sabato 31 luglio 2010

La verità e il bavaglio locale: il caso di Pitelli

In un’editoriale dello scorso 18 Luglio (edizione di Genova de la Repubblica) dal titolo “Il bavaglio locale”, Vittorio Coletti prendeva ad esempio il caso delle infiltrazioni mafiose a Bordighera per rappresentare l’importanza di una stampa libera rispetto ai “tentativi” di “occultare” la verità e anche, aggiungiamo noi, rispetto alla “prassi” di “edulcorare” quando non stravolgere la verità. Evidentemente Coletti faceva riferimento alla famigerata legge “bavaglio”. Ma non solo: In effetti, non c' è solo l' impedimento minacciato dalla legge bavaglio a condizionare la libera stampa, ma ci sono anche i bavagli che la stampa cosiddetta libera si è messa e si mette da sola. La questione della mafia a Ponente è esemplare. Prima ne parlavano solo questo giornale e un coraggioso settimanale locale, la Riviera, mentre le altre grandi testate, a diffusione anche locale, la ignoravano o minimizzavano. Poi il Secolo XIX, col nuovo direttore, ha cambiato energicamente rotta e la mafia non è stata più un' invenzione della sola Repubblica e della sinistra.”

Dopo aver letto l’editoriale e trovandoci evidentemente concordi con l’analisi di Coletti abbiamo pensato che, forse, avremmo potuto riprovare a leggere il SecoloXIX sperando di trovare nelle pagine della Spezia un po’ di buona cronaca. Evidentemente il direttore del giornale, di cui apprezziamo la storia professionale personale, non ha ancora avuto il tempo e/o la possibilità di arrivare a levante; d’altra parte, se ha cominciato dal ponente e considerato quanto profondamente e convintamente ha agito, gli ci vorrà un po’ di tempo per arrivare da noi.

E così ci tocca leggere articoli, come quello di oggi a firma Sondra Coggio dal titolo “Pitelli: oltre un terzo dell’area ritorna all’uso pubblico”, di santificazione di Burlando, Federici, la rediviva Laura Ruocco e perché no anche la Paita. E farci una piccola riflessione, un po’ personale, di cui ci perdonerete perché è veramente dura vivere e lavorare in una città come la nostra ed è veramente vergognoso tutto questo strombazzamento per la riclassificazione di alcune aree del sito di bonifica di Pitelli e questo per molti motivi:

1. le aree più inquinate del sito di bonifica di Pitelli, anche secondo i dati ufficiali, non saranno comunque bonificate ma al massimo messe in sicurezza: di alcune, quelle del corpo più profondo e antico della vecchia discarica, non siamo neppure in grado di sapere bene cosa ci sia sotto, infatti le hanno tombate e buonanotte;

2. delle aree meno inquinate di detto sito, invece, si sapeva da tempo: dall’articolo del Secolo XIX e dalle dichiarazioni dei succitati amministratori pubblici sembra quasi che la perimetrazione sia stata fatta dallo spirito santo e non da Regione e Ministero dell'Ambiente, con il pieno accordo del Comune, governati da coalizioni di governo identiche a quelle attuali;

3. I dragaggi sarebbero stati bloccati dalla perimetrazione troppo ampia del sito di Pitelli? Palle. I dragaggi si sarebbero potuti fare già prima del 2002-2003 se all’epoca l’Autorità Portuale non si fosse ingessata, con un atteggiamento altrettanto ideologico di quello che frequentemente assumono gli ambientalisti, nel perseguire una procedura illegittima. Questo ovviamente nell'articolo non viene spiegato, perchè la cronista si limita a riportare quanto annunciato dagli amministratori i quali devono far passare l'idea che è il rigore nel rispetto delle leggi, e quindi dell'ambiente, che blocca lo sviluppo di un'area e non invece l’inadeguatezza degli amministratori che si sono succeduti negli anni passati al governo di enti locali, Regione e Autorità Portuale;

4. gli amministratori locali ora si pavoneggiano per via delle aree riclassificate “da bonificare con bonifiche leggere nelle colline di Pitelli”, ma nulla dicono della circostanza per la quale intere e vaste porzioni dell'area a mare del golfo, dichiarate altamente inquinate dalla caratterizzazione dell'ICRAM (l’Istituto pubblico che la ha effettuata), non verranno mai bonificate perchè fuori dall'area di interesse dei dragaggi portuali;

5. analogamente per l’area IP, si tralascia di specificare che la parte che è stata fino ad ora bonificata è quella meno inquinata (scelta perchè serviva per fare la nuova Ipercoop): il resto non si sa quando/se verrà bonificato e soprattutto la bonifica realizzata solo per l'Ipercoop ha prodotto per anni fastidi pesantissimi per migliaia di residenti vicini alla ex raffineria, nella totale indifferenza degli amministratori pubblici, dell'Arpal e dell'ASL.

6. infine: ma davvero, dopo quasi quarant'anni di discariche abusive di rifiuti pericolosi, l'unica cosa a cui questi amministratori sanno pensare per questa area è un campo da golf? Cioè una delle attività sportive a più alto impatto ambientale praticate dagli essere umani? Forse è giusto così. In un'area in cui, comunque, vicino o sotto restano stoccati (messi in sicurezza?) rifiuti pericolosi si può fare giusto un campo da golf… o no?

Insomma, e per concludere: si bonificano, o si declassificano come aree da bonificare in modo meno impegnativo, solo le aree dove ci sono interessanti investimenti che produrranno probabilmente nuovi impatti ambientali (il campo da golf, il centro commerciale, portacontainer più grandi). Non male per quello che la brillante giornalista del Secolo XIX definisce "centro di eccellenza per le bonifiche"!

Daniela Patrucco e Marco Grondacci


giovedì 29 luglio 2010

Porto turistico della Margonara: confrontarsi si può

Il nuovo progetto e, a destra, il progetto originale di Fuksas

I progettisti: «Ringraziamo chi ci ha criticato, perché ci ha dato la possibilità di fare un progetto migliore».

la Repubblica Genova

www.comune.savona.it

mercoledì 28 luglio 2010

Il male... again


A volte, le cose migliori succedono in estate (clicca)

mercoledì 21 luglio 2010

lunedì 19 luglio 2010

Un'altra Chiesa, alla Settimana dei Diritti


A Genova, una messa celebrata da Don Gallo e Don Ciotti, nella Settimana dei Diritti.

"Una società che non tutela i diritti ha
abdicato alle sue responsabilità
educative: la responsabilità di
educare al sentimento sociale
della vita».

«Saltiamo il Credo perché
fa troppo caldo, che ne dite?»

«Preghiamo per il diritto di omosessuali
e transessuali ad essere
riconosciuti figli di Dio. Per il diritto
di vivere una vita senza subire
violenza e discriminazione».

«Saliamo
sui tetti, per riaffermare la parola,
perché bisogna dire, senza oltraggiare
e diffamare, quando si
sa».

«Alla fine della vita non vi
sarà chiesto se siamo stati credenti,
ma credibili»

"Chiunque è qui e non ha come
riferimento Gesù è a casa sua»

Gli eventi in programma oggi:
Alle 18 viene presentato “Io non tacerò” scritto da Antonino Caponnetto. Intervengono la vedova
Elisabetta, Adriano Sansa e Anna Canepa. Alle 20.30 “Scampia trip”.
Alle 21 presentazione dei libri “Faq Mafia” di Attilio Bolzoni, “Storia di un giudice” di Cascini e “Terre profanate” di Lane. Alle 22.45 piece teatrale ‘Parole d’onore’ di Bolzoni.

(la Repubblica - Genova)


venerdì 16 luglio 2010

Reparto Ostetricia di Sarzana


Si è tenuto a Sarzana un Consiglio Comunale straordinario dedicato allo spostamento del reparto di Ostetricia da Sarzana a Spezia.
A fianco il comunicato stampa di Cittadinanzattiva SP (cliccare per ingrandire).

Caro Jacopo...

Antonio di Pietro risponde alla lettera di Jacopo Fo

leggi...

Il rinnovo della patente: c'è asl e asl

Prima dei 50, la patente è valida per dieci anni... ma prima o poi scade!
Come si rinnova in Italia la patente nel 2010? Dipende.
Vado su google e scrivo rinnovo patente: il sito di quattroruote non è chiarissimo e clicco sulla seconda occorrenza trovata, as6 piemonte, in cui sono indicati i versamenti da effettuare, documentazione, modalità, eccetera. Per i piemontesi ovviamente.
Vado dunque sul sito dell'asl 5 spezzino e attraverso la mappa del sito e la ricerca per parole chiave tento di trovare qualche indicazione: risultato nullo.
Sempre con il computer acceso, prendo il telefono e chiamo il numero verde del CUP: Federico, che mi risponde, mi dice che quel genere di prenotazione si fa solo agli sportelli e lì mi devo recare. Non convinta, recupero sul computer il numero dell'Ufficio di Via XXIV Maggio dove mi dicono che devo andare all'igiene. Dov'è l'igiene?
Con il supporto di pagine gialle online, francamente più chiaro del sito dell'ASL, vedo che l'Ufficio d'igiene è in Via Fiume: chiamo il numero 0187534551 e una signora molto cortese mi dice che devo recarmi lì per prenotare la visita. Siccome non riesce a spiegarmi, e soprattutto io non voglio capirlo, che non posso prenotare la visita telefonicamente ma devo recarmi proprio lì, mi dà un altro numero, il 534515.
Al 534515, un signore un pò seccato mi chiede "ma lei dove abita?" A Spezia - rispondo - considerando che non fa grande differenza per me il fatto di abitare a spezia/sarzana/lerici o vezzano ligure... "se non vuole venire a Spezia può andare da Bolani." Scusi, Bollani chi è? - e continuo - va benissimo Spezia se mi dà un appuntamento.
No, devo andare in Via Fiume a prendere l'appuntamento perchè mi devono consegnare dei moduli, presumibilmente dei bollettini di versamento. "Posso scaricarli da internet" -dico io...
Non c'è possibilità: devo andare dalle 8.30 alle 11.00 in Via Fiume a prendere dei moduli e a prenotare la visita. Poi dovrò andare, immagino in posta, a pagare i bollettini e finalmente potrò tornare a fare la benedetta visita...
La domanda è: perchè i piemontesi della Asl 6 possono fare tutto autonomamente e muoversi una sola volta per andare a farsi visitare dal medico? Già dotati di bollettini pagati e quant'altro?
E invece io mi devo sorbire questa organizzazione burocratico-familiare dove mi devo beccare la burocrazia condita di un servizio molto molto alla "volemose bene?"

p.s. Ma Bolani chi è? mi sa che voleva dire Bolano, anche lì c'è una sede dell'igiene... ma francamente non ho voglia di rifare tutta la trafila...

mercoledì 14 luglio 2010

Caro Di Pietro

Dal blog di Jacopo Fo sul Fatto Quotidiano

Caro Di Pietro,
Perché non fai il difensore dei cittadini?
Sarebbe ora di iniziare una battaglia per l’obbedienza civile, all’americana. Hai voglia di farlo tu?

leggi il post su
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/13/caro-di-pietro/39536/

martedì 13 luglio 2010

blog in vacanza...



... con qualche possibile intervallo il nostro blog, al momento e per qualche tempo, è in vacanza.

Ultimi link sulla legge bavaglio:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/13/intercettazioni-onu-ddl-va-abolito-o-rivisto/39392/

http://seidimoda.repubblica.it/fotovideo/home/25452523?ref=HREA-1

venerdì 9 luglio 2010

Vezzano Ligure, seconda discarica a sinistra

E' dello scorso 4 Maggio l'ultimo post dedicato ai rifiuti a Vezzano Ligure. Immagino anche in ragione di diverse sollecitazioni più o meno dirette, il Comune ha preso delle iniziative: il cartello qui a fianco è appeso ad un (uno solo, mi pare) contenitore di quelli prediletti dagli "abbandonatori" di rifiuti lungo la strada provinciale.
(Cliccando) Vi si può leggere il numero di ACAM a cui rivolgersi per il ritiro gratuito degli ingombranti "800487711" oltre ad indicazioni di minima per conferire i rifiuti urbani in maniera differenziata. Bene.

Da qualche giorno la situazione è quella che si può vedere in quest'altra foto scattata questa mattina:


Ingrandendola si può notare una "stratificazione" che rappresenta abbastanza fedelmente la progressione e la tipologia degli abbandoni: il primo giorno c'erano due sacchi di plastica, rotti, contenenti residui di lavori di imbiancatura e due manufatti di cemento; il giorno successivo si sono aggiunti una sorta di box di ottone e una specie di girello; poi un tubo catodico di una televisione (o altro?) e infine, un paio di giorni fa, un pò di sfalci a coprire il tutto.
Come ho già avuto modo di esplicitare, si tratta evidentemente di inciviltà e/o di ignoranza. Ignoranza, sì, certo, nel senso che magari "non tutti sanno che..."

Infatti, mentre "l'abbandonatore" di rifiuti bastardamente in malafede si aggira guardingo, magari di notte, o all'ora di pranzo della domenica (beccati artigiani che abbandonavano contenitori di vernici), "l'abbandonatore ignorante" può essere il tuo vicino di casa (in effetti la sta ancora costruendo) che inconsapevole fa una serie di viaggi con baule vistosamente aperto e pieno di sfalci. Ma come, proprio tu?

Allora, le domande per il mio sindaco, l'assessore e il responsabile dell'ufficio ambiente sono:
1) si può mettere qualche cartello un pò più vistoso e non nella parte opposta a quella in cui vengono "normalmente" abbandonati i rifiuti?
2) si può dare evidenza di questo problema, perchè è chiaro che ormai è un problema, sull'home page del sito internet del comune (considerato che apparentemente nessuno sa aggiornare le altre pagine)?
3) si può installare una telecamera di sorveglianza (il sindaco mi ha già detto che è vietato!!!), non tanto per il mio vicino di casa che avviserò alla prima occasione, ma per quelli che non vogliono pagare lo smaltimento dei rifiuti di attività che magari hanno svolto anche in nero - non solo non pago le tasse ma ti mollo anche i rifiuti- ?
4) invece di spendere 0,60€ per mandare al cittadino un bollettino di 4,90€ (mensa del figlio mese di giugno, numero pasti:1) per pagare il quale il cittadino dovrà spendere 1€ di tassa postale e qualche mezz'ora di coda, o intanto che si realizza questo delirio, (RID o simili novità sono bandite) non si può infilare nella busta anche una comunicazione che dia informazioni, ad esempio sullo smaltimento dei rifiuti?
5) sono tutte qui le azioni di miglioramento continuo nella gestione degli aspetti ambientali intraprese dal Comune di Vezzano Ligure che si fregia della registrazione EMAS?

Per finire, perchè uno non parla di discarica a caso, segnalo questa macchina abbandonata ormai da qualche settimana a pochi metri dai rifiuti sopradescritti:


Su e giù dal tetto della macchina saltellava domenica scorsa un gruppo di ragazzini in mimetica di ritorno dal loro corso di "sopravvivenza" (immagino) al forte bastia. Praticamente un nuovo parco giochi, quando si dice il riciclo.

P.S. per chi avesse frainteso, "Sbarazziamo a Vezzano" non è un'iniziativa volta ad attrarre sul territorio coloro che vogliono sbarazzarsi di rifiuti ma, come riportato sul sito del comune "Mercatino delle pulci, stands di obbisti (!), banchetti con prodotti agricoli dalla vostra terra alla nostra tavola."

Sciopero contro il bavaglio


"Oggi i giornalisti scioperano contro la censura di regime" così "il Fatto Quotidiano": le principali testate oggi non sono in edicola nè aggiornano i loro siti. Quasi tutti, tuttavia, hanno provveduto ad inserire online materiali piuttosto corposi con cui l'accanito lettore potrà intrattenersi sino alla mezzanotte di questa sera.

Io ho scelto, e consiglio "Il piano di rinascita democratica" della P2 con i commenti di Marco Travaglio: si tratta del documento di programma stilato alla formazione della Loggia P2 di Licio Gelli: più attuale che mai, a volte siamo andati oltre quanto auspicato dal venerabile, altre l'abbiamo un pò disatteso. Nessuno è perfetto.

venerdì 2 luglio 2010

Ora di religione: ma quante sono?

E' ciclico: tutti gli anni tocca leggere sui giornali che l'organico dei docenti della scuola pubblica cala e che gli insegnanti di religione aumentano. Sì, loro, quelli che entrano dalla corsia preferenziale, mica con i concorsi (che non ci sono più) come tutti gli altri.
Così Francesca Puglisi, responsabile scuola della segreteria del PD su Repubblica: «Quello che stiamo vivendo è uno dei momenti più difficili per la scuola pubblica: 133 mila posti e 8 miliardi in meno in tre anni. E il governo pensa ad assicurare solo il diritto all’ora di Religione. Per non parlare dei precari».

Non so nelle altre scuole, ma nella elementare di mio figlio (da cinque anni) le ore di religione sono sempre state due alla settimana (come quelle di inglese peraltro, contro praticamente zero informatica, musica, disegno, poca educazione motoria.
Considerando che lo scorso anno (classe V) c'erano tre esonerati su 18, proporrei l'accorpamento delle classi durante le ore di religione. Così riduciamo l'organico: non stiamo facendo tagli dolorosi ma necessari?

In compenso i campus estivi per i ragazzi non li organizzano più i comuni ma le parrocchie... come dire, lo stato finanzia la chiesa a cui delega le sue funzioni.

giovedì 1 luglio 2010

Spostamento Ostetricia da Sarzana a la Spezia


Ho ricevuto ora il comunicato che pubblico qui accanto (cliccare sull'immagine per ingrandire) ma già la scorsa settimana a Sarzana c'erano avvisi di mobilitazione variamente affissi, di cui tuttavia non avevo rilevato l'autore.

Non è certo un problema da poco, in particolare pare curiosa l'idea dell'"ospedale a tempo" o "chiuso per ferie". Ci sono studi che dicono che a Sarzana in estate si nasce meno? O studi che dicono che è più economico avere un solo reparto maternità a Spezia anzichè uno a Sarzana ed uno a Spezia? E cosa dicono questi eventuali studi a proposito del bacino d'utenza, della qualità del servizio e dell'adeguatezza della delocalizzazione? E l'anno scorso come sono andati in ferie i dipendenti?
Ma di tutto ciò, e meglio, potete leggere sul comunicato.

La cosa curiosa è che dopo pochi istanti, ho ricevuto questa mail da una cara amica (spero che non me ne vorrà, ma la devo pubblicare):

in questi giorni ti ho pensato...
la maestra di mia figlia che consegnandomi la pagella mi dice "Non è che come rappresentante puo' chiedere di fare imbiancare la scuola perché come vede le condizioni sono al limite..."; io che passo mezz'ora al telefono prima con la vicepreside e poi con il segretario che conclude dicendo "Chiami il geom. del Comune, se puo' far qualcosa lo farà volentieri". Ah beh...

Manifestazione a Sarzana contro la chiusura del reparto di Maternità e consegna delle firme: io che alle due di pomeriggio mi trascino le creature sotto il sole cocente davanti al Comune per ritrovarmi in due gatti ma due macchine dei carabinieri e una della polizia:va bene firmare, va bene aderire su facebook ma fine della storia.
Stanno facendo a pezzi la scuola pubblica, la sanità, tagliando i servizi ai piu' deboli e le persone o se ne fregano o formano l'ennesimo "comitato a difesa di" che servirà solo a frammentare la protesta e renderla inefficace.
Io leggo quello che scrivi e si sente che ci credi e credo veramente che la parola abbia un grande potere ma basterà ?

Che dire?
Non lo so se basta ma se io scrivo, tu vai a Sarzana, ed ognuno facesse una piccola cosa anche solo per modificare situazioni che lo riguardano direttamente (leggi la scuola) anzichè delegare sempre, è possibile che alla fine ci si troverebbe in più di quattro gatti... a scrivere, ad andare a Sarzana, a sollecitare la preside ed il comune, e qualche volta ci si potrebbe anche astenere senza troppi sensi di colpa. Certo è dura, alla lunga. Qualche sera fa ho visto Spagna-Portogallo invece di andare al convegno sull'ambiente che si è tenuto a Vezzano Ligure. Che dire?

La città vivibile: un segno distintivo della Spezia?

Leggo su Repubblica l'articolo di cui riporto più sotto una parte e mi chiedo: può essere la vivibilità un segno distintivo di una città? addirittura un simbolo? A volte avvengono strane connessioni nella nostra mente e mi ricordo della fontana sul mare "simbolo di Spezia"; e anche del nuovo waterfront e del suo grattacielo: altro ipotetico "nuovo simbolo".
Ammettiamo allora, per un attimo, che il watefront della Spezia e persino il suo grattacielo possano diventare il nuovo simbolo della città. Ma simbolo di che? Che cos'avrebbe questo waterfront di così particolare, senza nulla togliere alla qualità della progettazione, e all'originalità dell'idea, che manca ad altri cento nel mondo? Perchè qualcuno dovrebbe scegliere di venire alla Spezia a veder il waterfront?

Il sindaco Federici mi pare usi il termine "oggettone" per definire l'ipotetico futuro simbolo e insieme al Presidente AP sottolinea l'importanza dell'aspetto "qualitativo della realizzazione" delle opere. La qualità, appunto. Siamo in grado di dare una definizione univocamente condivisa di "qualità architettonica" delle opere? Di cosa stiamo parlando? Quali sono gli indicatori?

Tornando alle strane alchimie della mente, mi è venuto di pensare che sì, il waterfront e anche il grattacielo potrebbero costituire un nuovo simbolo per la città ma perchè ciò possa avvenire ci vuole un "tema". E se il tema fosse la capacità della città di rinnovarsi e questo tema fosse rappresentato da un waterfront ad impattio zero? con edifici energeticamente efficienti e autosufficienti? alimentati con energie rinnovabili? tetti fotovoltaici e/o pale eoliche? con impianti di recupero delle acque piovane e loro utilizzo per i servizi igienici? Coibentazione degli edifici con l'uso del verde? Non un edificio come esempio, l'intera realizzazione! La stazione crocieristica, i pontili per il diporto... Ad esempio.

Perchè voi non ci andreste a visitare un waterfront del genere? Una parte di città rinnovata e rinnovabile. Affiancato ad un porto verde... o in via di "rinverdimento".
Potremmo, forse, allora, condividere un concetto di qualità così articolato? Ed anche farlo diventare il nuovo simbolo della città?

Che ne dicono i decisori? e gli architetti? e il progettista? gli ambientalisti?

Ho la presunzione di aver detto qualcosa di nuovo e la dabbenaggine di dichiararlo. Qualcosa di nuovo che non ho colto al convegno di Porto Lotti: una modalità diversa di realizzare lo stesso progetto con le stesse funzioni. Tutto quello che volete ma decidiamo da subito che il "tema" è una precondizione e quindi imprescindibile. Di tutto il resto si può discutere.

p.s. la mia amica Enrica (architetta spezzina) avrebbe un'ìdea anche per l'oggettone... e data l'idea, il contesto per l'oggettone deve essere adeguato.

"Nell’annuale classifica delle 25 città più vivibili del mondo, stilata dalla rivista internazionale Monocle, dell’Italia non c’è traccia. Monaco di Baviera sale sul podio davanti a Copenhagen (la migliore nel 2009) e a Zurigo. Al quarto ci sono Tokyo e al quinto Helsinki, seguita da Stoccolma, Parigi, Vienna, Melbourne e Madrid.
Il nord, insomma, vince sul sud. L’Europa sul resto del mondo. Ma come deve essere, secondo la redazione di Monocle, “una città vivibile”? Verde, colta, soleggiata (la media annuale di ore di sole è uno dei parametri di valutazione), tollerante, attenta alla nuova architettura e alle energie rinnovabili. Un posto dove le ambulanze soccorrono in pochi minuti, dove è facile avviare un’impresa, le sale cinematografiche non chiudono, ma proliferano e le piste ciclabili non rappresentano un miraggio, ma la realtà. Ecco allora spiegato l’exploit tedesco. Monaco, con il suo milione e mezzo scarso di abitanti, ha registrato solo 8 omicidi nel 2009, è stata baciata dal sole per 1.907 ore, sta ampliando le strade da percorrere in bicicletta e punta alla riduzione dei gas serra. Ma, soprattutto, qui le ambulanze, 96 volte su 100, partono appena un minuto e mezzo dopo la chiamata di soccorso (5 minuti e 45 a Copenhagen; 6 minuti e 5 a Tokyo). E avviare un business non è impossibile: lo scorso anno sono nate 18.644 nuove imprese con un incremento del 6,4 per cento." (la Repubblica)

Liguria vista da lei

LA LIGURIA non mancava mai nei carnet di viaggio delle pioniere - anglosassoni e tedesche in primo luogo - capaci di spingersi in luoghi inconsueti dell´Italia, nel corso del Grand Tour ottocentesco. È anche in omaggio a loro, oltre che alle tante viaggiatrici di oggi, che nasce «Liguria vista da lei», la guida edita da Sagep (228 pagine, 14 euro, anche in inglese e tedesco) pensata da donne e alle viaggiatrici rivolta, presentata ieri in Regione. E la Liguria è la prima a fare un´iniziativa del genere, ha sottolineato l´assessore al turismo Angelo Berlangieri; perché i numeri confermano che le donne, a due o tre per volta, ma anche con un´amica e i rispettivi bambini, sono l´elemento sempre più forte del turismo.

Scelgono le vacanze per sé, il partner e la famiglia, ma se i maschi nel tempo libero se ne stanno sul divano a massaggiare il telecomando, loro invece vanno. Perché il viaggio è tempo per sé, di scoperta e di conferma, spiega Silvia Neonato che ha partecipato con Anna Castellano, Mariella Carossino, Luisa Puppo e Paola Toni, all´avventura di realizzare la guida. E quindi se la Liguria bene o male è la stessa, ci sono sguardi femminili per indicare questo o quell´itinerario, ma anche il ricordo delle grandi viaggiatrici - comprese Virginia Woolf o Mary Shelley - ma anche le protagoniste, famose, sconosciute o dimenticate che in certi angoli della regione hanno lasciato un segno: dalla Duchessa di Galliera e i suoi palazzi agli intrighi della spezzina Virginia Oldoini contessa di Castiglione, fino all´amore di Tommasina Spinola per Luigi XIII che avrebbe dato nome a Vico dell´Amor perfetto. E poi le scrittrici, le artiste, i loro laboratori, in primo luogo quelli delle ceramiche di Albisola. E il lavoro delle artigiane, ma anche delle contadine delle Cinque Terre.
«Tutti si stupiscono, ma è un dato riconosciuto che le donne organizzano il 70% dei viaggi, non solo per sé e la famiglia, ma anche per i datori di lavoro, quindi è più che giusto rivolgersi a loro - dice ancora Silvia Neonato - Per anni ci siamo adattate alle guide "neutre" e le abbiamo amate e comprate; adesso sicuramente anche gli uomini troveranno argomenti in più da questa guida. Anche suggerimenti per divertire la moglie e sistemare i bambini». Monumenti e musei da Ventimiglia a Sarzana, quindi, ma con un occhio curioso in più, e attenzione per le raccolte meno note o più inconsuete; luoghi termali, spazi per i bambini, percorsi consolidati ma anche scoperta di rassegne di cinema e di musica. E molte verità storiche riproposte, a partire dal processo alle Streghe di Triora, dove si esce dalla leggenda e si torna ad una cupa vicenda di potere e violenza. Nel corso del viaggio al femminile, molte immagini e ritratti, ma anche molti siti internet su cui documentarsi. Mancano invece, per scelta, alberghi e ristoranti: un buon esercizio da suggerire alle autrici. Magari per un supplemento da aggiornare ogni anno, per dire dove alle donne piace dormire e mettersi a tavola: mica sempre si è a dieta.

da la Repubblica Genova - DONATELLA ALFONSO