tollerare di non avere visibilità (il comunicato è del 16 u.s.) ricorra ad "un'isola felice" alla quale nè in passato, nè ora, ha mai dedicato un rigo (non c'è neppure il link al nostro blog sul sito del PRC, ad esempio). Forse la redazione del Secolo XIX della Spezia ha deciso di pubblicare la notizia della querela proprio per poter dar conto del comunicato del PRC: hanno impiegato 6 giorni, certo,  ma  l'hanno pubblicato.
Mi dispiace ma non mi sento solidale con il PRC della Spezia e neppure gratificata  dall'interesse dimostrato (peraltro hanno postato lo stesso commento anche sul blog di Preve, che ha ripreso il nostro post  il 14 u.s. - le isole felici si sprecano, praticamente un atollo).
Ricordo che il PRC alla Spezia esprime il vice-sindaco nonchè assessore ai lavori pubblici e protezione civile. Lo stesso vice sindaco che in passato ha finto di collaborare ai monitoraggi sulla sicurezza degli edifici  scolastici, distinguendosi  dalla sua collega ex sindaca (PD) di Vezzano Ligure, questo gli va riconosciuto, solo per non aver fatto nessuna delibera per querelare Cittadinanzattiva. Niente di nuovo sotto il sole del centro-sinistra.
Invito gli amministratori del PRC presenti nelle varie amministrazioni locali a leggere, e a tenere presente per il futuro, ciò che il loro partito ha scritto nel famigerato comunicato che il SecoloXIX non voleva pubblicare:
"Questa è la politica che si vuole praticare? Questa è la forma dialettica che si vuole costruire con i cittadini? Le critiche, anche le più aspre e pungenti, vanno accettate, vanno recepite e su quelle costruire un dialogo che appiani le divergenze."
Se poi volessero allenarsi, nell'esprimere apprezzamento e nel costruire un dialogo, potrebbero cominciare da questo post, un evergreen di SpeziaPolis, e anche dai rifiuti, Acam... massima disponibilità.

p.s. il link a SpeziaPolis è http://speziapolis.blogspot.com

AmbienteFuturo: a Porto Venere è in onda l'ambiente

Pare che tutto sia nato dalla firma del Patto dei Sindaci con cui il 6 Febbraio 2009 a Bruxelles la Provincia della Spezia avrebbe preso "un impegno a favore dell'efficienza energetica e del raggiungimento e superamento degli obiettivi del '20-20-20': entro il 2020 i Comuni aderenti si impegnano a ridurre del 20% le emissioni di anidride carbonica in atmosfera." 
Al Patto dei Sindaci  avevo già fatto riferimento in questo post: vale la pena leggerlo perchè dà  la misura  de "il senso  dei politici per l'ambiente" nel Comune che per otto anni è stato amministrato da  P. Giannarelli (che vediamo nella foto), senza che alcuno dei problemi ambientali sia stato non dico risolto ma neppure affrontato concretamente (rifiuti, consumo di suolo, partecipazione, sicurezza...). L'altra persona che riconosco nella foto è l'ex assessore all'ambiente della Provincia della Spezia, Giulia Micheloni di Rifondazione Comunista, recentemente silurata (forse cercava di far bene?). Poichè era presente anche il Presidente della Provincia Fiasella, è doveroso ricordare che suo è il Piano energetico Provinciale elaborato credo nel 2008 insieme a Paolo degli Espinosa (come risulta dal suo CV) ma che non ho mai avuto il piacere di leggere nonostante ricerche periodiche sul sito della Provincia.
Ma veniamo al programma del Convegno in cui manca l'indicazione dei relatori che tuttavia devono essere comparsi  in qualche luogo/momento perchè a me qualcuno li ha passati. Apparentemente, Venerdì mattina  potrebbe iniziare cosi:

Ore 10,00 – Sala Conferenze (15)
“Educare, Informare, Conoscere, Imparare: coniughiamo il nostro pianeta al futuro” – Conferenza di presentazione del progetto AmbienteFuturo


Saluti di benvenuto:
-Massimo Nardini-Sindaco Porto Venere
Introduzione ai lavori:
-Marino Fiasella- Presidente Provincia della Spezia
Comunicare l'ambiente ai giovani oggi per disegnare il nostro territorio del futuro:
-Massimo Caleo- Sindaco Comune di Sarzana
-Emanuele Fresco- Sindaco Comune di Lerici
Esiste un modello di sviluppo?
-Franco Bonanini- Presidente Parco 5 Terre



Che dire di questi maestri? cliccando sui rispettivi link si trova il  punto di vista degli autori di questo blog  sulle vicende di cui sono stati protagonisti  in oltre un anno di osservazione (parziale ovviamente).  Se è ancora lecito esprimere un'opinione, queste sono le nostre. Chi vuole, può dire la sua.

martedì 21 settembre 2010

Fincantieri: navi, barche, porti e porticcioli

Chiudono Fincantieri a Sestri Ponente e a Riva Trigoso: Ferruccio Sansa sul Fatto Quotidiano spiega la notizia con il declino di Scajola (e rivincite leghiste che vorrebbero spostare il baricentro della cantieristica sull’Adriatico) e l’interesse, in particolare a Riva Trigoso, a realizzare un porticciolo turistico con conseguente immediata rivalutazione dei terreni circostanti.

Personalmente, prima di leggere il Fatto Quotidiano, avevo anch’io intuitivamente riflettuto sulla vicenda Fincantieri in termini di perdita di potere di Scajola a Ponente e tenuta a Levante del Sen. Grillo: i cantieri di Muggiano sembrano infatti fuori della partita. Non riuscivo però a collocare Riva Trigoso come invece ha fatto Sansa: la trasformazione turistica e cementifica di Riva Trigoso compone perfettamente il puzzle.

Ora io non sono Sansa e non sono neppure in grado di dire se la deindustrializzazione, in quei termini, della costa è cosa buona e se e quanto tenga conto dell’ambiente e dell’occupazione oppure se, come pare suggerire Sansa, con la trasformazione in porto turistico finiremo per perdere sia l’occupazione sia l’ambiente. Ciò che però intuisco è una strategia politico economica che nulla ha a che fare né con lo sviluppo economico (industriale o turistico) né con la tutela ambientale.

Possibile che si tratti semplicemente di affari, i cui drivers sono i politici vincenti ed i gruppi economici che rappresentano? Se, in assenza del Ministro per lo sviluppo economico di un governo di centro-destra, è ragionevole ritenere che i drivers locali siano di centro-destra, chi sono i loro soci di centro-sinistra?  considerato che il partito del cemento in Liguria attraversa l’arco costituzionale e che a sinistra al momento non è neppure chiaro chi siano i vincenti e chi i perdenti?

P.S. per non porre limiti alla provvidenza, considerato che alcuni cantieri navali stanno già trovando spazio all'Arsenale Militare e che gli equilibri nel PD troveranno un assetto, e poichè i piani regolatori (anche quelli portuali) si fanno e si disfano, possiamo anche ipotizzare in futuro la dismissione di Fincantieri  da Muggiano e/o eventuale suo trasferimento all'Arsenale Militare e riconversione della zona con villette fronte mare, (chissà la ricollocazione del Nuovo Villaggio Europa di Corniglia rimasto incompiuto grazie ai ricorsi ambientalisti) lato Porto Lotti e spalle al campo da Golf di Pitelli.

lunedì 20 settembre 2010

Le città del mondo

da la Repubblica, Franco la Cecla

MODENA, Mantova, Vittorio Veneto, ma anche Saint Emilion, o Koln, Granada o Stoccolma o Utrecht, ma anche Milano, Bordeaux o Lisbona, la sera dopo l’ora di chiusura, lungo l’asse – pedonale o no – che nel  centro storico antico o rifatto ospita le boutique e le catene, H&M, Benetton, Zara, Sephora. Una solitudine desolata, vetrine che la cantano solo a se stesse avendo perso il riflesso imbarazzato dei consumatori giornalieri. Il destino di questi centri sembra dappertutto lo stesso. Una apparente vitalità, che dura fin quando dura l’auspicato leccar vetrine, ma  poi a sera — altro che sabato del villaggio — un abbandono al  guardiano notturno e ai suoi fogliettini, qualche ubriaco, qualche  depresso a passeggio. Perché ha vinto questo modello che è il contrario dell’abitare un luogo? Per abitare non bisogna  solo transitare, fruire, passare, bisogna stare. Cosa ha fatto sì che il modello piccolo borghese dei saldi pomeridiani e della tv serale abbia schiacciato sotto il suo peso la bellezza magnifica dell’annottar per strada? Oggi le main streets boutiquizzate d’Europa offrono lo squallido spettacolo di città fantasma, di città morte, come se la vita di una città dipendesse davvero dalla presenza delle luci false e dei manichini muti, delle commesse impupate e sottopagate, delle telecamere onnipresenti. Sembra che proprio quegli assi pedonali pensati per sconfiggere le automobili diventino autostrade di cittadini da controllare con videoguardiani e da spolpare. 
La vita di strada, questa magnifica costellazione che ha creato l’urbanità, valore inventato  in Italia ed in Europa, invidiato da tutto il mondo è fatta di bar, caffè, terrazze, bistrò, di locali di ritrovo, ma anche altre attività,  cinema, teatri, barbieri,  fiorai, lavanderie, librerie, negozi  di vecchie cose, gradini, sedili,   panchine, spazi antistanti chiese e palazzi, crocicchi di  gente e ciacolii. É come se le  città, ridotte a teatro di ombre private avessero dimenticato la libertà che crea quella  democrazia che è stare tra conosciuti e sconosciuti nello spazio pubblico. Hanno dimenticato ad esempio la bellezza dei mercati. A Junagadh, in India, una cittadina   povera e magnifica del  Gujarat, per i vicoli la sera ci si sente molto più ricchi che a Parma e a Modena, perché non c’è  niente di più incredibile che  passare per il vicolo degli orefici, per quello dei venditori di farina,  per quello delle spezie, dei   tessuti, della frutta e dei fiori, un mercato di voci, sguardi, gente  a contrattare e a osservare, perdigiorno.   Perché abbiamo tradito la vocazione delle nostre città, che erano nate in questo  senso, dei centri che una volta  erano davvero luoghi di vita?  C’è un terribile errore di fondo,  quel credere che il consumismo  sia l’unica attività pubblica concessa. Senza togliere nulla  al consumismo che puo essere divertente la vita dei cittadini è qualcosa di molto più ricco e interessante,  non solo l’illusione  di vetrine che da sole non creano  socialità. Non erano così nemmeno i passages parigini,   che pullulavano di vita a qualunque  ora, per quanto siano stati gli antesignani dei nostri luoghi di vetrine. Lì si vedevano poeti, scrittori, puttane, agenti  di commercio e flaneurs, ma era l’idea di città che vi stava intorno  a dare al tutto un senso. Oggi  nemmeno gli urbanisti, per non  parlare degli architetti, sanno in  cosa consista una città. Glielo  cantava già Shakespeare: «che  cosa sono le città se non gente».

sabato 18 settembre 2010

Lerici legge il mare: da vicino nessuno è normale

Amo Lerici. L'ho sempre considerata, tra i comuni che si affacciano sul golfo, quella meno consumistica, più raffinata, maggiormente vissuta: in poche parole, quella che meglio riesce a coniugare il turismo, anche quello d'élite, e la vita quotidiana. Poi certo, la storia dell'Eco del mare non mi è piaciuta; detesto il nuovo mostro in costruzione sopra il parcheggio (non era difficile prevedere che sarebbe andato avanti il progetto del residence e si sarebbe fermato quello dell'albergo, in ogni caso si tratta di uno scempio che non può avere giustificazioni); non so quanto sia opportuno costruire un porticciolo a San Terenzo. Insomma, mica santi. 
Approvo incondizionatamente la scelta della chiusura al traffico veicolare nel centro (anche se l'organizzazione del rilascio dei pass, nonostante l'estrema gentilezza e disponibilità del personale del comune e della polizia municipale, è veramente arcaica e prevede code allucinanti per la consegna della richiesta e poi per il ritiro), nonostante il parcheggio costi un patrimonio e che tale patrimonio sia anche difficile da pagare nella pratica. Ma tant'è. 
Egregio Signor Sindaco,
ieri pomeriggio ero a Lerici alle 14.00 in transito e ci sono tornata  alle 17.00: ho parcheggiato e pagato 5 euro per la sosta sino alle 20.30, ora in cui immaginavo che sarei tornata a casa per la cena. Alle 20.00, dopo aver acquistato libri negli spazi espositivi di Mursia (55 euro) e ascoltato l'intervento di Knox, avendo incontrato degli amici ho deciso di fermarmi a cena (55 euro). Ho pensato sì al parcheggio scaduto ma non ho ritenuto  di prendere la navetta, salire al parcheggio, aggiornare il tagliando e ritornare: che dice, mi sarebbe bastata mezz'ora?  Certo nel dubbio, alle 17.00 quando ho parcheggiato, avrei potuto "investire" altri 5 euro e pagare sino alle 23.00: ma davvero pensavo di rientrare per la cena. Alle 22.00 sono tornata alla mia auto dove ho trovato una multa (comminata alle 21.30) di euro 23,00. Intanto complimenti alla gestione STL per l'efficienza. 
E tuttavia Egregio Signor Sindaco, mi sarei aspettata di poter integrare in qualche modo il pagamento già effettuato ed invece leggo che non è possibile: davvero stupefacente, è ammesso a Spezia e finanche a Porto Venere, e a Lerici no. Una tassa occulta? Certo non un atto di cortesia nei confronti dei turisti.
Due ultime e brevi considerazioni:
1) poichè in quel parcheggio in estate sostano prevalentemente auto di bagnanti, che vagano spesso alla  ricerca "dell'omino" o che hanno spaccato i salvadanai dei propri figli ancora piangenti, non ritiene più appropriato un sistema di pagamento a consuntivo? con una sbarra all'entrata/uscita?  come nei parcheggi "normali"?;
2) ieri sera alle 22.00 al parcheggio non erano presenti più di venti automobili e in piazza, alla manifestazione,  non più di cento persone.
Non credo che abbiano ragione i commercianti che chiedono la libera circolazione per tutti, ritengo tuttavia che l'organizzazione della mobilità (piano della sosta, gestione del parcheggio e modalità di rilascio dei pass) sia qualcosa su cui lei potrebbe ancora lavorare molto. Chissà che il parcheggio e la sua piazza (e quindi i ristoranti e quant'altro) non possano riempirsi anche a  Settembre: di persone senza l'incubo da parcheggio scaduto.

venerdì 17 settembre 2010

La verità e il bavaglio locale: il caso Spezia

Un nuovo articolo del SecoloXIX, dopo quello di ieri, torna sul caso del "corvo" delle 5 Terre. Subito tre brevi considerazioni:
1) l'articolo di oggi si trova nelle pagine locali spezzine e sembra quasi voler porre rimedio, una sorta di "riparazione", a quanto scritto da Menduni nelle pagine nazionali;
2) chi non ha letto l'articolo di ieri (e sappiamo che nessuno legge i giornali e sui tavolini dei bar si leggono solo le pagine locali) nulla sa della vera questione: cosa sta succedendo alle 5 terre?
3) un altro articolo sul tema (Menduni dello scorso 20 Agosto) si trovava sempre sulle pagine nazionali.
Inoltre, a conferma della nostra tesi già esposta in questo post del Luglio scorso a proposito delle bonifiche e di Pitelli, rileviamo che:
a) per pubblicare notizie non gradite al potere locale ci vuole un giornalista (non spezzino, che non scrive sulle pagine locali)!
b) gli articoli di rimozione delle notizie sgradite, al contrario, li fanno i "giornalisti spezzini" sulle pagine locali.
L'articolo di oggi pare tutto teso a scagionare il dott. Scirocco (che peraltro nessuno, neppure il c.d "corvo", attacca personalmente) mentre rimuove totalmente il  merito degli eventuali "chiaroscuri" sulla gestione del Parco e del Comune di Riomaggiore. Francamente: chissenefrega della pensione di Scirocco. 
Se esistesse un livello adeguato dell'informazione spezzina, nel caso specifico nella redazione del SecoloXIX, sulla base della notizia vera si sarebbe avviata una inchiesta approfondita: ad esempio cominciando ad andare a fare domande in giro per le 5 terre, chiedendo l'accesso ai documenti edilizi del Comune per capire come funziona la gestione amministrativa, spiegando la situazione organizzativa del parco - attraverso i funzionari e gli amministratori - verificando la gestione della comunicazione da parte dell'Ente Parco - ad esempio guardando il sito internet -  verificando se il Parco e i Comuni interessati rispettano gli adempimenti formali in materia di regolamentazione dell'accesso e di partecipazione del pubblico. Magari anche collegando questa notizia a quella della querela fatta ai consiglieri di opposizione  del Comune di Riomaggiore da parte della moglie del Presidente Bonanini. Aiutando insomma il cittadino-lettore ad orientarsi...  Ma si sa, le inchieste sono faticose e soprattutto "pericolose" per chi vuole vivere in pace nel golfo dei poeti. 

D'altronde la filosofia del giornalista spezzino è ben riassunta in ciò che scrisse qualche settimana fa l'ineffabile Sondra Coggio, in risposta al già citato post sul bavaglio locale: "Il cronista è un filtro: meno compare, più corretta è la rappresentazione asciutta del contesto".   Quindi, dopo il "giornalista registratore", alla Spezia assistiamo alla nascita di una ulteriore nuova figura, il "giornalista spazzino" a cui è affidato il compito di rimuovere le notizie potenzialmente sgradite a chi comanda. Il "giornalista giornalista"? Non pervenuto, non nella nostra provincia. Eppoi c'è ancora qualcuno che si chiede perchè i giornali sono in crisi! Sarà che pubblicità e appoggio ai gruppi di potere politico-finanziario siano più importanti della informazione sui fatti quotidiani e non? E allora se dobbiamo comprare un giornale pieno di pubblicità, palese ed occulta, e di "non notizie" ad uso e consumo del ceto dominante, tanto vale guardare la tv. O andare sulla rete.
Solo come curiosità, annotiamo che ieri sulle pagine spezzine si parlava di un prossima evento sulle "mafie bianche" che si terrà al Castello di Riomaggiore mentre oggi si celebra variamente il rito della vendemmia alle 5 terre. Per parte nostra, continueremo a sollecitare la redazione di Genova del Secolo XIX ed il suo Direttore prendendo a prestito ancora le parole di Vittorio Coletti:  
In effetti, non c' è solo l' impedimento minacciato dalla legge bavaglio a condizionare la libera stampa, ma ci sono anche i bavagli che la stampa cosiddetta libera si è messa e si mette da sola. La questione della mafia a Ponente è esemplare. Prima ne parlavano solo questo giornale e un coraggioso settimanale locale, la Riviera, mentre le altre grandi testate, a diffusione anche locale, la ignoravano o minimizzavano. Poi il Secolo XIX, col nuovo direttore, ha cambiato energicamente rotta e la mafia non è stata più un' invenzione della sola Repubblica e della sinistra.”

Daniela Patrucco e Marco Grondacci