
Ai Sindaci dei Comuni della Provincia della Spezia,
e p.c.: Cda Acam e Provincia della Spezia
La Spezia, 2 Luglio 2009
Negli ultimi dieci anni abbiamo assistito ad un progressivo ma costante allontanamento della amministrazione pubblica dal controllo di un servizio essenziale come quello dell’Igiene Urbana; a partire da 1999 infatti ACAM ha acquisito il Servizio su quasi tutti i Comuni della Provincia, e tale conferimento ha rappresentato una sorta di delega “in bianco” ad operare.Solo di recente, in ragione dei persistenti pessimi risultati economici, ci si rende conto che le cause del dissesto vanno ricercate anche nelle strategie operative “estemporanee” e già obsolete all’atto della loro attivazione:
- nel 1999 quando l'Azienda ha potenziato il servizio di raccolta stradale quando già era noto che non avrebbe superato le percentuali predefinite, peraltro mai raggiunte;
- nel 2008 quando si è impostata la raccolta differenziata sul sistema multi materiale, oggi sostanzialmente fuori mercato.
- tra i due periodi, quando abbiamo assistito alla realizzazione del primo (ed unico) impianto per il compostaggio di qualità della Liguria, dove peraltro, dopo un timido avvio, sono cominciate ad arrivare partite di materiale così “contaminato” da generare una resa di processo inferiore al 10 %.
Tutti questi “incidenti di percorso” hanno determinato la prematura saturazione degli spazi di discarica rendendo necessaria, per un certo periodo, l'esportazione del rifiuto fuori provincia, con ulteriore aggravio dei costi. Nei prossimi mesi sarà costituito il Consorzio obbligatorio tra Provincia e Comuni previsto dalla l.r. 39/2008 che eserciterà compiti di affidamento, controllo e tariffazione del servizio; poiché tale soggetto non sarà operativo sino alla fine del 2009, il rischio reale è che si determini una situazione di emergenza (vedi i recenti scambi Berlusconi-Burlando sul tema) in cui, come spesso accade, saltano tutte le regole. Allo stato attuale, a nostro avviso, gli unici soggetti in grado di scongiurare il verificarsi di questo esito sono i soci dell’Azienda, ovvero le Amministrazioni Comunali rappresentate nell'appena rinnovato CdA.
Ai Sindaci chiediamo di riappropriarsi della funzione (pubblica) di controllo e di indirizzo in assenza della quale non potrà essere perseguita nessuna strategia, per quanto virtuosa; che le Giunte Comunali (rinnovate per 22/32) prendano immediatamente atto della situazione e si attivino per:
- attuare una seria organizzazione del servizio di raccolta, che rappresenta il primo passaggio chiave del ciclo integrato dei rifiuti;
- valutare le modalità più adeguate alla chiusura del ciclo dei rifiuti.
Entrambe le valutazioni, urgenti, dovrebbero tuttavia considerare in maniera integrata tutti gli aspetti connessi: normativi e di piano, tecnico gestionali, economici e strategici, sociali. Nel documento allegato proponiamo una breve esemplificazione di una possibile metodologia per affrontare il punto 2, con particolare riferimento all'ipotesi di conferire ad Enel il CDR prodotto nell'impianto di Saliceti.
Daniela Patrucco e Marco Grondacci
La chiusura del ciclo dei rifiuti e la quadratura del bilancio ACAM (Ambiente):
CDR all'ENEL e raccolta differenziata
L'ipotesi di chiudere il ciclo dei rifiuti e sanare il Bilancio ACAM Ambiente attraverso il conferimento all'Enel del CDR prodotto nell'Impianto di Saliceti apre una questione (tra le altre) che presenta aspetti correlati anche con il rapporto decisori/cittadini; tale questione riguarda l'affidabilità delle ragioni che vengono addotte a giustificazione delle politiche che saranno attuate.
Rifiuti ed energia, in questa Provincia, rimandano ad esperienze non ancora elaborate né risolte: lo scandalo dei rifiuti tossici di Pitelli e l'incidenza di tumori determinati dalla combustione del carbone nella Centrale Enel negli anni passati. Anche in ragione della nostra storia recente, sarebbe adeguato realizzare (per una volta, la prima) un'analisi approfondita ed integrata dei possibili scenari relativi alla chiusura del ciclo dei rifiuti; ciascuna ipotesi deve essere completa di dati oggettivi e verificabili e corredata da una valutazione degli aspetti economici, ambientali, sociali e normativi.
Il tema della fiducia, affidabilità, riguarda ed ha riguardato tutte le politiche relative alle attività ad elevato impatto ambientale sul territorio: discarica di Pitelli, porto, rigassificatore, area-ip e sua bonifica, centrale Enel, Acam e impianto di Saliceti; la breve storia dell'impianto di produzione di CDR è già densa di contraddizioni:
- 2004/2005- grande campagna ACAM di sperimentazione della raccolta differenziata porta a porta (Vezzano L. e S. Stefano Magra): la raccolta differenziata spinta è presentata come prerequisito essenziale alla chiusura del ciclo dei rifiuti provinciali attraverso la produzione di CDR.
- 2007/2009 – dopo una prima sperimentazione la raccolta differenziata arranca e solo nel 2009 è introdotto il porta a porta sperimentale in alcune aree della città della Spezia.
- 2008/2009 - l'ipotesi di cedere il CDR prodotto ad Enel per sanare il bilancio di ACAM.
Dunque: quanto CDR serve per sanare il Bilancio ACAM, quanto è in grado di produrne l'impianto di Saliceti e quanto costa? Quanto ne serve ad Enel e quanto lo paga? Come funziona la relazione tra la produzione di CDR, la raccolta differenziata al 65% e la normativa in materia di rifiuti? Quanto costa/rende la raccolta differenziata e a quali condizioni (modalità di gestione) può funzionare: porta/porta, multi materiale, altro? Abbiamo sufficiente CDR per Enel? Di cosa è composto il CDR e quali emissioni in atmosfera determina la sua combustione? Con quali rischi per la salute dell'ambiente e dei cittadini? A che punto siamo con la rinegoziazione della presenza della centrale Enel sul territorio? E il referendum del 1990 e la transazione per il risarcimento danni? Quali sono le cause del deficit di bilancio di Acam? E' il CDR la soluzione? E il piano provinciale dei rifiuti? Questi i quesiti a cui rispondere attraverso dati incontrovertibili ed accessibili ai cittadini, informazioni sulla base delle quali la politica potrà e dovrà assumersi la responsabilità delle decisioni.
Di seguito, riepilogati in quattro ambiti problematici, alcuni degli aspetti (normativi e di piano, tecnico gestionali, economici e strategici, sociali) che valorizzati con dati reali/stimati, concorrono al dettaglio di ciascuno scenario da sottomettere a valutazione; la gestione di ciascun aspetto secondo il metodo SWOT consente un bilancio dei pro e dei contro di ciascun scenario (le note inserite per ciascun aspetto si intendono a carattere esemplificativo).
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