Così se sotto il profilo delle battaglie di principio ( il no al nucleare, il no all’incenerimento dei rifiuti, il no all’ampliamento del rigassificatore di Panigaglia, il si alla gestione pubblica dell’acqua) molte liste si sono chiaramente schierate , sotto il profilo dei programmi di governo siamo alla vendita dell’aria fritta in porzioni da indigestione.... e si sa che le battaglie di principio sono più facili da fare a livello locale, basta ripetere a pappagallo quello che arriva dal livello nazionale, non bisogna studiare, non bisogna acquisire competenze, non bisogna costruire proposte dimostrandone la fattibità tecnica - economica e amministrativa.
Così abbiamo assistito in questa campagna elettorale al:
1. nulla sotto il profilo di come riorganizzare e potenziare le strutture amministrative di governo (regionali e locali) delle politiche ambientali,
2. nulla sotto il profilo della revisione delle politiche di pianificazione territoriale che da tempo vanno in rotta di collisione con gli obiettivi di un reale sviluppo sostenibile ( varianti ai piani regolatori e nuovi piani regolatori senza valutazioni ambientali, strumenti di pianificazione sovraordinati in materia di infrastrutture viarie che continuano a promuovere il trasporto su gomma, area IP con l’ennesimo ipermercato, progetto Botta a Sarzana),
3. nulla sotto il profilo di indirizzi operativi sulle aree da bonificare a cominciare dalle zone più inquinate del sito di Pitelli,
4. nulla sotto il profilo della individuazione di soluzione organizzative e di protocolli operativi per sviluppare una seria politica di prevenzione sanitaria nei controlli ambientali,
5. nulla sotto il profilo di proposte in termini organizzativi e di politiche industriali per avviare una nuova gestione pubblica dei servizi a rilevanza ambientale (acque e rifiuti) dopo l'esperienza fallimentare di Acam.
E questo è solo un primo elenco non esaustivo.
Insomma la politica anche quella che sembra apparentemente più vicina all’ambiente (Verdi, Federazione della Sinistra, Sinistra e Libertà), continua a parlare il linguaggio degli slogan facili quanto assolutamente inconcludenti.
C’è sicuramente malafede in tutto questo, ma credo ci sia anche e soprattutto una bassa qualità del ceto politico che si candida a governare la Regione (almeno per quanto riguarda i candidati spezzini ma non credo che il resto sia migliore), e c’è soprattutto una carenza di cultura di governo da parte della politica sicuramente dovuta al fatto che oggi le politiche sul territorio sempre meno sono gestite e programmate dal pubblico e sempre più diventano meri momenti di ratifica di quanto mediato tra gli interessi forti che si muovono sul territorio, questi ultimi quasi sempre privati o comunque frutto di intrecci perversi tra inefficienza del pubblico, clientele ed interessi privati. La vicenda dell’area IP è li a testimoniare tutto ciò, dove per favorire esplicitamente gli interessi di una parte economica si è persa l’occasione di ridisegnare la pianificazione dell’area urbana della città con in più una gestione della bonifica che ha prodotto gravissimi disagi alla popolazione locale, disagi evitabili se alla logica della celerità della realizzazione degli investimenti si fosse subordinata una volta tanto la prevenzione sanitaria.
Il dato ulteriormente negativo è che anche quei soggetti politici nuovi che in questi ultimi anni sembravano più disponibili a produrre un nuovo modo di fare politica e una nuova cultura di governo soprattutto nelle questioni ambientali, sembrano anche loro assorbiti nella vecchia politica. Mi riferisco all’accordo con la quale la lista Schiffini ha dichiarato il proprio appoggio a Burlando. Qui non è grave l’accordo in se, ovviamente ognuno in democrazia ha diritto di votare chi crede, ma le motivazioni che lo sottendono.
Burlando sulla base di questo accordo si sarebbe impegnato a promuovere:
1. opere di mitigazione per ridurre l’impatto del porto verso i quartieri limitrofi
2. incentivi al turismo e alla nautica da diporto
3. recupero delle aree della marina militare per nuova occupazione
4. provvidenze per anziani e famiglie in difficoltà.
Ora i punti da 2 a 4 sono puri slogan peraltro con conseguenze potenzialmente pericolose, gli incentivi alla nautica da diporto spesso in Liguria hanno voluto dire nuovi porticcioli turistici.
Il punto n.1 invece dimostra come ormai la politica sia diventata facile slogan fuori da ogni rigorosa verifica progettuale e amministrativa. Infatti le opere di mitigazione dell’impatto del porto sono previste da anni nelle prescrizioni del giudizio di VIA del Ministero dell’Ambiente quindi non sono certo una scoperta di questo accordo elettorale, prescrizioni che fino ad ora non sono state rispettate quasi per niente (con buona pace anche degli ambientalisti addormentati comprese le liste civiche come quella di cui trattiamo in questa sede). Per non parlare del fatto che la Amministrazione Comunale ha fatto fallire da tempo il tavolo di confronto previsto in sede di votazione del Consiglio Regionale sul PRP della Spezia, che avrebbe dovuto promuovere la valutazione, ed eventualmente la revisione, degli ambiti di attuazione del suddetto PRP a cominciare da quello del porto commerciale.
Ma l’accordo elettorale contiene anche delle bugie : infatti non è vero che la proposta di bruciare il cdr (parte secca del rifiuto urbano) nella centrale Enel sia partita dal centro destra, il primo a proporlo è stato il documento sulle linee guida del piano industriale di Acam che non mi risulta sia governato dal PDL.
Nell’accordo ci sono anche appropriazioni indebite. Scrivere che, grazie all’accordo, Burlando si è impegnato a dire no al rigassificatore è fare una affermazione falsa : come è noto il no al rigassificatore è stato formulato lo scorso anno dalla Giunta Regionale in epoca ben lontana da questa campagna elettorale. Quel no è stato frutto di un ampio e articolato movimento a cominciare dai comitati e associazioni del territorio di Portovenere per arrivare fino al livello istituzionale locale.
Infine la democrazia delle scelte, sarebbe stato interessante che i rappresentanti della lista Schiffini prima di decidere e comunicare pubblicamente l'accordo, avessero aperto una discussione pubblica con tutti coloro che li hanno sostenuti e votati in questi anni, a proposito di trasparenza.
....Eppoi l’indicazione di voto a Raffaella Paita è veramente curiosa. Io non ho niente di personale contro di lei anzi la considero uno dei politici più intelligenti della nuova leva spezzina, ma mi si dimostri quando questa persona si sia caratterizzata per difendere e tutelare l’ambiente: un poco di coerenza anche sulle persone oltre che sui programmi, per favore!
Insomma se proprio volevano votare Burlando sarebbe bastato che scrivessero che lo facevano per combattere l’attacco alla democrazia portato avanti da Berlusconi, che poi è quello che ho fatto io e pure Daniela come ha scritto nel suo post. Una motivazione così sarebbe stata più chiara a tutti, ed è di questo che oggi la politica ha bisogno cioè di chiarezza: di intenti, di programmi, di scelte di governo!












