martedì 28 dicembre 2010

Dalla Revoca del Piano del Parco 5 Terre, buone notizie per la tutela del territorio di tutta la Provincia!

Come scrivevo a conclusione del post precedente, la Delibera della Giunta Regionale che ha revocato il Piano delle 5 Terre contiene elementi di grande interesse per tutti gli strumenti di pianificazione urbanistica (e varianti sostanziali degli stessi) il cui iter di approvazione è iniziato nel 2004 e non è finito nel luglio del 2006, come pure di quelli il cui iter è iniziato a partire dal luglio del 2006.

Infatti da detta Delibera si ricavano due notizie rilevanti:


LA PRIMA. Con Nota della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per il Coordinamento delle politiche Comunitarie 17.9.2010 n. 5174 è stata comunicata alla Amministrazione regionale una richiesta di informazioni della Commissione europea relativa a possibili non conformità del quadro normativo della Regione Liguria con la direttiva 2001/42/CE (direttiva VAS). In particolare secondo la Commissione UE la Regione avrebbe contravvenuto a tale Direttiva prevedendo in una sua norma regionale un regime di esclusione della VAS a tutti gli strumenti di pianificazione e varianti sostanziali agli stessi il cui iter è iniziato prima del 21/7/2007. Secondo la Commissione UE invece la disciplina transitoria dettata dall’art. 13 della direttiva 2001/42/CE, prevede che sono sottoposti a V.A.S. i piani e loro modifiche sostanziali il cui primo atto è antecedente il 21 luglio 2004 ma il cui iter non si sia concluso entro il 21 luglio 2006. A questo punto la Regione Liguria dovrà ai sensi dell’articolo 226 del Trattato UE presentare le proprie motivazioni entro due mesi dal ricevimento di tale nota, se non lo ha fatto oppure se quello che scriverà non soddisferà le richieste di chiarimento della Commissione UE questa ultima emetterà un Parere Motivato che costituisce una messa in mora per la Regione perché se non si adeguerà a tale Parere la Commissione potrà adire la Corte di Giustizia della UE.

LA SECONDA. Nelle premesse della delibera si afferma testualmente che la decisione di revoca deriva anche dalla avvenuta presentazione da parte dell’Ente Parco 5 Terre di una variante sostanziale al Piano adottato tale da implicare una sua riadozione che, afferma la delibera regionale, “ne aggiorni i contenuti secondo un procedimento trasparente e partecipato in ogni fase quale quello che oggi impone la normativa comunitaria”. La normativa comunitaria che impone ciò è la VAS (Valutazione Ambientale Strategica) afferma subito dopo la stessa delibera della Giunta Regionale.

CONCLUSIONE

Secondo questi due atti ufficiali (della Commissione UE e della Regione Liguria) si desume che:

  1. tutti i piani ed eventuali varianti sostanziali agli stessi (queste ultime in particolare che abbiano effetti significativi sull'ambiente), il cui iter è iniziato prima del 21/7/2004 ma che non si è concluso entro il 21/7/2006, sono soggetti a VAS. Sul punto la Commissione UE ha avuto suo tempo modo di chiarire (paragrafo 3.66 delle sue linee guida del 2004) che tra queste due date va applicata la VAS solo nel caso in cui il piano non fosse in uno stadio eccessivamente avanzato
  2. quindi la VAS è comunque applicabile a tutti i piani e varianti sostanziali il cui iter è iniziato dopo il 21/7/2004 a prescindere dallo stadio di avanzamento in cui si trovano nella loro elaborazione.
  3. che tali piani e varianti dovranno essere assoggettati tramite la VAS a procedura partecipate come previsto dalla normativa comunitaria vigente.

Come dire c’è ora da andare a vedere tutti gli atti di pianificazione che dal 2004 in poi sono stati adottati e/o approvati in Provincia della Spezia e allora si che…….. ci sarà da divertirsi!

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Dal 28 settembre abbiamo assistito
all'apparente smantellamento del
"faraonico"sistema delle 5terre
ma anche al parallelo tentativo di restaurarlo.
Sicuramente si è rilevato che il
metodo,violando sistematicamente i
regolamenti,richiedeva la totale
assenza di controlli.
Quando nonostante tutto sono filtrate le prime verifiche,gli inquisiti hanno cominciato a depistare.
Lì si trattava di smantellare un
sistema già rodato.Ma dove il sistema è ancora in elaborazione si potrebbe attuare la verifica preventiva della corretta
applicazione dei regolamenti.
Il Parco regionale di Porto Venere,per esempio,presenta il
sovrapporsi,nelle stesse persone,
di funzioni contrastanti:quella di
gestore e di controllore del gestore.
Un Parco è il progetto di tutta una comunità regionale non il giardino privato di amministratori locali,che comunque ben altro avevano promesso ai propri concittadini.

Anonimo ha detto...

Penso che oltre alle responsabilità politiche esistano pesanti responsabilità di funzionari che di fatto, e da anni, sbandano le amministrazioni pubbliche dove più aggrada a loro. Ben altre cose promesse in campagna elettorale...

Anonimo ha detto...

In queste vicende sembrano apparentemente coinvolti solo coloro che , per un motivo o l'altro ,appaiono sovente nelle cronache. E'facile invece ipotizzare che dietro questi complessi meccanismi ( non solo burocratici) di gestione del territorio ci siano alleanze di interessi anche trasversali; quanto è accaduto al parco delle 5 terre ne è un chiaro esempio.
Mi chiedo dunque quale ruolo abbiano avuto i partiti e la politica in questa vicenda e se
la loro presa di posizione ancora non chiara ed esaustiva possa conferirgli la credibilità necessaria per portare avanti in modo democratico le proposte di interventi futuri.
Probabilmente occorre che la politica torni ad essere un confronto di idee fra chi mira al raggiungimento di un "bene comune" e acquisti un maggior senso etico.