venerdì 25 dicembre 2009

mercoledì 23 dicembre 2009

Monterosso: una piccola mensa scolastica

Quello che segue è il testo della mail inviata dalla Scuola di Cittadinanzattiva della Spezia lo scorso 16 Dicembre al sindaco di Monterosso (e rimasta senza risposta) in relazione alle carenze della scuola pubblica del suo comune.

Egr. Sig. Sindaco,
ricevo una segnalazione in ordine alla supposta inadeguetazza nella gestione della mensa scolastica del suo Comune.

In particolare.
1) la condivisione della mensa scolastica e del menù, da parte di bambini della scuola dell'infanzia e ragazzi della Scuola Media, che rimanda a due ordini di problemi: l'adeguatezza degli arredi e l'adeguatezza del cibo sia per quantità sia per tipologia;
2) l'apparente assenza di una commissione mensa formata dai genitori degli studenti, normalmente prevista ed istituita nelle scuole;
3) l'applicazione di una tariffa mensile, indipendente dalla condizione economica delle famiglie dei ragazzi: normalmente si ricorre alla progressività sulla base del reddito ISEE;
4) la mancanza del servizio mensa per i bambini della scuola primaria, che rientrano nelle loro case per il pranzo anche in occasione del rientro pomeridiano settimanale;

E' stata rilevata, inoltre, una possibile fonte di pericolo determinata da un recente intervento di riqualificazione.

Le sarò grata se vorrà rispondere a questa mia, eventualmente chiarendo qualsiasi informazione non rispondente al vero e/o rendendo noti gli interventi che ritiene di mettere in atto al fine di migliorare la funzionalità della scuola del Comune di cui è Sindaco.

In attesa di cordiale e sollecito riscontro,
la saluto cordialmente

Daniela Patrucco

Scuola di Cittadinanzattiva - Coordinamento Provinciale (SP)

C.C. Dott. A. Bizzarri - Responsabile Nazionale Scuola di Cittadinanzattiva
Avv. Rino Tortorelli - Coordinatore Provinciale Cittadinanzattiva (SP)
www.cittadinanzattiva.it

venerdì 18 dicembre 2009

Settembre: migrazioni, ripensamenti, riflessioni, bilanci e rese dei conti...

Settembre è il mese dei ripensamenti... cantava Francesco Guccini nella Canzone dei dodici mesi - Settembre, andiamo. E' tempo di migrare. D'Annunzio ne I Pastori (dall'Alcyone)

Come si sa, non ci sono più le stagioni di una volta e io credo che Settembre sia stato soppiantato da Dicembre, anche in tema di ripensamenti e migrazioni.

Nel Dicembre dello scorso si concludeva il mio percorso con l'associazione VAS e, più segnatamente, il quotidiano aggiornamento del sito www.vas5terreriviera.org – sito che nelle intenzioni del Circolo VAS si sarebbe dovuto ampliare alla dimensione regionale e che invece è rimasto lì: fermo all'ultima rassegna stampa del 24 dicembre 2008. Da quell'impegno è nato il mio lavoro caso del Parco delle 5 Terre: lo sto portando in giro per le Università Italiane con grande soddisfazione.

Ieri, Marco Grondacci ha pubblicato il suo post di riflessione e di presa di distanza: non voglio più avere niente a che fare...

Sempre ieri, senza che uno sapesse dell'altra, raccoglievo il punto di vista di un altro storico politico/ambientalista spezzino, uscito dalla scena poco dopo il sequestro e la chiusura della discarica di Pitelli: la sua preziosa riflessione copre l'arco di oltre dieci anni di politica ambientale che ha contribuito ad elaborare per Spezia, sarà interessante renderla disponibile. Chissà!

Mentre sto scrivendo questo post, ricevo una mail con questo link: http://www.megachipdue.info/tematiche/beni-comuni/1512-come-fare-un-documentario-ambientale-il-caso-pitelli.html; tratta di Pitelli e del bel documentario che abbiamo visto alla fine della scorsa estate: chissà come mai Claudia la Barbera ha sentito il bisogno di ri-parlare di Pitelli e di ambiente proprio oggi, alle 13.41?

Forse perchè è Dicembre? Tempo di riflessioni, ripensamenti e migrazioni? Chissa!

Alle 12,45 – dopo mesi di silenzio – si è riaccesa un'altra voce (sempre con una mail) che appartiene a questo territorio ma ad un'altra storia: una storia di acqua, di assenza di regole e di deficit democratico. Un'altra storia da cui sto migrando in questi giorni: Dicembre 2009.

E' buffo ma solo ora, cioè arrivata a questa riga di questo post, realizzo che gran parte del mio impegno in tema di diritti, di ambiente, di collettività nasce da quella che io ho considerato una pesante violazione di un mio diritto fondamentale: il diritto di espressione, di dissenso e di critica. Il momento topico della storia? il 19 Dicembre 2006 al Castello di Riomaggiore, in una scenografia Kafkiana (per chi è stato a Praga ed ha visto il Castello, forse anche per chi ha solo letto il libro) con avvocati e Jaguar con autista parcheggiata fuori. Sera, nebbia.

Da quella migrazione/riflessione/ripensamento è partito il sasso che ancora sta rotolando e, come nelle valanghe, raccoglie o si unisce ad altri sassi che rotolano e cresce, si trasforma, si rafforza e forse, un giorno, travolgerà tutti i Castelli. Non è detto che se dài un calcio ad un sasso lo elimini dalla tua strada: può anche capitare di metterlo in moto.

Ecco, non mi sono fatta mancare a mia volta, la riflessione annuale: è davvero difficile tenere separati pubblico e privato e tocca sempre raccontare anche un pò di sè... Ora verrebbe bene fare gli auguri ma sarò ancora qui per qualche giorno prima delle vacanze e forse non saprò astenermi. Nevica da un'oretta ed è già tutto bianco: le scuole hanno chiuso, gli impegni rimandati, il tempo si allunga. oddio no!

Circolo Nuova Ecologia: comitato scientifico cercasi

Circolo Nuova Ecologia: Presentazione pubblica Comitato Scientifico Regionale di Legambiente
Per un modello europeo di pianificazione urbana, regionale e portuale attraverso l’integrazione tra urbanistica e ambiente Giovedì 17 Dicembre 2009 ore 17 Presso la Sala di Palazzo S.Giorgio – Porto Antico Genova Ore 17 Saluti: Luigi Merlo Presidente Autorità Portuale di Genova Presentazione del Comitato Scientifico e dei suoi componenti: Stefano Sarti Presidente Regionale Legambiente Ore 17, 10 Introduzione: Giovanni Spalla – Presidente Comitato Scientifico Regionale Legambiente Nuovo modello culturale e partecipato dell’uso/consumo del suolo, locale e regionale Interventi: Ore 17,20 Massimo Quaini – Università di Genova, facoltà di Lettere Uso e consumo del territorio: verso un osservatorio regionale Ore 17, 30 Roberto Bobbio – Università di Genova – Presidente regionale INU La tutela del paesaggio e il Piano territoriale di coordinamento paesistico e la recente proposte di variante generale Ore 17,40 Andrea Bignone – esperto in politiche della mobilità – Italia Nostra Genova Mobilità e territorio un legame inscindibile: per una nuova idea di trasporto per infrastrutture sostenibili Ore 17,50 Marco Grondacci – giurista ambientale La partecipazione del pubblico nei processi decisionali strategici : una nuova P.A. per un nuovo rapporto tra cittadini e scelte a rilevanza ambientale/territoriale Ore 18,00 Luigi Barone - Autorità Portuale Genova La pianificazione portuale. Uno strumento di valorizzazione ambientale" Ore 18,10 Pierfranco Pellizzetti – docente Università di Genova Ambiente e sviluppo, siamo fermi ai preliminari Seguirà tavola rotonda con i rappresentanti del comitato scientifico con risposte a domande ed interventi del pubblico Interverranno i responsabili dei circoli liguri di Legambiente Ore 19,30 Conclusioni: Stefano Sarti Presidente Regionale Legambiente Sono invitati al dibattito amministratori pubblici, associazioni, forze politiche e sociali, comitati dei cittadini

Aggiunto: 16 Dicembre 2009

http://www.legambienteliguria.org/modules.php?name=Reviews&rop=showcontent&id=49

Ieri mi sono casualmente imbattuta nel comunicato di cui sopra. Mi sono incuriosita a proposito della composizione del Comitato Scientifico di LA Liguria ed ho letto deducendo che:

  1. Luigi Merlo ha portato i suoi saluti all'incontro

  2. Stefano Sarti, Presidente di LA Liguria...

  3. Giovanni Spalla, Presidente del Comitato Scientifico...

  4. Massimo Quaini, Roberto Bobbio, Andrea Bignone, Marco Grondacci, Luigi Barone, Pierfranco Pellizzetti: membri del Comitato Scientifico...

Quando si dice un parterre des rois... ho pensato: caspita però, complimenti...

Oltre agli illustri e apprezzati studiosi (Quaini, Bobbio, Pellizzetti), un esponente di Italia Nostra (Bignone) e un funzionario dell'Autorità Portuale di Genova (Barone): un colpaccio, la tanto sospirata integrazione tra istituzioni, società civile, associazioni ambientalisti... e il porto! Tutti nel Comitato Scientifico di un'associazione ambientalista...

Stavo per scrivere a Forcieri (Presidente Autorità Portuale della Spezia) per fargli sapere quanto fosse illuminato il suo collega genovese (un rappresentante dell'AP nel comitato scientifico di LA, mica come noi a Spezia), per complimentarmi con Stefano Sarti (che ho spesso/sempre bistrattato privatamente e pubblicamente) insomma: stupefatta. Ma anche un pò perplessa: possibile un simile stupefacente film senza uso di stupefacenti?

Visto che c'era anche l'amico Grondacci, un po' offesa gli ho mandato una mail: potevi anche invitarmi, visto che sei nel Comitato Scientifico di Legambiente! E così ho scoperto che Grondacci sarebbe stato solo un relatore... e anzi che era in fase di profonda riflessione e netto cambiamento.

Marco è mio amico ma, mi sono detta: cambiamento de che? E gli altri? Membri o relatori?

Allora ho cercato sul sito della LA una sezione dove fosse rappresentata la composizione del Comitato Scientifico: io non l'ho trovata...

Ma il Comitato Scientifico della Legambiente Liguria, da chi è composto? Help me, please...

p.s. comunque, se Merlo era davvero lì e nonostante tutto, Forcieri una piccola mossettina se la potrebbe pure dare...

Efficienza energetica: basta volere...


Dal "Fatto Quotidiano" di oggi... dedicato agli amministratori che perseguono l'efficienza energetica invitando i cittadini a sostituire le lampadine ad incandescenza con quelle a basso consumo...

giovedì 17 dicembre 2009

NON VOGLIO AVERE PIÙ NIENTE A CHE FARE...

.....con questa sinistra o centro sinistra che sia.
Infatti chi ha creato i presupposti dell’attuale Berlusconismo imperante se non questi democratici da strapazzo, quelli che :
1. votiamo la persona e non l’ideologia (così le campagne elettorali le vincono quelli che hanno soldi e lobbies che li appoggiano)
2. basta con i politici di professione, promuoviamo i professionisti della società civile (così la politica diventa tecnica di gestione del potere)
3. votiamo il programma di governo a prescindere dalle analisi che lo sottendono e tanto meno dalle ideologie che lo sostengono, perché governare è fare l’interesse di tutti (così non si capisce più in nome di chi e per chi si governa e si decide)
4. chi vince deve governare, perché chi vince è stato eletto direttamente quindi può decidere senza essere obbligato a confrontarsi continuamente con i cittadini, vorrà dire che se governa male la prossima volta non lo eleggeranno più (l’elezione è il tutto della democrazia, la partecipazione dei cittadini è un fastidio inutile)
5. i partiti devono essere leggeri, più precisamente macchine di competenza tecnocratica e di consenso elettorale (così hanno cancellato la presenza della politica organizzata nei quartieri, nei luoghi di lavoro e hanno distrutto la democrazia dentro i partiti stessi)
6. i leghisti hanno ragione a porre la questione della sicurezza bisogna solo gestirla in modo diverso da come loro propongono (così hanno amplificato a dismisura la questione sicurezza regalando l’argomento principale per le vittorie elettorali della destra)
7. basta con la frammentazione proporzionale della rappresentanza bisogna avere governi più efficienti perché una democrazia che non decide è una democrazia svuotata (così hanno prodotto governi votati , come quello attuale, da poco più del 30% degli italiani)
8. bisogna distinguere la gestione dalla funzione di indirizzo della politica (così hanno creato una casta burocratica di dirigenti e funzionari soprattutto negli enti locali, fuori da ogni controllo democratico)
9. basta con i conflitti dobbiamo costruire progetti comuni (così hanno creato i presupposti per l’attuale criminalizzazione dei conflitti sociali)

Questa cultura ha tirato la volata a Berlusconi e ora questi leviatani da strapazzo ci vengono a parlare di “democrazia in pericolo”! Ma sono complici di questo processo in atto da tempo che mira ad un governo senza popolo e quindi senza politica (come ha scritto Jacques Rancière) o meglio una politica mera tecnica di conservazione del potere attraverso la gestione-formalizzazione di decisioni predisposte e istruite e sostanzialmente prese fuori dal processo democratico pubblico che non si può esaurire nel processo elettorale o nella parola d’ordine della governabilità.

E che dire della sinistra “radicale” che ormai di questo aggettivo ha solo la capacità radicale di autodistruggersi in lotte intestine (quante liste di sinistra ci saranno alle prossime elezioni regionali liguri?) e altrettanto la capacità radicata di fallire miseramente quando i suoi rappresentanti ricoprono cariche istituzionali o di amministrazione attiva, basti vedere l’esperienza spezzina del comune capoluogo e degli enti come Acam.

Ma non voglio più avere a che fare neppure con quello che è stato il mio soggetto di riferimento organizzato in questi anni di non militanza partitica: il movimento ambientalista organizzato in associazioni e finti comitati che sono in realtà associazioni di poche persone che rappresentano solo se stesse; per fortuna ci sono i comitati veri come quello Botta di Sarzana ma questa è un'altra storia di cui scriverò in altra sede.

E se la devo dire tutta non mi è neppure simpatica questa società civile che organizza movimenti anti persona usando la rete; a proposito, secondo l’ultimo rapporto Censis il 26,8% degli utenti, dei social network, si è accorto di dedicare meno tempo ad altre attività a causa di Facebook (dalla lettura al lavoro, dal cinema alla frequentazione degli amici), indebolendo di fatto la propria capacità dialettica complessa e i legami sociali. Guarda caso il no B.day è nato proprio grazie alla rete di Facebook: ci sarebbe parecchio da meditare su questa logica di riempire i vuoti reali della rappresentanza della politica con la rarefatta atmosfera virtuale della rete e dei social network.

Ma soprattutto non mi piacciono gran parte degli ambientalisti spezzini organizzati nelle varie associazioni, sempre pronte a farsi le scarpe l’una con l’altra, a sollevare problemi senza dare soluzioni, a fare ricorsi alla magistratura e a sentenziare su tutto e tutti prima ancora di aver approfondito seriamente i problemi, a stabilire continuamente chi è e chi non è ambientalista duro e puro e allo stesso tempo, spesso e volentieri, ad usare l’ambientalismo per autopromuovere le proprie carriere politiche e professionali, ad usare la parola comitato per nascondere un partitino personale, quasi sempre incapaci di dare un ordine di importanza alle questioni ambientali del nostro territorio, pronti a organizzare convegni teorici che durano lo spazio di un giorno ma incapaci di coordinare reti di competenze/ progettualità/idee/interessi sul territorio che durino nel tempo e producano intelligenza territoriale ……. e mi fermo qui che è meglio .

Insomma ci vuole qualcosa d’altro che questi movimenti virtuali, che questa pseudo sinistra radicale, che questi movimenti ambientalisti, ma siccome non sono un megalomane, ma solo una persona che cerca di capire il mondo che lo circonda e le conseguenze delle proprie azioni, non scrivo “facciamo un nuovo ambientalismo o una nuova sinistra radicale”, mi limito solo a constatare, per il momento, che quello/a che c’è fa discretamente schifo e che se è così la responsabilità è anche mia visto che ne ho fatto parte fino ad ora.
Come dire riconoscere i propri errori e le ragioni da cui provengono è il primo passo per incominciare un nuovo cammino.

mercoledì 16 dicembre 2009

La mensa scolastica di Monterosso...

...non soddisfa le mamme: al via la raccolta di firme per la protesta.

Ricevo questa segnalazione che, come Coordinamento della Scuola di Cittadinanzattiva della Spezia, giro al Comune di Monterosso con richiesta di chiarimenti.

Sta accadendo in questi giorni, un gruppo di mamme dei giovani studenti della scuola media “Enrico Fermi”, ha constatato (dal racconto dei ragazzi) che effettivamente la quantità del cibo distribuito nella mensa scolastica, istituita dal Comune nei locali dell’Asilo Parrocchiale, non soddisfa i requisiti prospettati.

È accaduto, ci confermano le mamme, che alcuni ragazzi dopo la mensa hanno fatto ricorso a merendine comprate al bar, per soddisfare la fame.

E’ incomprensibile per le mamme non aver mai incontrato una dietista, con la quale concordare dove ce ne fosse bisogno variazione al menù, che comprende molto spesso prodotti fritti.

Si paga, indipendentemente da reddito, 48 euro mensili (che non sono pochi), per due pranzi alla settimana, e abbiamo anche constatato che i ragazzi stanno mangiando sui tavoli dei bimbi dell’asilo che sono bassissimi (alla faccia della postura corretta) e non possono usare i bagni della struttura, poiché riservati (giustamente) solo ai bimbi dell’asilo.

Come se non bastasse, quando hanno riqualificato l’area esterna della scuola di Via Servano, invece di renderla del tutto sicura, con il lavoro hanno creato uno scalino che prima non c’era, e le ringhiere nuove sono già piene di ruggine, non ci sembra normale ?

Con le firme raccolte, andremo a protestare nelle sedi opportune, ma ci chiediamo possibile che per far valere i propri diritti si deve sempre protestare ?

Nicola busco

3290047739


martedì 15 dicembre 2009

Sostenibilità e cittadinanza (seconda parte): il turismo

Del Convegno tenutosi alla IULM di Milano, “Città e Cittadinanza”, ho già parzialmente trattato in un altro post.

In quello stesso Convegno, nel seminario dedicato a “Sostenibilità e cittadinanza tra educazione formale e informale – Scuola, Università, Turismo e Comunicazione”, Stefano Malatesta (assegnista di ricerca presso la facoltà di scienza della formazione dell'università Bicocca di Milano) ha proposto una riflessione critica sulla pratica dell'eco-turismo.

Il suo intervento seguiva la presentazione (a cura di Eleonora Mercuri) dell'offerta di Legambiente nell'ambito dell'educazione ambientale, ecoturismo anche detto.

Trovo particolarmente interessante il dibattito che riguarda le varie forme di turismo: l'ecoturismo, il turismo responsabile, il turismo sostenibile, il turismo solidale... Si tratta, nei fatti, di altrettanti sottoprodotti del turismo che, nelle retoriche, sono invece rappresentati e interpretati come “pratiche salvifiche”, di noi stessi e dell'ambiente. L'ecoturismo, ad esempio, implica un approccio educativo del soggetto che lo pratica; non a caso le agenzie che promuovono l'ecoturismo sono infatti aree protette, associazioni ambientaliste, sistemi turistici locali.

Tra le altre considerazioni interessanti, Malatesta sostiene che poiché nell'ecoturismo l'approccio educativo si concentra su un aspetto specifico (la fauna o la flora su cui si vuole educare) decomplessifica l'ambiente, di fatto alterandolo e vanificando l'esperienza diretta come forma di educazione. Come dire, credo, che sarebbe più onesto spogliare l'ecoturismo di tutta la retorica di cui è ammantato, risparmiarsi il prefisso eco e parlare di un tipo di turismo che fruisce (consuma) la natura che incontra sul suo cammino. Eventualmente dopo averne studiato flora e fauna.

La registrazione dell'intervento è qui (poiché il volume della registrazione è piuttosto basso consiglio l'uso delle cuffie).

Sempre in tema di turismo, e della retorica di quello "sostenibile”, segnalo un passaggio della coordinatrice del Seminario, Marcella Schmidt di Friedberg, dal suo libro L'arca di Noè – Conservazionismo tra natura e cultura, Giappichelli Editore, Torino, 2004. Si tratta di una scheda dal titolo: Paesaggio rurale come attrazione turistica: il Parco Nazionale delle Cinque Terre. Già nel 2004 la Prof. Schmidt sosteneva che “Le Cinque Terre sono afflitte oggi dai tipici problemi di sovraccarico turistico dove si scontrano esigenze di tutela ambientale e sovraffollamento turistico, l'abbandono dell'economia tradizionale, il degrado paesistico”. La scheda è qui

Sulle tematiche legate al “turismo” e alla sua supposta sostenibilità è presente un'ampia rassegna in questo blog alla categoria 5 terre.

giovedì 3 dicembre 2009

Dragaggi del porto commerciale: reticenze e vuoti di memoria !

Leggo le dichiarazioni del dott. Pomo sulla vicenda dragaggi del porto della Spezia rilasciate durante una conferenza al Propeller Club e resto incredulo. Evidentemente io e il dott. Pomo abbiamo vissuto in questi anni in due città diverse.
A leggere le dichiarazioni del dott. Pomo sembra che :
1. l'inquinamento del golfo, da cui la successiva dichiarazione di “sito di bonifica nazionale” anche per l'area dentro diga, sia stato prodotto da dei marziani e non da un perverso connubio tra una certa imprenditoria che aveva bisogno di smaltire rifiuti pericolosi a bassi costi e amministrazioni locali incapaci di impostare una corretta gestione di questi rifiuti. Il tutto emerge dagli atti del processo di Pitelli di cui evidentemente il dott. Pomo non ha mai sentito parlare!
2. La colpa dei ritardi nei dragaggi è della legge e non di chi non la ha saputa applicare correttamente.

Le cose non stanno così. Ricordo ai distratti e smemorati come il dott. Pomo che all'epoca, siamo intorno agli anni 2000-2002, l'allora Presidente dell'Autorità Portuale sosteneva queste due tesi assurde:
la prima, secondo la quale l'autorizzazione a dragare era di competenza della sola Autorità Portuale, anzi dichiarava che "a settembre del 2002 avrebbe iniziato a dragare" sic!
la seconda, che la legge imponeva di bonificare contemporaneamente tutto il sito e quindi questo rendeva impossibile il dragaggio, a meno di diversa interpretazione o modifica della legge allora vigente.

Entrambe le tesi vennero clamorosamente smentite da ben due sentenze della magistratura amministrativa che dimostrarono a tutti che la strada da seguire era quella che anche il sottoscritto aveva sostenuto, quando era assessore del Comune capoluogo ma anche successivamente (relazione al convegno al Centro Allende del luglio 2002): presentare un progetto di bonifica per l'area da dragare da approvarsi da parte della Conferenza dei servizi apposita presso il Ministero dell'Ambiente. Quindi l'autorizzazione era di competenza del Ministero dell'Ambiente e non dell'Autorità Portuale e si potevano effettuare bonifiche parziali del sito a mare e successivi dragaggi nel rispetto delle prescrizioni della suddetta Conferenza dei servizi e della caratterizzazione complessiva del sito di bonifica. Questa linea venne non a caso confermata dalle sentenze della magistratura successive all'adeguamento alla procedura di legge, legge poi modificata nel dicembre del 2006 ma in modo ininfluente rispetto alla controversia in atto nel nostro territorio.

La arroganza e la insufficienza amministrativa della Autorità Portuale sono le cause prime responsabili dei ritardi del dragaggio della zona portuale e dei danni che tale ritardo ha prodotto anche al porto, non certo una legge che era chiara fin dall'inizio. La reticenza nel fornire una corretta ricostruzione di questa vicenda, da parte della Autorità Portuale, peraltro non stupisce: la nostra è una città con un sistema di potere fatto così: prima fanno i danni, poi danno la colpa agli altri, e dopo (con i soldi pubblici) si fanno un vanto di sanare i danni che loro stessi hanno prodotto.

p.s. A questo proposito si vedano anche i numerosi interventi miei e della Patrucco su questo stesso blog http://speziapolis.blogspot.com/search/label/Porto e territorio

Comune della Spezia e ACAM: riflettori accesi...

su Campiglia!
Hanno organizzato la raccolta dell'organico e distribuito le famigerate compostiere a Campiglia: propongo il Nobel per l'ambiente ad ACAM e all'assessore Ruocco. Sprofondiamo in un mare di rifiuti indifferenziati e la classe dirigente si fa vanto di organizzare il compostaggio della frazione organica a Campiglia. Con tutto il rispetto per Campiglia e per i suoi residenti che probabilmente l'organico lo usavano già come concime...

La raccolta dell'organico a Campiglia equivale agli Enti Locali (anche quelli certificati ISO14001 ) che fanno la raccolta differenziata della carta nei loro uffici (virtuosi), e non sanno da che parte prendere per recuperare in una maniera decente i rifiuti dal territorio: non dico chiudere il ciclo, parlo solo della raccolta!

Si è fulminata una lampadina a basso consumo: succede così raramente che non ricordo un episodio precedente. Che ne faccio? Rapidi sondaggi presso amici e conoscenti dicono di smaltirla nel vetro: cazzata, ovviamente!
"...queste lampadine devono essere smaltite tramite la raccolta differenziata, obbligatoria per legge, come del resto accade per tutti gli apparati elettrici ed elettronici come computer, telefonini, fotocopiatrici, televisori, radio, elettrodomestici. Perché? Il motivo è che contengono mercurio, argon, fosforo, materiali plastici, oltre che vari circuiti elettronici al loro interno. Tutto ciò richiede pertanto, per evitare danni all’ambiente, che esse siano "rottamate" in appositi centri di raccolta. Infatti, dal novembre 2007 il decreto ministeriale 185/2007 ha reso operativo il decreto legislativo 151/2005 che disciplina proprio lo smaltimento di questo tipo di prodotti."

Chiamo il numero verde di Acam che conferma: "deve metterle in un sacchetto e portarle all'isola ecologica di Stagnoni". "Acam non ha ancora attivato il servizio".
Capito? Al call center di Acam dicono di metterLE in un sacchetto: piacerebbe chiedere a Stagnoni quante persone si sono presentate con il "sacchetto" delle lampadine!!! Certo, per riempirne un sacchetto ci vorranno dieci anni: sono sicura che ciascuno di noi ha in casa il suo "sacchetto di lampadine fulminate".

Caro assessore Ruocco, quando decide di tornare dai suoi nuovi incarichi "collinari, tra borghi e creuze" si ricordi che c'è una città che aspetta di trovare nei supermercati e nei negozi i contenitori per la raccolta delle lampadine! lo dice lei ad ACAM?

Una domanda a provincia, comuni, enti parco, l'Autorità Portuale gli operatori portuali certificati ambientalmente e non: ma voi, le vostre lampadine, dove le portate?

Spegniamo i riflettori, forse è meglio, almeno risparmiamo le lampadine...

"quando non riesci a risolvere un problema, spostalo"

martedì 1 dicembre 2009

Piove... e le scuole si allagano

Agli amministratori e ai cittadini della Provincia della Spezia

Puntuale, come ogni anno, la pioggia. Di più come ad ogni primavera e ad ogni autunno: era infatti l'Aprile dello scorso anno quando a Vezzano Ligure si chiusero le scuole - a causa dell'esondazione del Magra, disse l'allora sindaco Paola Giannarelli – perchè filtrava acqua da tetti e infissi.

A Vezzano Capoluogo la scuola è chiusa perchè inagibile;

All'Istituto Comprensivo dei Prati, come lo scorso anno, filtra acqua dal controsoffitto della IIIB e gli studenti sono stati spostati in altro locale, con le immaginabili ripercussioni sullo svolgimento delle lezioni. E con il rischio che comporta una infiltrazione d'acqua da una contro soffittatura (con buona pace delle iniziative divulgative in materia di sicurezza).

E nel resto della nostra provincia?

Qual'è la situazione?

Possiamo dirci, ad alta voce, qual'è la condizione delle nostre scuole quando piove?

E intanto provvedere a chiudere le falle?

Daniela Patrucco - Scuola di Cittadinanzattiva della Spezia