Il Dott. Aldo Cosentino è il nuovo commissario del Parco delle 5 Terre nominato dal Ministro dell'Ambiente dopo gli arresti che hanno decapitato la dirigenza dell'Ente Parco a partire dal suo Presidente. Una scelta quella del ministro con poche luci ed alcune ombre. Le luci sono che il dott. Consentino è sicuramente persona competente in materia di aree protette avendo ricoperto fino ad ora la carica di Direttore Generale della Direzione per la Protezione della Natura presso il Ministero dell'Ambiente.
Le ombre però rischiano di oscurare le flebili luci suddette. Infatti sotto il profilo dei precedenti di interesse spezzino dobbiamo ricordare che Cosentino, nella qualità al'epoca di direttore generale del Servizio difesa del mare, siamo nel 2002, è una delle "teste lucide" che ha dato il via libera al dragaggio del golfo di Spezia poi bocciato da TAR e Consiglio di Stato. Scelta di via libera che ha rischiato di produrre un grave danno ambientale al nostro golfo viste le carenze istruttorie di quella decisione, e ha prodotto un danno economico al porto visto che ha bloccato il dragaggio per oltre tre anni. Quindi, anche se i principali responsabili all'epoca di quella decisione furono l'allora Presidente della Autorità Portuale Dott. Bucchioni e il Direttore del servizio Rifiuti e Bonifiche del Ministero dell'Ambiente Dott.Mascazzini, il dott. Consentino sia pure in fase istruttoria contribuì a quella scelta sicuramente non felice per il nostro territorio.
Il secondo motivo di ombre nella scelta del Ministro dell'Ambiente sta proprio nella carica che ha fino ad ora ricoperto Cosentino. Infatti secondo il Decreto Presidente della Repubblica 3 agosto 2009, n. 140 (regolamento di organizzazione del Ministero dell'Ambiente) la Direzione generale per la protezione della natura e del mare ha tra le sue varie funzioni quella di (ex lettera c) articolo 5) : "c) esercizio della vigilanza sulla gestione delle aree protette terrestri e marine;". Alla luce di quello che emerge dalla lettura della ordinanza di custodia cautelare non pare che nel caso delle 5 Terre questa vigilanza sia stata svolta correttamente.
E' chiaro che la mia riflessione non vuole essere un giudizio anticipato su quelle che saranno le azioni da commissario da parte del Dott. Cosentino, anche se e ovviamente sulle azioni future vigileremo anche a partire da questo blog. Resta comunque il dubbio sulla opportunità di questa nomina visti appunto i citati precedenti.
Noi giudicheremo con obiettività l'attività amministrativa del nuovo Commissario, ci auguriamo che anche lui usi altrettanta obiettività nella gestione di un ente pubblico così rilevante per il nostro territorio in una fase di transizione così delicata.
3 commenti:
In quanto oggetto di alcune discussioni su questo blog sento la necessità di chiarire un'inesattezza da Lei riportata. In particolare mi riferisco al presunto “via libera”, da me pronunciato nel 2002 in qualità di Direttore Generale del Servizio di Difesa del Mare, al dragaggio del Porto della Spezia.
E' utile ricordare che la Direzione Difesa del Mare non ha competenza in merito al rilascio di autorizzazione al dragaggio dei fondali marini relativi al canale di accesso al porto e relativo stoccaggio a terra o destinazione a discarica, (come previsto dall'articolo 35 del D.Lgs 152/1999), materia invece di competenza della Regione o della Provincia se delegata ai sensi del D.Lgs. 22/1997.
La Direzione tuttavia, a seguito della trasmissione da parte della Capitaneria di Porto, dell'istanza di autorizzazione presentata dall'Autorità Portuale della Spezia per la movimentazione di sedimenti marini nell'area interessata dall'intervento, aveva fatto presente già nel 2001 l'eventualità di valutare ipotesi alternative allo scarico a mare, trattandosi di una zona situata all'interno del Santuario dei Cetacei e attigua alle Aree protette delle Cinque Terre e dell'Arcipelago Toscano.
Un'indicazione recepita dall'Autorità Portuale che comunicava la disponibilità alla realizzazione di una vasca di colmata per contenere una parte dei sedimenti altrimenti destinati alla scarico a mare.
Anche in questo caso nessuna autorizzazione relativa allo sversamento in vasca di colmata, è stata mai rilasciata dalla Direzione per la Difesa del Mare, che ha trasferito la pratica in via istruttoria alla Regione Liguria, come previsto dall'art.21 della legge 179 del 31 luglio 2002.
Aldo Cosentino
Io non ho mai scritto che il Servizio Difesa del Mare diretto dal dott. Consentino abbia “autorizzato” i dragaggi del porto della Spezia. Ho invece sottolineato che il suddetto Servizio partecipò attivamente alla istruttoria che ha portato alla prima autorizzazione del progetto di dragaggio poi stoppata dalla giurisprudenza amministrativa.
Con nota del Servizio Difesa del Mare (firmata dal dott. Cosentino protocollo n. Sdn/3/5576/c/4) si affermava quanto segue “Il rilascio di autorizzazione per il caso di specie non rientra quindi nelle competenze di questo Servizio bensì nelle attribuzioni dell'Ente territoriale. Si prende comunque atto del progetto e della documentazione inviata dalla Autorità portuale e, nel quadro della generale competenza di questo Servizio a garantire comunque la maggior tutela dei corpi idrici, si raccomanda in ogni caso che la quota di dragaggio assicuri un battente d'acqua che scongiuri la risospensione e la dispersione degli inquinanti dovuta alle turbolenze generate dalle navi in transito (almeno un metro). Si raccomanda inoltre l'opportunità dell'effettuazione del piano di monitoraggio, nonchè l'utilizzo durante le operazioni di escavo di panne galleggianti, così come descritto nel progetto citato”.
La suddetta nota dimostra che:
1. il Servizio Difesa Mare ha partecipato attivamente alla istruttoria dando dal suo punto di vista il via libera al dragaggio sia pure con le blande prescrizioni riportate nelle nota sopra citata.
2. Il Servizio Difesa Mare pur dichiarandosi non competente ad autorizzare si prende il diritto di affermare che la competenza è degli enti territoriali (Regione e Provincia) entrando anche in questo caso nel merito della istruttoria
3. Il servizio Difesa entrando nel merito della istruttoria dimostra di non essere a conoscenza che all’epoca (2002) era già in vigore il DM 471/1999 che prevedeva nei siti di bonifica nazionale (nel quale rientrava l’area di mare da dragare) la necessità di presentare un progetto di bonifica – dragaggio (non di semplice dragaggio) che doveva essere approvato dal Ministero dell’Ambiente di concerto con gli allora Ministri della Industria e Sanità di intesa con la Regione.
4. Non rilevando quanto sopra il Servizio Difesa Mare quale parte comunque attiva della istruttoria in oggetto dimostrava di non avere ben chiari i rischi di impatto dell’intervento di dragaggio per quelle aree marine protette per le quali il Servizio Difesa Mare era stato coinvolto nella istruttoria come ammesso nel suo commento dallo stesso Dott. Cosentino.
Quanto sopra proprio per quella esigenza di “esattezza” richiamata dal Dott. Cosentino.
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