giovedì 5 agosto 2010

Regole, convenzioni, consuetudini dell'evasione fiscale

L’ultima proposta per favorire l’emersione del sommerso nei redditi da locazione introduce una “cedolare secca” del 25 o 20%; tale intervento svincolerebbe i redditi da locazione dagli altri redditi sui quali si applica un’imposta progressiva determinando una riduzione della pressione fiscale per il contribuente locatore. A prescindere dalla opportuna riflessione, che tutti i giornali fanno in questi giorni, a proposito del “cui prodest” (apparentemente ai redditi medio-alti e alti) e considerando la persistente validità del motto “pagare meno, pagare tutti”, resta sempre un altro problema: quello dei controlli. Sì, perché se non ci sono controlli il mercato del sommerso si adatta molto facilmente e, in caso di aliquota al 25%, formula proposte di affitto che prevedono uno sconto del 15/20% enza contratto.

Il discorso c’entra anche con i concetti di regola, convenzione e consuetudine che, nel vocabolario corrente, assumono significati diversi da quelli che fornisce il Devoto Oli. Racconto un episodio di questi giorni che riguarda gli esami specialistici, quindi la sanità, ma che potrebbe anche riguardare il parrucchiere o il ristorante, l’idraulico o il muratore, e anche le categorie di professionisti e…

Lo studio che ha in cura la dentatura del ragazzino è attualmente sprovvisto dell’apparecchio che esegue la panoramica e veniamo pertanto indirizzati ad un centro in cui, ci dicono grazie ad una convenzione, possiamo fare la panoramica al costo di 30 euro. Il ragazzino, con i 30 euro e i dati per la ricevuta in tasca, va a fare l’esame accompagnato dal nonno che, alla richiesta di 40 euro … mia nuora mi ha detto 30… Tornano a casa avendo pagato 30 euro. Chiamo il centro chiedendo conto della ricevuta (che non è stata rilasciata) e mi sento rispondere che siccome il nonno voleva spendere 30 euro, allora la regola è che non si fa la ricevuta; se invece la vogliamo, non c’è problema: tu dare me 10 euro io dare te ricevuta. Il tutto spiegato con dovizia di particolari: è la regola della convenzione.

Dunque, in virtù di una convenzione tra due soggetti privati (studio medico e centro) l’utente risparmia 10 euro (25%) che sono poco più di quanto recupererebbe di imposta (mi pare 19%, ammesso che abbia un reddito) mentre il centro risparmia l’iva e le imposte (molto più del 25%). Ovviamente il business dei due lo paga la fiscalità generale… La convenzione ha trasformato in regola una consuetudine: l’evasione fiscale.

Siccome non voglio demonizzare nessuno, posso dire che nello studio di un noto oculista spezzino (ancora sanità) alla domanda “quanto devo?” la risposta è immancabilmente “serve la ricevuta?”. E non c’è modo di far sorgere qualche dubbio, non voglio dire senso di colpa, rispondendo: “non è importante che serva, è che lei la deve fare (la ricevuta)”. Una buona soluzione è evitare di servirsi da coloro che non ti fanno la ricevuta (almeno dalla seconda volta in poi…) ma una migliore sarebbe fare controlli seri e costanti… a tutte le categorie.

1 commenti:

Anonimo ha detto...

La ringrazio per intiresnuyu iformatsiyu