Un nuovo articolo del SecoloXIX, dopo quello di ieri, torna sul caso del "corvo" delle 5 Terre. Subito tre brevi considerazioni:
1) l'articolo di oggi si trova nelle pagine locali spezzine e sembra quasi voler porre rimedio, una sorta di "riparazione", a quanto scritto da Menduni nelle pagine nazionali;
2) chi non ha letto l'articolo di ieri (e sappiamo che nessuno legge i giornali e sui tavolini dei bar si leggono solo le pagine locali) nulla sa della vera questione: cosa sta succedendo alle 5 terre?
3) un altro articolo sul tema (Menduni dello scorso 20 Agosto) si trovava sempre sulle pagine nazionali.
Inoltre, a conferma della nostra tesi già esposta in questo post del Luglio scorso a proposito delle bonifiche e di Pitelli, rileviamo che:
a) per pubblicare notizie non gradite al potere locale ci vuole un giornalista (non spezzino, che non scrive sulle pagine locali)!
b) gli articoli di rimozione delle notizie sgradite, al contrario, li fanno i "giornalisti spezzini" sulle pagine locali.
L'articolo di oggi pare tutto teso a scagionare il dott. Scirocco (che peraltro nessuno, neppure il c.d "corvo", attacca personalmente) mentre rimuove totalmente il merito degli eventuali "chiaroscuri" sulla gestione del Parco e del Comune di Riomaggiore. Francamente: chissenefrega della pensione di Scirocco.
Se esistesse un livello adeguato dell'informazione spezzina, nel caso specifico nella redazione del SecoloXIX, sulla base della notizia vera si sarebbe avviata una inchiesta approfondita: ad esempio cominciando ad andare a fare domande in giro per le 5 terre, chiedendo l'accesso ai documenti edilizi del Comune per capire come funziona la gestione amministrativa, spiegando la situazione organizzativa del parco - attraverso i funzionari e gli amministratori - verificando la gestione della comunicazione da parte dell'Ente Parco - ad esempio guardando il sito internet - verificando se il Parco e i Comuni interessati rispettano gli adempimenti formali in materia di regolamentazione dell'accesso e di partecipazione del pubblico. Magari anche collegando questa notizia a quella della querela fatta ai consiglieri di opposizione del Comune di Riomaggiore da parte della moglie del Presidente Bonanini. Aiutando insomma il cittadino-lettore ad orientarsi... Ma si sa, le inchieste sono faticose e soprattutto "pericolose" per chi vuole vivere in pace nel golfo dei poeti.
D'altronde la filosofia del giornalista spezzino è ben riassunta in ciò che scrisse qualche settimana fa l'ineffabile Sondra Coggio, in risposta al già citato post sul bavaglio locale: "Il cronista è un filtro: meno compare, più corretta è la rappresentazione asciutta del contesto". Quindi, dopo il "giornalista registratore", alla Spezia assistiamo alla nascita di una ulteriore nuova figura, il "giornalista spazzino" a cui è affidato il compito di rimuovere le notizie potenzialmente sgradite a chi comanda. Il "giornalista giornalista"? Non pervenuto, non nella nostra provincia. Eppoi c'è ancora qualcuno che si chiede perchè i giornali sono in crisi! Sarà che pubblicità e appoggio ai gruppi di potere politico-finanziario siano più importanti della informazione sui fatti quotidiani e non? E allora se dobbiamo comprare un giornale pieno di pubblicità, palese ed occulta, e di "non notizie" ad uso e consumo del ceto dominante, tanto vale guardare la tv. O andare sulla rete.
D'altronde la filosofia del giornalista spezzino è ben riassunta in ciò che scrisse qualche settimana fa l'ineffabile Sondra Coggio, in risposta al già citato post sul bavaglio locale: "Il cronista è un filtro: meno compare, più corretta è la rappresentazione asciutta del contesto". Quindi, dopo il "giornalista registratore", alla Spezia assistiamo alla nascita di una ulteriore nuova figura, il "giornalista spazzino" a cui è affidato il compito di rimuovere le notizie potenzialmente sgradite a chi comanda. Il "giornalista giornalista"? Non pervenuto, non nella nostra provincia. Eppoi c'è ancora qualcuno che si chiede perchè i giornali sono in crisi! Sarà che pubblicità e appoggio ai gruppi di potere politico-finanziario siano più importanti della informazione sui fatti quotidiani e non? E allora se dobbiamo comprare un giornale pieno di pubblicità, palese ed occulta, e di "non notizie" ad uso e consumo del ceto dominante, tanto vale guardare la tv. O andare sulla rete.
Solo come curiosità, annotiamo che ieri sulle pagine spezzine si parlava di un prossima evento sulle "mafie bianche" che si terrà al Castello di Riomaggiore mentre oggi si celebra variamente il rito della vendemmia alle 5 terre. Per parte nostra, continueremo a sollecitare la redazione di Genova del Secolo XIX ed il suo Direttore prendendo a prestito ancora le parole di Vittorio Coletti:
“In effetti, non c' è solo l' impedimento minacciato dalla legge bavaglio a condizionare la libera stampa, ma ci sono anche i bavagli che la stampa cosiddetta libera si è messa e si mette da sola. La questione della mafia a Ponente è esemplare. Prima ne parlavano solo questo giornale e un coraggioso settimanale locale, la Riviera, mentre le altre grandi testate, a diffusione anche locale, la ignoravano o minimizzavano. Poi il Secolo XIX, col nuovo direttore, ha cambiato energicamente rotta e la mafia non è stata più un' invenzione della sola Repubblica e della sinistra.”
Daniela Patrucco e Marco Grondacci
Daniela Patrucco e Marco Grondacci

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