Dopo la conferenza stampa della Procura della Spezia i commenti degli esponenti politici si infittiscono. Tutti, con maggiore o minore enfasi o certezza, auspicano chiaramente che i fermati possano chiarire la loro posizione. Tutti premettono la loro stima nei confronti di Bonanini, qualcuno cita Pasini (esponente del PD), e se ne fregano del resto del gruppo. Poiché il Procuratore ha parlato di intercettazioni dai contenuti “sconcertanti”, è difficile ritenere che la cricca fosse composta dai soli funzionari, tecnici e imprenditori. Ma si sa, la casta difende se stessa.
Qualcuno, Ermete Realacci (responsabile green economy del PD) è riuscito a rilasciare questa dichiarazione: "Sull'onesta' e sul rigore morale di Franco Bonanini, al quale sono legato da amicizia fraterna, sento di mettere la mano sul fuoco", ha assicurato. "All'azione della magistratura e' dovuto sempre rispetto, anche se in questo caso facciamo veramente fatica a credere alle ipotesi avanzate".
La stampa. Con la luminosa eccezione di Massimo Calandri, tutta la stampa nazionale si è associata al coro dei cantori dell’ode al Presidente del Parco Nazionale al punto di scrivere (cronaca4) “Al di là degli aspetti giudiziari che la Magistratura avrà il compito di chiarire e definire, il fatto rappresenta una vera e propria bomba mediatica (la notizia ha fatto il giro del mondo, è stata battuta anche da agenzie internazionali) e, temiamo, non potrà che avere ripercussioni negative sull’economia e sull’immagine del nostro territorio. Non va dimenticato che, grazie al lavoro di Bonanini e del Parco, negli ultimi anni le Cinque Terre sono diventate un polo di attrazione mondiale, un vero e proprio sistema economico “best pratice” a livello internazionale e un brand di eccellenza per la nostra provincia e per il nostro Paese. “ e ancora “E’ presto per dirlo. Certo è che, se le voci che adombrano un allargamento dell’inchiesta alla Regione fossero vere, oltre che giudiziario si prefigura un vero e proprio terremoto politico ed istituzionale. Ed in questo momento di crisi economica generale, della Liguria e del nostro territorio proprio non ci voleva. “
Il Fatto Quotidiano, che normalmente si assume il rischio di avere un punto di vista basato su dati, pubblica un post che io ho attribuito ad Oliviero Beha (non vedo chi altri in quel giornale, ma non so neppure cosa c'entri lui in quel giornale) che fa da controcanto alla notizia. Speriamo che domani Ferruccio Sansa scriva qualcosa di un più equilibrato. Ora, evidentemente nessuno di noi ha la verità in tasca e chissà mai se e quanta ce ne sarà data.
E tuttavia, mai prima e neppure oggi, nessun politico e pochissimi giornalisti (non spezzini) hanno avuto l'ardire di cercare di capire come mai tanta determinazione nel negare l'accesso ai Bilanci del Parco delle 5 terre da parte dello stesso Presidente. Ammesso che nessuno sapesse, nessuno ha voluto sentire ciò che tanti di noi dicevano. Capire davvero cosa stesse succedendo sarebbe stata ed è ora una precisa responsabilità del PD, altrimenti che senso ha essere un partito che riunisce i suoi esponenti a livello provinciale e regionale, prima che nazionale. Ma di cosa parlate quando parlate? E se anche qualcuno fosse stato in disaccordo con l'andazzo dell'opacità alle 5 terre (su questo direi che possiamo concordare tutti) perchè non ha mai preso posizione?
E anche quelli del PRC di Spezia, a loro che unici hanno chiesto oggi a gran voce le dimissioni di Bonanini e Pasini va una domanda: ma in questi anni, dove eravate?
Al Comune della Spezia, che siede nel consiglio direttivo del parco e ne ha approvato i Bilanci: li avete mai visti? No? approvati al buio? Sì? Perchè non avete sollecitato e preteso che fossero resi pubblici?
Non sappiamo ancora cosa sia successo, ma siete tutti responsabili: classe dirigente e informazione locale.
p.s. da un'ansa di poco fa: Nell'ordinanza, composta da circa 900 pagine, si parla di una 'gestione feudataria del Comune e del Parco' e si rileva che la 'truffa aggravata e tentata ai danni dello Stato' ammonta a quasi un milione di euro. Come spesso accade, la magistratura deve porre rimedio alla mancanza di politica.
p.p.s. arrivato or ora dal blog dell'amico Marco Preve
p.s. da un'ansa di poco fa: Nell'ordinanza, composta da circa 900 pagine, si parla di una 'gestione feudataria del Comune e del Parco' e si rileva che la 'truffa aggravata e tentata ai danni dello Stato' ammonta a quasi un milione di euro. Come spesso accade, la magistratura deve porre rimedio alla mancanza di politica.
p.p.s. arrivato or ora dal blog dell'amico Marco Preve

2 commenti:
http://preve.blogautore.repubblica.it/2010/09/28/manette-alle-cinque-terre-ma-forse-il-sogno-era-gia-finito/
Salve,
sono approdato a questo blog cercando di capire meglio cosa sia successo alle Cinque Terre.
Io credo che sia dovere intellettuale di ogni uomo libero quello di non accontentarsi delle "attestazioni di stima" nella interpretazioni di certi fatti politico. Specie se le attestazioni arrivano da quello stesso "potere strutturale" che in certe situazioni viene messo sotto accusa, perche' il potere e' auto-refenziale e spesso non e' in grado di esprimere nessuna forma di critica ( e assai meno di controllo) verso quei meccanismi che ne garantiscono sopravvivenza e successo. Il potere, quando e' universalmente compiaciuto, quando e' univocamente "stimato", quando non e' piu' controllato diviene sempre pericoloso. Persino il potere di un Papa e' sottoposto a critica, perche' non dovrebbe esserlo quello di ... un Faraone?
L'uomo libero diffida anche di certe categorie "commerciali" di valutazione quando viene chiamato a giudicare l'operato di un suo amministratore:
"Polo di attrazione mondiale, best practice, brand di eccellenza" sono definizioni trasposte da linguaggi "markettari" che non solo non mi lasciano indifferente ma mi provocano una certa orticaria, perche' ho verificato in altre occasioni ( vedi la Roma di Veltroni e ... di Realacci) quanto dietri questi "segni miracolosi" lasciati da uomini del destino si nascondano invece degli assoluti disastri di umanita', di malgoverno, di spicciole malversazioni quotidiane, di miopia politica, che per uno spirito come il mio, risultano tanto piu' inaccettabili proprio perche' compiuti "da sinistra".
Non credo di essere un forcaiolo ma "Faraone" non credo sia un appellativo adatto per un amministratore di sinistra. I migliori amministratori di sinistra che abbiamo avuto e che ricordo erano chiamati semplicemente ... con il loro cognome.
Continua a scrivere su questa faccenda Daniela, continuero' a leggerti perche' mi sembra che il tuo sia un punto di vista veramente libero ed importante da ascoltare.
Piero
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