mercoledì 17 novembre 2010

Dalle biomasse ai rifiuti illeciti: è il tema della fiducia.

Sette arrestati alla riso scotti energia che, come si legge dal sito internet, opera nell’ambito della produzione di energia elettrica e termica da fonti rinnovabili con avanzati impianti tecnologici per ridurre al minimo l’impatto ambientale e il consumo di fonti energetiche tradizionali nel pieno rispetto delle esigenze di un progresso biocompatibile. Così il FQ.
E' questa cosa per cui in Italia riusciamo a contaminare (nell'accezione negativa) in qualche modo qualsiasi azione che determina la sindrome Nimby di cui, apparentemente, soffriamo più che in altri paesi? Io credo di sì. Io credo che il problema stia nella nostra impossibilità a fidarci della nostra classe dirigente istituzionale e imprenditoriale. Questo per due ordini di fattori:
1) il livello di illegalità è talmente diffuso  e pervasivo che non si capisce bene perchè dovrei credere davvero che:  il nuovo waterfront della Spezia sarà realizzato senza speculazioni e con procedure trasparenti, senza infiltrazioni mafiose; la bonifica dell'ex area IP è stata fatta secondo norme e prescrizioni; la nuova discarica di Rocchetta Vara accoglierà sempre e solo il CDR di Saliceti; la collina di Pitelli sarà debitamente bonificata e messa in sicurezza prima che ci costruiscano il campo da Golf; politici e dirigenti stanno operando per il bene di Acam; alla Venere volevano davvero fare un Hotel e non dei mini appartamenti; la lobby dell'eolico vuole promuovere l'uso di energia rinnovabile; eccetera..
2) il livello di opacità delle P.A. e delle imprese è talmente elevato che non si hanno mai in mano elementi per poter valutare che le cose saranno/sono state fatte come da prescrizioni normative. 
3) il livello di inadeguatezza delle P.A  nella istruzione delle pratiche amministrative o la tentazione continua, anche delle imprese, di ricorrere a scorciatoie che determinano spesso la sospensione degli atti stessi.
Abbiamo dunque il problema della fiducia e sappiamo che potersi fidare, nella società del rischio, è condizione necessaria. Sembra un paradosso ma, come spiegava Beck, salgo su un aereo perchè, pur non sapendo nulla del suo funzionamento, ho fiducia che il pilota lo saprà far decollare e atterrare. Allo stesso modo pago la bolletta dell'energia elettrica (ho fiducia che i conteggi siano esatti) e quant'altro. In questi casi, tuttavia, la fiducia deriva dalla mia incapacità di realizzare autonomamente ciò che acquisto (pilotare un aereo, conteggiare il gas) e dalla conseguente mia volontà di non rinunciarvi.
Al contrario in tutti i casi in cui, in virtù delle tre ragioni espresse più sopra, sento di non potermi fidare allora mi oppongo e così nasce il rifiuto della discarica, del termovalorizzatore, del waterfront, dell'outlet di Brugnato, del progetto Marinella, del progetto Botta, delle promesse elettorali e chi più ne ha...
P.S. La mancanza giustificata di fiducia, secondo me, è la ragione vera per cui sarebbe giustificato anche il proliferare dei ricorsi al Tar, ad esempio ligure (se ci si potesse fidare del fatto che chi li presenta non lo faccia per raggiungere fini diversi da quelli dichiarati).
Capito il dottor Scotti?

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