mercoledì 22 settembre 2010

Decreto sul Rigassificatore: i giochi non sono fatti

Il Ministro dell’Ambiente insieme con quello dei Beni Culturali hanno firmato il decreto di compatibilità ambientale sull’ampliamento del rigassificatore di Panigaglia.
Immediatamente è iniziata la campagna di disinformazione da parte di quotidiani e purtroppo anche amministratori e politici vari.
Leggendo almeno i portali dei principali quotidiani on line locali si ricava che è stato dato il via libera all’ampliamento e che quindi i giochi ormai sono fatti. Purtroppo a questa campagna di disinformazione hanno dato un contributo anche le dichiarazioni del Sindaco di Portovenere.
In realtà le cose non stanno per niente così. Lo abbiamo scritto più volte ad esempio qui che senza l’Intesa con la Regione il giudizio di compatibilità positivo non serve a nulla perché il Ministero delle Infrastrutture non può rilasciare la autorizzazione finale.
Questo è un dato normativo ben conosciuto o ben conoscibile da qualunque giornalista in buona fede e che abbia voglia di fare il suo mestiere tanto è vero che è scritto perfino nella decisione con la quale la Regione ha detto NO alla Intesa nell’Aprile del 2009.
Perché quindi giornalisti ma anche Amministratori vogliono far credere che “non ci sia nulla da fare” contro questa decisione del Ministro Prestigiacomo? Il motivo è semplice perché in questo modo tutte le colpe per l’eventuale ampliamento del rigassificatore ricadono sul Governo mentre quella fascia importante di amministratori, politici e giornalisti locali che in realtà non sono contrari a tale ampliamento , possono scaricarsi la coscienza senza fare niente e soprattutto senza rischiare l'impopolarità.

Quanto al merito del Decreto esso contiene vari profili di contrasto con la vigente normativa ambientale, ora senza entrare nei particolari per i quali rinviamo a questo nostro post, mi preme qui sottolineare come proprio nelle stesse premesse di questo provvedimento ministeriale si confermi che il giudizio di compatibilità positivo sia arrivato senza che sia stata chiusa l’istruttoria per verificare il rischio di incidente industriale e senza che sia stato presentato il progetto di bonifica dragaggio dell’area interessata dall’attracco delle nuove navi gasiere. Il tutto a proposito della natura di procedura di prevenzione dell'impatto ambientale di un'opera che dovrebbe caratterizzare la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale.

Insomma tra disinformazione, rimozione di responsabilità istituzionali, violazione di leggi ambientali, e concreto aumento del rischio di incidenti catastrofici in un’area già così inquinata come quella del nostro golfo…… possiamo dire che alla Spezia non ci facciamo mancare nulla del peggio della politica.

5 commenti:

Associazione Posidonia ha detto...

Trascriviamo il testo inviato ai giornali.

L'Associazione Posidonia insieme a Marco Grondacci, membro del suo Comitato Tecnico Scientifico, rileva come il testo del Decreto confermi tutti i profili di illegittimità della procedura di VIA sollevati in sede UE dalla Petizione che le Associazioni ambientaliste hanno inviato a gennaio e che la Commissione e il Parlamento Europeo stanno esaminando, Petizione che non a caso è dovutamente citata nelle premese del decreto. In particolare il decreto nelle sue premesse conferma che è stato dato giudizio di compatibilità ambientale favorevole all'ampliamento del rigassificatore senza prima concludere l'istruttoria in materia di rischi di incidenti industriali e senza prima presentare un progetto di dragaggio/bonifica dell'area interessata dal progetto. Sottolineiamo che neppure la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale di questo decreto farà fare sostanziali passi avanti perché senza Intesa della Regione Liguria l'autorizzazione definitiva all'ampliamento non potrà essere rilasciata. Nel caso poi la UE accogliesse le istanze della Petizione presentata dalle Associazioni ambientaliste si aprirebbe una procedura di infrazione contro l'Italia con rischio di una pesante multa oltre che della inevitabile illegittimità e disapplicazione del Decreto Ministeriale appena approvato. Ci riserviamo comunque di valutare, insieme alle Associazioni e Comitati firmatari della Petizione alla UE, un ricorso al TAR contro questo decreto palesemente illegittimo. Sotto il profilo politico rileviamo infine l'arroganza del Ministro dell'Ambiente che, nonostante il no all'Intesa della Regione Liguria, ha ritenuto di proseguire irresponsabilmente nella procedura formale di sua competenza senza ricercare prima un confronto vero con la Regione e gli Enti Locali Spezzini.
Marco Grondacci e Associazione Culturale Posidonia

Gabriella Reboa ha detto...

Mi ha fatto molto piacere leggere l'intervista al Sindaco Nardini laddove dice: " Non c'è nessun cambio di rotta da parte dell'Amministrazione Comunale". Questo significa che non ha nessuna intenzione di rinnegare il suo programma elettorale nel quale era scritto: "no indiscusso e inequivocabile all'ampliamento dello stabilimento di Panigaglia"; non ha nessuna intenzione di rinnegare il suo passato di militante nei Democratici di Sinistra che il 7 luglio 2007, insieme alla Margherita, scrivevano: "...gli amministratori del Comune di Porto Venere hanno il dovere di ricordare e rispondere che l'accordo del 1994 ha avuto come presupposto politico, normativo e ambientale l'esclusione di ogni potenziamento presente e futuro dell'impianto"; non ha nessuna intenzione di rinnegare il suo passato di consigliere di minoranza con il gruppo Uniti che il 28 dicembre 2005 chiedeva al sindaco Calcagnini un pronunciamento del Consiglio Comunale sulle voci che cominciavano a diffondersi sul progetto di ampliamento e definiva l'impianto "impianto industriale ad alto rischio che in modo così pesante coinvolge il nostro territorio".
Tutto bene, quindi. Mi lascia invece perplessa la frase "di fronte al parere positivo di più 40 fra ingegneri e architetti è difficile controbattere e contestare".
Signor Sindaco, da più di tre anni stiamo combattendo contro questo sciagurato progetto e in tutto questo tempo abbiamo studiato, ci siamo documentati e abbiamo preso contatto con valenti "tecnici" italiani e stranieri. Abbiamo perciò una numerosa rosa di nomi da sottoporle nel caso, ne siamo certi, Lei volesse "controbattere e contestare". Chieda perciò senza nessuno scrupolo, Le offriamo la nostra più totale e sincera collaborazione

William Domenichini ha detto...

Grazie Marco per la precisazione tecnica.

Rimane immutata una posizione politica che condivide la contrarietà al raddoppio, che condivide l'indecenza della modalità con cui si colonizza un territorio senza dare sviluppo ad alternative sostenibili, che condivide l'incapacità di un governo a praticare una politica energetica seria.
E bene chiarire che alla finta impotenza istituzionale occorre rispondere con la determinazione politica a continuare una battaglia di speranza per il nostro territorio.

Nella speranza di non divenire un isola felice...

Daniela Patrucco ha detto...

Aggiungo alle considerazioni di Marco che "il mantenimento delle strutture esistenti sia in termini dimensionali che di potenzialità degli impianti GNL Italia" nell'Ambito 2 Seno di Panigaglia; zona Snam di Panigaglia, è una delle premesse su cui si basa il Piano Regolatore Portuale della Spezia che, come sappiamo tutti, "è concepito come strumento unitario di pianificazione dell'intera rada della Spezia comprendente tutte le aree del Demanio marittimo incluse nella circoscrizione territoriale di competenza..."
Che significa, anche, che se cambiano le premesse (se Panigaglia modifica le strutture in termini di dimensionamento e/o di potenzialità degli impianti) occorrerà modificare anche ciò che ne consegue.
Chissà, forse l'Autorità Portuale potrebbe essere "l'alleato nascosto" in questa battaglia.

http://www.minambiente.it/opencms/export/sites/default/archivio/allegati/Decreti_VIA/2006_317.pdf

pagg. 3 e 11

Anonimo ha detto...

Mi sembra che non è più il tempo delle tenzoni ideologiche.
Sarebbe ora che le istituzioni locali e le associazioni ambientaliste sborsassero una somma sufficiente a fare inficiare il NOF per il potenziamento di Panigaglia a uno studio internazionale.

Giovanni Foti