mercoledì 19 agosto 2009

Scuola di Vezzano Ligure: l'emergenza, le istituzioni, i cittadini

Spesso accade che l'inadeguatezza dei rappresentanti delle istituzioni, a interpretare responsabilmente e in modo trasparente il loro ruolo, determini situazioni di emergenza in cui sono coinvolti cittadini ignari (o che non vogliono sapere), lavoratori e studenti. E' quanto accaduto come esito del comportamento tenuto dall'ex sindaca di Vezzano Ligure, Paola Giannarelli; come ho già avuto modo di rilevare (qui), l'ex sindaca, anziché approfondire una situazione potenzialmente critica anche all'indomani dei rilievi mossi pubblicamente dalla Scuola di Cittadinanzattiva riguardo allo stato di sicurezza dell'edificio scolastico di Vezzano Capoluogo, ha deliberatamente e consapevolmente mentito ai cittadini sbandierando certezze e certificazioni che non aveva. Accadimenti come questo hanno come conseguenza anche il disamore e la sfiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni, oltre alla crescita di certo qualunquismo (peraltro non recente) che contribuisce all'ulteriore impoverimento e degrado delle istituzioni medesime.

Come a volte accade, quando “si tocca il fondo” (e se non si soccombe) si possono scoprire risorse inaspettate e pare che a Vezzano Ligure le istituzioni possano tornare ad essere garanti dei diritti che la nostra costituzione ci riconosce in quanto cittadini. Dopo aver constatato a pochi giorni dal suo insediamento la situazione di inagibilità dell'edificio scolastico, la nuova amministrazione comunale, seppur con qualche ritardo e con qualche fatica, sta re-agendo in totale trasparenza: il ritardo e la fatica sono l'esito della scarsa abitudine e attitudine al confronto, che caratterizza peraltro molte istituzioni e le formazioni politiche che le governano. (Banalmente, un'organizzazione che non è avvezza a comunicare non ha neppure gli strumenti per farlo e i 5 anni dell'amministrazione precedente hanno prodotto un sito internet vuoto di informazioni utili ai cittadini ed un solo impiegato in grado di aggiornarlo, attualmente in ferie).

Dopo l'ordinanza di chiusura della scuola il Sindaco ha indetto una riunione con i cittadini genitori degli studenti interessati; su richiesta degli stessi genitori, ha convocato un consiglio comunale straordinario in cui si è impegnato a riaprire la scuola attualmente inagibile nel più breve tempo; ha partecipato ad un incontro in Prefettura (presenti quattro rappresentanti del comitato di cittadini nel frattempo costituitosi, la Scuola di Cittadinanzattiva e l'Ufficio scolastico provinciale) nel corso del quale ha rappresentato e documentato le attività in corso, finalizzate a garantire il regolare inizio delle lezioni in locali allo scopo reperiti e attualmente in fase di ristrutturazione e messa norma; ha prodotto copia della documentazione tecnica attestante l'idoneità dei locali medesimi e reso disponibile per i cittadini l'accesso alla relazione tecnica che ha determinato la chiusura dell'edificio scolastico inagibile.

Per chi ritiene che l'inclusione dei cittadini nei processi decisionali che li riguardano (e non solo l'informazione) sia un diritto (peraltro anch'esso sancito dalla Costituzione e da alcune leggi regionali), potrebbe trattarsi di un fatto normale; siamo tuttavia consapevoli che, stante il contesto provinciale in cui viviamo e l'arretratezza culturale dei partiti che ci rappresentano, si tratta quasi di un evento. Solo un inizio, e un caso che tuttavia non deve restare eccezionale né isolato; che può diventare prassi se l'amministrazione sarà disponibile ad apprendere e se i cittadini sapranno sottrarsi alle strumentalizzazioni di chi si veste da “società civile” sotto elezioni (avendo ignorato completamente e deliberatamente quanto stava accadendo nella scuola dei propri ragazzi solo pochi mesi prima) e cerca appigli con cui garantirsi costante visibilità nel tempo.

Ancora qualche riga a proposito delle istituzioni come garanzia del rispetto dei diritti dei cittadini. In rappresentanza del Prefetto, la Dott.ssa Carpanese ha condotto l'incontro di cui ho fatto cenno più sopra; la dott.ssa ha accolto le istanze di ciascuno degli intervenuti ricomponendo una situazione caratterizzata da evidenti pregiudizi reciproci; andando al di là del suo ruolo istituzionale, grazie al quale ha garantito della adeguatezza degli impegni presi dal sindaco, è intervenuta di volta in volta rafforzando o smontando le diverse posizioni anche attraverso consigli di inattaccabile buonsenso: il competente buonsenso con cui alcune persone sanno dare lustro alle istituzioni che rappresentano. Per questo, da cittadina, un grazie di cuore alla Dott.ssa Roberta Carpanese, prezioso Capo di Gabinetto del Prefetto della Spezia.

P.S. In realtà non si trattava della Dott.ssa Carpanese ma della Dott.ssa Annunziata Gallo, Vicario del Prefetto. Mi scuso con entrambe per l'errore e ringrazio nuovamente entrambe.


martedì 18 agosto 2009

La ballade de gens qui sont nés quelque part



[La ballata della gente che è di qualche parte]

Testo di Georges Brassens
Traduzione di Andrea Belli


In questa estate rovente di sussulti leghisti e istinti comunitaristi.



Come son graziosi tutti questi posti
i paesi che con le loro arcate
le loro stradine le loro roccaforti
hanno un solo guaio d'essere abitate
d'essere abitate da gente che guarda
il resto come non fosse sulle carte
la razza dei cretini, che portan la coccarda
gli imbecilli allegri che son di qualche parte
gli imbecilli che son di qualche città!

Siano maledetti i figli della patria
per sempre impalati al loro campanile
Quelli che vi mostrano la casa la campagna
dove sono nati e andranno a morire
Che vengano da Roma, da Parigi o da Segni
o dalla Babilonia o se arrivan da Marte
o da MonteCuletto se ne vantano i fessi
gli imbecilli allegri che son di qualche parte
gli imbecilli che son di qualche città!

La terra nella quale infilano la testa
come degli struzzi è la più confortante
e anche per gonfiare i palloncini a festa
la loro aria è il soffio d'un Dio o di un Gigante
Ed ecco che si montano la testa a tutto tondo
fino a pensare che sia una forma d'arte
il loro sterco che fa ingelosire il mondo
gli imbecilli allegri che son di qualche parte
gli imbecilli che son di qualche città!

Non è un luogo comune dove sono nati
pianga pure in croce tutta l'altra gente
che per una sfortuna ha avuto altri natali
non ha avuto senno e non può farci niente
Se suonan le fanfare della loro terra
contro gli stranieri imbraccian le armi
E escono dal buco per morire alla guerra
gli imbecilli allegri che sono di qualche parte
gli imbecilli che son di qualche città!

Mio Dio come staremmo bene sulla terra
se non s'incontrasse questa gente oscena
sempre inopportuna e del tutto indegna
Quelli di quel posto, di quella certa schiera
Mio Dio sarebbe bello in ogni circostanza
se non avessi fatto la razza irritante
che è la prova, infine, della tua inesistenza
gli imbecilli allegri che son di qualche parte
gli imbecilli che son di qualche città!

http://georgesbrassens.ildeposito.org/homepage/

venerdì 14 agosto 2009

Goletta verde, le 5 terre e il resto del mondo (spezzino)

Tutti gli anni, puntuale, arriva in un modo o nell'altro la beatificazione del parco delle 5 terre da parte di Legambiente con la consegna delle vele.
Lo scorso anno erano state assegnate 5 vele alle spiagge delle 5 terre (una per l'altra, senza distinzione alcuna per comune/spiaggia) e 4 vele a quelle di Lerici e Porto Venere Http://www.legambiente.eu/campagne/guidaBlu/elenco.php?punteggio=&prov=SP&reg=&ordina=loc&anno=2008&Submit=cerca

E' interessante rilevare che i prelievi avevano certificato che il mare di Lerici e Porto Venere risultava “non inquinato” mentre quello di Riomaggiore e Vernazza risultava essere “leggermente inquinato”:

Anche quest'anno dunque sarebbe il caso di fare qualche verifica di dettaglio, soprattutto dopo che il sindaco di Lerici, con il suo solito aplomb, silente e indifferente agli attacchi che insistentemente gli sferra Legambiente, ha dichiarato che i dati ufficiali Arpal certificano che il suo mare è pulito e tanto gli basta. Tanto basta anche a me che faccio il bagno a Lerici ed ho a disposizione settimanalmente i dati dei prelievi (Bacheca Circolo Vela Erix)

Ecco i dati 2009: http://www.legambiente.eu/campagne/guidaBlu/elenco.php?punteggio=&prov=SP&reg=&ordina=loc&anno=2009&Submit=cerca 3 vele a Lerici, 4 a Porto Venere e 5, dicevamo, a Riomaggiore (5 Terre, Riomaggiore, Vernazza, Monterosso al mare) Spiaggia delle 5 terre. Anche quest'anno l'assegnazione è fatta a tutti i comuni, uno per l'altro, e la spiaggia... qui mi arrendo, non so quale né dove sia la Spiaggia delle 5 Terre.

Per quanto riguarda i prelievi, invece, né la Liguria né la Provincia della Spezia risultano presenti nell'elenco e pertanto non è dato di verificare i dati considerati: http://www.legambiente.eu/campagne/goletta/ricerca.php?anno=2009&campagna=39


Certo, leggendo il SecoloXIX di oggi (pag. 27) balza subito all'occhio il diverso approccio all'ambiente nelle tre diverse località: Inaugurazione di tre ascensori a Riomaggiore e Manarola; Canale di Porto Venere chiuso alle barche il 22 Agosto; Arpal dice mare pulito a Lerici. Insomma c'è chi si preoccupa di costruire (ancorchè con un occhio al sociale) e chi si preoccupa di monitorare e contenere l'impatto ambientale.

Massimo Serafini, portavoce di Goletta Verde, ha dichiarato: Le Cinque Terre si sono distinte nella qualità della gestione del territorio, nell'erogazione dei servizi, nella manutenzione dei centri storici e nell'offerta enogastronomica. Tutte caratteristiche che fanno delle qualità italiane una scommessa ed un investimento per il futuro, capaci di non conoscere crisi.” Mica ha parlato di sostenibilità ambientale o di qualità delle acque, ha parlato di investimenti e di crisi. Di un'azienda dunque?

In attesa che Legambiente pubblichi i dati dei prelievi, per chi fosse interessato al tema della sostenibilità, declinato alle 5 terre, segnalo:


http://speziapolis.blogspot.com/2009/05/spiagge-e-aree-protette-vele-o-bandiere.html

http://www.informazionesostenibile.info/1005/con-quali-criteri-si-assegnano-le-bandiere-blu-di-legambiente/

P.S. quando tra qualche anno a Riomaggiore ci sarà anche la funivia aggiungeranno la sesta vela?

giovedì 13 agosto 2009

Acam, i Comuni, le discariche e la differenziata

Lo scorso 2 Luglio, oltre un mese fa, abbiamo inviato una lettera a tutti i sindaci della Provincia della Spezia, ad ACAM e alla Provincia ponendo dei quesiti ed avanzando qualche ipotesi di metodo finalizzata ad una reale disamina della situazione in funzione della attuazione delle migliori soluzioni possibili.

Lo scorso 16 Luglio si è tenuto a Villa Marigola un convegno, organizzato dalla Provincia insieme a Veolia e Pirelli Ambiente, sul tema della valorizzazione energetica dei rifiuti; si sono inoltre succeduti diversi consigli comunali, straordinari e non, ed audizioni con riferimento a quella che ormai è chiamata dai più “la situazione di ACAM”.

Che nessuno salvo Maurizio Lipilini (IDV), che ha fatto sua l'introduzione del nostro documento in un articolo sulla stampa, abbia sentito l'esigenza di interloquire con noi o di commentare in qualche modo o in qualche sede il nostro lavoro non sorprende certo; neppure il convegno di Villa Marigola, a parte le contestazioni che l'hanno preceduto sul metodo ma non nel merito, ha dato vita a commenti, confronti o dibattiti, e anche questa circostanza rappresenta (ahinoi) una certa normalità.

Poiché noi non siamo in possesso di dati precisi, e per questa ragione ponevamo qualche questione a chi invece li dovrebbe avere, possiamo solo continuare ad arricchire e rendere pubblici i nostri ragionamenti. E questo facciamo, questa volta concentrandoci (in maniera molto parziale e forse in qualche caso naif) su uno dei passaggi del ciclo dei rifiuti: la raccolta, il primo e il più importante. Come spesso accade infatti, le ragioni della bontà o meno di un processo vanno ricercate a monte del processo medesimo. La raccolta (causa) quindi come primo passaggio del ciclo dei rifiuti, le discariche e la loro saturazione (effetto) come chiusura del ciclo: nel mezzo, la raccolta differenziata e la produzione di CDR come modalità di contrasto alla saturazione delle discariche.

Intanto che la “classe dirigente” si interroga sui massimi sistemi e sulla ricerca di nuovi soci, e certa “aspirante classe dirigente” avanza ipotesi tanto originali quanto vaghe, che si fa? Nel quotidiano è stato messo in atto qualche cambiamento? Sulle modalità della raccolta differenziata chi decide? Di chi il merito e di chi le colpe? Se a volte accade che qualche comune si muova in qualche direzione, chi lo decide? Il Comune? Acam? Secondo noi il Comune; i comuni sono soci e clienti di Acam, serve altro potere?

Finalità dell'impianto di Saliceti e identità di ACAM: una premessa

L’impianto di Saliceti, realizzato da Acam in quanto gestore pubblico, anche in assenza di volumi costanti consente di trattare e ridurre il volume dei rifiuti; la sua sostenibilità economica, pertanto, deve essere valutata all'interno dell'intera gestione del ciclo dei rifiuti, considerando dunque anche il risparmio che determina sui costi di smaltimento. Al contrario, se ACAM si identifica con una impresa che deve generare valore per i suoi soci, o sanare i suoi deficit di bilancio, o l'impianto di Saliceti viene considerato come un capitolo di bilancio a se stante, allora meno rifiuti in ingresso all'impianto costituiscono una indubbia perdita.

Se l'ipotesi è quella originale (gestore pubblico), mentre pensiamo a come eventualmente modificare la chiusura del ciclo dei rifiuti (comunque non prima di qualche anno), è opportuno che ci si attivi da subito (meglio prima) per mandare la minor quantità di rifiuto possibile a smaltimento: quindi a Saliceti, nella discarica di Val Bosca e/o eventualmente in quella di Bonassola, opportunamente ampliata. Se non altro, per far sì che queste siano sufficienti per il periodo necessario. Inoltre, poiché la nuova normativa non consente di contabilizzare per l’obiettivo del 65% materiale post conferimento (il rifiuto è tale dal momento in cui lo raccogli), la raccolta differenziata deve essere anche di qualità.

Caratteristiche e funzionamento dell'impianto di Saliceti: considerazioni economiche

L’impianto di Saliceti è attualmente tarato a 90.000 t/anno ma si può, tecnicamente, farlo funzionare anche con quantitativi minori; secondo Acam tale ipotesi non è economicamente sostenibile perché l’impianto ha dei costi fissi (manutenzione, costi energetici, ammortamenti etc.) che prescindono dalla quantità di rifiuto trattato; a nostro avviso i costi fissi riguardano esclusivamente l'ammortamento dell'impianto. Poiché l’impianto altro non è se non un gigantesco estrattore di aria (non avendo combustioni) assorbe energia solo in un modo: le pompe costantemente tirano aria da fuori per insufflare nelle celle e dalle celle le passano al biofiltro; al contrario, successivamente, espellono aria all'esterno.

Ora se l’impianto funziona al 100% occorre insufflare e togliere aria da tutte le celle e quindi si consumerà 100 di energia attraverso le pompe; se, al contrario, non funziona al 100% si consumerà in proporzione 100 meno quanta energia per azionare le pompe risparmio rispetto al numero di piste/celle che non attivo. Tenderemmo a dire, pertanto, che i quantitativi di rifiuto necessari a rendere sostenibile economicamente l'impianto possono essere variabili.

Attualmente si differenziano circa 32.000 tonnellate di rifiuti (24% su 136.000 t/anno) lasciando pertanto 100.000 t/anno di materiale da trattare (massimo quantitativo gestibile per l'impianto); se nei prossimi 2/3 anni si vuole raggiungere il 65% di differenziata, le tonnellate da conferire si ridurranno a 48.000 (come detto nel paragrafo precedente i costi dell'impianto dovrebbero essere valutati in maniera integrata con l'intero ciclo dei rifiuti).

Aspetti connessi con le discariche: disponibilità, costi e capienza

La frazione stabilizzata (quella che non diventa CDR) prodotta a Saliceti, esaurita la discarica di Val Bosca, dovrebbe confluire in quella di Bonassola dove da quasi due anni sono stati autorizzati (sarebbe interessante sapere se con AIA e procedura di VIA) gli interventi di ampliamento e adeguamento: 150.000 mc con costi superiori ai 6 milioni di euro (un grosso roccione di serpentino da rimuovere farebbe lievitare il costo di altri 600.000/700.000 euro; tuttavia, aggirando il roccione si avrebbe comunque una volumetria di circa 140.000 mc). Circa un mese fa si è discusso nuovamente delle opzioni mutuo/socio privato per fronteggiare l'investimento e l'opzione “socio privato” risulterebbe la più probabile stante le evidenti difficoltà di ACAM a fornire garanzie per l'accensione di un mutuo.

Oggi, Acam stima in oltre 10 milioni di euro il costo di realizzazione dell'impianto, lo stesso che 18 mesi fa ne sarebbe costati 6. Stiamo dunque parlando di 10 milioni di euro per smaltire circa 150.000 mc (capacità della discarica bastante per soddisfare le necessita della provincia per circa 2,5 anni alla situazione attuale di raccolta differenziata), troppo pochi per il tempo necessario a garantire l'avvio di qualsiasi altro sistema di chiusura del ciclo per il quale ci vorrebbero almeno 4/5 anni circa. La validità dell'ipotesi della discarica di Bonassola, pertanto, avrebbe senso solo se entro 6 mesi fossimo in grado di conferirvi max 35.000 t/anno in uscita da Saliceti, in luogo delle attuali 50.000. Certo 6 mesi sono pochi, considerato che non è chiaro neppure se la discarica sia già andata ad AIA e/o a verifica e che la RD langue. Resta un dubbio: nella stima di 10 milioni sono per caso compresi anche gli euro utili al risanamento del passivo?

Ipotesi, illazioni e domande...

Gli estremisti dicono che il progetto in atto da anni è chiaro e che sia stato modificato solo in parte dalla attivazione di Saliceti; se l'impianto non fosse partito, infatti, si sarebbe continuato a portare fuori provincia i rifiuti e ad un certo punto gli alti costi e la precarietà amministrativa di questa via avrebbero portato al vero obiettivo: la riapertura della discarica di Saturnia sulle colline di Pitelli. L'apertura di Saliceti, invece e nonostante le rassicurazioni iniziali, apre al conferimento del CDR nella centrale Enel ma non esclude la riapertura della discarica di Pitelli. Questa ipotesi, chiaramente dietrologica e ideologica, giustificherebbe tuttavia la generale immobilità rispetto alla introduzione di misure minime finalizzate alla riduzione dei rifiuti.

Ci raccontano, ad esempio, delle modalità di gestione degli ingombranti operata da Acam: si tratta di 4000 t/ anno (100.000 mc) che a seconda di come vengono trattate (separato per avviarlo alle filiere del recupero - mobili con mobili, frigoriferi con frigoriferi etc.- oppure ragnato e conferito in discarica) possono contribuire enormemente alla rapida saturazione degli impianti di servizio in funzione (attualmente Val Bosca). Dunque una prima domanda: come funziona il trattamento degli ingombranti? Come si svolge e come si chiude il ciclo degli ingombranti?

Come in questo esempio emblematico, la partita si gioca nella fase di raccolta che, se male organizzata, condiziona tutte le fasi successive.

A proposito della gestione della carta: pare che, stante la bassissima qualità della carta raccolta e l'impossibilità di conferirla quindi al Consorzio apposito, Acam abbia acquistato oltre un anno fa una macchina compattatrice che avrebbe consentito di vendere direttamente la carta così trattata sul mercato. La macchina, costata qualche centinaio di migliaia di euro, risulta ferma a causa dei ribassi del prezzo della carta sul mercato: se te la pagano meno di quanto ti costa produrla, meglio buttarla via. Sì, meglio buttarla via se il tuo interesse è prettamente economico e se riguarda quella specifica fase del ciclo; se invece si considera anche il problema legato alla saturazione delle discariche allora la valutazione può cambiare. Una seconda domanda: della carta raccolta, quanta parte è venduta e quanta invece torna con l'indifferenziata?

A proposito dell'organico (e quindi del compost): il compost che esce da Boscalino va a discarica direttamente come rifiuto trattato, come dire che a Boscalino entrano circa 8.000 t di rifiuto (organico) e ne escono circa 6.000 come rifiuto da smaltire in discarica. Le ragioni? Apparentemente varie: 1) la scarsa disponibilità di spazio per la corretta essiccazione del compost 2) la scarsa qualità dell'organico raccolto. La terza domanda: a quali condizioni il compost potrebbe essere utilizzato in agricoltura e/o come terra per riempimenti?


Una modesta proposta
Recentemente abbiamo avuto modo di apprendere che a Porto Venere Importanti risultati provengono anche dal servizio sperimentale di raccolta differenziata porta a porta, destinato alle attività di ristorazione ed ai bar del centro storico della frazione capoluogo, svoltosi per tutto il mese di luglio. Grazie all’intesa, siglata con ACAM Ambiente ed alla fattiva collaborazione degli esercenti, si è proceduto al ritiro domiciliare e differenziato dell’umido organico, degli imballaggi e dei residui che hanno permesso di recuperare oltre 23 tonnellate di rifiuti evitando che lo stesso finisse nel flusso del materiale indifferenziato. In concreto l’ esperienza ha consentito un incremento della raccolta differenziata del Comune, stimabile in oltre 5 punti percentuali, rispetto al luglio 2008. La sperimentazione ha permesso di verificare le potenzialità del territorio sia per quel concerne la produzione che il recupero della differenziata.(13:02:00 - 08-11-2009 - Redazione - Cronaca4 )

Se riandiamo alla minuscola casistica a cui abbiamo fatto cenno sopra, possiamo vedere che il problema nel riciclo è la qualità della raccolta differenziata e tutte le sperimentazioni effettuate hanno confermato che la raccolta porta porta è funzione della qualità, non ci sono storie.

Quindi, prima proposta: che si avvii la raccolta differenziata porta a porta, magari a partire da una tipologia di rifiuto (ad esempio l'umido) e con il coinvolgimento, oltre che dei cittadini, di una specifica categoria del commercio fortemente coinvolta nella sua produzione (ad esempio ristoranti e bar). Se di sperimentazione si vuole parlare, che non sia per “quartiere” ma per “tipologia di rifiuto”. Si continui successivamente con un'altra tipologia (ad esempio la carta) ed una nuova categoria produttiva (ad esempio gli uffici e le scuole) insieme ai cittadini. E così, gradatamente, spariranno i bidoni dell'umido e poi quelli della carta e poi... La raccolta porta porta è più costosa? Vogliamo parlare degli esuberi di Acam? Non sarebbero anche loro un costo per la comunità qualora fossero lasciati a casa? E non lo sono già se sono davvero in eccesso? Raccolta porta a porta contro la disoccupazione (a proposito della necessità di una visione complessiva).

Seconda proposta: che si verifichi, e si ottimizzi, la gestione degli ingombranti. Dove vanno a finire? Come vengono trattati?

Terza proposta: e se l'impianto di Saliceti lo gestisse Acam senza il supporto di nessuna Veolia del Caso? Vogliamo dire che in Acam non ci sono le competenze necessarie e sufficienti?

Daniela Patrucco

Marco Grondacci

lunedì 10 agosto 2009

Rigassificatore di Panigaglia :un'altra norma ad hoc per autorizzare l’ampliamento?

Ci risiamo ! Ennesima norma balneare per accelerare la autorizzazione dei rigassificatori . Da notare che ormai siamo , dopo la legge del 1991 , alla quarta modifica della normativa che disciplina i rigassificatori finalizzata alla accelerazione delle autorizzazioni di questi impianti……un eccesso di burocratismo semplificatorio . Infatti le norme che si sono succedute non sono state quasi mai coordinate con le precedenti ne tanto meno con la normativa ambientale ed urbanistica collegata , per non parlare che il legislatore in questo caso si è pure dimenticato della riforma federalista del titolo V della Costituzione . Insomma semplifica per complicare la vita a tutti perfino agli stessi gestori/costruttori dei rigassificatori esistenti e nuovi ( vedi Panigaglia appunto) che hanno ormai dei dubbi su quale sia il percorso amministrativo più utile per i loro fini ( ne esistono ormai tre di cui uno transitorio !). La nuova legge di cui scriverò tra poco infatti , come è avvenuto in passato non abroga completamente ne la procedura del 1991 e regolamento successivo (dpr 420/1994) , ne quella semplificata del 2000 (legge 340/2000) che si applica ancora ai procedimenti corso ( come nel caso di Panigaglia)salvo che la GnL Italia non scelga la nuova procedura ora approvata entro trenta giorni dalla entrata in vigore della nuova legge.

Veniamo comunque alla nuova legge . Si tratta di alcuni commi dell’articolo 27 della legge 99/2009 ( dal titolo pomposo : “Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”) . Ma c’è poco da pompare perché come ho più volte avuto occasione di spiegare anche in questo blog qualsiasi disciplina acceleratoria in materia di rigassificatori deve comunque rispettare sia la normativa comunitaria ambientale in materia ad esempio di VIA ( Valutazione di Impatto Ambientale) che la Costituzione italiana e la relativa giurisprudenza della Corte Costituzionale sui poteri regionali nelle materie della urbanistica e delle politiche energetiche.

In sostanza la nuova norma cambia poco rispetto alla normativa esistente proprio perché bloccata dai suddetti vincoli sovraordinati alla legislazione ordinaria nazionale.
Alcuni esempi:
1. si continua ad applicare la Valutazione di Impatto Ambientale che deve precedere la autorizzazione vera e propria . Anzi su questo punto la VIA torna ad essere ( grazie anche e soprattutto alla giurisprudenza della Corte di Giustizia della UE che sul punto ha più volte contestato la normativa italiana in contrasto con la Direttiva europea sulla VIA) un procedimento distinto da quello della autorizzazione definitiva mentre nella legge del 2000 il giudizio di VIA era diventato un nulla osta interno al procedimento autorizzatorio.
2. I termini per concludere il procedimento da 180 che erano diventano 200 , ma nel caso di Panigaglia ormai sono scaduti da tempo entrambi
3. La parte urbanistica è forse quella più significativamente modificata. Infatti nella normativa precedente la eventuale variante al Piano urbanistico comunale ( come è noto il sito di Panigaglia è in contrasto con la pianificazione urbanistica e paesaggistica sia comunale , che provinciale che regionale) doveva comunque passare dalla approvazione del Consiglio Comunale territorialmente competente. Con la nuova legge la autorizzazione all’impianto sostituisce la concessione demaniale e il permesso di costruire, ma anche qui, in coerenza con principi addirittura costituzionali, si afferma che “Per il rilascio della autorizzazione, ai fini della verifica della conformità urbanistica dell'opera, è fatto obbligo di richiedere il parere motivato degli enti locali nel cui territorio ricadono le opere da realizzare”.
4. Resta l’obbligo di Intesa con la Regione , anzi l’Intesa con la Regione resta decisiva anche sotto il profilo urbanistico , perché , si legge nella normativa appena approvata che “l’Intesa con la regione costituisce variazione degli strumenti urbanistici vigenti o degli strumenti di pianificazione e di coordinamento comunque denominati o sopraordinati alla strumentazione vigente in ambito comunale”. Quindi senza l’Intesa con la Regione non si va da nessuna parte , appunto !
5. la nuova legge conferma anche la precedente procedura accelerata nel caso di rigassificatori in aree portuali . Nel senso che l’autorizzazione al rigassificatore costituisce variante al Piano Regolatore del Porto se approvata di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti . Non deve trarre in inganno il fatto che il comma che tratta di questo tema non faccia riferimento alla Intesa con la Regione . Infatti questo comma rinvia per la procedura in generale al comma 1 che è quello che contiene la disciplina per i rigassificatori sia che si trovino in area portuale che in altre aree; ebbene in entrambi i casi occorre la Intesa con la Regione, come d'altronde era previsto dalla precedente normativa.
6. Alla nuova procedura non si applica la semplificazione, introdotta sempre dalla nuova legge, in caso di mancata Intesa con la Regione . Infatti questa semplificazione si applica solo per le centrali termoelettriche , gasdotti e oleodotti ma non per i rigassificatori . Comunque la nuova procedura della Intesa introdotta per impianti diversi dai rigassificatori prevede un maggior coinvolgimento della Regione proprio in coerenza con quanto previsto dalla Costituzione in materia di energia nei rapporti stato regioni nonché dalla legge quadro in materia di energia ( legge 239/2004).

Infine una riflessione di ordine generale. A cosa serve semplificare ulteriormente la disciplina di autorizzazione dei rigassificatori , visto che hanno già passato la VIA del Ministero dell’Ambiente i seguenti rigassificatori : Gioia Tauro (RC), Melilli (Siracusa), Porto Empedocle (Agrigento), Rovigo , Trieste . Insomma questo delirio semplificatorio non ha alcun fondamento neppure sotto il profilo degli interessi energetici nazionali , visto che ormai nei prossimi anni avremo sicuramente più rigassificatori che gas liquefatto da trattare ! A meno che il progetto di trasformare l'Italia nell'hub del gas per il resto di Europa non venga bloccato dalla comunità locali, magari con il contributo di qualche decisione lungimirante di istituzioni locali e regionali come ha fatto di recente la Regione Liguria.

venerdì 7 agosto 2009

Democrazia balneare (diritti al mare)

La democrazia balneare è quel fenomeno per il quale certi bandi o concorsi pubblici, della Pubblica Amministrazione attraverso le sue varie espressioni sul territorio, vengono indetti verso la fine di Luglio, meglio se l'inizio di Agosto, e scadono sicuramente entro la fine di Agosto. Qualche tipicità locale:

L'estate scorsa aveva brillato per originalità il Comune della Spezia con il bando relativo al progetto:MINERVAEDUCAZIONE E FORMAZIONE PERMANENTE PER GLI ADULTI. Il bando faceva riferimento al F.S.E. Ob.3 2000-2006 con impegno delle risorse da parte della Provincia il 31/10/2006. La giunta comunale aveva deliberato nel Giugno 2008 mentre la determina dirigenziale era datata 7/8/2008. La selezione pubblica per “n. 1 Esperto in attività di gestione di progetto per il Progetto Minerva - Educazione e Formazione Permanente per gli Adulti - F.S.E. - Ob.: 3/2000-2006 - Asse/Misura: C/C4” è stata pubblicata il 12/8/2008 e le domande dovevano essere presentate entro il 1 Settembre 2008.

Stendiamo un velo pietoso sulle modalità con cui è stato poi gestito l'intero progetto, chi ne ha voglia può verificare facilmente facendo qualche ricerca su google, come ho fatto io.

Anche l'estate 2009 presenta un paio di chicche:

La Provincia della Spezia ha emesso un bando per l'affidamento di incarico per “la redazione di uno studio di fattibilità nell’ambito del progetto NO FAR ACCESS, programma Operativo “Italia-Francia-Marittimo” (Obiettivo 3), relativo alle fasi 3,4 e 5 del formulario del progetto.” La data del bando è 20/7/2009 e la scadenza per il recapito della domanda e della documentazione è il 13 Agosto 2009; a tuo rischio e pericolo se mandi la raccomanda e non arriva per tempo.

Infine, a dieci anni dalla sua istituzione, mega concorso del Parco Nazionale delle 5 Terre (forse il primo o quasi, quindi storico) pubblicato G.U. 24/7/2009 con scadenza 24 Agosto 2009 (la pubblicazione di legge sulla stampa locale, per quanto ho potuto vedere date le dimensioni, è avvenuta un paio di giorni fa). “Concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura a tempo pieno e indeterminato di sette posti di istruttore – area funzionale C - livello economico 1, di cui uno nella segreteria dell'Ente, due nel servizio amministrativo-contabile e del personale, uno nel servizio promozione-educazione, uno nel servizio scientifico e due nel servizio tecnico urbanistico/territoriale....” “...Le preselezioni si terranno il giorno 26 agosto 2009 alle ore 10 presso il Palasport Mariotti de La Spezia in via della Pianta. Tutti i candidati che hanno presentato domanda di partecipazione sono ammessi alle preselezioni con riserva di verifica sull'ammissibilità della domanda....” “...Saranno ammessi in ragione del punteggio riportato alla prova scritta relativa a ciascun servizio i primi 30 (trenta) candidati e tutti quelli a pari merito con il trentesimo che hanno presentato domanda per quel servizio”.

Si legge che sono attribuibili max 8 punti per titoli di servizio e max 2 per titoli di studio: i titoli per il servizio maturato al Parco delle 5 Terre valgono molto più degli altri ed è considerata adeguata anche la laurea in scienze politiche e giurisprudenza per il servizio amministrativo-contabile e del personale.Il bando consta di 13 pagine con diverse prescrizioni che, va da sé, si trasformano in altrettante eventuali ragioni di inammissibilità qualora non rispettate.Insomma, dieci anni di attesa per assumere circa il 50% dell'organico previsto, fin dalla sua istituzione, per il Parco Nazionale delle 5 Terre; ma ora occorre fare tutto in fretta e al caldo di Agosto, preselezione compresa...

Per chi ci vuole provare, in preparazione della maratona di New York, o in previsione dello svuotamento del mare con un cucchiaino, io ho trovato questo: qui e qui. Ovviamente meglio verificare personalmente sui siti degli enti...

mercoledì 5 agosto 2009

Donne e politica: una questione di linguaggio prima che di genere

Ogniqualvolta mi è capitato, affiancata da un uomo, di porre un quesito relativo ad un dettaglio tecnico ad un artigiano, muratore, falegname o idraulico che fosse, ho verificato che l'artigiano istintivamente risponde alla domanda da me posta guardando l'uomo al mio fianco. Ho spesso ritenuto che si trattasse di maschilismo (rifletto solo ora sul fatto che non c'è la falegnama e neppure la muratora e che l'idraulica non è il femminile di idraulico)...

Giusto ieri, partecipando ad un consiglio comunale, ho rilevato che alla destra del sindaco si trovavano gli assessori (lavori pubblici, urbanistica e vice sindaco) e a sinistra le assessore (istruzione, partecipazione, turismo e cultura): seppur numericamente equilibrati, è evidente il diverso peso degli assessorati maschili e femminili.

Durante la campagna elettorale delle ultime amministrative, ho criticato pubblicamente e piuttosto aspramente, tra gli altri, il candidato sindaco di una lista civica (che conosco personalmente) il quale non ha mai replicato alle mie osservazioni né privatamente né pubblicamente, disquisendo tuttavia con mio marito circa le ragioni delle sue posizioni (quelle da me criticate) eventualmente anche in mia presenza.

Da quasi un mese ho richiesto un incontro ad un sindaco della nostra zona per una questione pubblico/privata, non ottenendo alcuna risposta né convocazione; recentemente, per la stessa questione, l'incontro è stato concesso a persona di sesso maschile nel giro di pochissimi giorni.


Maschilismo? Forse, anche, non solo.
Vocabolario della lingua italiana:

Politica: sostantivo femminile - teoria e pratica che hanno per oggetto l'organizzazione e il governo dello stato...
Politico: agg. (plurale maschile: politici) – Uomini politici - Non è previsto il plurale femminile

Sappiamo bene che se parliamo di politici (sostantivo) intendiamo gli uomini politici e che se parliamo di politiche non intendiamo le donne politiche ma il plurale della politica (teoria ecc.).

Non è necessario conoscere le teorie sul linguaggio per capire che esiste ciò di cui si riesce a parlare: un concetto, una cosa, un soggetto esiste in quanto lo riconosci e gli attribuisci un nome, riesci a rappresentarlo anche verbalmente.

Se nella lingua italiana manca persino il sostantivo che definisca “la donna in politica”, e le "donne in politica", è facile comprendere le difficoltà delle donne ad essere riconosciute come soggetti politici: come soggetti politici non esistiamo, ecco perchè non ci vedono.

p.s. E d'altra parte neppure il “mammo” esiste e, per questa stessa ragione, quasi sempre i maschi sono coinvolti nella cura dei figli in subordine alle mamme.

martedì 4 agosto 2009

Quesiti sulla scuola a Vezzano Ligure

Al Sindaco del Comune di Vezzano Ligure

al Consiglio Comunale

e p.c. al costituendo Comitato di Cittadini

Vezzano Ligure, 4 Agosto 2009


Ordinanza di chiusura plesso scolastico di Vezzano Capoluogo (n. 45 – 25/7/09)
In qualità di coordinatrice della Scuola di Cittadinanzattiva (SP) e cittadina italiana residente a Vezzano Ligure;
avendo realizzato due monitoraggi dell'edificio in questione lo scorso 11 Giugno e, precedentemente, il 7 Maggio 2008;
avendo riscontrato già nel Maggio 2008 la presenza di un foro nel pavimento di un'aula dell'ultimo piano, giustificato dall'accompagnatore come esito di un carotaggio di verifica della tenuta del solaio;
avendo raccolto nel Maggio 2008 la seguente dichiarazione del Responsabile per la Sicurezza della Scuola in oggetto: “La scuola non è in possesso dei certificati di agibilità e prevenzione previsti dalla L. 626/94, sebbene li abbia richiesti al Comune proprietario dello stabile...”;
avendo, ripetutamente e senza esito, richiesto (dal 13 Novembre 2008) copia del capitolato di affidamento dei lavori per la messa in sicurezza della scuola (126.000,00 €).

Premesso che:

DGR 4290 27/12/2007 – impegno della somma complessiva di € 5.100,00 a favore del Comune di Vezzano Ligure per l'attuazione delle verifiche tecniche finalizzate alla riduzione del rischio sismico relativamente alla scuola Materna/Elementare/Media di Vezzano Capoluogo – Via Verdi 40.
31/10/2008 - Determinazione del Responsabile del Servizio LL.PP. Comune di Vezzano Ligure - incarico all'Ing. Giuseppe Boggia per “l'esecuzione delle verifiche tecniche da effettuare su alcuni edifici strategici....(ivi compreso quello della scuola di Vezzano Capoluogo)”
25/11/2008 - Dichiarazione Assessore regionale alle politiche abitative M.B. Berruti “Non abbiamo alcuna richiesta per le scuole di Vezzano Ligure da parte del Comune per eventuali interventi, né risulta che manchino certificati di agibilità e prevenzione rischi: sono scuole che la regione Liguria ha finanziato nel 2006 e nel 2007 per un ammontare complessivo di 262.000,00 euro utilizzati per la messa in sicurezza “
DG 28/11/2008 – Tutela legale del Comune di Vezzano L... contro l'indagine condotta da Cittadinanzattiva... Sindaco Paola Giannarelli “... è dovuto intervenire l'Assessore Regionale, per la parte di sua competenza e...lo stesso sindaco di Vezzano per riportare tranquillità, assicurando che tutte le scuole sono a norma.”
30/6/2009 – consegna al Comune di Vezzano Ligure della relazione conclusiva delle indagini svolte relativamente alla scuola di Vezzano Capoluogo da cui “emerge in maniera chiara che... non sussistono i presupposti per garantire la sicurezza dei locali”

Con riferimento alla coerenza tra le dichiarazioni e gli atti susseguitisi dal 2007 ad oggi e l'ordinanza di cui all'oggetto, sottopongo all'attenzione del Sindaco di Vezzano Ligure i seguenti quesiti affinchè, a tutela dei cittadini che rappresenta, esegua le opportune verifiche e fornisca chiarimenti:

1. Come mai, se le scuole erano a norma, la Regione ha impegnato in favore del Comune di Vezzano Ligure 5.100,00 € per l'esecuzione di verifiche e il Comune di Vezzano ha dato un incarico?
2. Su quali basi, avendo appena conferito un incarico per la verifica delle condizioni dell'immobile, sia la Regione sia il Comune hanno dichiarato di non avere alcuna verifica in corso e confermato che le scuole erano a norma?
3. Come mai l'Ing. Boggia, incaricato il 31/10/2008 dal Comune di Vezzano Ligure, ha consegnato la sua relazione solo il 30 Giugno 2009, ovvero l'ultimo giorno utile ai sensi di legge per la trasmissione delle schede di sintesi? Quale scadenza prevedeva il suo incarico?

Con riferimento all'ordinanza di chiusura e alle conseguenti azioni di organizzazione logistica, apprezzando la decisione di garantire il massimo della sicurezza per i ragazzi ed il personale della scuola,

chiedo al Sindaco di Vezzano Ligure di costituire un Osservatorio Permanente, partecipato da un esponente del nascente Comitato, un esponente della Scuola di Cittadinanzattiva ed eventualmente un esponente di altri genitori diversamente associati, che:

1. partecipi alle decisioni riguardanti la nuova organizzazione logistica e monitori la sua adeguatezza, le modalità e lo stato di avanzamento dei lavori a necessari;
2. abbia accesso alla documentazione relativa al rispetto delle norme di sicurezza, comprese le relazioni dei tecnici e quant'altro eventualmente ritenuto di interesse, sia della scuola attualmente chiusa, sia degli edifici a cui sono destinati i ragazzi, si degli altri plessi scolastici presenti nel territorio del Comune di Vezzano Ligure;
3. monitori l'andamento dei lavori di messa a norma dell'edificio attualmente chiuso in previsione di una sua celere riapertura.

Colgo l'occasione per sollecitare nuovamente l'Amministrazione affinchè disponga una gestione della comunicazione ai cittadini più snella e celere mediante l'utilizzo del sito internet del comune dove siano pubblicati tutti gli atti accessibili (delibere, ordinanze, ecc.).

Auspicando un sollecito e pubblico riscontro alla presente, saluto cordialmente.

Daniela Patrucco - Coordinamento Scuola di Cittadinanzattiva della Spezia