domenica 28 novembre 2010

Bavaglio locale o dietrologia? E i fatti?

Sul SecoloXIX del 27 Novembre, annunciato in prima pagina come una storia leghista (i matrimoni costano di più per gli extracomunitari, apparentemente immigrati), c'è uno "spot gratuito" di un'intera pagina che propaganda i matrimoni alle 5 Terre: meglio se a Monterosso al Mare.
Nelle pieghe dell'articolo, poi, si estende la promozione a tutto il territorio: geniale. Il sindaco Betta si difende:
«Mai avuto critiche o lamentele. Del resto nessuno è obbligato a sposarsi qui. Se uno viene apposta, spende chissà quanto: dunque può pagare anche la tariffa. Del resto Monterosso è impareggiabile. Oltre al Comune, ci si può sposare a Villa Montale, al Buranco. Stiamo valutando le candidature dell’Eremo della Maddalena e di Torre Aurora. Non è questione di prezzo». Se Monterosso differenzia i costi, non così Lerici, altro centroturistico di raro fascino: il sindaco Emanuele Fresco sposa tutti gratis. In sala consiliare, celebra senza costo alcuno in orario di servizio: nei festivi c’è la spesa di 100euro (ma per tutti), mentre le location panoramiche dell’ex oratorio in Selàa a Tellaro e del castello di San Terenzo stanno sui 500 euro nei feriali, 600 nei festivi. «Tutti uguali – sottolinea Fresco – il matrimonio è un servizio: non mi sognerei nemmeno di far pagare di più ad un cittadino extracomunitario....».

Possiamo dire che il SecoloXIX ha accontentato tutta la provincia, facendo anche un po' del lavoro che dovrebbe fare l'STL. O quello che ai bei tempi faceva il Parco? Certo al parco promuovevano Riomaggiore, mica Monterosso... lascio, ginepraio in vista. Forse la giornalista aveva in un primo tempo contattato il sindaco di Monterosso per chiedergli conto delle notizie pubblicate da Alessandra Fava sul Manifesto del 24. Poi, si sa, una cosa tira l'altra ed hanno rimandato? Certo quello delle trenta villette a Monterosso non è più uno scoop, considerato che ne ha trattato ampiamente la Fava, ma la stampa locale su questo poteva approfondire un po'. Nulla. Silenzio bipartisan, anzi di più: non il Secolo, non la Nazione, non la Repubblica, non Cronaca4, non CittàdellaSpezia. Mi si passi il gioco di parole: non gliene è importato una "fava" a nessuno. 

Brava Alessandra, che leggerete sul Manifesto online se non l'avete comperato, e che attaccava così:
«30 villette e un parcheggio in arrivo alle Cinque Terre»: e la chiamano edilizia abitativa sociale.
il manifesto, 24 novembre 2010, pag. 15 - Alessandra Fava
Una colata di cemento è in arrivo a Monterosso, Vernazza e Riomaggiore, nel cuore del parco delle Cinque terre. Merito del piano regolatore comunale e di una variante paesistica ancora in discussione. Ufficialmente si chiama «edilizia residenziale sociale». In pratica si tratta di speculazione immobiliare, anche in territori a rischio frane. E la regia politica è bipartisan. 
... L'idea delle trenta casette parte con la giunta precedente e lo stesso sindaco di oggi, Angelo Maria Betta. Alla fine di marzo del 2009 la giunta emanazione di una lista civica di centro-destra approva una «riqualificazione urbana dei percorsi protetti per i nuovi alloggi Ers». Arrivano le elezioni e a luglio 2009 s'insedia un'altra giunta monocolore di centro-destra, formalmente presentata con la lista civica "Per Monterosso", capitanata sempre da Betta, che riesce a ramazzare 911 su 1.136 votanti (99 schede bianche e 126 non valide) in un comune di millecinquecento abitanti: un vero plebiscito. Per di più l'elezione per la prima volta avviene senza una lista concorrente. Alla fine la giunta è tutta della lista civica di centro-destra. Il consiglio comunale tutto destra e centro-destra, con due indipendenti ma di destra. 
L'articolo è molto documentato tecnicamente, e d'altra parte si sa le querele sono sempre in agguato da quelle parti quindi meglio viaggiare con l'elmetto. Forse Grondacci vorrà commentarlo nel merito prossimamente. Per parte mia vorrei approfittarne per rievocare le circostanze dell'elezione del sindaco Betta, con l'assenza di una lista di centrosinistra. Ne avevamo trattato nell'ambito del tema più generale delle ultime elezioni amministrative, in particolare qui e qui.

p.s. il Manifesto, per chi non lo acquista abitualmente, è scaricabile online anche in unica copia, purtroppo, mi pare, non gli arretrati.

1 commenti:

Carlo ha detto...

Ma è possibile parlare di elezioni democratiche se si presenta una sola lista?
Cosa prevede la legge a tale proposito?