venerdì 31 dicembre 2010

L'intervista di Bonanini e la miseria della politica locale


Oggi sul Secolo XIX è pubblicata una lunga intervista di Bonanini. Tutto il ragionamento dell'ex presidente del Parco delle 5 Terre è volto a dimostrare l'assenza di sue responsabilità penali personali. Posizione dal punto di vista della persona Bonanini certamente comprensibile, ma inaccettabile se vista dal punto di vista del ruolo pubblico che ha ricoperto in questi anni. Perchè come abbiamo sempre scritto in questo blog un conto sono le responsabilità penali che sono personali e vanno accertate e sanzionate dagli organi competenti (la famosa distinzione dei ruoli di cui peraltro non si è mai vista traccia nella gestione del Parco del 5 Terre!) , altra cosa sono le responsabilità politico-amministrative. Su quelle Bonanini sorvola bellamente in questo certamente aiutato dall'intervistatore che non brilla, almeno in questo articolo, in capacità di articolare domande non dettate dal mantra recitato dall'intervistato: non sono responsabile di alcun reato nella gestione del parco.

Da ex amministratore pubblico e da cittadino impegnato in politica da anni, a questo mantra viene da rispondere: CHI SE NE FREGA. Si chi se ne frega se non è responsabile di reati. Io come la gran parte dei cittadini spezzini e soprattutto delle 5 Terre, non essendo poliziotti o carabinieri tanto meno magistrati, vogliamo sapere dall'ex Presidente:
Perchè non pubblicava i bilanci del Parco
Perchè c'è un buco nel bilancio del Parco di svariati milioni di euro
Perchè il piano del parco non è stato approvato ed è stato lasciato decadere
Perchè dal 2007 l'Ente Parco ha rilasciato il nulla osta di sua competenza sulla base di un piano non più in vigore e senza che esistesse un regolamento sulle attività del Parco
Perchè l'Ente Parco non aveva un Direttore vero con i titoli per esercitare la sua funzione
Perchè l'Ente Parco non aveva una pianta organica e i collaboratori erano tutti a tempo determinato spesso legati a cooperative convenzionate senza gare e/o bandi

Allora caro Bonanini difenditi pure sul piano penale, è un tuo diritto costituzionale e come dire, anche se non condivido politicamente nulla di te, io sono pronto a battermi perchè questo diritto ti sia riconosciuto. Ma che cavolo! Spiega ai cittadini le ragioni di una gestione politico amministrativa così scellerata, così occulta, così arrogante.

D'altronde perchè Bonanini non spiega tali ragioni? Prima di tutto perchè resta una persona arrogante come si evince dalla intervista, ma c'è una ragione ben più grave. Chi in questi anni, ma anche dopo la apertura della inchiesta, ha messo l'attenzione sulla gestione del Parco? Solo qualche singola persona che da sempre si batte contro detta gestione. Ci hanno provato i VAS e Ambientalmente nel loro convegno di qualche settimane fa, voci isolate e comunque della società civile organizzata. Ma i politici e gli amministratori che contano sul punto non parlano, non hanno manifestato alcuna seria riflessione. L'unica uscita dopo l'apertura della inchiesta della magistratura è stata quella dell'ineffabile Presidente della Provincia tutto preoccupato dello spostamento della sede del Parco da Riomaggiore a Monterosso. Vergogna Fiasella! non una parola sulla gestione del Parco, non una parola sui buchi di bilancio, non una parola sulla politica urbanistica del Parco e sulla gestione del personale, non una parola su come l'ente che lui rappresenta, membro a pieno titolo della Comunità del Parco, abbia vigilato e indirizzato sulla gestione di questo Parco.

E allora di fronte a questa perdurante collusione politica non possiamo stupirci se Bonanini rilasci una intervista dalla quale vuole farci credere (ma forse lo crede anche lui intorcigliato nella sua arroganza autoreferenziale a livello di patologia psicologica) che tutto quanto è accaduto in questi mesi sia frutto di un complotto contro di lui. Lui sa che nessuno di chi ha posizioni di responsabilità politica e amministrativa rilevanti (Comuni, Provincia, Regione, Ministero dell'Ambiente) lo chiamerà a rispondere delle sue responsabilità politiche e amministrative, per questo si permette nella intervista affermazioni inaccettabili, anche sotto il profilo legale, per cui i "reati sono ascrivibili solo al Comune di Riomaggiore". Ah si? Ma quei reati sono stati commessi o no all'interno di pratiche in cui il Parco aveva titolarità di funzioni? E la confusione gestionale ed organizzativa tra uffici del Comune e uffici del Parco non c'entra nulla con la gestione allegra delle pratiche edilizie nel Parco delle 5 Terre?

Non ci siamo cari miei, siamo qui a fine anno ancora a cercare di far capire non tanto a Bonanini ma a tutta la classe dirigente locale e regionale come senza distinzione dei ruoli, senza una corretta ed efficacia gestione delle proprie funzioni, senza una trasparenza adeguata nella gestione della cosa pubblica, senza il rispetto della legge, senza un coinvolgimento vero dei cittadini, non ci può essere ne democrazia ne sviluppo sostenibile o autosostenibile.
Siamo ancora qui a perdere tempo, energie per spiegare alla nostra classe dirigente l'a-b-c della democrazia.

Forse la nostra classe politica, incapace di governare la complessità della società moderna, sta allevando da tempo un Luigi Bonaparte moderno o forse costui è già arrivato, forse il suo 18 brumaio è gia passato, e non se ne sono neppure accorti, perchè ce l'hanno dentro di loro perchè loro sono la caricatura di quello storico!

4 commenti:

Anonimo ha detto...

leggendo l'incipit del libro dell'ex faraone,ex prepotente,ex
intimidatore degli oppositori,si
coglie un ego delirante ed un livello di contenuti poco più che
adolescenziale.Non potendo pensare
che il livello degli amministrati fosse ancora inferiore,resta da chiedersi chi veramenbte sosteneva questo feudo che lasciando esporre
un improbabile capo,produceva però reali benefici.Colpisce l'assenza
di carisma di chi ha descritto alle
agenzie turistiche un territorio non reale.I politici e gli amministrativi che non perdono
occasione per propinarci le loro meditazione e che potrebbero darci
chiavi di lettura,sull'argomento da
mesi restano inspiegabilmente muti.
enrico pandolfo

io ha detto...

e se li mettessimo TUTTI dentro, chissà che quando li rilasciano incomincino a parlare ?? a parte la battuta, è una figura miserabile quella che i nostri politici locali stanno facendo.
sarebbe da non andare a votare alle prossime elezioni, ma purtroppo troppi di noi hanno il giardinetto da curare e perciò.... chi è causa del suo mal pianga se stesso, auguri !

Anonimo ha detto...

Il Secolo XIX ha dedicato un'INTERA pagina al primo capitolo del libro di Bonanini.
Prima considerazione: al di là della innegabile modestia narrativa dell'ex Presidente dell'ente parco delle 5 terre, mi è sembrato davvero eccessivo che un quotidiano dedichi tanto spazio per raccogliere ( promuovere?) la versione edulcorata e totalmente di parte delle fasi dell'arresto del medesimo.
Seconda considerazione: i lettori non avrebbero avuto diritto a conoscere piuttosto gli approfondimenti sui fatti che hanno portato al suo arresto e la probabile rete di complici nell'affaire ?( nella stessa pagina solo poche,vaghe e scarne righe parlano di altri cinque indagati).
Terza considerazione: perchè in questo e in altri quotidiani si è parlato solo marginalmente del ruolo e della posizione dei partiti politici nella vicenda?

Sandra Allori

giuli ha detto...

Grande intuizione l' abbinamento con Luigi Bonaparte...gia' da tempo questa versione dalle nostre parti era ben vista in sostituzione del piu' famoso FARAONE