sabato 21 agosto 2010

Spezia e la colata: eppur si muove

La Repubblica di Genova ha pubblicato questa lettera di due architetti spezzini a commento dei progetti del waterfront della Spezia, della piana di Marinella e di Sarzana.
Personalmente avevo auspicato anche in un post recente l'intervento degli architetti spezzini (magari coordinati, hanno anche un ordine) che, salvo rare occasioni, restano silenti e/o inascoltati nei momenti topici della trasformazione del territorio; pare che i nostri abbiano incontrato forti resistenze alla pubblicazione della loro lettera sulla stampa locale.
Per parte mia apprezzo e condivido i passaggi che mettono in evidenza le contraddizioni tra ciò che viene rappresentato concettualmente (il senso e l'obiettivo del progetto) e ciò che poi viene disegnato: non tanto nelle forme, che possono più o meno piacere, quanto nelle destinazioni d'uso di quanto viene realizzato. Sul sito dell'Autorita Portuale della Spezia è pubblicata la relazione presentata dall'architetto Llavador a Porto Lotti il 21 Giugno scorso .

Nella loro lettera gli architetti hanno considerato tre situazioni micro, se messe in relazione con quanto viene realizzato quotidianamente sul territorio nazionale, che diventano mega considerando che si concretizzano tutte all'interno del territorio provinciale spezzino che, considerando la sua conformazione geografica, è invece molto limitato.

Se aggiungiamo il quasi pronto centro commerciale dell'ex area IP in città, il futuribile campo da golf a Pitelli e le aree militari eventualmente da dismettere (già in fase di scambio tra la marina militare e gli imprenditori della cantieristica) allora davvero c'è da chiedersi se non sarebbe opportuno togliere lo zoom (focalizzato sui singoli progetti) e montare un buon grandangolo alla nostra macchina fotografica (che abbracci l'intero territorio provinciale): giusto per capire dove siamo e dove stiamo andando, sia dal punto di vista concettuale (senso e obiettivi) sia dal punto di vista delle opere (della colata).

P.S. Quando parlo della colata alludo ovviamente al libro "La colata" di Sansa, Preve et altri...
che sto appunto finendo di leggere. Vorrei ringraziare in particolare proprio Sansa e Preve che hanno sempre la squisitezza di pubblicare i loro libri prima dell'estate: fu così anche nel 2008 con "Il Partito del Cemento" che allietò anche quell'estate.

P.P.S. Nel Novembre dello stesso anno al Camec della Spezia si realizzò un convegno dal titolo "Nuove proposte per la città e per il Golfo". Se interessa cliccare sul link si possono trovare parecchi spunti di riflessione su ciò che è stato, che sarebbe potuto essere e che probabilmente non sarà del nostro golfo: eppur si muove!

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