lunedì 28 settembre 2009

Il Piano Regolatore Portuale della Spezia

Una rappresentazione senza tempo e senza fine

Si tratta di una vera e propria rappresentazione, suddivisa in più atti e partecipata da diversi attori; teatro, dunque, con una variante innovativa: gli atti (tempi) della rappresentazione non si susseguono in un ordine stabilito ma possono essere mandati in scena in maniera abbastanza casuale (alcuni possono essere ripetuti più volte, altri mai mandati in scena, senza che per ciò gli spettatori - che forse non si accorgono di nulla- protestino).

Data del nuovo atto: Sabato mattina 26 Settembre 2009;

Interpreti principali: gli assessori Maurizio Savoncelli, Laura Rocco, Raffaella Paita e la V circoscrizione;

La trama: incontro nel quale “sono stati richiamati tutti gli atti relativi al P.R.P., al voto della Regione Liguria ed all’intesa di programma stipulato nel 2007”;

Argomento topico: “progetti inerenti la realizzazione del molo Pagliari in condizioni diverse da quelle a suo tempo concordate”;

Conclusione: “L’Amministrazione Comunale ha assicurato ai partecipanti la massima attenzione sulle problematiche sollevate richiamando la costante attività svolta nell’ambito del tavolo permanente attivato dalla stessa Amministrazione Comunale e dal tavolo tecnico che si è riunito venerdì pomeriggio. La riunione si è conclusa con l’impegno reciproco a monitorare gli eventi garantendo la massima trasparenza sulle informazioni e sui percorsi che si andranno ad intraprendere. Sia la V Circoscrizione che i numerosi cittadini presenti all’incontro hanno manifestato apprezzamento per l’attenzione e l’interesse dimostrato dall’Amministrazione." ( 12:53:09 - 26-09-2009 - Redazione - Cronaca4 )

Atti (tempi) che non vengono rappresentati:

  1. Venerdì pomeriggio 25 Settembre 2009 era convocato il tavolo tecnico a cui fa riferimento l'Amministrazione Comunale, al quale partecipa anche la V Circoscrizione e l'Autorità Portuale;

  2. la citata “costante attività svolta nell'ambito dell'ambito del tavolo permanente” non è mai stata rappresentata – forse in ragione dell'altrettanto costante “nulla” che ha prodotto;

  3. al termine di un incontro dello scorso 20 Luglio tra l'attuale presidente dell'Autorità Portuale e il sindaco della Spezia gli stessi avevano dichiarato: “Inauguriamo un metodo e uno stile nuovi nei rapporti tra Comune della Spezia e Autorità Portuale. Con l’incontro di stamani si dà il segno di un forte cambiamento di approccio ai temi, improntato alla trasparenza e all’ unità sulle questioni nevralgiche. La città vuole segni concreti di operatività. Ci sono oggi tutte le opportunità per affrontare le questioni con la concretezza necessaria”.

La domande, a cui nessuno risponderà come di consueto,sono le seguenti:

1) Come mai all'indomani di un incontro che vede seduti allo stesso tavolo il Comune della Spezia, la V Circoscrizione e l'Autorità Portuale i primi due sentono la necessità di incontrarsi, nuovamente e prontamente, per ribadire “l'impegno reciproco a monitorare gli eventi...”?;

2) Quali eventi devono monitorare e organizzati da chi?

3) Come mai i rappresentanti della V Circoscrizione partecipano a questo “gioco delle parti” in cui si fanno dichiarazioni poco coerenti con fatti a loro ben noti? (vedi punto 2 atti non rappresentati)

4) E gli ambientalisti? Dove sono gli ambientalisti?

Abbiamo parlato di Porto e territorio qui qui qui e qui

venerdì 25 settembre 2009

Virus A/H1N1V: a scuola anche l'igiene è sicurezza

Se alla notizia del possibile slittamento dell'inizio della scuola a causa del virus hai pensato: “ci risiamo con la strategia dell'emergenza”;

se quando hai letto sul giornale a proposito della circolare emanata dal preside del Parentucelli, con consigli e divieti in materia di riduzione del rischio di diffusione del virus, hai pensato:”e nella scuola di mia/o figlia/o?”

se hai scritto/telefonato alla dirigente scolastica, che al solito non ti ha risposto, chiedendo notizie o proponendo iniziative minime di informazione a scuola;

se hai chiesto alla maestra di tua/o figlia/, che ha faticato a non alzare gli occhi al cielo, di accertarsi che i ragazzi si lavino le mani in maniera adeguata e si mangino le loro cose;

se hai scritto/telefonato al sindaco o all'assessore, che tacciando di allarmismo il suddetto preside, ti hanno detto che hanno “già” (ovviamente il giorno successivo, non quello precedente) concordato un incontro con l'ASL;

se nel frattempo hai seduto tua/o figlia/o su una sedia e hai cercato di spiegare ciò che sai o credi di sapere;

sappi anche che non sei né fanatica/o né allarmista, come non è fanatico né allarmista il preside del Parentucelli che si è limitato, semplicemente, a dare attuazione alla circolare ministeriale (Ministero della Salute) che detta poche e semplici regole, anche sintetizzate in un poster colorato che basterebbe stampare ed affiggere nelle aule e nei corridoi delle scuole.


In particolare riguardo alle misure igieniche e comportamentali da adottare a scuola si raccomanda:
  • igiene delle mani: lavare regolarmente le mani con acqua e sapone, soprattutto dopo avere tossito, starnutito e avere soffiato il naso;
  • corretta gestione delle secrezioni respiratorie: coprire la bocca ed il naso quando si tossisce e si starnutisce, possibilmente con un fazzoletto di carta, da gettare immediatamente nella spazzatura dopo l’uso;
  • pulizia ordinaria, con i normali prodotti comunemente in uso, delle superfici e suppellettili che sono a contatto con le mani (banchi, sedie, lavagne, dispostivi elettronici utilizzati: video-proiettori, computer, ecc.). Effettuare la pulizia subito, nei casi in cui tali superfici si presentino visibilmente sporche;
  • non consumare cibi, bevande già assaggiate da altri, o da confezioni non integre;
  • non mangiare utilizzando le posate di altri;
  • non portare alla bocca penne, gomme, matite ed altro materiale di uso scolastico e/o comune;
  • aerare le aule e gli ambienti regolarmente durante l'intervallo e dopo la fine di tutte le attività scolastiche quotidiane.

Per approfondimenti, consulta la circolare: “Raccomandazioni per la gestione dei casi di influenza pandemica da virus A/H1N1V nelle scuole nell'attuale fase pandemica (fase 6 - Livello 1)

Scarica il poster per le scuole

p.s. Se sei un dirigente scolastico o un amministratore pubblico e non l'hai ancora fatto, scarica il poster e distribuiscilo ai docenti insieme alle misure igieniche e verifica che ne facciano buon uso. Non è tanto grave non sapere quanto non voler sapere.

N.B.Nel corso del Convegno PULIRE SCUOLA tenutosi a Verona lo scorso 10 giugno Adriana Bizzarri ha presentato il Focus su Igiene e Pulizia realizzato dalla Scuola di cittadinanza attiva sulla base dei monitoraggi effettuati negli ultimi tre anni in 587 edifici scolastici. Scarica il Rapporto

Daniela Patrucco - Coordinamento Scuola di Cittadinanzattiva della Spezia

mercoledì 23 settembre 2009

Siamo tutti farabutti...

E' il termine del momento, coniato dal nostro presidente del Consiglio e diretto a tutta l'informazione “contro”, quella “inquisitoria” che fa domande “scomode”, che non fa “opposizione costruttiva”, che tende a ricercare e ad affermare la "verità", quella “antitaliana” insomma.

Questo blog non ha davvero la presunzione di fare informazione ma, non so come la pensino Rino e Marco, io mi sento triplamente farabutta e per altrettanti ordini di motivi:

1) le istituzioni locali a cui normalmente ci rivolgiamo non si prendono mai la briga di interloquire con noi, neppure indirettamente, se non quando intentano qualche azione più o meno legale; a questa prassi ormai consolidata fanno eccezione i casi, e per il tempo, in cui i destinatari delle nostre riflessioni/richieste si sentono in qualche modo vulnerabili (succede raramente, l'arroganza del potere fa sentire invincibili) o pensano di poterti usare.

Succede con ACAM/CDR/rifiuti; con il PORTO e il PRP; succede con la SCUOLA, la SANITA', l'ACQUA, la SICUREZZA, il DISSESTO IDROGEOLOGICO, le ELEZIONI..; e succede con diversi POLITICI e FUNZIONARI PUBBLICI, diversi DIRIGENTI SCOLASTICI e DOCENTI, diverse ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA, ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE e singoli cittadini.

2) l'informazione locale seleziona accuratamente ciò che è opportuno pubblicare sulla base di valutazioni che c'entrano con gli equilibri più propriamente locali e che, spesso, sono in relazione con la scarsa raccolta pubblicitaria (sempre locale e quasi sempre istituzionale). C'è poi un ulteriore distinguo da fare tra carta stampata e TV e informazione on line.

Se parli di ACAM/CDR/ENEL/rifiuti va tutto bene e ti pubblicano: ACAM da anni è il capro espiatorio provinciale (persino i suoi soci le danno addosso); se parli di Panigaglia va benone tanto le responsabilità sono così diffuse (nel tempo e nello spazio) che è difficile identificare un unico bersaglio; se parli di altri temi, meglio se in generale, e lo fai in quanto rappresentante di un'associazione, a volte ti pubblicano; se parli a titolo personale o come Speziapolis e/o identifichi chiaramente il bersaglio (SCUOLE e Enti locali, PORTO e AP, CONFINDUSTRIA) non c'è verso, non ti pubblica nessuno, a meno che il bersaglio sia un piccolo comune dove c'è un po' di bagarre (che quindi fa audience). Con i distinguo di cui sopra, l'informazione on line (locale) pubblica parecchio mentre quella su carta stampata pubblica solo se ti tirano pesantemente in ballo e hai diritto di replica (vedi azione legale): in tutta la vicenda sulla sicurezza nelle scuole dello scorso anno, il SecoloXIX che ha attinto a piene mani, non ha sentito l'esigenza di interagire con Cittadinanzattiva e quest'anno si è proprio astenuto dal considerare il comunicato stampa sull'esito dei monitoraggi, forse aspettando qualche malaugurato crollo o disastro per aprire i cassetti. C'è infine un argomento che a Spezia è off limits per i farabutti come me: si tratta del parco delle 5 Terre. Lì non ce n'è per nessuno: se vuoi dire qualcosa, o che ti pubblichino qualcosa, devi andare fuori Regione (fuori provincia rischia spesso di non essere sufficiente).

3) infine ci sono i cittadini, associati e non, che ti danno grandi pacche sulle spalle quanto affronti temi che non li riguardano; farfugliano qualche complimento quando il tema li riguarda un po' ma perdono il controllo quando li riguarda da vicino: il problema è loro, come ti permetti di avere un'opinione e di manifestarla pubblicamente? I panni sporchi si lavano in casa e comunque sicuramente in altro modo.

Quindi io non sono particolarmente arrabbiata con Berlusconi perchè credo che si tratti solo di una questione di proporzioni: chi ha il potere, in dipendenza della quantità di potere di cui dispone, tende a non voler essere disturbato durante le manovre e mette in atto tutte le armi possibili (anche quelle non convenzionali) per liberarsi dei farabutti; in certi casi, poiché i farabutti sono microscopici, è sufficiente ignorarli. Ed è per questo che nessuno impara mai e nulla cambia: perchè ignorare significa non ascoltare e, si sa, se non ascolti non impari. Mai.

martedì 22 settembre 2009

Una metropolitana per Monesteroli

dal trasporto dei liquami a quello dei turisti

Leggendo l'articolo comparso stamani sul SecoloXIX, credo che alcuni ricercatori (sociologi, geologi e biologi) che lavorano nell'ambito del turismo sostenibile e della sostenibilità ambientale sarebbero in grado di sollevare qualche dubbio rispetto a una comparazione tra liquami e turisti trasportati in metropolitana a Monesteroli, dal punto di vista del loro impatto ambientale.

Che un costruttore edile proponga di utilizzare una galleria, già scavata e nelle intenzioni originarie finalizzata allo smaltimento dei liquami in mare, che porta dalla città della Spezia al piccolo tratto di mare pressochè incontaminato del territorio di Tramonti (tra Porto Veenere e Riomaggiore) per insediarci una metropolitana, è abbastanza nell'ordine delle cose: fa il suo mestiere. E' nell'ordine delle cose anche che il progetto sia piaciuto al sen. Grillo: “Nel momento in cui le 5Terre battono la costiera Amalfitana nelle presenze turistiche, dobbiamo fare il possibile per proseguire su questa strada. Il presidente del Parco Franco Bonanini si è inventato la funivia per portare i turisti verso la Val di Vara. Occorre dare ai nostri ospiti più occasioni per tornare. Se c’è la possibilità di sfruttare questo tunnel dobbiamo farlo contando sull’autofinanziamento». Non ci sono dichiarazioni in proposito ma tutto fa ritenere che il citato presidente del parco nazionale delle 5 terre (sito unesco patrimonio dell'umanità) sarà entusiasta.

Invece desta qualche preoccupazione in più la reazione del sindaco della Spezia che, come riferisce il SecoloXIX, “non solo ha raccolto l’invito di Grillo a cercare soluzioni coraggiose ma ha annunciato che attiverà un gruppo di lavoro per studiare il progetto interessante sia sotto il profilo turistico che quello dello sfruttamento dell’acqua. Il sindaco nel chiedere copia del progetto ha invitato l’ingegner Ferrari a far parte del gruppo di lavoro che l’Amministrazione metterà in campo al più presto.”

Non che il sindaco Federici sia un noto ambientalista ma da sempre dichiara di avere a cuore il territorio di Tramonti e serie difficoltà sia economiche sia di fattibilità nel metterne in sicurezza i sentieri; nel riaprire gli accessi al mare, al momento tutti franati con eccezione forse di Monesteroli e del Persico di Campiglia che è mantenuto quotidianamente dai volontari dell'associazione Campiglia; nel sostenere e incentivare la manutenzione dei muretti a secco che sempre più numerosi franano verso valle (anche in ragione della totale assenza di un qualsivoglia progetto di regimentazione delle acque piovane). In ragione di tutte queste difficoltà il territorio di Tramonti è agonizzante e, allo stesso tempo, il mare di Tramonti rimane spettacolare, nonostante le tante imbarcazioni che non possono accedere all'area marina protetta da cui questo tratto di costa è escluso.

Se è vero, come è vero, che tutto frana quasi senza possibilità di intervento, allora i casi sono due: 1) una volta ultimata la galleria si mette in sicurezza l'intera costa di Tramonti dal mare al crinale (sentiero n1 palestra nel Verde) magari piastrellando tutti i sentieri come nella Via dell'Amore e si dà libero accesso alle migliaia di turisti sostenibili 2) si costruiscono spiagge e piattaforme sul mare per ospitare i turisti che, impossibilitati a risalire gli inesistenti sentieri e a rischio di ritrovarsi sommersi dai massi (causa frane) non potranno certo essere catapultati in mare direttamente dalla carrozza della metropolitana per mai poter smettere di nuotare.

Avrei anch'io la mia modesta proposta: ultimata la galleria, potremmo costruire a Monesteroli il Villaggio Europa che non si è realizzato a Corniglia e così il cerchio si chiude, come di consueto nella regione del Partito del Cemento.

clicca sull'immagine per leggere l'articolo del SecoloXIX

sabato 19 settembre 2009

L'attivazione dei cittadini: perchè le nostre scuole siano più sicure

E' stato presentato a Roma il VII rapporto nazionale realizzato dalla Scuola di Cittadinanzattiva nell'ambito della Campagna Impararesicuri avviata all'indomani della strage di San Giuliano (2002). La Campagna Impararesicuri si propone di:
  • contribuire all’acquisizione di dati aggiornati relativi allo stato dell’edilizia scolastica italiana attraverso il monitoraggio civico di edifici scolastici su tutto il territorio nazionale;
  • avviare una interlocuzione con le istituzioni locali, regionali e nazionali sul tema degli investimenti in materia di edilizia scolastica e su tutti gli interventi volti al miglioramento delle strutture e della qualità della vita di chi in essi studia e lavora;
  • favorire il radicamento della cultura della sicurezza attraverso prove di evacuazione, attività e giochi didattici, diffusione di materiali di comunicazione e di strumenti informativi;
  • dare riconoscimento, attraverso il Premio delle Buone Pratiche di Educazione alla Sicurezza e alla Salute “Vito Scafidi”, alle scuole che avranno realizzato progetti riguardanti la sicurezza e la salute.

L'attività di monitoraggio degli edifici scolastici costituisce una vera e propria analisi civica, intesa come sistema di attività poste in atto dai cittadini per partecipare, definire, comunicare e far valere il proprio punto di vista in ordine alle questioni di rilevanza pubblica e sociale, soprattutto quando esse riguardano direttamente la tutela dei diritti e la qualità della vita. Gli strumenti con cui i monitori rilevano le informazioni sono 1) la griglia di osservazione strutturale 2) il questionario somministrato al Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione finalizzato a) ad acquisire informazioni sulla sicurezza non rilevabili con l’osservazione diretta, b) a raccogliere elementi utili per sapere con quali conoscenze le figure preposte dalla legge affrontano il tema della sicurezza, c) acquisire delle informazioni generali sulla scuola monitorata.

Dall'indagine che abbiamo svolto localmente, che quest'anno ha riguardato 10 plessi scolastici ubicati nei comuni di Vezzano Ligure e della Spezia e che lo scorso anno tanto scalpore ha suscitato, e dal discreto numero di edifici che non hanno superato le verifiche di agibilità statica in diversi comuni della provincia, nascono alcune questioni che rimandano ad una prima inquietante domanda:

1) sulla base di quante e quali informazioni gli amministratori (i decisori) e i responsabili della sicurezza assumono delle decisioni che riguardano il benessere, spesso la vita stessa, dei cittadini?

Ancorchè in leggero miglioramento, anche quest'anno i certificati di agibilità statica e di prevenzione incendi non sono disponibili nella più parte delle scuole monitorate; poiché queste scuole non vengono scelte con qualche criterio particolare, ma sono quelle le/i cui dirigenti si rendono disponibili a collaborare, è lecito dedurre che il piccolo campione rispecchi abbastanza fedelmente la situazione generale (nella nostra provincia e non solo). Dai monitoraggi sono state rilevate inoltre situazioni in cui sono visibili crepe significative sulle pareti e sui soffitti.

La seconda questione, a nostro avviso importante è la seguente:

2) il livello di comfort dei servizi igienici, delle palestre, delle mense e delle aule è adeguato allo standard medio di cui i ragazzi godono nelle loro case?

Quanto ai servizi igienici occorre rilevare che alcune scuole monitorate hanno servizi igienici improponibili; palestre a volte anche adeguate (quando presenti) ma sporche e prive di attrezzature minime; quasi sempre le aule presentano segni di fatiscenza e, in alcuni casi, sono invivibili a causa dell'assenza di tende o tapparelle (temperature impossibili); quasi sempre gli arredi sono di recupero e, in una scuola in particolare, le sedie degli insegnanti sono “rabberciate con lo scotch”. Per non parlare di saponi, carta igienica e quei minimi accessori senza i quali neghiamo nelle pratiche le minime norme igieniche che teoricamente insegniamo ai nostri figli.

L'ultima questione, tra quelle che qui vogliamo rilevare, riguarda il ruolo dei responsabili della sicurezza e dei dirigenti scolastici:

3) possono, questi soggetti, farsi parte maggiormente attiva rispetto al tema della sicurezza?

Forse non tutti sanno che, ancorchè di competenza del proprietario dell'immobile in cui è ubicata, la sicurezza nella scuola riguarda anche la/il dirigente scolastica/o, la/il quale si avvale a sua volta della collaborazione di un professionista: annualmente redigono una relazione sullo stato dell'arte che inviano all'Ente proprietario; il responsabile della sicurezza è anche il soggetto che promuove la formazione del personale in tema di sicurezza. A partire dall'accuratezza con cui i responsabili della sicurezza hanno risposto alle domande a loro formulate e ai tanti “non so”, ci sentiamo di affermare che si potrebbe fare di più: il responsabile della sicurezza e la/il dirigente, a nostro avviso, non possono accettare di non sapere se la scuola dispone dei certificati obbligatoriamente richiesti per legge, ancorchè non sia loro compito né reponsabilità ottenerli.

Il Coordinamento della Scuola di Cittadinanzattiva della Spezia, ringraziando quanti hanno collaborato alla realizzazione del monitoraggio, in particolare i genitori che si sono resi disponibili, chiede:

  • agli amministratori comunali e provinciali, di riverificare la scala delle priorità nella assegnazione delle risorse dei propri comuni destinando maggiori fondi alla manutenzione degli edifici scolastici;
  • ai dirigenti scolastici, di pretendere dagli amministratori e dai responsabili per la sicurezza maggiore accuratezza e tempestività nelle comunicazioni e negli interventi, che non devono essere “adempimenti meramente burocratici”;
  • agli insegnanti, di promuovere la cultura della sicurezza anche attraverso l'attivazione dei laboratori proposti dalla Scuola di Cittadinanzattiva (materiali ed eventuale consulenza sono gratuiti);
  • ai cittadini genitori, di porre domande, pretendere risposte, fare verifiche dirette relativamente alle condizioni in cui i loro ragazzi vivono negli ambienti scolastici; di non aspettare il verificarsi dell'emergenza, peggio della tragedia, ma di attivarsi costantemente e quotidianamente. C'entra con il nostro diritto, e con il diritto dei nostri figli, ad una scuola sicura e confortevole.

Auspicando che, sempre più, le amministrazioni e le istituzioni scolastiche consentano e promuovano l'attivazione dei cittadini rispetto a questioni così importanti, invitiamo quanti lo desiderano a consultare la sezione Scuola del sito di Cittadinanzattiva http://www.cittadinanzattiva.it/scuola-home.html e prendere visione del report integrale. Informazioni di carattere locale sono disponibili su http://speziapolis.blogspot.com nella sezione scuola; commenti e segnalazioni possono essere inviati all'indirizzo di posta elettronica scuola@speziapolis.org; al numero telefonico e fax 0187 533439 o comunicati direttamente alla sede di Cittadinanzattiva presso il civico ospedale della Spezia lun e ven 17.00 – 18.00

Daniela Patrucco – Coordinamento provinciale Scuola di Cittadinanzattiva (SP)

Rino Tortorelli – v.segr.reg.le Cittadinanzattiva Liguria

Vecchia, cara, lenta: il paradosso della giustizia

La settimana scorsa ho depositato alla Corte d'appello di Genova un ricorso per il TAR Liguria: l'ho consegnato personalmente perché gli avvocati sono piuttosto cari, io non sono ricca ma tengo al riconoscimento dei miei diritti, e il mio avvocato me l'ha permesso. E' così che ho toccato con mano il seguente paradosso: più la giustizia è lenta ed inefficiente, oltre che inefficace, più ci costa; ovvero, tanto peggiore è il servizio reso, tanto maggiore il suo costo. Non male eh? Considerato che ho compiuto solo il primo passo.

Orario della Corte d'Appello: 8.30 – 13.30, si ritira il proprio numerino e si attende sino alle 10.30 quando un'impiegata chiama tutti i numeri e li ritira: chi c'è c'è chi non c'è torna domani. Dalle 8.30 alle 10.30 erano stati distribuiti circa 90 numeri e ne erano stati evasi circa 25; alle 9.30, ora del mio arrivo avevo preso il numero 81 che è stato chiamato alle 11.45.

Numero impiegati addetti: 2

Al netto di coloro che hanno preso il numero e poi rinunciato, sembra comunque strano che nelle prime due ore si siano evase 25 pratiche e nell'ora successiva 55; sentivo qualche avvocato (più probabile che fosse un praticante) lamentarsi per via della consuetudine degli uffici pubblici di accedere agli sportelli (magari con più pratiche) senza numerino: si lamentavano, anche se sottovoce.

1° esito: nel corso di un'intera mattinata circa un centinaio di persone ha atteso in piedi in un ufficio per ottenere un timbro su un foglio e pagare dei diritti; 2° esito: i cittadini, associazioni, imprese interessati a quegli atti pagheranno nelle parcella del loro avvocato quelle ore perse, indipendentemente dal fatto che l'avvocato paghi, poco, tanto o niente il suo praticante.

Proporrei al Ministro della Giustizia di “scopiazzare” quanto fatto dai suoi colleghi dell'Economia e delle finanze: il mio commercialista compila e invia la mia dichiarazione dei redditi (i cui dati gli arrivano da me via mail) per via telematica e l'eventuale credito di imposta (per chi ce l'ha) è compensato nella busta paga di Luglio (per chi ce l'ha): meno file, meno costi, maggiore efficienza.

Poiché sono impertinente, faccio per il Ministro l'intero esercizio: l'avvocato compila l'atto e paga i diritti tramite l'home banking (F24), inoltra per via telematica l'atto alla Corte d'Appello la quale lo prende in carico e lo notifica (possibilmente ancora per via telematica) ai destinatari.

Vedo impiegati che senza stress esaminano le pratiche in arrivo, le registrano, le archiviano e, senza staccare neppure una foglia da un albero, le evadono; vedo le parcelle degli avvocati assottigliarsi e le tasche dei cittadini rasserenarsi; vedo persone che anziché spendere la loro vita in fila alla Corte d'Appello vanno al parco con i loro figli.

E siamo solo all'inizio della pratica.... continua....

venerdì 18 settembre 2009

Impatto rigassificatore di Panigaglia : non pervenuto!

PREMESSA
Le note che seguono costituiscono una sintetica analisi delle maggiori criticità e illegittimità che emergono dalla lettura del parere della Commissione Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) propedeutico al decreto ministeriale che darà il giudizio di VIA favorevole al progetto di ampliamento del rigassificatore di Panigaglia. Si precisa che tale giudizio favorevole non basta per autorizzare l’impianto essendo obbligatorio il raggiungimento della Intesa con la Regione Liguria come spiegato anche nelle note che seguono.

RELATIVAMENTE ALLA STRATEGICITÀ DELL’AMPLIAMENTO DI PANIGAGLIA NELLA POLITICA EUROPEA E NAZIONALE IN MATERIA DI ENERGIA
Il Parere della Commissione VIA non ha minimamente motivato la effettiva esistenza della strategicità dell’impianto di Panigaglia in chiave di mercato comune della energia.
Il parere infatti cita stravolgendola una Decisione della UE che in realtà precisa che il rigassificatore della costa ligure ( quindi Panigaglia ) potrà ricevere gli eventuali contributi UE solo dopo una procedura di selezione in base a criteri precisi che dovranno mettere a confronto più impianti sia in Italia che nel resto di Europa. Invece la Decisione non inserisce l’impianto di Panigaglia nei progetti prioritari di livello trans europeo.
Peraltro questa strategicità era da dimostrare anche ai fini della applicazione della procedura autorizzatoria speciale prevista dalla legge 340/2000 applicata in questo caso. Da ciò discende anche il potere della Regione di Liguria di fondare il suo diniego alla Intesa prevista come obbligatoria sia dalla procedura vigente al momento della presentazione del progetto di ampliamento, sia dalla nuova procedura approvata recentemente ex lege 99/2009.

RELATIVAMENTE AGLI OBIETTIVI NAZIONALI ED EUROPEI CONTRO L’EFFETTO SERRA
L’elenco dei benefici alla lotta contro l’effetto serra che secondo il Parere della Commissione VIA verrebbe prodotto dal progetto di ampliamento dell’impianto di Panigaglia è talmente generico che potrebbe essere riferito a qualsiasi altro progetto.
In particolare il parere della Commissione VIA non rileva come il progetto di ampliamento di Panigaglia non rispetti uno dei criteri fondanti per le autorizzazioni di impianti energetici nella UE , introdotti dalla recente Direttiva quadro sul mercato comune della energia (Direttiva 2009/72/CE) e cioè il criterio che dimostri il contributo del nuovo impianto da autorizzare al conseguimento dell’obiettivo generale della Comunità di una quota pari almeno al 20 % di energia da fonti rinnovabili nel consumo finale lordo di energia della Comunità nel 2020 (obiettivo previsto dalla Direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili).

RELATIVAMENTE ALLA PIANIFICAZIONE REGIONALE DELL’ENERGIA
Il progetto in esame non tiene minimante in considerazione non solo e non tanto la pianificazione energetica regionale e provinciale ma soprattutto la ripartizione dei poteri stato – regioni in questa materia discendenti in primo luogo dalla riforma del titolo V della costituzione . In particolare in base a questa ripartizione non è possibile autorizzare impianti del tipo in esame senza l’Intesa con la Regione e senza compatibilità con gli strumenti di pianificazione esistenti generali e settoriali d'ambito regionale e locale.

RELATIVAMENTE AL DRAGAGGIO DEI FONDALI PROPEDEUTICO ALL’ATTRACCO DELLE NUOVE NAVI GASIERE
Il Parere della Commissione VIA non ha tenuto conto del fatto che gli impatti del dragaggio-bonifica andavano e vanno valutati dentro il procedimento di VIA sull’ampliamento del rigassificatore e non separatamente e successivamente a questo ultimo. Quanto meno il parere della Commissione VIA non poteva essere rilasciato prima della conclusione della apposita Conferenza dei Servizi che avrebbe dovuto approvare il progetto di dragaggio – bonifica.

RELATIVAMENTE AL RISPETTO DEGLI STRUMENTI DI PIANIFICAZIONE URBANISTICA REGIONALI E LOCALI
Il parere della Commissione VIA non ha tenuto in considerazione la non conformità del progetto di ampliamento con il Piano paesaggistico regionale, con il Piano territoriale di coordinamento provinciale, con il PUC di Portovenere.
Per sanare questi contrasti soprattutto in caso di autorizzazione all’ampliamento del rigassificatore occorrerebbe comunque effettuare una variante da approvarsi da parte delle assemblee elettive dei diversi enti (Comune per il PUC, Provincia per il PTC, Regione per il PTCP). Ciò comporterebbe la applicazione della procedura di VAS ( Valutazione ambientale strategica di piani e programmi ex dlgs 152/2006 come modificato dal dlgs 4/2008) altrimenti il procedimento autorizzatorio sarebbe completamente illegittimo .
Ma prima ancora della variante ai singoli strumenti di pianificazione occorrerebbe l’Intesa con la Regione che come si è dimostrato nel paragrafo 3 della OSSERVAZIONE N.1 è necessaria anche e soprattutto sotto il profilo territoriale ed urbanistico . Non a caso la recentissima modifica delle procedura autorizzatorie dei rigassificatori ( legge 99/2009) ha precisato ulteriormente che: “ L'intesa con la regione costituisce variazione degli strumenti urbanistici vigenti o degli strumenti di pianificazione e di coordinamento comunque denominati o sopraordinati alla strumentazione vigente in ambito comunale “. Vedi anche la , in precedenza, citata nota della Soprintendenza per i beni paesaggistici della Liguria del 26/1/2009 .
Non solo ma la Commissione VIA non ha tenuto conto una autorevole indirizzo giurisprudenziale secondo il quale in assenza di conformità urbanistica non può essere rilasciato giudizio di VIA positivo (da ultimo CdS sez. VI, 28 agosto 2008 n. 4097).

RELATIVAMENTE AL RISPETTO DELLA NORMATIVA SUI RISCHI DI INCIDENTI INDUSTRIALI
Come viene confermato dal Parere della Commissione VIA manca il nulla osta previsto dalla normativa sulle industrie a rischio .
Ora quanto sopra costituisce dal punto di vista della procedura di VIA un limite non secondario . Infatti ai sensi del dlgs 334/1999 ( comma 3 articolo 26 ) gli atti conclusivi dei procedimenti di valutazione del Rapporto di Sicurezza ( cioè il Nulla Osta che attualmente manca) devono essere trasmessi alle autorità competenti in materia di giudizio di VIA . Ciò conferma come il giudizio di VIA non possa intervenire prima della conclusione della istruttoria prevista dalla normativa sulle industrie a rischio di incidente rilevante .
La Commissione VIA non rileva invece la mancanza dell’aggiornamento del Piano di emergenza esterno che è obbligatorio per la conclusione della istruttoria della normativa suddetta ma più in generale per l’autorizzazione finale del progetto di ampliamento ( vedi Circolare Ministero Interno Dipartimento dei Vigili del Fuoco Direzione Centrale per la Prevenzione e la Sicurezza Tecnica - Area Rischi Industriali 15/1/2008)

giovedì 17 settembre 2009

Scuola: alle aule la palma dell'insicurezza

Comunicato stampa Roma, 17 settembre 2009

Scuola: alle aule la palma della insicurezza. E da oggi il rischio è il sovraffollamento.

Presentato il VII Rapporto di Cittadinanzattiva su sicurezza, qualità e comfort degli edifici scolastici

Aule invivibili, bagni sporchi, palestre inagibili, cortili immondezzai. E poi crolli di intonaco, sedie e banchi rotti, barriere architettoniche, cavi volanti, pavimenti sconnessi. Un campionario di insicurezza diffuso nelle nostre scuole da Nord a Sud, con alcune situazioni paradossali: ad esempio l’aula con luci talmente soffuse da sembrare un night club, la scuola con 12 alunni disabili ma senza bagni adeguati, e quella senza riscaldamento anche se inaugurata solo tre anni fa.

Dal VII Rapporto Impararesicuri di Cittadinanzattiva, presentato oggi a Roma, emerge l’immagine di una scuola un pò cadente su sicurezza, qualità e comfort. Da ormai sette anni Cittadinanzattiva indaga sulla sicurezza delle nostre scuole e quest’anno giunge a quota 1447 edifici monitorati da un totale di 1527 cittadini adeguatamente formati.

Il Rapporto 2009 fa riferimento a 106 scuole di 11 regioni, per un totale di 33.606 studenti, di cui 610 disabili, e 3.726 insegnanti.

Già il contesto è a rischio

Gli edifici monitorati si trovano in un contesto ambientale caratterizzato da rischio sismico (54% delle scuole), rischio idrogeologico (26%), rischio industriale (7%), ed in zone ad elevato inquinamento acustico (8%) o elettromagnetico (4%). Le stesse scuole hanno registrato episodi di criminalità nei pressi o all’interno dell’edificio (14%), oltre che episodi di bullismo (11%) e vandalismo (34%). Per gli incidenti, ricordiamo i dati Inail appena pubblicati: nel 2008 ci sono stati 92.060 infortuni accorsi a studenti (+1.6% rispetto al 2007) e 13.879 ad insegnanti (+1,8%).

Certificazioni: sempre assenti

Resta grave l’assenza delle certificazioni. Risulta provvista del certificato di agibilità statica solo una scuola su tre (32%), ed una su quattro ha i certificati di agibilità igienico-sanitaria (26%) e di prevenzione incendi (27%).

Dato molto positivo è quello relativo alle prove di evacuazione, realizzate da tutte le scuole monitorate, almeno una volta l’anno. C’è però ancora la metà degli studenti che riceve solo sporadicamente, o non riceve affatto, attività formative sui comportamenti per la sicurezza. A questo proposito Cittadinanzattiva annuncia che anche quest’anno, il 25 novembre, si celebrerà la VII Giornata nazionale della sicurezza nelle scuole: saranno coinvolte le scuole di tutta Italia, con un evento centrale in Abruzzo in collaborazione con il Dipartimento nazionale della Protezione civile.

Distacchi e crolli di intonaco: si salvi chi può

Basterebbe riepilogare gli episodi di cronaca che, solo nel corso del 2008-2009, hanno raccontato di cadute di finestre, solai, tetti e controsoffitti per rendersi conto che è un problema da non sottovalutare. Da Naro (AG) a Biella, da Poggioreale a Messina, da Bolzano a Agrigento, da Novoli (LE) a Belluno ed ancora a Carbonia, solo per citarne alcuni come esempio. I distacchi di intonaco interessano, in misura diversa, tutti i locali scolastici: sono segnalati nel 17% delle aule, nel 16% dei laboratori scientifici, 14% delle palestra, 13% delle mense, 11% dei bagni e aule computer.

Aule, che disastro!

Le aule in cui studenti ed insegnanti trascorrono dalle cinque alle otto ore al giorno, sono un vero disastro dal punto di vista del comfort e della sicurezza. Come se non bastasse, da questo nuovo anno scolastico, saranno anche a rischio sovraffollamento, a causa del nuovo decreto attuativo del Ministro Gelmini (legge 133/2008, art.64) che innalza il numero minimo e massimo di alunni per classe. Per questo Cittadinanzattiva lancia da oggi una “Misuriamoci con classe”, campagna di sensibilizzazione rivolta ai cittadini per invitarli a segnalare aule sovraffollate. Basterà compilare una apposita scheda sul sito www.cittadinanzattiva.it

Le palestre: così poche, così malmesse

Il 34% delle scuole monitorate non dispone di una palestra al suo interno. Per il resto conquistano la palma dell’ambiente più sporco della scuola e ben poco adeguato ai disabili (ben il 22% presenta barriere architettoniche).

Ecco la classifica degli ambienti più sporchi: palestre (17% delle scuole), bagni e corridoi (12%), aule studenti (11%), mensa (9%), sala docenti (6%), aula computer (5%), segreteria e laboratori scientifici (4%), biblioteca (3%).

Altro che mascherina, qui serve il sapone

Mentre si parla di influenza suina e di strategie per la prevenzione nelle scuole, Cittadinanzattiva registra ormai da anni bagni senza sapone. Quest’anno sono il 61% del totale.

Cosa chiediamo

Dati certi da quali partire. “Il ministro Gelmini, spiega Bizzarri, ha annunciato che a dicembre si sarà l’Anagrafe dell’edilizia scolastica. Noi aspettiamo che i risultati siano resi pubblici e soprattutto che servano da base per disporre gli interventi necessari e non più prorogabili”.

Nessuna proroga. Sempre a dicembre 2009 è il termine ultimo perchè enti locali e regioni adeguino le scuole alla legge sulla sicurezza (decreto 81/08). Non accetteremo proroghe.

Non interrompere i finanziamenti per almeno un quinquennio. E’ indispensabile proseguire nel reperimento dei fondi, pubblici e privati, dando la priorità, per la messa in sicurezza degli edifici, a quelli in peggiori condizioni e a quelli situati nelle zone ad alta e altissima sismicità.

Idoneità sismica. Nelle zone ad elevato rischio sismico, la certificazione non è tutto. Per le scuole situate in queste zone va prevista anche l’idoneità sismica perchè è l’unica che attesta che la scuola è in grado di “reggere” ai terremoti.

Aule sicure e accoglienti. In aula i ragazzi trascorrono il 90% del loro tempo a scuola. Bisogna investire per la loro messa in sicurezza e per renderle accoglienti. “Al Ministero chiediamo di valutare l’impatto del decreto (legge 133/2008, art.64) che innalza il numero minimo e massimo di alunni per classe e, se necessario, che lo ritiri: il rischio del sovraffollamento è reale, e non si può scaricare tutta la responsabilità sui dirigenti. Dal canto nostro vigileremo sulla situazione ed interverremo a sostegno dei cittadini”, conclude Bizzarri.

Cittadinanzattiva onlus – Ufficio stampa nazionale

stampa@cittadinanzattiva.it www.cittadinanzattiva.it

domenica 13 settembre 2009

Emergenza scuola

Sicurezza e identità: accorpamento e decentramento

Scuole chiuse a Vezzano Ligure, Bolano, Beverino... Al contrario, a Castelnuovo Magra inaugurazione della nuova scuola che, costruita con i criteri dell'efficienza energetica, accorpa due ex-plessi scolastici garantendo l'alta qualità della strumentazione per la didattica (http://www.cittadellaspezia.com/Val-di-Magra-Val-di-Vara/Cronaca/Castelnuovo-inaugura-la-scuola-tra-50270.aspx)

Scuole chiuse e soluzioni temporanee, in nome della “santa emergenza”. Dall'ordinanza di chiusura del plesso di Vezzano Capoluogo, l'amministrazione comunale è inaspettatamente riuscita a predisporre buone soluzioni per materna, elementare e media (circa 160 persone tra studenti e personale, ieri mattina abbiamo avuto modo di visitare i nuovi locali); ha anche messo a disposizione un servizio gratuito per il trasporto di tutti i ragazzi, dalle loro abitazioni alle nuove sedi scolastiche.

Su richiesta della Scuola di Cittadinanzattiva (SCA), e a seguito della costituzione di un comitato di cittadini, è stato istituito un osservatorio permanente in virtù del quale l'amministrazione ha costantemente informato circa l'evolvere della situazione producendo tutta la documentazione relativa (http://speziapolis.blogspot.com/2009/08/al-sindaco-del-comune-di-vezzano-ligure.html). Sul fronte della comunicazione, tuttavia, le amministrazioni devono ancora fare passi da gigante per raggiungere il “minimo sindacale” che i cittadini dovrebbero pretendere; purtroppo invece siamo sempre fermi “all'informazione”: quando vivacemente sollecitate, e in maniera unidirezionale, le amministrazioni decidono a chi, cosa, come e quando comunicare; quanto a ciò non ha sinora fatto eccezione la direzione didattica dell'I.C. dei Prati di Vezzano Ligure.

Come ho già avuto modo di scrivere (http://speziapolis.blogspot.com/2009/09/emergenze.html), anche fronteggiando egregiamente l'emergenza non si risolve il problema: dal 15 settembre occorrerà lavorare per il ripristino della vecchia scuola. Il presidente Burlando, in tour elettorale nella nostra provincia, ha promesso un contributo di 500.000,00 euro: “sante elezioni”. Personalmente, e come coordinatrice provinciale SCA, continuerò a monitorare e a stimolare l'attività dell'amministrazione auspicando l'avvio di un dialogo sereno, libero da strumentalizzazioni, che coinvolga oltre a SCA anche il Comitato di cittadini e, vivaddio, i singoli cittadini non associati a cui vanno sempre il mio massimo rispetto e la mia considerazione.

In apertura ho citato il caso di Castelnuovo Magra in cui sono stati accorpati due plessi: sarebbe interessante capire come, se, è stata affrontata la questione dell'identità e della vitalità dei borghi a seguito dello spostamento delle scuole; questi temi, molto cari anche al comitato di cittadini vezzanese, costituiscono la prima difficoltà nella scelta tra una scuola efficiente in un unico plesso o scuole meno dotate di servizi, spesso con costi superiori, ma dislocate capillarmente sul territorio.

Si tratta di un tema molto sentito anche in città (ad esempio a Spezia, dove apparentemente non ci sono problemi o non se ne ha notizia) e sul quale sarebbe forse tempo di cominciare a riflettere in maniera condivisa con i cittadini.

Il 17 Settembre sarà pubblicato il report nazionale della Scuola di Cittadinanzattiva, con gli esiti dei monitoraggi eseguiti nella scorsa primavera e che nella nostra provincia hanno interessato oltre alle scuole di Vezzano Ligure, anche alcuni plessi di Spezia.

sabato 12 settembre 2009

Emergenze

Emergenza terremoto, emergenza incendi, emergenza scuola, emergenza rifiuti, emergenza influenza, emergenza immigrazione, emergenza sicurezza, emergenza clima: ho la sensazione che ci si stia un po' abituando all'emergenza come fatto ineluttabile e tuttavia, mentre alcune emergenze sono difficilmente prevedibili e prevenibili, altre (la più parte) sono l'esito della cattiva “gestione ordinaria”. Si dice che sia la nostra protezione civile sia i vigili del fuoco siano eccellenti: forse proprio in ragione della necessità di dover sopperire ad una cattiva “gestione ordinaria” abbiamo sviluppato capacità di “gestione straordinaria”.

Contrariamente a quanto verrebbe immediato pensare, tuttavia, una buona gestione dell'emergenza non risolve i problemi generati dall'ordinaria inadeguatezza. Emergenza, infatti, deriva da “emergere”: l'emergenza è una parte di qualcosa che si rende visibile, che emerge e che quindi noi rileviamo; l'emergenza (ciò che emerge) è però solo una piccola frazione del tutto di cui fa parte e la sua soluzione non comprende, quasi mai, ciò che sta sotto, che non emerge e non vediamo.

Emergenza terremoto: nonostante la tempestività e l'efficienza della protezione civile, il terremoto determina un numero tanto maggiore di vittime quanto inadeguata è stata la cura nella costruzione delle case; e comunque tempestività ed efficienza dei soccorsi non producono nuove case per gli sfollati.

Emergenza incendi: canadair, elicotteri, vigili del fuoco e volontari potranno anche intervenire sempre più rapidamente ma mai saranno in grado di ripristinare i danni provocati dagli incendi, in termini di territorio distrutto e/o di vittime. Parcheggiare un canadair in ogni regione non risolverebbe comunque il problema.

Emergenza scuola: è ormai uno stillicidio di scuole che chiudono per inagibilità, fortunatamente sono meno quelle che crollano. Ma quando crolla una scuola, o una parte di essa, anche se ne ricostruisci un'altra rapidamente hai perso spesso qualcosa che non potrai riprodurre mai più.

Emergenza rifiuti: progresso tecnologico e sperimentazioni incessanti forniscono soluzioni le più disaparate; consci di tutto ciò, noi lasciamo che il problema cresca, si ingigantisca ed esploda. Poi militarizziamo una zona, apriamo nuove discariche e nuovi inceneritori. Ma il problema dei rifiuti resta e/o la sua soluzione sposta il problema in un altro settore (magari la salute).

Emergenza immigrazione, sicurezza, clima: cambia l'emergenza ma resta immutato il ragionamento; se non gestisci le dinamiche che stanno all'origine delle emergenze crescono i “bubboni” (che emergono) e se ti occupi solo dei bubboni, altri se ne produrranno.

In alcuni casi, come per l'influenza, è forte il dubbio che l'emergenza sia creata ad arte per giustificare la produzione e l'acquisto (ahinoi, a volte anche la somministrazione) di quantità infinite di vaccini: con la Sars avevamo i forzieri pieni di vaccini, che non abbiamo mai usato ma che le aziende farmaceutiche hanno venduto e noi... pagato.

Per gli altri casi può essere opportune porsi dei quesiti: a chi giova che non si facciano prevenzione e controlli sulla qualità del costruito nelle zone sismiche? a chi giova un'inadeguata politica di manutenzione (pulizia) e monitoraggio delle parti di territorio notoriamente soggette ad incendio? a chi giova non investire nella manutenzione delle scuole determinando disastri ed emergenze?A chi giova l'emergenza rifiuti?

Più in generale: a chi giovano le emergenze? A chi giova l'emergenza come strategia per bypassare le regole valide nell'ordinarietà? A chi giova l'emergenza che toglie lucidità nelle scelte? L'emergenza che induce a scelte rapide e pertanto quasi mai condivise?

venerdì 11 settembre 2009

giovedì 3 settembre 2009

DIALISI : partecipazione civica. Forse ad una svolta ?

In questo periodo, presso l'ospedale spezzino, si sta realizzando un esempio di partecipazione civica. Dopo molti anni che il Tribunale per i diritti del malato chiedeva a gran voce alla Conferenza dei Sindaci la realizzazione di un tavolo tecnico per la vigilanza sulla nostra "disastrata" sanita' provinciale, forse l'esempio di cio' che sta oggi accadendo, per lo spostamento del reparto per dializzati, potra' rappresentare una best practice da copiare in altre occasioni.
In sintesi: e' necessario effettuare lavori strutturali al reparto dialisi e di ristrutturazione dello stesso per dotazioni essenziali ai malati (camere con bagno, spogliatoi piu' funzionali, nuova distribuzione piu' umana degli spazi ).
I lavori sono ritenuti essenziali da tutti.
Il problema e' che si debbono spostare oltre 100 malati, che sono attualmente dializzati, per il tempo necessario ai lavori (problemi organizzativi, di informazione, di spostamento, etc. ). Molti di questi malati saranno "assorbiti " dal nuovo reparto al S. Andrea, ma molti saranno trasportati con ambulanze a Levanto e a Sarzana.
Grazie anche all'intervento dell'assessore alla sanita' del Comune della Spezia (credo che onestamente vadano evidenziati anche gli aspetti positivi...) si e' riusciti a costituire una commissione civica per la partecipazione e la condivisione dei problemi ingenerati dai lavori in reparto.
Della commissione fanno parte oltre alla Conferenza dei Sindaci, al TdM e all'ANED (associazione dei pazienti dializzati), la dirigenza tecnica e medica dell'ASL e, da qualche giorno, anche le rappresentanze delle altre associazioni (comitati consultivi misti).
La finalita' della commissione - che si riunisce praticamente ogni settimana - e' quella di garantire la corretta informazione ai pazienti, la gestione progettuale della ristrutturazione, la garanzia del rispetto dei tempi necessari ai lavori.
Posto infatti che i lavori sono necessari nell'interesse stesso dei pazienti, diventa inderogabile verificare che i tempi di disagio, per gli spostamenti, siano i piu' ridotti possibile.
Indispensabile, anche per evitare errori del passato (progettazione dei reparti NON a misura del malato), e' l'apporto dell'ANED anche alla fase del progetto di ristrutturazione. Chi, meglio del malato - che vive in prima persona i disagi della malattia - puo' essere in grado di suggerire miglioramenti del reparto ?

Prossima riunione il 09 settembre per affrontare il progetto di miglioramento nei dettagli e per responsabilizzare direttamente il titolare della ditta esecutrice dei lavori sulla necessita' del rispetto dei tempi.

Chissa' che funzioni ?

Rino Tortorelli
v.segr.reg.le Cittadinanzattiva - Tribunale per i diritti del malato.