Scrivevo qualche giorno fa che …poi dovremo anche votare. Lo scrivevo all'indomani dell'entrata trionfale di Vendola a Genova e ci torno all'indomani della vittoria di Pisapia alle primarie del PD a Milano. Ma non solo, infatti ieri a Genova si è conclusa la conferenza programmatica del PD ligure con una sessione dedicata alle mafie: Cosa Nostra a casa nostra? il titolo.
Al netto del fatto che non ho partecipato (non sono iscritta al PD ma qualche suo esponente che ogni tanto mi chiama avrebbe forse potuto invitarmi - ? -) e quindi ne so poco, leggo sull'edizione genovese di oggi che "Letta loda la Liguria e il suo modello, da trasferite al Pd nazionale «vincente grazie al buongoverno e all’allargamento del quadro delle alleanze politiche dalla sinistra fino all’Udc, per le prossime elezioni». Il presidente Burlando è una garanzia, aggiunge, «sta lavorando bene, con lo stile di sempre: guardando lungo. Credo che questa sia la caratteristica amministrativa del Pd in Liguria: guardare lungo, guardare lontano». Sprizza soddisfazione Lorenzo Basso, segretario del Pd ligure: da lavorare ce n’è, stavolta non sembra che la gente si sia tirata su le maniche solo a parole."
Credo che in questa fase, e anche in Liguria, le persone serie come Letta dovrebbero prestare attenzione a ciò che dicono (anche se con valenza retorica) e dove lo dicono: valutando bene cosa è successo/sta succedendo in quel posto lì. Apparentemente sembrava che avessimo altro da esportare... e Burlando ne era il garante? ha guardato lontano? non ha guardato affatto? ancora non ci è dato di saperlo, considerato che non dice nulla (ma davvero può permettersi di non dire nulla?). Allora molto meglio le parole di Basso: suona ancora retorico dire "stavolta" (quante volte?) ma almeno c'è consapevolezza (speriamo vera) che ci sia molto da lavorare.
Come ha avuto modo di scrivere Curzio Maltese nell'edizione nazionale a proposito delle primarie milanesi vinte dal vendoliano Pisapia: "Ma il Pd non dovrebbe pentirsi di queste primarie, semmai riflettere. A Milano, come in Puglia e a Firenze, le candidature del Pd pagano l’ambiguità delle scelte o delle non scelte, la distanza crescente dei gruppi dirigenti dagli umori dell’elettorato. A parte queste diatribe interne al centrosinistra, le primarie di ieri hanno avuto un sicuro effetto positivo: la prova di vitalità della sinistra milanese che deve uscire dall’angolo e risorgere."
Distanza dall'elettorato per me significa anche sorvolare, non dire, omettere ciò che invece per l'elettorato è importante: gli errori passati e ancora in corso; le responsabilità collettive e individuali, in particolare quelle locali. Se lo dice Curzio Maltese, uno che vuole bene al PD (non come noi che vorremmo voler bene al PD) e quindi sorvola anche un pò sulla scarsa affluenza alle urne dei milanesi rallegrandosi per la prova di vitalità.
Ho anche chiesto ad una cara amica milanese (che non ha mai smesso di votare PD nonostante tutto e lunghe discussioni tra noi) di dirmi in pochissime parole perchè ha votato Pisapia. Questa la sua risposta:
1.perchè Onida mi piace molto ma è anziano e non ha grande capacità di imporsi2.perchè Pisapia era sostenuto da Vendola
3.perchè non mi va che l'apparato del PD decida
4. perchè avevo sentito da molte persone anche di centrodestra che avrebbero votato Pisapia, perchè ritenuto una brava e seria persona
Certo lei è una sola, ma se il PD perde anche quelli come lei è finita. Prendere nota delle ragioni del voto.

1 commenti:
Leggo su Repubblica.
Letta "Riflettere subito".
Anche prima.
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