martedì 9 novembre 2010

5 Terre: Attenzione al Piano del Parco!

In una intervista a Il Manifesto dello scorso 6 novembre, il Commissario del Parco delle 5 Terre, afferma che sta seguendo il piano del parco e che appena la Regione avrà effettuato le sue osservazioni lo passerà ai Comuni per una ulteriore verifica, come dire che sta lavorando tra le altre cose anche per accelerare la approvazione di quello che è lo strumento principe per il governo del territorio del Parco.

Ora il Commissario anche qui, come già fatto per i bilanci, dimostra una certa imprecisione amministrativa (voluta?), infatti dimentica o rimuove alcuni passaggi e aspetti amministrativi fondamentali che riassumo di seguito:

1. In primo luogo rimuove un dato di fatto: il piano di cui parla è stato adottato con delibera della Giunta Regionale del 24/5/2002! Cioè una era geologica fa in termini amministrativi, ambientali, territoriali, economici etc.
2. In secondo luogo, dimentica che quel piano intanto andrebbe sottoposto ad una completa revisione secondo le recenti normative a cominciare dalla valutazione ambientale strategica dei piani /programmi a rilevanza ambientale che guarda caso prevede una struttura del piano e della documentazione da allegare completamente diversa e soprattutto un forte coinvolgimento del pubblico (quindi non solo degli enti locali) fin dall’avvio della predisposizione del piano. Insomma il piano a suo tempo adottato non è solo superato nel merito ma è illegittimo se approvato con l’attuale contenuto.
3. In terzo luogo rimuove che il piano adottato nel 2002 non è più in vigore neppure in termini di regime transitorio. Sul punto si veda TAR Liguria sentenza n.1453/2008 che ha bocciato un diniego di nulla osta da parte dell’Ente Parco 5 Terre, diniego fondato sul Piano del Parco adottato ma non approvato in via definitiva. Secondo il TAR al Piano del Parco adottato si applicano le norme urbanistiche generali che ne fanno venire meno la efficacia, trascorsi 5 anni dalla adozione senza successiva approvazione in via definitiva (comma 3 articolo 12 del TU edilizia).
4. In quarto luogo rimuove una riflessione rilevante, se letta alla luce della recente inchiesta giudiziaria, per cui la mancata approvazione in via definitiva del piano del parco (doveva essere approvato entro 24 mesi dalla istituzione dell’Ente Parco, vedi DPR 6/10/1999 ) ha permesso un amplissimo potere discrezionale agli uffici del parco e soprattutto al suo Presidente nonché al responsabile dei procedimenti edilizi e/o territoriali in materia di rilascio del nulla osta. La sentenza TAR Liguria, sopra richiamata ha certamente limitato questo esercizio illegittimo dei poteri urbanistici dell’Ente Parco ma è arrivata solo nel luglio 2008, mentre fino ad allora chi ha gestito il Parco ha potuto interpretare a suo piacimento i poteri di pianificazione del territorio dell’area protetta, visto che applicavano le misure di salvagurdia del piano adottato e scaduto da oltre tre anni e non quelle più rigorose della normativa nazionale.

Alla luce di quanto sopra viene da chiedersi intanto a quale Piano del Parco si riferisca Cosentino, quello adottato ed ormai non più efficace come ha dimostrato il TAR Liguria? Quello che non tiene conto della procedure di valutazione del diritto della UE?

Quanto evidenziato fino ad ora getta una ombra sinistra su tutta questa accelerazione improvvisa da parte di un Commissario che dovrebbe solo limitarsi a gestire la ordinaria amministrazione. Viene soprattutto da chiedere al Commissario Cosentino perché, nella sua qualità di massimo responsabile amministrativo della vigilanza sulle aree protette nazionali, non ha in tutti questi anni attivato, insieme con i vari ministri dell’ambiente che si sono succeduti, l’esercizio dei poteri sostitutivi contro l’Ente Parco, visto il gravissimo ritardo di questo ultimo e della Regione Liguria nella approvazione del Piano del Parco? Questi poteri esistono fin dal 1991 anno di approvazione della legge quadro sulle aree protette. Perché si sono fatti passare oltre 11 anni ( 8 se consideriamo il riferimento alla semplice adozione del Piano che non è certo una approvazione come è noto) senza fare nulla? E perché proprio ora che dopo l’Inchiesta giudiziaria i responsabili dell’ente Parco sono stati costretti a dimettersi, il Commissario vuole accelerare la approvazione di un Piano superato ed in contrasto sotto il profilo procedurale e dei contenuti con le recenti norme comunitarie ambientali e con la stessa normativa urbanistica nazionale? Un Piano peraltro predisposto da coloro che ora sono sotto inchiesta della magistratura.

Ecco quindi che come sui bilanci anche sul Piano del Parco ci aspettiamo chiarimenti e precisazioni puntuali facendola finita con una trasparenza per ora solo dichiarata e quasi per niente praticata.

P.S.
Premio faccia di bronzo al geometra Graziano Tarabugi. In uno dei vari interrogatori a cui è stato sottoposto dopo l'arresto ha dichiarato: "Il piano del parco è scaduto, non valgono le norme di salvaguardia". Se ne è accorto solo ora che lo hanno arrestato, quando si dice il valore pedagogico della norma penale.....

2 commenti:

Anonimo ha detto...

"(...) appena la Regione avrà effettuato le sue osservazioni lo passerà ai Comuni per una ulteriore verifica". Ne deduco - ma potrei sbagliare - che le puntuali riflessioni del dott. Grondacci dovrebbero trasformarsi in altrettante osservazioni almeno da parte della Regione Liguria, se non anche da parte dei Comuni. O dobbiamo aspettarci che tutti continuino a girarsi dall'altra parte? Elena

Anonimo ha detto...

"il valore pedagogico della norma penale..... " è fantastico !!!
Almeno questa operazione a qualcosa è servita.