questo post è stato modificato alle ore 13.30 per pubblicare integralmente la lettera del Sig. Frezza, tagliata dal SecoloXIX .
... segue da quiavevo ritenuto che fosse meglio non proseguire nella pubblicazione di "io mi ricordo" aspettando una risposta al "do you?". Risposta che, ancorchè indiretta, è arrivata (si tratta di una lettera al SecoloXIX pubblicata oggi). Titolo originale: Io e Bonanini
Nei giorni scorsi sono stati pubblicati gli auguri e gli attestati di stima ricevuti da Bonanini da ogni parte del mondo e quindi ritengo giusto, visto che vivo nel territorio, unirmi a quella folta schiera. Auguri Franco, per il futuro che ti auguro sia al di fuori delle sbarre in quanto sono certo che di tutti i soldi che sono transitati nelle tue mani, non ne hai intascato nessuno.
Per te i soldi non erano importanti quanto la tua sete di potere. Facevi e disfacevi le regole del Tuo parco a piacimento perché nulla da più piacere della propria arroganza e tu lo sei stato parecchio.
La cosa buffa in tutta questa vicenda è che molti di coloro che ora parlano, dovrebbero tacere, mentre molti di quelli che tacciono dovrebbero parlare. Per quattro anni sono stato segretario dei Ds di Monterosso e per quattro anni ho cozzato contro la voluta cecità di chi ora si atteggia a difensore della legalità.
Ho denunciato agli organi dirigenziali del mio partito le anomalie della gestione del Parco nazionale, chiedendo a più riprese che la federazione si facesse carico della richiesta dei bilanci mai resi pubblici. Perplessità, le mie che vennero ignorate per puro calcolo politico. Anzi elogiavano la tua gestione come modello da esportare. Magari avessero esportato anche te mi sarei risparmiato la fatica di combattere contro i mulini a vento e che mi portarono, per protesta, alle mie dimissioni.
Ancora una volta avevi vinto tu, i pezzi da novanta del Partito avevano preferito far finta di non vedere ciò che era sotto gli occhi di tutti. Sarebbe stato sufficiente, come da me innumerevoli volte chiesto, fare un giro sul sentiero da Monterosso a Vernazza o contare il numero degli incidenti, purtroppo, a volte anche mortali, per domandarsi dove finivano i soldi chiesti ai turisti per la sua percorribilità. Ma tutti pendevano dalle tue labbra, abbagliati da quello che tu mostravi loro nelle varie gite guidate a regola d’arte.
Comunque tornando a noi ti rinnovo i miei migliori auguri, perché non sarà facile per te, dopo aver gestito il potere, tornare a vivere come un comune mortale e non basterà, in tua difesa, il non aver nessun tesoro nascosto perché anche a Mussolini non fu trovato nessun tesoro, ma gente che aveva i miei stessi ideali (dicono dovessero essere anche i tuoi visto che ti definivi di sinistra) non l’ha punito in quanto ladro, bensì per la dittatura che aveva instaurato, riducendo al silenzio le opposizioni, proprio come in piccolo hai fatto tu nelle Cinqueterre quindi, non ti meravigliare se ora qualcuno ti tira le orecchie e ritieniti fortunato se la cosa finisce solo con le orecchie un pò arrossate. RENATO FREZZA EMAIL
Ancora una volta avevi vinto tu, i pezzi da novanta del Partito avevano preferito far finta di non vedere ciò che era sotto gli occhi di tutti. Sarebbe stato sufficiente, come da me innumerevoli volte chiesto, fare un giro sul sentiero da Monterosso a Vernazza o contare il numero degli incidenti, purtroppo, a volte anche mortali, per domandarsi dove finivano i soldi chiesti ai turisti per la sua percorribilità. Ma tutti pendevano dalle tue labbra, abbagliati da quello che tu mostravi loro nelle varie gite guidate a regola d’arte.
Comunque tornando a noi ti rinnovo i miei migliori auguri, perché non sarà facile per te, dopo aver gestito il potere, tornare a vivere come un comune mortale e non basterà, in tua difesa, il non aver nessun tesoro nascosto perché anche a Mussolini non fu trovato nessun tesoro, ma gente che aveva i miei stessi ideali (dicono dovessero essere anche i tuoi visto che ti definivi di sinistra) non l’ha punito in quanto ladro, bensì per la dittatura che aveva instaurato, riducendo al silenzio le opposizioni, proprio come in piccolo hai fatto tu nelle Cinqueterre quindi, non ti meravigliare se ora qualcuno ti tira le orecchie e ritieniti fortunato se la cosa finisce solo con le orecchie un pò arrossate. RENATO FREZZA EMAIL
Poichè siamo ai ricordi, ai segnali non colti o che non si sono voluti cogliere, credo che la parte più interessante della lettera di questo signore sia questa:
Per quattro anni sono stato segretario dei Ds di Monterosso e per quattro anni ho cozzato contro la voluta cecità di chi ora si atteggia a difensore della legalità. Ho denunciato agli organi dirigenziali del mio partito le anomalie della gestione del Parco nazionale, chiedendo a più riprese che la federazione si facesse carico della richiesta dei bilanci mai resi pubblici. Perplessità, le mie che vennero ignorate per puro calcolo politico. Anzi elogiavano la tua gestione come modello da esportare.
Io ed altri avevamo ragionevoli certezze circa il fatto che i dirigenti del PD (allora DS) sapessero cosa stava succedendo alle 5 terre, nonostante loro continuino a negare, ma ora ne abbiamo testimonianza diretta. E vogliamo dire che un cittadino (segretario del PD) di Monterosso, che chiede aiuto al suo partito per i bilanci del Parco, non abbia rilevato e rivelato il clima intimidatorio esistente alle 5 terre? Rilevazioni e rivelazioni "ignorate per puro calcolo politico".
Credo che fosse comunque tempo per il PD di affrontare più seriamente la questione, ma ormai non ci si può proprio più tirare indietro. Alle prossime elezioni, politiche o amministrative che saranno, potranno forse chiedere il consenso coloro che avranno avviato e preso parte ad una discussione aperta e franca su questi anni.

1 commenti:
Gli esponenti politici locali, e il PD in primis, devono fare pubblica ammenda. Qualcuno, come ha fatto il sig. Frezza, dovrebbe chiedere ora formalmente conto ai partiti dei danni che questa politica ha causato al territorio. Come possono continuare a fingere di non avere enormi responsabilità in quanto è successo? Elena
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