mercoledì 27 ottobre 2010

5 Terre: non lasciamo più soli coloro che combattono l’arroganza del potere!

In un recente post ho cercato di elencare, motivatamente, l’elenco dei responsabili della cattiva gestione dell’Ente Parco 5 Terre , precisando che questi non erano certo meno responsabili (da un punto di vista politico amministrativo) del Presidente del Parco 5 Terre e degli uomini che aveva intorno a lui; per questi ultimi peraltro alle suddette responsabilità si aggiungono quelle di avere creato un clima di intimidazione e di ricatto personale come emerge con chiarezza dalle indagini della PG e dalla ordinanza di custodia cautelare.

Ho scritto di responsabili sia nel post citato che nella mia intervista su Cronaca 4 e non di colpevoli come incautamente è stata intitolata questa ultima mia intervista. Il concetto di colpevole, per chi mastica un minimo di diritto, è legato principalmente alle responsabilità penali e quelle come ho detto anche nella intervista dovranno essere verificate dalla magistratura giudicante. Come si comprende chiaramente da chi ha visto la intervista io ho parlato di responsabilità politico amministrative nella gestione della governance dell’Ente Parco 5 Terre.

Ma questo post di Daniela mi ha fatto riflettere sulle ulteriori responsabilità politiche per l’assenza di adeguati anticorpi democratici nella società spezzina in grado di fermare in tempo utile la degenerazione del sistema di potere instaurato negli anni (quindi non solo negli ultimi mesi prima della apertura della inchiesta della magistratura) da Bonanini e c.

Il ricordo del Convegno organizzato da Legambiente nel salone della cattedrale di CristoRe mi porta a fare una ulteriore considerazione sulle responsabilità nel mancato controllo su Bonanini.
In quel Convegno nessun ambientalista, a parte i sostenitori entusiasti di Legambiente, intervenne per riprendere le critiche di Maggiani e di altri cittadini alla gestione del Parco.

Ora sulle responsabilità di Legambiente e delle associazioni ambientaliste nazionali (VAS esclusi), abbiamo sufficientemente scritto a partire da questo post, come pure nel post citato all’inizio.

Qui invece mi riferisco all’atteggiamento di sufficienza e noncuranza di molte personalità dell’ambientalismo spezzino (singole o associate che fossero) le quali pur non sostenendo pubblicamente Bonanini e c. ed anzi avendo di lui e della sua gestione una visione molto critica non la hanno mai espressa pubblicamente a cominciare da quel Convegno emblematico sopra citato.

Non mi interessa fare nomi in questo caso, come dire ognuno si assume le proprie responsabilità e le gestisce come crede, mi sento invece di ammettere che tra quei nomi c’è anche quello del sottoscritto; si certo io negli ultimi due anni (quindi ben prima della Inchiesta della magistratura ) ho avuto modo di criticare la gestione di Bonanini e c. anche pubblicamente e anche in questo blog e questo ha certamente giustificato, almeno moralmente, le mie critiche dopo l’arrivo della ordinanza cautelare.
Ma per onestà intellettuale devo anche precisare che la mia decisione di criticare pubblicamente è stata principalmente dovuta al fatto che ad un certo punto sono entrato in contatto con una serie di persone che la critica contro la gestione dell’Ente Parco la avevano esercitata ben prima e pubblicamente e la avevano e la stavano pagando privatamente: Daniela Patrucco, Alessandro Bordone, il circolo dei VAS delle 5 Terre. E’ indiscutibile che l’incontro con queste persone mi ha fatto comprendere con dati di fatto la gravità di quello che stava accadendo nelle 5 Terre, gravità che però era sotto gli occhi di tutti già da molti anni. Episodi che facevano capire cosa stava succedendo nelle 5 Terre c’erano già stati all’inizio degli anni 2000 come quello della cacciata del responsabile parchi di Legambiente regionale solo perché si era “permesso” di inviare una lettera critica sulla gestione del Parco 5 Terre al responsabile nazionale aree protette di detta associazione.

Allora la domanda che va posta, per chiudere il cerchio delle responsabilità, è: perché varie personalità dell’ambientalismo che pur non essendo mai stati sostenitori, ne pubblici ne privati, di Bonanini e c. nella loro gestione dell’Ente Parco, non hanno fatto della questione 5 Terre un terreno di intervento adeguato alla gravità di quello che stava accadendo?
La risposta è : per eccesso di politicismo. Negli ambienti dell’ambientalismo critico, della sinistra critica spezzina in quegli anni ha prevalso una logica di sottovalutazione della vicenda delle 5 Terre giustificata dal fatto che nel nostro territorio c’erano vicende più importanti da un punto di vista ambientale (centrale enel, rigassificatore, discarica di Pitelli ad esempio) e che tutto sommato in una provincia con tali problemi ambientali poteva sembrare “esagerato” per non dire “non pagante politicamente” attaccare la gestione di un Parco con una immagine così forte al di fuori della nostra Provincia. E’ questo ultimo pensiero in particolare che ha peccato di eccesso di politicismo.

Allora dalla vicenda della gestione del Parco delle 5 Terre emergono i seguenti insegnamenti che dovranno essere tenuti in debita considerazione (allo stesso livello di quelli politico amministrativi da me descritti nel post citato all’inizio), per evitare di ripetere gli errori che ora abbiamo tutti di fronte:

1. dove non c’è democrazia, dove c’è arroganza e clientelismo nella gestione del potere non ci può essere neppure sviluppo sostenibile adeguato, soprattutto non può esserci una economia sana.
2. un ambito territoriale gestito senza trasparenza anche se meno inquinato (in termini ambientali e sanitari) di altri, può produrre fenomeni di inquinamento della democrazia altrettanto gravi che possono corrompere la coscienza civile su scala vasta, nel caso 5 Terre: tutta la Provincia , la Regione (inteso come ente), associazioni ambientaliste a livello nazionale, regionale e locale.
3. una gestione di un ente anche se sostenuta da quasi tutte le associazioni ambientaliste non può essere solo per questo sostenibile, bisogna sempre andare a vedere cosa c’è dietro questo sostegno a prescindere da chi venga praticato.

Facciamo si che nel nostro territorio non accada più che qualcuno resti solo a combattere contro l’arroganza del potere.

7 commenti:

Daniela Patrucco ha detto...

Un po' di sana autocritica pubblica, di questi tempi merce molto rara, può solo fare bene.

Rilevo che lo stesso Forcieri fa autocritica, meglio, dà atto a coloro che avevano denunciato di essere stati nel giusto.
Politico raffinato? Certamente anche. Comunque, al momento, l'unico ad aver ritenuto di doverci spendere una parola. Chapeau.
Questo è il testo della sua risposta (che criticherò più tardi) ad una domanda rivoltagli a margine di un'intervista di Cronaca4 sul Waterfront.

"Presidente, un suo giudizio sulla questione Cinque Terre"

"Rimango sulla posizione assunta subito dopo aver appreso la notizia. Il lavoro di Bonanini è innegabile, la mia solidarietà umana va a lui e alla famiglia e mi auguravo che le cose che si sentivano fossero del tutto infondate. Devo dire che quello che è emerso, aldilà degli aspetti penali, nei quali non entro, prefigura un metodo inaccettabile della gestione della cosa pubblica. Certo che aveva prodotto risultati positivi, ma non si può essere macchiavellici, è proprio il metodo che non va bene, mi sarei aspettato una sorta di riconsiderazione autocritica anche da parte dello stesso Franco. La politica non ha vigilato? La politica vedeva solo i risultati, non il resto. Bisogna dare atto a coloro che avevano denunciato quelle cose."

Anonimo ha detto...

Da ormai un mese si scrive di tutto e di più sulla vicenda 5 Terre. La cosda che più mi colpisce è che i giornali locali: Secolo xix e Nazione stanno riempendo le pagine dei loro quotidiani e le locandine. Ma nessuna parola è stata sprecata per dire quante lettere non sono mai state pubblicate perchè dissenzienti nei confronti della gestione del Parco, e mai un articolo che mettesse in evidenza la mancanza di democrazia. Almeno un Confiteor potrebbero recitarlo.

Anonimo ha detto...

Ho letto con attenzione il post di Marco e devo dire che mi ha colpito per la riflessione, anche personale, di carattere critico ed autocritico su quello che si poteva fare e dire sulle 5 terre in passato; anch'io credo che, l'autocritica è e sarà doverosa per molti, a cominciare dal sottoscritto.
Devo però riportare a verità la vicenda richiamata da Marco sulla "cacciata" del responsabile regionale dei parchi di Legambiente: posso dire con piena cognizione che le cose non stanno così, non ci sono mai state riunioni e discussioni nelle sedi di Lgambiente a tutti i livelli non solo che si siano concluse con questa "cacciata" ma a mia memoria tale cosa non è mai stata messa all'odg, per cui questa supposizione-affermaazione dfi Marco non risponde al vero.
Stefano Sarti

Daniela Patrucco ha detto...

Registro il primo contributo di un esponente di Legambiente, a quasi due anni dall'avvio di questo blog. Va detto che è il primo intervento in assoluto da parte di un ambientalista. Un inizio?
Probabilmente no, considerato che l'eventuale autocritica è rinviata a data da destinarsi, così come una riflessione qualsivoglia sulle vicende ancora in corso e relative al parco delle 5 terre.
Una precisazione irrimandabile a difesa strenua dell'onorabilità dell'associazione. Tutto il resto può attendere.

Marco Grondacci ha detto...

rilevo in relazione alla vicenda "cacciata del responsabile regionale parchi di Legambiente" che il punto a mio avviso non sta se sia stato cacciato o se si sia cacciato da solo ma che improvvisamente e nonostante ricoprisse cariche importanti all'interno della associazione, appena cominciò a criticare Bonanini e la sua gestione, è sparito dagli orizzonti istituzionali (consiglio del Parco) e associativi. Un fatto inquietante alla luce di ciò che è ora venuto alla luce con l'inchiesta della magistratura. Forse la persona di cui parliamo si è sentito ad un certo punto delegittimato dalla direzione nazionale della associazione che rappresentava a livello regionale. Detto ciò mi aspetto non solo da Legambiente ma anche dalle altre associazioni rappresentate nel Consiglio del Parco (quindi anche WWF, Ambiente e Vita) o che del parco si sono occupate senza criticarne la gestione (come Italia Nostra e Lipu) una autocritica pubblica, su quanto accaduto, concreta e non meramente annunciata . Io ho cominciato per la mia parte nel post che stiamo commentando, sarebbe ora che cominciassero anche gli altri e se lo vorranno fare nel nostro blog sono i benvenuti.

Daniela Patrucco ha detto...

@Stefano Sarti...
ricordo che sul nuovo presidente del parco siamo passati alla fase propositiva (vedi lettera alla nazione di Massimo Maugeri (ambientalista)senza passare dall'autocritica...

http://speziapolis.blogspot.com/2011/02/5-terre-cara-ministra-prestigiacomo.html?showComment=1297840803018#c2693562061051579066

è proprio un passaggio così ... improbabile???

Anonimo ha detto...

@daniela patrucco voglio dirti che la proposta di Maugeri è stata fatta, come è evidente, a titolo personale e non come Legambiente (poi spero che lui stesso intervenga); credo che sia suo diritto (non solo per la sua storia personale) esprimere una riflessione su questo; ti sembrerà paradossale ma io invece personalmente condivido di più quello che hai scritto al ministro Prestigiacomo, un presidente di caratura nazionale, autorevole anche sul piano scientifico, forse sarebbe la soluzione migliore.
Sull'autocritica personale non ho alcuna difficoltà a dire che è stato un errore non criticare una gestione personalistica dell'ente così come è stato un errore per fare esempio concreto, appoggiare il progetto del villaggio europa, ma questo mi rendo conto si presta alla critica (che capisco)del: lo dite solo addesso...
Stefano Sarti