A Framura, il 27 scorso, il Comitato mare pulito ha organizzato un evento dal titolo “Ambiente e territorio: cosa succede al mare?”. Partecipato da ACAM, ARPAL, ENEA, Legambiente, Associazione Medici per l’Ambiente (…vedi locandina), oltre che dello stato delle acque del litorale spezzino della riviera a ponente delle 5 Terre, ha registrato anche un intervento di Matteo Giannarelli, Meet-up Grillo, a proposito dell’intervento di bonifica dell’ex area Ip. Non ne avevamo avuto notizia, non abbiamo partecipato all’evento e non sono disponibili in rete molte informazioni relativamente allo svolgimento dell'evento. Pare, tuttavia, che con riferimento alla relazione del dr Busà, svolta per il Comitato Salamandra nel 2007 e relativa alle operazioni di bonifica dell'ex area IP, il dr. Palmieri, attuale direttore del dipartimento della Spezia dell'ARPAL, abbia affermato che detta relazione "è stata cassata in tutta Italia da magistrati che non l'hanno presa in considerazione [....] c'è un procuratore della repubblica che ha in mano un procedimento....".
Anche per contestualizzare meglio i nostri post precedenti rispetto alla documentazione a cui spesso si fa riferimento, vorremmo fare qualche precisazione ulteriore:
1) Come dice lo stesso dr. Busà nella sua relazione, "La relazione va intesa quale documento tecnico richiesto dalle Associazioni ambientaliste che operano sul territorio della Spezia, in particolare, dall’Associazione " La Salamandra" a supporto delle rivendicazioni tendenti ad evitare un ulteriore deterioramento del territorio".
2) a noi non risulta che la perizia del dr. Busà sia stata presentata in alcuna procura della Repubblica, è stata invece utilizzata parzialmente per una azione legale in sede civile da parte di un gruppo di cittadini diverso da quello della Salamandra: detta perizia pertanto non è stata cassata da nessuna procura e nessuno ha avuto il coraggio scientifico e intellettuale di contestarla nel merito.
3) mentre la relazione del dr. Busà è pubblica (vedi qui), quella del dr Boeri (consulente del Comune della Spezia insieme alla dr. Tunesi) non è disponibile. Esiste tuttavia il testo dell'accordo che venne fatto tra il Comune della Spezia ed Helios (vedi qui): dalla lettura di questo accordo si evince, tra le altre raccomandazioni se possibile più stringenti di quelle del dr. Busà (vedi post di Marco), che si sarebbe dovuto presentare un progetto di bonifica per almeno l'80% dell'ex area IP. Neppure Boeri e Tunesi sono stati cassati da nessuno e anzi le loro indicazioni sono state utilizzate parzialmente per predisporre l'ordinanza che ha temporaneamente bloccato la bonifica per riavviarla a condizioni diverse e con maggiori garanzie sanitarie.
Se, come probabile, le indicazioni dei consulenti non sono state rispettate, è possibile che i nuovi odori derivino da ciò che c’è sotto l’area non direttamente interessata al progetto Le Terrazze. Le stesse dichiarazioni di questi giorni dell’assessore Ruocco (città della Spezia) sembrano confermare la nostra ipotesi e cioè che il rischio maggiore si trovi nella zona a ridosso della collina, quella ancora poco indagata. Di quell'area ad oggi non si sa nulla ed è verosimile che anche la bonifica dell'area destinata all'Ipercoop non sia stata rivista alla luce di una caratterizzazione più puntuale dell'intera area della ex raffineria, cosa che invece chiedevano anche i consulenti del Comune.
Se, come probabile, le indicazioni dei consulenti non sono state rispettate, è possibile che i nuovi odori derivino da ciò che c’è sotto l’area non direttamente interessata al progetto Le Terrazze. Le stesse dichiarazioni di questi giorni dell’assessore Ruocco (città della Spezia) sembrano confermare la nostra ipotesi e cioè che il rischio maggiore si trovi nella zona a ridosso della collina, quella ancora poco indagata. Di quell'area ad oggi non si sa nulla ed è verosimile che anche la bonifica dell'area destinata all'Ipercoop non sia stata rivista alla luce di una caratterizzazione più puntuale dell'intera area della ex raffineria, cosa che invece chiedevano anche i consulenti del Comune.
Evidentemente, mentre una bonifica accurata sarebbe dovuta partire dalla ricostruzione delle lavorazioni e degli stoccaggi anomali avvenuti storicamente nell'area della ex Raffineria (ciò che raccomanda la relazione di Busà), anche nelle aree in cui si è cercato di bonificare si è proceduto per anni senza un piano di lavoro corretto, usando tecniche di bonifica inadeguate e monitoraggi incompleti (da cui le emissioni odorigene). Sembra confermato che si è partiti a bonificare esclusivamente le aree funzionali alla realizzazione del centro commerciale, senza tener minimamente conto del contesto generale, di cosa c'è sotto l'intera area, di come si distribuiscono gli inquinanti dalle aree non indagate a quelle indagate (vedi post di daniela di ieri).
Le nuove emissioni quindi potrebbero essere dovute sia ai lavori ancora in corso, sia a stoccaggi non correttamente gestiti di materiali rimossi, ma anche (ed è qui il rischio più grave) a ciò che ancora persiste nelle aree non indagate e caratterizzate (il subdistretto 4). A questo, ossia alla questione principale, Ruocco non risponde. Non solo, apparentemente rimuove quanto dichiarato nell’ottobre del 2007, con un comunicato ufficiale del Comune, a seguito della relazione della dr. Tunesi (vedi infosette) e cioè:
Le nuove emissioni quindi potrebbero essere dovute sia ai lavori ancora in corso, sia a stoccaggi non correttamente gestiti di materiali rimossi, ma anche (ed è qui il rischio più grave) a ciò che ancora persiste nelle aree non indagate e caratterizzate (il subdistretto 4). A questo, ossia alla questione principale, Ruocco non risponde. Non solo, apparentemente rimuove quanto dichiarato nell’ottobre del 2007, con un comunicato ufficiale del Comune, a seguito della relazione della dr. Tunesi (vedi infosette) e cioè:
" Per il futuro occorre rivisitare il progetto tenendo conto della relazione tra i vari lotti in modo da procedere con la bonifica in modo integrato sia nelle zone considerate a uso pubblico sia nelle zone edificabili, prescrizione tra l’altro già imposta dall’Amministrazione. La rivisitazione del progetto dovrà tenere conto di ulteriori elementi di conoscenza che sono già stati acquisiti negli ultimi periodi e di nuove conoscenze, come un’accurata elaborazione dei risultati della caratterizzazione effettuata per il progetto precedente per individuare maggiori sacche inquinanti".
daniela patrucco e marco grondacci
daniela patrucco e marco grondacci

0 commenti:
Posta un commento