mercoledì 6 ottobre 2010

Dissesto idrogeologico, buona amministrazione e trasparenza: c'è un nesso?

Lunedì scorso la Liguria di Ponente è stata devastata dall'acqua e dal fango. Tra le 10 e le 11 percorrevo l'autostrada da Genova a Savona e pareva di essere in Valle d'Aosta in primavera, quando la neve si scioglie e le cascate d'acqua sgorgano dalle montagne. Una quantità d'acqua incredibile scendeva da ogni dove, preferibilmente attraversando le aree evidentemente oggetto di incendi in cui nulla (non gli alberi che non ci sono più) poteva trattenerla nè rallentarne la corsa. Al ritorno, nel pomeriggio, l'autostrada era invasa in più punti da frane e alberi e alcuni distributori di benzina sommersi da acqua e fango. E questo è un piccolo flash ciò che è successo:

Dal sito meteogiornale propongo questa riflessione: "La domanda che molti si faranno è se si sarebbe potuto fare qualcosa per evitare le esondazioni dei torrenti e i danni che hanno causato. La risposta non è banale: non c'è dubbio che mantenendo in ordine la rete fognaria, i sistemi di drenaggio dell'acqua, facendo una pulizia programmata dei torrenti ed anche dei piccoli rivi non solo nei tratti urbani ma anche in quelli collinari, risolvendo alcune situazioni note relative soprattutto ad alcuni sottopassaggi che si allagano ad ogni precipitazione un po' più intensa, demolendo alcune costruzioni edificate "dentro" i torrenti (di alcune di queste la demolizione è attesa da ben 18 anni!), ampliando dove possibile la portata massima dei torrenti, si ridurrebbero al minimo i rischi di esposizione alle piogge torrenziali che talvolta interessano Genova; ma non c'è nemmeno dubbio sul fatto che superata una certa soglia di precipitazione non c'è opera idraulica o di prevenzione che possa contenere il deflusso delle acque, è il terreno stesso che viene messo in condizioni di non poter ricevere altra pioggia e che reagisce causando frane e inventandosi nuovi percorsi per rivi e torrenti e la miglior difesa sono i fitti boschi che coprono le colline."
E' chiaro dunque che si può prevenire e contenere ma poi ci sono gli "eventi eccezionali". Pare logico dedurre che se non c'è prevenzione è possibile che gli "eventi eccezionali" si possano verificare con maggiore frequenza e minore eccezionalità.
Meno di un mese fa, ad Atrani, è esondato il torrente Dragone che si è infilato tra le case del paese travolgendo tutto ciò che incontrava:
 
Evento eccezionale? certamente. Eccessiva cementificazione? probabilmente, considerato che il torrente non aveva altro sbocco se non l'abitato. Opere idrauliche insufficienti? forse.

Dallo scorso Martedì siamo alle prese con l'ordinanza di custodia cautelare che ha portato all'arresto di una decina di amministratori delle 5 terre variamente accusati di aver realizzato atti amministrativi falsi per "distrarre" finanziamenti dagli scopi per i quali erano concessi ed utilizzarli, a seconda dei casi, per altre opere pubbliche o per scopi privati. E' stato pubblicato di tutto e di più, dai giornali e da questo blog, con riferimento alle varie implicazioni giudiziarie che stanno emergendo: truffa ai danni dello stato, falso ideologico, minacce e intimidazioni... insomma di tutto.
Coloro che da anni si battono per avere accesso ai Bilanci dell'Ente Parco delle 5 terre, sostenendo che dai Bilanci si possa valutare se e quanto l'Ente Parco ha investito/investe nella manutenzione del territorio, si sono beccati una sonora pernacchia nell'ordine: dal tar, dal ministero dell'ambiente, dalla presidenza del consiglio e finanche dal consiglio di stato (sì, tutti scritti in minuscolo): chi per ignavia e chi sostenendo che un'associazione ambientalista non ha "interesse" ad acquisire informazioni amministrative per perseguire le sue finalità.
Oggi, che ci dobbiamo leggere centinaia di pagine di "ordinanza cautelare", apprendiamo dalla medesima che:

 " Franco BONANINI, con riferimento alla soletta del canale, spiegava che alcuni giorni prima gli avevano riferito che, quando vi transita un camion, trema tutto, sottolineando le problematiche che sarebbero insorte se fosse accaduto qualche incidente e, per comprendere meglio la situazione, chiedeva di guardare la pratica per vedere quale tipo di intervento avrebbero dovuto eseguire:
 ...
F: cioè se disgraziatamente se... hai capito succede un qualcosa eccetera...perché guarda un pò cos'era previsto...
G: il consolidamento della soletta... in calcestruzzo...
L: si... si...
...
In pratica il presidente BONANINI ed il geometra TARABUGI spingevano affinché venisse effettuato un intervento sotto il canale per mascherare il fatto che i lavori appaltati non erano stati realmente eseguiti, tant’è che il presidente intimava in modo categorico il fatto che tale intervento palliativo andava realizzato.."

Questo è un tratto di Via Discovolo, quella stessa via nella quale si sarebbe dovuto fare l'intervento di consolidamento della soletta in calcestruzzo. Secondo me, riguardando il video di Atrani non è difficile rilevare analogie nella conformazione dei due paesi, e peraltro la costiera amalfitana e le 5 terre possono essere annoverate nella stessa tipologia paesaggistica... (non mi spingo oltre non essendo un geologo nè un ingegnere idraulico).

Mi pare sufficientemente dimostrato da tutti questi eventi, se ce ne fosse stato bisogno, che il nesso tra la trasparenza e la buona amministrazione e il dissesto idrogeologico esiste eccome.
Ma tutto ciò è perfettamente sintetizzato in questo periodo dell'ordinanza: "...le provviste di denaro reperite illecitamente venivano impiegate non solo per consolidare il consenso politico davanti alla collettività, finanziando opere pubbliche ad alto impatto visivo,(è il caso di via Discovolo in cui il denaro erogato invece di essere speso per consolidare la soletta in cemento- danneggiata dall’alluvione- venivano spesi in parte per rifare la pavimentazione e l’illuminazione, peraltro interventi esplicitamente esclusi dal finanziamento), ma anche per sistemare questioni di carattere privato oppure per fare favori all’amico, al parente o alla persona dalla quale poi si possono ottenere protezioni e favori."
Che dire, forse dovremmo davvero smettere di guardare solo alla superficie delle cose (la pavimentazione, le lampade) ed iniziare a pretendere di avere accesso a ciò che ci sta sotto (la soletta). Ahinoi, questa è la famosa partecipazione: che implica un impegno personale costante non indifferente, un'assunzione diretta di responsabilità, la necessità di imparare a leggere e studiare cose che non avemmo mai pensato di dover capire (ordinanza giudiziarie, testi ambientali) solo perchè non avevamo messo in conto di dover prendere visione anche della soletta. E implica, soprattutto, la rinuncia al privilegio personale, alla protezione e al favore.
Questa è la Disneyland che vogliono i turisti, e questo è ciò di cui ci si è occupati dalla istituzione del parco nazionale ad oggi. Speriamo di cambiare marcia, e perchè no, anche andazzo.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

E' imbarazzante pensare che ci siano amministratori pubblici che invece di pensare alla sicurezza dei propri cittadini si occupano solo di ottenere il consenso. Ma parte della responsabilità è anche nostra che continuiamo a rieleggerli.

Sono stanco di sentire dire "tanto sono tutti uguali". Intanto cambiamo, poi giudicheremo.

Daniela Patrucco ha detto...

Non vorrei sembrare supponente ma credo fortemente che ogni popolo abbia i governanti che si merita: votiamo coloro nei quali ci riconosciamo e con cui possiamo identificarci. Che ci piaccia no, credo che questo sia.

Daniela Patrucco ha detto...

Ecco appunto, il Dott. Cosentino appena arrivato ha rilasciato un'intervista alla Nazione:
La sua prima impressione sulle Cinque Terre?
«Basta guardarsi in giro per vedere cos’è il Parco. E’ una bellezza naturale. Non c’è dissesto idrogeologico. C’è il segno di tantissimi progetti positivi. Le Cinque Terre costituiscono un valore non soltanto come patrimonio dell’umanità ma permettetemi di dire un valore economico rilevante».
Ecco, dott. Cosentino, con tutto il rispetto, il problema della 5 terre è che tutti quelli che ci sono passati negli anni si sono guardati in giro. Approfondisca, la prego, approfondisca almeno lei.

Anonimo ha detto...

ma cosa vuoi che approfondisca ....ieri alle 21 è entrato nel centro storico di Riomaggiore su una Panda bianca e lì l'ha parcheggiata.
Considerato che l'acceso al centro abitato è regolamentato dall'apertura di una sbarra dal lunedì al sabato, dalle 7 alle 19,00 ed esclusivamente per operazioni di carico e scarico.....bel rispetto delle regole.
Inoltre volevo segnalare la fondazione di un nuovo gruppo su facebook : VOGLIO ESSERE UNA PERSONA PULITA

Anonimo ha detto...

Bisognerebbe accompagnarlo a fare una passeggiata sui sentieri. Ma quelli veri non la via dell'amore asfaltata !!!