lunedì 1 novembre 2010

5 terre: Bonanini, un punto cardinale

Quella riportata è una lettera di Fabio Renzi , segretario generale di Symbola e pubblicata su cittadellaspezia. Per non ripetermi, mi astengo dal commentarla ma ne ho evidenziato alcuni passaggi.
Esattamente un mese fa una tempesta si abbatteva sul Parco Nazionale delle Cinque Terre. Così impetuosa da costringere Franco Bonanini alle dimissioni da Presidente dello stesso. La cosa alla quale teneva di più, tanto da declinare nei mesi passati la vantaggiosa proposta (certamente dal punto di vista economico) di diventare consigliere o assessore regionale per continuare a impegnarsi nel progetto della sua vita. Salvare le Cinque Terre dal degrado e dall'abbandono. Riscattarle da un passato di povertà e di marginalità grazie a un progetto capace di valorizzarne l'identità umana, culturale e paesaggistica. E questo significa prima di tutto e soprattutto impegnarsi in un'opera folle, disperata e visionaria come quella di recuperare i terrazzamenti. Chi, probabilmente malevolmente, ha affibbiato a Bonanini l'epiteto di Faraone a suo modo ha colto nel segno. Chi si sarebbe impegnato in un'opera simile? Chi avrebbe mai fatto di tale obiettivo il metro con il quale essere misurato? Chi avrebbe mai immaginato possibile su quelle pareti verticali in muratura a secco rilanciare la viticoltura, l?'olivicoltura e sviluppare nuove colture officinali e orticole per le produzioni biologiche alimentari e cosmetiche del Parco? Chi avrebbe pensato possibile mettere in piedi un sistema di imprese e cooperative nei settori dell'agricoltura, del turismo e della comunicazione in grado di dare lavoro a centinaia di ragazzi e ragazze? Chi avrebbe creduto nella nascita di tanti nuovi e giovani produttori di vino capaci di affermarsi grazie alla loro dedizione e qualità? Come sperare che in Italia nel giro di appena un decennio si sarebbero realizzate tante opere pubbliche in cinque piccoli centri abitati a ponente di La Spezia: centri visite, asili nido, ostelli, caserme, ascensori e rampe con la progressiva eliminazione delle barriere architettoniche? Come pensare di costruire sopra la ferrovia una piazza dove poter far giocare i bambini della vicina scuola elementare? Chi si ricorda quando a Volastra chiuse l'ultima attività commerciale e il Parco ne acquistò la licenza per evitare la morte del borgo? E' forse la stessa oggi Volastra? E la marina di Manarola com'è, oggi com'è? Come sono la galleria di Monterosso e il porto di Vernazza? E i barconi fanno ancora quello che vogliono o sono costretti a rispettare le normative di tutela della Riserva Marina? E i turisti che scaricano non mangiano e non soggiornano forse meglio di un tempo, grazie ai ristoranti e agli albergatori che aderiscono al marchio di qualità ambientale voluto dal Parco? Il lavoro sulla qualità dei prodotti avrà significato qualcosa, come nel caso del disciplinare per le acciughe di Monterosso? Chi avrebbe mai immaginato di vedere milioni di turisti scarpinare lungo i sentieri affacciati sul mare? Qualcuno avrebbe creduto alla nascita di un sistema di promozione e di offerta turistica dalle Cinque Terre ai Parchi del Magra, delle Alpi Apuane e dell'Appennino Tosco Emiliano? Alla possibilità di lavorare con la Val di Vara? Forse qualcuno si ricorda cosa erano le Cinque Terre e la Val di Vara dieci anni fa? Chi avrebbe scommesso che le Cinque Terre potevano affermarsi come una delle mete internazionali del turismo ambientale e culturale più prestigiose? Nel 2009 sono state vendute ben 850mila 5terre card. Risorse in gran parte destinate a essere investite sulla tenuta idrogeologica, produttiva e paesaggistica dei terrazzamenti. Recuperarli per salvare le Cinque Terre, per evitare che queste diventino prima una cartolina e poi un mare di fango e di detriti sui borghi marinari sottostanti. Come purtroppo siamo abituati a vedere nel nostro Paese. Mentre non siamo riusciti a vedere un progetto che per intensità, continuità e genialità possa avvicinarsi a quello avviato alle Cinque Terre. Sì, anche genialità. Dalle norme che permettono il riutilizzo degli annessi agricoli vincolando i proprietari a svolgere direttamente o a sostenere la conduzione del fondo. In dieci anni sono stati così recuperati circa dieci ettari di terreni terrazzati. Al gemellaggio con La Grande Muraglia Cinese, sulla base dell'assunto che sommando la lunghezza dei singoli muretti delle Cinque Terre si raggiunge un chilometraggio maggiore di quello del ciclopico sistema difensivo imperiale. Uno dei tanti riconoscimenti che negli anni hanno visto crescere a livello internazionale il prestigio e l'autorevolezza delle Cinque Terre e del suo Presidente. Come dimostrano le collaborazioni con il Parco Nazionale di Fiordland in Nuova Zelanda, con quello delle Blues Mountains in Australia e con l'Isola di Pasqua. Così come altrettanto importanti sono i rapporti con le Università della Monash di Melbourne, della statunitense Syracuse e di Monaco o con la Deputazione di Barcellona e le tante aree protette che in questi anni hanno preso le Cinque Terre a esempio. Per non parlare di giornali, televisioni e riviste. Dalla CNN a Lonely Planet che nell'edizione del 2010 posiziona le Cinque Terre al primo posto tra i più belli tra i rifugi di mare europei, dove godere del mare e del paesaggio mantenendosi lontano dalla calca delle spiagge d?estate. Dagli inglesi The Guardian ed Herald Tribune, al Traveler del National Geographic che vede le Cinque Terre al terzo posto nella Top Ten Walks and Hiking Tours? E' evidente quindi che la vicenda del Parco Nazionale delle Cinque Terre non è riducibile alle cronache delle beghe paesane e delle cordate politiche locali o nazionali. Quanto dovrebbe essere grande ed esteso il sistema delle connivenze per condizionare testate giornalistiche e televisive internazionali, prestigiosi dipartimenti universitari e soprattutto per imporre a milioni di turisti da tutto il mondo di percorrere la Via dell'Amore? In attesa di quello che sarà l'esito del processo siamo convinti che l'esperienza di questi anni rimane entusiasmante per la sua qualità e per l'intensità e la passione dei molti che vi si sono dedicati a partire da Doriano Franceschetti e Luca Natale, dal Presidente della Comunità del Parco e storico sindaco di Vernazza Girolamo Leonardini e da Angelo Betta, Vicepresidente del Parco e sindaco di Monterosso.. E siamo certi che le idee e le intuizioni di Franco Bonanini rimarranno comunque un imprescindibile punto cardinale per tutti noi e specialmente per la gente delle Cinque Terre.
Fabio Renzi, segretario generale Symbola - Fondazione qualità italiana 

5 commenti:

Marco Grondacci ha detto...

legambiente è una associazione che rappresenta bene quello che è diventata oggi la politica ufficiale anche a sinistra. Se voi andate a vedere la evoluzione politica e professionale della stragrande maggioranza di quelli che sono stati i dirigenti nazionali di questa associazione, nata per contaminare di ambientalismo la sinistra storica (PCI e PSI degli anni 80 dello scorso secolo) potrete capire come detta associazione sia diventata un postificio sistematico: c'è chi è diventato presidente dell'enel o di importanti aziende energetiche pubbliche e private, chi è diventato deputato e leader politico, chi invece ha usato le pubbliche relazione acquisite con la militanza nella associazione per crearsi la propria aziendina che sfrutta il mercato delle consulenze ambientali. Fabio Renzi appartiene a questa ultima. Tutti questi personaggi rendono vana la attività di centinaia di militanti della legambiente che invece sul territorio si battono con onestà per difendere l'ambiente. Questi sembrano sempre di più ogni giorno che passa strumenti passivi per le carriere della cricca che si è impadronita da tempo di questa associazione nata con fini e padri nobili (Laura Conti, Enzo Tiezzi, Giovenale per fare solo alcuni esempi) e finita per avere tra le propria fila, con responsabilità nazionali rilevanti, chi giustifica la illegalità ed un sistema di potere fondato sulla arroganza e sull'annientamento/isolamento degli avversari pur di difendere qualcuno della propria cricca.
So già cosa diranno i vari responsabili attuali di Legambiente a cominciare da quelli liguri: "Fabio Renzi non ha più cariche di responsabilità nella associazione". D'altronde, direbbero sempre gli attuali dirigenti di legambiente, anche Realacci nella sua intervista di qualche settimana fa, dove invece che riflettere su ciò che era emerso sull responsablità di Bonanini e c. avanzava dubbi sulla buona fede e le capacità della magistratura inquirente spezzina come il peggiore dei berluscoidi, non è più presidente di legambiente (lo è onorario manco fosse un premio nobel per la scienza o la medicina sic!).
Allora cari dirigenti attuali di Legambiente se davvero pensate che questi personaggi (Renzi, Realacci) non rappresentano più il vostro pensiero anche sulla vicenda 5 Terre fate una cosa semplicissima: mandateli a quel paese pubblicamente, prendete posizione....... cosa è che vi blocca fateci capire?

Anonimo ha detto...

Se la qualità Italia è quella di Simbolia, allora teniamoci stretti.

andrea ha detto...

Questo signore è un provocatore e l'ignoranza delle cose di cui scrive si evince dalla retorica di cui le sue parole sono impregnate.
Ed è altrettanto evidente che questo signore non ha letto neppure una pagina dell'ordinanza nè una parola scritta dagli abitanti di Riomaggiore in queste settimane.
Oppure è in completa malafede.
Colgo l'occasione per ricordare agli editori di Cittadellaspezia.com che sulla loro pagina che pubblica questa lettera, all'immediata destra di essa, stanno ospitando il banner pubblicitario delle attività del Parco delle 5 Terre. Ricordiamo che queste attività sono state fondate su un terreno amministrativo completamente falsato dall'attività criminosa del gruppo dirigente che adattava a proprio uso e consumo le norme emanate nell'ambito del Comune di Riomaggiore.
Continuare a sostenere queste persone, responsabili di un ventennio di crimini gravissimi è un insulto all'intelligenza delle persone, al lavoro della magistratura ed è un grottesco tentativo di restaurazione che abbiamo il dovere di ostacolare con ogni mezzo civile.

Marco Grondacci ha detto...

Franco Bonanini membro del comitato promotore di Symbola;
Aldo Cosentino membro del comitato scientifico di Symbola;
Fabio Renzi segretario generale di Symbola......

Un triangolo curioso! forse varrà la pena approfondire.......

Anonimo ha detto...

Sull'appartenenza di Renzi e Bonanini alla associazione Symbola
nulla si può dire.
Diversa è la posizione del commissario Cosentino.Le sue dichiarazioni di solidarietà agli inquisiti sono anteriori alla sua
nomina.La sua appartenenza al comitato scientifico di Symbola è a
maggior ragione sicuramente anteriore.
Ma ora,a posteriori,alla luce di quanto emerso dalle indagini,dai bilanci,ma soprattutto nel rispetto del suo
ruolo,non sarebbe il caso che ridimensionasse le sue esternazioni di stima.Le opinioni ed i ruoli possono cambiare alla
luce degli accadimenti,ma i conflitti di interessi,quando
emergono,vanno rimossi.Vero che non
si può gettare"il bimbo con l'acqua sporca",ma non si può in
contemporanea essere calciatore ed
arbitro.
Circa la legibilita del bilancio di un Parco nazionale,chiedo al
commissario di divulgarlo in veste ampia e comprensibile anche per noi semplici cittadini:altrimenti sarà tutto come prima.La ringrazio.
Enrico Pandolfo.