giovedì 16 settembre 2010

La verità e il bavaglio locale: il caso 5 terre

La notizia di oggi, rispetto al nostro post dello scorso 31 Luglio dal titolo La verità e il bavaglio locale: il caso di Pitelli, è  che il SecoloXIX pubblica una notizia che riguarda le 5 Terre: l'amministrazione comunale ed il Parco Nazionale. Onore al giornalista Marco Menduni e al direttore La Rocca.
La non notizia di oggi è che le pagine locali del giornale, quelle spezzine per essere chiari, non trattano e non riprendono minimamente l'argomento. Neanche a dirlo, e s.e.&o., non ne fanno cenno neppure i siti di informazione on line Cittàdellaspezia e Cronaca4.
A conferma di quanto andiamo dicendo da tempo, su questo blog e su altri (http://www.vas5terreriviera.org/ sezione emergenze, ad esempio) a cui in varia misura abbiamo dato il nostro contributo in passato, l'informazione locale è in genere sempre di parte: quella che riguarda il Parco delle 5 Terre è off limits. E d'altra parte, per restare al SecoloXIX, chi scrive delle 5 terre è anche membro dell'ufficio stampa del parco nazionale; e ancora, il Parco delle 5 Terre dispensa pubblicità a piene mani alla stampa locale e, forse, questa dimostra gratitudine nei suoi confronti: non  è mai facile nè economico essere irriverenti nei confronti dei potenti.
Detto questo, veniamo al contenuto della notizia che io riporto integralmente sperando che Menduni e il SecoloXIX non me ne vogliano:
"LA SPEZIA. Da dove proviene quel battito d’ali che si sovrappone al rumore del mare? Chi è il corvo che gracchia fino a disturbare la quiete delle Cinque Terre? E se la metafora è tra le più classiche, più concreti e precisi sono i bersagli del Corvo che sta inondando di lettere anonime uffici giudiziari e caserme. Accuse precise,dettagliate. Anche fondate? Il Corvo sembra saperla lunga e cita episodi, circostanze, persino gli  estremi delle carte. Nel mirino la polizia giudiziaria. Quegli uomini che, come anticipato dal Secolo XIX nelle scorse settimane, stanno indagando su episodi di abusi edilizi, finora solo presunti e apparentemente di lievissima entità, avvenuti nel parco delle Cinque Terre.  Ma la storia si allarga. Rischia di deflagrare tra le mura di una procura della Repubblica che vive un momento di criticità.  Cosa accade? 
Che il procuratore capo, Massimo Scirocco, è alla vigilia  del pensionamento. Un avvicendamento ai massimi gradi di un ufficio giudiziario è sempre un passaggio che lascia il segno. Ma stavolta c’è qualche sussurro in più. Scirocco sembrava intenzionato a non concludere la carriera e si era messo in pista per una nuova assegnazione, visto che la legge non permette al capo di una procura di restarne più di 8 anni alla guida: dopo è obbligatorio cambiare. Invece all’inizio di ottobre Scirocco se  n’è andato e sarà avvicendato dal sostituto più anziano,Maurizio Caporuscio, finché il Csm non metterà a concorso il posto. La decisione è già stata comunicata alla procura generale. Quali siano i motivi che hanno indotto Scirocco a scegliere la via della pensione, senza tentare la carta del prolungamento del servizio fino a 75 anni, sembrano confinati nell’ambito delle scelte personali. Certo il clima all’interno delle procura spezzina non è idilliaco da tempo, con una  contrapposizione tra il numero uno e diversi pm e gli echi di una recente ispezione negli uffici del palazzo di giustizia. In questa situazione che, già di per se stessa,  non è improntata alla massima serenità, si inseriscono le fibrillazioni  delle ultime inchieste e, soprattutto, il mistero del Corvo. Che lancia ammonimenti e messaggi. E accuse alla polizia giudiziaria, riassunte in un “curriculum delinquem” (?) con decine di episodi sospetti:  perquisizioni abusive (con condanne), altri abusi edilizi, fatture taroccate, abusi di potere. Il documento,anonimo,promette nuove rivelazioni: «Avremmo tranquillamente potuto firmare scrive il Corvo (o sono più d’uno?) se inizierà un’inchiesta seria potremo uscire allo scoperto dando altri elementi». Non c’è solo questo. 
Alla procura è arrivato nei giorni scorsi anche un esposto: riguarda la perquisizione avvenuta nel Comune di Riomaggiore alla ricerca di carte e documenti. Alla fine la segretaria Francesca Truffello, l’11maggio, finisce all’ospedale con un ematoma al braccio sinistro. Cinque giorni di prognosi provocati, a suo dire, dagli agenti che stavano setacciando l’ufficio. Cosa significa questa serie di elementi concatenati? I sussurri che trapelano dalla procura  parlano di un inchiesta difficile, complessa e che, soprattutto, mira in alto, molto in alto. Inchiesta  nella quale le violazioni contestate al momento al presidente del Parco Franco Bonanini rappresenterebbero solo un episodio marginale. Nei documenti si parla di un episodio di falso (le carte per la ristrutturazione della casa di famiglia sarebbero state firmate da un figlio di Bonanini invece che da lui stesso,che ne era proprietario ) che il presidente contesta: «In quel periodo stavo per finire sotto i ferri per un trapianto di fegato, a tutto pensavano  miei cari». Ma c’è qualcosa di più e la mole di perquisizioni (tre studi professionali, un’azienda  edile, anche un’incursione negli uffici della Regione) fanno chiaramente intendere  che la posta in gioco è più alta. E il Corvo? Continua a distribuire patenti di delinquente, estorsore,  psicopatico. Attacca gli uomini più in vista della polizia giudiziaria. E lancia sospetti in un momento  delicatissimo per la magistratura spezzina".
Apparentemente si conferma che nel nostro territorio è in atto da tempo, con il contributo di vari attori  - istituzioni, mass media, organizzazioni della società civile, gruppi di interesse economico affaristico - una sistematica operazione di rimozione di tutte le informazioni, notizie, documentazione, che possano  disturbare il potere politico e gli interessi economici che lo sostengono, al fine di impedire il formarsi di una pubblica opinione consapevole. L’operazione è talmente sistematica che in altre vicende, come quella dell’area IP, ha assunto modalità paradossali con la rimozione e l'occultamento di atti e documenti redatti per conto o a cura delle stesse amministrazioni locali.
Ovviamente torneremo presto su questo tema, anche con esperienze personali in tema di abuso di potere ed altro: chi minimamente ha osato mettere variamente in discussione il potere costituito ha cassetti pieni di storie, di lettere di avvocati e di querele, di ricorsi al TAR, di esposti alla procura appunto (di cui spesso i media a cui sono stati offerti non hanno neppure voluto sapere). Nel frattempo sarebbe interessante capire che idea ci si fa leggendo una notizia come quella di oggi.
Daniela Patrucco e Marco Grondacci

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Fa una bella impressione... ci aspetta un autunno caldo e speriamo ricco di soddisfazioni...

Anonimo ha detto...

Gli agenti che setacciano l'ufficio del comune di Riomaggiore mandano all'ospedale una dipendente con 5 giorni di prognosi: hanno fatto irruzione negli uffici del comune e lei era dietro la porta per non farla aprire? FT cercava strenuamente di non dare accesso ad alcuni documenti che aveva sulla scrivania? erano per caso i bilanci del parco? l'irruzione l'hanno fatta gli agenti o i consiglieri di opposizione di riomaggiore? non si capisce bene. Come mai una dipendente del comune dovrebbe impedire agli agenti di fare un'ispezione?

Daniela Patrucco ha detto...

Chiedo scusa, ci eravamo persi dei pezzi: un articolo del secolo del 20 agosto u.s. riportato dal sito dei parchi: Cinque terre, il parco delle vendette.

http://www.parks.it/rassegna.stampa/dettaglio.php?id=19765