martedì 30 novembre 2010

Girano le pale: Report spiega e informa

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Domenica sera a Report, intanto che ci raccontava delle infiltrazione mafiose nell'affare delle energie rinnovabili, del business (la truffa) dei certificati verdi e dell'energia sporca spacciata per pulita, l'impareggiabile Milena Gabanelli ha fatto anche una buona opera di divulgazione scientifica pret a porter: quella che i cittadini non esperti, come me e come tanti, possono capire. In sostanza ci ha detto che:
- l'Italia non ha un piano energetico nazionale e pertanto non sappiamo con esattezza qual'è il nostro fabbisogno energetico;
- a fronte dell'attivazione di nuovi impianti di energia da fonti rinnovabili non c'è, come si potrebbe supporre, un'equivalente riduzione di produzione di energia da combustibili fossili;
- contrariamente a quanto avevamo inteso, e cioè che il fotovoltaico sarebbe stato incentivato soprattutto per l'autosufficienza energetica dei singoli edifici, il sistema degli incentivi determina business per chi possiede terreni (meglio se di dimensioni piuttosto importanti) o li ha (casualmente) recentemente acquisiti; poichè gli incentivi sono i più alti al mondo, chi è in grado di affrontare l'investimento tende a convertire un insediamento industriale o "terreni agricoli" in "terreni energetici": il caso illustrato è quello de "La Perla" (produttore di intimo di lusso) che ha venduto baracca (il marchio) e burattini (i lavoratori) ed ha installato un bel "campo di pannelli" da qualche milione di euro.
Compresa la cornice, allora ci si chiede perchè la politica (in particolare quella ambientalista) non si adoperi per:
- quantificare il fabbisogno energetico nazionale (sappiamo quanto ci serve) e stendere il relativo piano
- promuovere l'efficienza energetica non solo degli edifici (riduciamo i consumi)
- promuovere sistemi di autoproduzione di energia rinnovabile per gli edifici di nuova costruzione o in ristrutturazione (se consumo poco e ciò che produco viene da rinnovabile, ne ho da vendere - ! - e consumo sicuramente rinnovabile)
- sostituire l'energia sporca immessa in rete con quella pulita, sino alla completa eliminazione di quella sporca.
Capisco che si tratti di estrema semplificazione ma, messo così, è anche più chiaro il legame tra le rinnovabili, il consumo di suolo e il paesaggio. Consumo di suolo e impatto sul paesaggio limitati e se, solo, e fino a quando è necessario per abbattere le emissioni di CO2.
Perchè se no uno non capisce come mai "certi ambientalisti" siano  contro le rinnovabili.
Mentre invece è molto chiaro perchè chi fa business accolga l'invito ad investire sulle rinnovabili che, paradossalmente, possono non essere sostenibili.
Poi c'è la zona grigia... ma quella c'è sempre.
Delle relazione energia/sostenibilità e ambientalismo/business abbiamo trattato anche qui e qui.
 p.s.: dalla newsletter di un fornitore di "energia verde":
  
04.11.2010
Sostituire le coperture in amianto con i pannelli solari
conviene sempre di più

Un premio del 5% in più rispetto agli incentivi già in vigore secondo il nuovo Conto Energia...

fonte: Corriere.it

19.11.2010
Energia solare, Campoformido è da record

 
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Tra le eccellenze emerge sicuramente l'impianto frangisole di Ara srl realizzato da Green Energy Solution srl, che con i suoi 160 KW di potenza è il primo impianto fotovoltaico di questa taglia e tipologia in tutto il Friuli Venezia Giulia.

fonte: Messaggero Veneto

24.11.2010
Il fotovoltaico dà reddito agrario 

I produttori agricoli, per l'attività di produzione di energia da fonte fotovoltaica, dichiarano il solo reddito agrario previsto dall'articolo 32 del Tuir se rispettano i requisiti dettati dalla circolare 32/E del 6 luglio 2009. Possono dichiarare il reddito agrario anche le società agricole – citate nell'articolo 2 del decreto legislativo 99/2004 (Snc, Sas, Srl) – che abbiano optato per la determinazione del reddito su base catastale in base al comma 1093 della legge 296/06...

fonte: IlSole24ore

25.11.10
Rovigo, capitale europea del fotovoltaico

I numeri sono impressionanti: 280 mila pannelli fotovoltaici in una superficie di 850 mila metri quadri su un'area industriale abbandonata da otto anni tra i Comuni di San Bellino e Castelguglielmo, in provincia di Rovigo. Potenza di 80 megawatt nominali e 70 effettivi, in grado di fornire energia elettrica a 16.500 abitazioni ed evitare di immettere ogni anno 40 mila tonnellate di anidride carbonica nell'atmosfera...

fonte: Corriere.it
 

2 commenti:

Daniela Patrucco ha detto...

p.p.s Al Gore e, seppur tardiva, la corretta valutazione degli interessi che perseguiva. Si possono prendere appunti:
«L’uso dell’etanolo è stato un errore: il guadagno della riconversione energetica è, nel migliore dei casi, molto basso».
«Feci questo errore perché prestai particolare attenzione agli agricoltori del mio Tennessee. E a quelli dell’Iowa: perché
allora correvo per la presidenza ».

Anonimo ha detto...

Il fotovoltaico
che deturpa il territorio
Fabio Baldrati
Alfonsine (Ravenna)
APPRENDO che la provincia di Ravenna
(dove vivo) vanta il primato
dell’energia fotovoltaica. Sarà pure
un bel risultato, ma il modo con
cui è stato raggiunto è molto discutibile:
intere campagne ricoperte
di specchi neri. Qui dalle mia
parti presto saranno “occupati”
circa 160 ettari con “coltivazioni”
di specchi scuri e tralicci zincati…
già oggi vi sono vedute “funebri” a
perdita d’occhio. Decine di nuovi
insediamenti attendono l’approvazione
per un totale di circa 900
ettari (così riporta la stampa locale).
E’ pazzesco: sembra che mangiamo
specchi neri… mica frutta e
ortaggi. Il “fotovoltaico” dovrebbe
andare sui tetti, secondo logica e
buon senso, non a sostituire l’agricoltura.
Questa è semplicemente
una nuova forma di speculazione
per pochi a danno di molti. Trovo
incredibile il “silenzio-assenso” di
certi “ambientalisti”. Sarebbero
queste le “fonti rinnovabili”? Intere
campagne trasformate in cimiteri?
Torri eoliche a deturpare
montagne e appennini? Qualcuno
fermi questa follia. Se c’è un ministro
dell’Ambiente, che faccia
qualcosa.
Lettera a Repubblica di oggi