
In un’editoriale dello scorso 18 Luglio (edizione di Genova de
E così ci tocca leggere articoli, come quello di oggi a firma Sondra Coggio dal titolo “Pitelli: oltre un terzo dell’area ritorna all’uso pubblico”, di santificazione di Burlando, Federici, la rediviva Laura Ruocco e perché no anche
2. delle aree meno inquinate di detto sito, invece, si sapeva da tempo: dall’articolo del Secolo XIX e dalle dichiarazioni dei succitati amministratori pubblici sembra quasi che la perimetrazione sia stata fatta dallo spirito santo e non da Regione e Ministero dell'Ambiente, con il pieno accordo del Comune, governati da coalizioni di governo identiche a quelle attuali;
3. I dragaggi sarebbero stati bloccati dalla perimetrazione troppo ampia del sito di Pitelli? Palle. I dragaggi si sarebbero potuti fare già prima del 2002-2003 se all’epoca l’Autorità Portuale non si fosse ingessata, con un atteggiamento altrettanto ideologico di quello che frequentemente assumono gli ambientalisti, nel perseguire una procedura illegittima. Questo ovviamente nell'articolo non viene spiegato, perchè la cronista si limita a riportare quanto annunciato dagli amministratori i quali devono far passare l'idea che è il rigore nel rispetto delle leggi, e quindi dell'ambiente, che blocca lo sviluppo di un'area e non invece l’inadeguatezza degli amministratori che si sono succeduti negli anni passati al governo di enti locali, Regione e Autorità Portuale;
4. gli amministratori locali ora si pavoneggiano per via delle aree riclassificate “da bonificare con bonifiche leggere nelle colline di Pitelli”, ma nulla dicono della circostanza per la quale intere e vaste porzioni dell'area a mare del golfo, dichiarate altamente inquinate dalla caratterizzazione dell'ICRAM (l’Istituto pubblico che la ha effettuata), non verranno mai bonificate perchè fuori dall'area di interesse dei dragaggi portuali;
5. analogamente per l’area IP, si tralascia di specificare che la parte che è stata fino ad ora bonificata è quella meno inquinata (scelta perchè serviva per fare la nuova Ipercoop): il resto non si sa quando/se verrà bonificato e soprattutto la bonifica realizzata solo per l'Ipercoop ha prodotto per anni fastidi pesantissimi per migliaia di residenti vicini alla ex raffineria, nella totale indifferenza degli amministratori pubblici, dell'Arpal e dell'ASL.
6. infine: ma davvero, dopo quasi quarant'anni di discariche abusive di rifiuti pericolosi, l'unica cosa a cui questi amministratori sanno pensare per questa area è un campo da golf? Cioè una delle attività sportive a più alto impatto ambientale praticate dagli essere umani? Forse è giusto così. In un'area in cui, comunque, vicino o sotto restano stoccati (messi in sicurezza?) rifiuti pericolosi si può fare giusto un campo da golf… o no?
Daniela Patrucco e Marco Grondacci














