martedì 28 settembre 2010

Arresti nelle 5 Terre : parliamo di politica e..... di democrazia


Voglio intervenire sulla notizia degli arresti non tanto per disquisire sul merito dei reati contestati o sulla opportunità o meno della iniziativa della magistratura, questi sono ragionamenti che lascio ai vari politici incauti e con scarso senso delle istituzioni e di cui scrivo alla fine di questo post perché meritano una annotazione particolare.

Mi interessa invece riflettere come, sotto il profilo politico amministrativo questa vicenda conferma, a prescindere dalle responsabilità penali degli arrestati e/o inquisiti, come una gestione eccessivamente personalistica e soprattutto non trasparente del potere, al di fuori cioè dei corretti circuiti democratici, anche se effettuata con scopi nobili, rischia alla lunga di produrre situazioni di confusione e inefficienza amministrativa e crea quindi i possibili presupposti per situazioni di illegalità. La gestione personalistica del potere anche fatta in buona fede porta a forzare le procedure di legge, a escludere il dibattito democratico e la trasparenza, ad allontanare chi comunque potrebbe contribuire a correggere errori sia tecnici che politici, che amministrativi. Insomma è solo il confronto pubblico, ampio, partecipato, trasparente e coinvolgente di una intera comunità compresi quelli che non sono d’accordo che porta alle buone decisioni politiche ed amministrative.

D’altronde che la gestione del Parco delle 5 Terre fosse da tempo molto discutibile sotto il profilo politico amministrativo abbiamo avuto modo rilevarlo da tempo anche in questo blog sia Daniela che il sottoscritto.

Io in particolare ho avuto modo di scrivere di:
uso personale della Presidenza del Parco, vedi qui e qui.
arroganza nella gestione del potere,vedi qui .
di gestione non trasparente del potere, vedi qui .
di gestione confusa dell’Ente Parco 5 Terre, vedi qui .

Insomma è chiaro che attendiamo gli sviluppi della inchiesta sotto i profili penali ma è indiscutibile che sotto il profilo politico amministrativo il Parco non poteva e non può, tanto più alla luce delle ultime notizie, continuare ad essere gestito come è stato fatto fino ad ora e questo a prescindere da chi lo gestirà in futuro, a prescindere dallo sviluppo che il Parco ha dato alla 5 Terre e soprattutto a prescindere dalla fondatezza delle accuse penali agli arrestati.

Riguardo invece ai commenti di autorevoli amministratori pubblici ed esponenti politici vari qui siamo di fronte alla espressione di una cultura istituzionale becera e mi scuso con chi legge se non riesco a trovare altri termini più diplomatici.
Il presidente della Provincia nell’esprimere solidarietà agli arrestati e soprattutto a Bonanini si avventura in un campo dove evidentemente manca di basi adeguate. Afferma il Presidente Fiasella : “Trovo ci sia violenza, in questo modo di procedere: se siamo di fronte a reati di tipo amministrativo, come pare trapelare.” . Cosa? Il reato di associazione per delinquere, tra quelli contestati agli arrestati, viene derubricato dal “neo giurista” Fiasella a reato di tipo amministrativo! Qui Bonanini e la inchiesta non c’entrano, qui invece emerge ancora una volta la logica della casta che decide di valutare la gravità dei reati non in base alla fattispecie della legge ma in base a chi li commette e a come sono commessi. Forse, per seguire il ragionamento di Fiasella, chi spaccia droga commette un reato meno grave di chi intasca soldi pubblici che dovevano essere destinati a opere pubbliche mai effettuate? E ancora, sempre seguendo il fine pensiero del Fiasella chi spaccia droga o magari ruba in un supermercato deve essere arrestato con metodi violenti invece un politico corrotto no? Forse nessuno dovrebbe essere arrestato con violenza non crede sig. Fiasella?
Perchè il "giurista" Fiasella non ci spiega come si quantifica il danno a un territorio, non solo in termini economici ma in termini di caduta della coscienza civile, prodotto nello scoprire che un rappresentante politico ha commesso reati di truffa allo stato, associazione per delinquere, abuso di ufficio. Mi direte ma relativamente a Bonanini tutto ciò è ancora da dimostrare? Certo ma Fiasella usa Bonanini per svolgere un ragionamento in generale esprimendo una cultura istituzionale e democratica inaccettabile.
La stessa cultura che dimostra l’Onorevole Ermete Realacci (ex presidente nazionale di Legambiente) che nel ribadire la onestà di Bonanini, mette subdolamente in discussione quella dei magistrati, vedi qui .

Auguro ovviamente a Bonanini e altri arrestati di provare la loro innocenza, ma dalle prime dichiarazioni dei politici locali emerge con chiarezza come, a prescindere da come andrà questa inchiesta giudiziaria, una seria riflessione sulla futura gestione del parco delle 5 terre non verrà assolutamente svolta, ancora una volta l’unica logica che emerge dal ceto politico è quella stupida della “casta”!

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Gent. Grondacci, credo lei abbia davvero centrato l'essenza del problema, che è - come sostengo da tempo - di carattere soprattutto culturale; ed è anche a causa dell'inerzia e dell'abitudine che certe comunità hanno sviluppato di fronte a modalità personalistiche di gestione che diventa molto difficile esprimere dissenso verso le scelte di talune Amministrazioni. Ritengo che questo diffuso costume di governare attraverso una rete di rapporti clientelari non sempre sia esercitato dagli amministratori locali con l'intento di arricchirsi personalmente; ma ciò non toglie che si tratti di un'abitudine che mortifica la trasparenza - e spesso anche l'efficienza - dell'operato delle Amministrazioni. Elena

Anonimo ha detto...

SAREBBE INTERESSANTE SE ANDASSERO A CONTROLLARE L'OPERATO DEL COMUNE DI PORTOVENERE!