venerdì 22 ottobre 2010

5 Terre: burocrazia e burocrati

Su questo blog abbiamo spesso trattato di burocrazia ridefinendola, anche recentemente, in questi termini:
Con burocrazia si intende l'organizzazione di persone e risorse destinate alla realizzazione di un fine collettivo secondo criteri di razionalità, imparzialità, impersonalità. Il termine... indica il "potere degli uffici" (dal francese bureau): un potere (o, più correttamente, una forma di esercizio del potere) che si struttura intorno a regole impersonali ed astratte, procedimenti, ruoli definiti una volta per tutti e immodificabili dall'individuo che ricopre temporaneamente una funzione.
L'impersonalità e l'astrazione sono attributi della burocrazia (dell'organizzazione, della struttura, dei procedimenti e dei ruoli) certo non degli individui.  Questo io penso che sia o, perlomeno, che dovrebbe essere. Ma forse no, se nell'intervista che ha rilasciato ieri a P. Castagneto il Commissario Cosentino dichiara, a proposito della pubblicità dei Bilanci del Parco:
Per quello che mi concerne i bilanci saranno pubblicati sul sito internet del Parco nelle prossime ore. E prosegue, a proposito delle diverse richieste di accesso, negate, avanzate da cittadini e associazioni:
Gli organi preposti al controllo li conoscevano perfettamente. Penso che bastava chiederli con prassi normali e sarebbero stati forniti. Anch’io, in quel caso, mi sarei opposto come ha fatto il presidente Bonanini. I bilanci dovevano essere chiesti in maniera diversa. Se il Tar e il Consiglio di Stato hanno dato il diniego a consegnarli è perché la domanda era sbagliata.
Ora dove trovare la storia dei bilanci del parco ormai lo sanno tutti ma il punto è un altro: quand'anche cittadini e associazioni avessero chiesto per anni i bilanci nei luoghi (parco delle 5 terre, ministero dell'ambiente, presidenza del consiglio dei ministri, probabilmente altro) e con le modalità sbagliate, considerato che lo stesso Cosentino dichiara che i bilanci saranno pubblicati nelle prossime ore perchè è giusto così, come mai i bilanci non sono stati resi pubblici?
Continua Cosentino a proposito delle cooperative, ma il ragionamento a mio avviso vale anche per i bilanci:
Nessuno mi ha mai mandato, quando ero direttore del ministero dell’Ambiente, un esposto o una lamentela. Quando venivo alle Cinque Terre erano tutti contenti...
Ignoravano che il direttore Cosentino non era un politico, ma un tecnico. Potevano venirmi a parlare in ogni occasione. Avrei richiamato l’attenzione di Bonanini del quale mi vanto di essere amico e dirgli che le cose non andavano. Molte volte sono intervenuto quando non consideravo positivo l’operato del Parco, però nell’ambito dei mie poteri di vigilanza per valutare la mera legittimità. 
Allora, Egr. Dott. Cosentino, mi faccia capire: se io cittadina/o avanzo una richiesta legittima (lei lo afferma) ancorchè al destinatario sbagliato (il parco delle 5 terre  il ministero dell'ambiente o il presidente del consiglio) o in ruolo non appropriato (cittadino, associazione) o con modalità non appropriate (ricorso al TAR, Consiglio di Stato) lei, che è il Direttore del Ministero dell'Ambiente, non ritiene di poter richiamare l’attenzione di Bonanini del quale mi vanto di essere amico e dirgli che le cose non andavano. Molte volte sono intervenuto quando non consideravo positivo l’operato del Parco, però nell’ambito dei mie poteri di vigilanza per valutare la mera legittimità. No?

Egr. Dott. Cosentino, io sono una cittadina di questa Repubblica i cui diritti/doveri sono sanciti dalla Costituzione che all'Art 4 cita: ...Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
Io non credo che questo articolo della costituzione pretenda che un cittadino (volendo, secondo la propria sensibilità,  compiere il dovere di svolgere un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società) dedichi proprio tutte le proprie energie all'individuazione precisa del proprio ruolo, con cui rivolgersi al giusto funzionario, con adeguate modalità. Anche perchè il precedente Art. 3 della Costituzione cita:
"È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese."
Caro Commissario, se in funzione delle mie possibilità e conoscenze, mi rivolgo al ministro, mi aspetto che il ministro comunichi con il suo funzionario, nella fattispecie lei, e che questi agisca coerentemente con la legittimità delle mie richieste e il suo potere di influenza. Così facciamo noi cittadini quando abbiamo un problema con il Comune, non sappiamo identificare il corretto destinatario della nostra richiesta e scriviamo al sindaco. Noi speriamo (spesso delusi) che il sindaco accolga la nostra richiesta, magari ci risponda e contemporaneamente attivi i funzionari comunali per una rapida risoluzione del problema e verifichi il buon esito della vicenda.
Ma, per tornare al punto (burocrazia e burocrati), la mia visione implica che a far vivere la  democrazia ci siano degli individui, non dei burocrati che, nell'accezione  peggiore del termine determinano "conseguenze inattese" del fenomeno burocratico: rigidità, lentezza, incapacità di adattamento, inefficienza, inefficacia, lessico difficile o addirittura incomprensibile (il cosiddetto burocratese), mancanza di stimoli, deresponsabilizzazione, eccessiva pervasività, tendenza a regolamentare ogni minimo aspetto della vita quotidiana. (Quelli che contrasta il ministro della Funzione Pubblica, per intenderci, Renato Brunetta)
La burocrazia moderna, l'organizzazione moderna, non è una macchina (come la si chiama abitualmente in particolare nella P.A.) ma un processo: “Se cercate un’organizzazione non la troverete. Quello che troverete è che ci sono degli eventi, legati insieme, che accadono entro certi confini, e queste sequenze, il loro cammino e la loro sincronia sono le forme cui noi attribuiamo una sostanza quando parliamo di organizzazione”(Weick K., 1993, Organizzare, ISEDI, Torino, pag. 126). 


Grazie per l'attenzione, daniela patrucco

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Leggendo l'intervista, verrebbe da suggerire al dott. Cosentino anche un'operazione "coerenza": prima afferma che utilizzando soldi dello Stato, e quindi dei cittadini, ognuno ha il diritto di sapere come vengono spesi; subito dopo smentisce se stesso azzardando che forse le richieste erano poste male, e che anche lui si sarebbe opposto a mostrare i bilanci...suona tanto come un altro rozzo tentativo - da politico, più che da tecnico - di trovare attenuanti a comportamenti oggettivamente indifendibili. Elena