martedì 26 ottobre 2010

Un faraone alle 5 Terre: io mi ricordo, do you? (3)


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Tuttavia, prima di "ricordare" cosa successe dopo la mia prima personale parentesi è importante dare conto di  come la discussione sul Villaggio Europa e sulle 5 Terre prese avvio, considerato che come sempre la stampa tende a rimuovere e a rimescolare le carte in gioco (le carte da gioco, ora solo accennate, torneranno in questa storia).

Il 5 Agosto 2006 Maurizio Maggiani pubblicò la sua risposta ad una lettera del Comitato per le 5 terre, costituitosi proprio in contrapposizione al progetto del Villaggio Europa, nella quale fece una perfetta sintesi (come di recente) della situazione del Parco delle 5 Terre e delle conseguenze che la gestione del faraone avrebbe potuto determinare.
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Dal 5 al 27 Agosto i cittadini/lettori espressero posizioni differenziate (ritengo anche in virtù di una selezione a cura del SecoloXIX che fornisse le differenti posizioni), al contrario dei rappresentanti di quello che io chiamo "l'ambientalismo istituzionalizzato" che si schierarono allora come ora "allineati e compatti" in difesa di... loro stessi. Evidentemente il primo degli illustri a reagire fu Roberto della Seta, allora Presidente Nazionale di Legambiente che replicò a Maggiani:
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In questa fase del racconto scelgo di non fare commenti ai documenti in quanto, alla luce dei fatti, mi pare che risultino sufficientemente chiari per chiunque. A mio avviso  è importante che siano nuovamente pubblicati  perchè, come spesso accade, accendono una luce sulle dichiarazioni che rilasciano oggi gli stessi soggetti:
dal Corriere della Sera del 28 Settembre 2010 Sono subito arrivati gli attestati di stima e la solidarietà di Legambiente, di Ermete Realacci, e dei senatori 'ecodem' del Pd Roberto Della Seta e Francesco Ferrante: «Rispettiamo il lavoro della magistratura - scrivono in una nota questi ultimi - ma l'arresto di Bonanini ci pare francamente assurdo. Conosciamo Bonanini come una persona per bene, che con passione e intelligenza ha fatto del suo territorio un modello di sostenibilità e una meta turistica d'importanza mondiale. Siamo certi che Bonanini - concludono - chiarirà immediatamente la sua posizione, e speriamo che i veleni che hanno lambito la polizia giudiziaria spezzina negli ultimi tempi non abbiano avuto nessun ruolo in questa vicenda». Salvo omettere di affrontare l'argomento sui loro siti internet istituzionali. Sì, perchè da "ambientalisti istituzionali" che erano, nel frattempo sono diventati senatori della repubblica.

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3 commenti:

Anonimo ha detto...

I quotidiani locali che con notevole solerzia,avevano raccolto a caldo le opinione di"illustri ambientalisti"
perchè,per la corretta informazione,non intervistano
ora quei difensori ad oltranza.
Ora con le confessioni raccolte
e con le strategie di controllo
del territorio svelate,ci diano
la loro ricostruzione dei fatti.
In questa nuova occasione magari
ci confermino la loro buona fede. Enrico Pandolfo

Daniela Patrucco ha detto...

I quotidiani locali scrivono (il minimo indispensabile) e dimenticano. Se così non fosse non sarebbe necessaria quest'operazione "memoria" alla domanda "do you?" nessuno risponde...

Anonimo ha detto...

Dalla Carta dei doveri del giornalista, sottoscritta dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana l’8/07/1993, per promuovere e rendere più saldo il rapporto di fiducia tra gli organi d'informazione e i cittadini italiani:
"(...) Il giornalista deve rispettare, coltivare e difendere il diritto all'informazione di tutti i cittadini; per questo ricerca e diffonde ogni notizia o informazione che ritenga di pubblico interesse, nel rispetto della verità e con la maggiore accuratezza possibile. Il giornalista ricerca e diffonde le notizie di pubblico interesse nonostante gli ostacoli che possono essere frapposti al suo lavoro e compie ogni sforzo per garantire al cittadino la conoscenza ed il controllo degli atti pubblici. La responsabilità del giornalista verso i cittadini prevale sempre nei confronti di qualsiasi altra. Il giornalista non può mai subordinarla ad interessi di altri e particolarmente a quelli dell'editore, del governo o di altri organismi dello Stato. (...)". Elena