sabato 13 novembre 2010

Un faraone alle 5 Terre: io mi ricordo, do you? (5)

...segue da qui
Il Ministro Brunetta aveva iniziato a frequentare le 5 terre subito dopo la sua elezione a Ministro della funzione pubblica nel 2008 e, apparentemente, da subito aveva cercato casa: si sa, lui è patito di case. e anche la Titti. Non riuscendo ad accedere ai Bilanci del Parco, insieme al Circolo Vas 5 terre avevo ritenuto che ci si potesse appellare a lui che tanto ci teneva alla trasparenza, decidendo di inviargli questa lettera: 

Al Sig. Ministro Prof. Renato Brunetta
Pubblica Amministrazione e Innovazione
10 giugno2008
Preg.mo Sig. Ministro,
abbiamo accolto con favore, nei giorni scorsi, le Sue affermazioni sulla necessità di trasparenza nella Pubblica Amministrazione. Auspichiamo che venga imboccata finalmente la strada della chiara documentazione ai cittadini delle spese e degli introiti pubblici, così da renderci più fiduciosi – come contribuenti – dell’impiego del denaro, anche nostro.
Abbiamo appreso della Sua venuta a Manarola e nel Parco Nazionale delle Cinque Terre, nel week end del 6-7 giugno u.s., accolto dal Presidente del Parco: ci auguriamo che tema importante dell’incontro sia stata, appunto, la trasparenza. 
Come Ella certamente saprà, l’Ente Parco rifiuta di produrre sia i propri bilanci, sia gli atti amministrativi (concessioni edilizie, permessi ecc.) relativi alle opere pubbliche in fase di realizzazione sul territorio; per ottenere visione di tale documentazione ci stiamo invano battendo in Tribunale ai vari ordini e gradi (TAR regionale, Consiglio di Stato).
Sempre in tema di trasparenza, non sarebbe fuori luogo che Ella raccomandasse al Presidente del Parco la pubblicazione dei bandi di assunzione e di selezione del personale dipendente del Parco, nonché quelli relativi alle concessioni delle cooperative che svolgono attività economiche sul territorio utilizzando il marchio del Parco Nazionale.
Distinti saluti
p. il Circolo “Pierpaolo Guelfi” VAS 5 Terre e Riviera di levante
il coordinatore Claudio Frigerio

La lettera, manco a dirlo, rimase senza risposta nonostante i suoi frequenti incontri  con il faraone, gli artigiani e i professionisti da quest'ultimo messi a disposizione del ministro almeno sino al 28 Settembre u.s. Evidentemente erano in tutt'altre faccende affaccendati, tra un bicchiere di sciacchetrà ed un altro con sindaci e  senatori nei momenti di riposo a Monterosso.
La domanda delle domande ora pare essere: chi ha pagato la casa del Ministro alle 5 terre. Lui, sembrano dire i magistrati. Chi ha o ha avuto una casa alle 5 terre sa che per 40.000 euro non si compra nulla, comunque non sotto il santuario di Montenero e con vista mare. Ma sa anche che, nel caso, le incombenze burocratiche per pratiche permessi e quant'altro sono a carico dell'acquirente, essendo queste ultime un vero calvario anche dal punto di vista economico.  Certo, noi non siamo ministri e lui poteva essere all'oscuro di tutto ciò, ma non si dica (com'è stato scritto) che il prezzo e le condizioni erano quelle di mercato.
Il SecoloXIX 14/6/2008
E tuttavia, la vera domanda da fare al ministro è: lei che è fanatico di "trasparenza nella pubblica amministrazione" come mai, oltre a non essere minimamente intervenuto nella vicenda dei bilanci di cui le abbiamo chiesto conto, ha frequentato amministratori pubblici con uno "stile" così diverso dal suo?  Addirittura ci si è affidato per comperare una casa? Forse non aveva ricevuto la nostra lettera? Quindi, ancora una volta, ignaro?
segue qui

3 commenti:

Anonimo ha detto...

un'altro abbindolato dal bonanini, d'altra parte quando non ci si rimette anche farsi abbindolare è meno spiacevole...

Daniela Patrucco ha detto...

Il Ministro Brunetta sposo a Ravello: se le cose fossero andate diversamente si sarebbe sposato alle 5 Terre?
http://www.corriere.it/cronache/11_luglio_10/brunetta-matrimonio-giorno-luca_5e009fd4-aac8-11e0-a2e7-98abda3c461e.shtml

Anonimo ha detto...

Vorrei informare il ministro Brunetta,da sempre paladino della trasparenza nella gestione della cosa pubblica, che l'attuale Amministrazione Comunale di Riomaggiore si è messa all'opera per valutare gli eventuali spazi di manovra che restano per evitare il dissesto finanziario. Purtroppo penso che ci dobbiamo preparare al peggio. Dopo essere stati etichettati come “mafiosi” i cittadini dovranno accollarsi anche l’onere di pagare materialmente i debiti lasciati da un’amministrazione indegna.
Se saremi chiamati a dover subire questa ennesima infamia speriamo almeno che sia fatta giustizia dei malfattori in tribunale.
Sara-Manarola. Comine di Riomaggiore.