Apparentemente nulla di nuovo sotto il sole, da più parti si è già sollevata la questione del “metodo” senza che tuttavia nessuno abbia avanzato proposte “nel merito del metodo” (se ci passate il gioco di parole). Evidentemente noi una proposta di metodo (anche di dettaglio) l'abbiamo e tuttavia non è questo il punto. Il punto infatti riteniamo che riguardi la necessità, quando una pubblica amministrazione intraprende un percorso di partecipazione o di consultazione, di dichiarare apertamente con la massima trasparenza le regole del gioco. Per non ripeterci troppo, questa volta vogliamo prendere ad esempio il “percorso di partecipazione” presentato ieri sera a Carrara e che riguarda proprio la “riqualificazione del waterfront” (di Carrara ovviamente).
Si tratta del progetto Porto le mie idee, finanziato dalla Regione Toscana in virtù della L.R. 69/07, attraverso il quale è stato messo a punto un percorso di partecipazione la cui metodologia è pubblicamente dichiarata (e fa riferimento al Piano di partecipazione dei cittadini deliberato dal Consiglio Comunale: campionamento della popolazione sulla base di criteri di rappresentatività dichiarati; sorteggio di 80 cittadini; programmazione di 6 incontri tematici coordinati da facilitatori professionisti, aperti a tutti i cittadini (in qualità di osservatori), e con il supporto di un Tavolo di accompagnamento con il compito di monitorare e garantire la trasparenza e l’indipendenza del processo partecipativo (il Tavolo ha una composizione rappresentativa degli interessi coinvolti nel processo). Una brochure, disponibile sul sito che porta lo stesso nome del progetto, rende disponibile le informazioni di partenze condivise da tutti i partecipanti (associazione promotrice, amministrazione e autorità portuale).
Ecco, si tratta di un metodo che è stato condiviso dalle parti e che, bello brutto perfettibile o quant'altro, definisce in maniera chiara le forse anche insufficienti regole del gioco.
E veniamo a ciò che sta succedendo a Spezia sul waterfront e ad un abbozzo sintetico di uno scenario che si potrebbe realizzare in futuro alla Spezia per dare legittimità alle decisioni che saranno assunte anche in considerazione dell'attuale “giro di tavoli”; per dirla con il vicesindaco di Carrara presente ieri, per far sì che al termine del processo non siano rimasti dei vuoti o, peggio, facili appigli per ricorsi tanto onerosi quanto inutili.
Ad un certo punto l'Autorità Portuale e l'Amministrazione hanno annunciato una peraltro apprezzabile iniziativa “Ora stiamo predisponendo un fitto calendario per illustrare al maggior numero di cittadini, categorie sociali ed economiche il contenuto del masterplan che lo studio dell’architetto Llavador ha elaborato, proprio nel senso di raccogliere indicazioni, suggerimenti, perplessità e valutare eventuali proposte migliorative.”
Poiché la Liguria non ha una legge sulla partecipazione, ma ha delle Leggi, sarebbe forse opportuno in futuro e prima della emanazione dei bandi..... attuare quanto previsto da quelle stese leggi relativamente ai seguenti tre passaggi:
- modalità di costruzione del progetto
- procedure di approvazione del progetto
- modalità di coinvolgimento della comunità locale
Relativamente al punto 2 si ricorda che il Prp adottato dal Comitato Portuale relativamente all’impianto normativo prevede che: “Per ogni ambito di intervento dovrà essere elaborato uno Schema di assetto urbanistico “ in quanto il PRP è un “… piano -quadro di pianificazione e non attuativo “ .
Relativamente al punto 1, il giudizio di VIA sul PRP afferma che: “ dovranno essere valutate e verificate con gli Enti interessati le possibili interferenze sulle condizioni ambientali imposte: a) dalla nuova destinazione alla funzione crocieristica assegnata a Calata Paita nell’ambito 5 che prevede la realizzazione di una nuova stazione marittima con relativo nuovo molo innestato sull’ambito; “.
Relativamente al punto 3, con la valorizzazione del Tavolo di concertazione sull’attuazione del PRP e come previsto dall'Art.3 del suo Regolamento, si potrebbero costruire documenti di indirizzo/verifica/controllo per la valutazione degli ambiti o dello stato di attuazione del PRP, quindi anche dell'area interessata dal progetto di waterfront. Con un accordo di programma (tra enti locali, Regione, Autorità Portuale, Arpal e Asl con l’adesione esterna dei soggetti sociali: operatori portuali, sindacati, associazioni ambientaliste) a sostegno del Tavolo, si potrebbe costituire una Autorità Garante del processo decisionale che dovrebbe svolgere una funzione di supporto tecnico scientifico (analitico) e di garanzia del processo al fine di dare attuazione alla metodologia sopra descritta.
Ecco quindi che avremmo, seguendo la suddetta linea di azione, a disposizione:
- il luogo, regolamentato, di discussione (il Tavolo);
- lo strumento (lo studio di sostenibilità) e il metodo (i bilanci ambientali economici e sociali) per valutare in modo trasparente ed oggettivo gli scenari in discussione;
- il soggetto garante e di supporto tecnico scientifico di tutto il processo (Autorità Garante del processo decisionale).
Marco Grondacci e Daniela Patrucco






















