domenica 26 luglio 2009

La Scuola di Vezzano Capoluogo inagibile?

Corre voce insistente, confermata da un assessore, a proposito di un'ordinanza del sindaco che dichiarerebbe inagibile la scuola di Vezzano Capoluogo; sempre secondo la stessa voce, sarebbe stata indetta per il prossimo Mercoledì una riunione presso il Centro Sociale di Vezzano Capoluogo per dibattere, appunto, delle possibili soluzioni in vista della ripresa delle attività didattiche il 14 Settembre p.v. E' ipotizzabile che l'ordinanza faccia seguito alle nuove norme regionali in materia di sicurezza degli edifici pubblici e alle verifiche compiute a cura della Regione in tutte le scuole della Liguria, che quindi sia da riferirsi alla agibilità statica dell'edificio.

Il coordinamento della Scuola di Cittadinanzattiva della Spezia:

  1. chiede al Sindaco Fiorenzo Abruzzo che notizie di tale importanza siano divulgate con tempestività e attraverso canali ufficiali (ad esempio il sito internet del comune) e non affidate al passaparola che ha tenuto banco per l'intero fine settimana;

  2. apprezza il lavoro della Regione Liguria che ha messo in evidenza una situazione (tra le altre) che avrebbe potuto determinare pericolo anche grave per la popolazione del plesso scolastico che conta 160 studenti e 35 tra insegnanti e personale non docente;

  3. stigmatizza ancora una volta il comportamento dell'ex sindaco Paola Giannarelli che, in occasione della pubblicazione dei dati dei monitoraggi eseguiti a cura della nostra organizzazione lo scorso Novembre, rassicurava i genitori circa la totale sicurezza dell'edificio scolastico in oggetto (senza alcun documento che comprovasse le sue parole e in assenza dei Certificati di Prevenzione Incendi e dei Certificati di agibilità statica). Su www.speziapolis.org/dp/delibera.pdf è disponibile il verbale della Giunta Comunale del 28 Novembre 2008 avente a oggetto: “Tutela legale del Comune di Vezzano Ligure contro l'indagine condotta da Cittadinanzattiva sullo stato di sicurezza delle scuole del territorio comunale”.

Nell'attesa di maggiori informazioni, auspichiamo che l'attuale Sindaco di Vezzano Ligure Fiorenzo Abruzzo, già firmatario della delibera di cui sopra, presti maggiore ascolto alle sollecitazioni dei cittadini, in particolare se organizzati in associazioni riconosciute al livello ministeriale.

Daniela Patrucco

Coordinamento Scuola di Cittadinanzattiva della Spezia

giovedì 16 luglio 2009

La valorizzazione energetica dei rifiuti nella Provincia della Spezia

Convegno - Villa Marigola - Lerici - 15 Luglio 2009

Alla fine sono riuscita a partecipare al Convegno di ieri. La sala era molto piccola ma c'era così poca gente che molte sedie erano vuote: qualche unità tra sindaci e politici è entrata nella sala per uscirne poco dopo; una ventina di manifestanti con bandiere (PRC, IdV e Pdci) stazionavano all'ingresso del viale di Villa Marigola; il gruppo di Rifondazione ha retto uno striscione per la durata dell'introduzione di Fiasella e poi se ne è andato. Quanto basta per farne un “quasi eroe della differenziata e della sostenibilità ambientale” che ha aperto il convegno illustrandone la ragione, ovvero le domande a cui si dovrebbe poter rispondere:
  1. E' sostenibile trasportare il CDR fuori provincia/regione?
  2. E' opportuno (necessario) modificare il Piano provinciale dei rifiuti, e conseguentemente i piani comunali, per procedere alla co-combustione dei rifiuti?
  3. Prima di prendere delle decisioni ha senso che noi si sappia di cosa si sta parlando, quali sono le implicazioni?

Nessuna fuga in avanti – dice Fiasella – ma solo il suo (personale) bisogno di capire e necessità di assoluta trasparenza. (Viene il sospetto che legga il nostro blog!) Sostiene che il problema della combustione del CDR sta nel mancato raggiungimento della quota di raccolta differenziata al 65%, cosa che peraltro richiede anche la legge; sostiene che è provato che la raccolta differenziata spinta porta benefici economici ai comuni e aggiunge che “se si fa un po' di più e non si cambia completamente rotta”, allora non si può navigare nel vento che porta allo sviluppo sostenibile. Il convegno, quindi, come un'occasione di confronto e di approfondimento. Fiasella chiede la collaborazione delle forze politiche (ancora) presenti affinchè partecipino fattivamente e continuativamente alla attuazione del Piano provinciale dei rifiuti; purtroppo, dice, alla provincia compete solo la pianificazione.

Al termine del convegno Fiasella ha risposto ad una domanda del Consigliere PDL Corbani che, facendo riferimento a precedenti sue dichiarazioni e a quanto previsto dal Piano provinciale dei rifiuti (che non prendevano in considerazione la valorizzazione energetica dei rifiuti, infatti con la raccolta differenziata al 65% il quantitativo di CDR sarebbe probabilmente insufficiente per giustificare una tale soluzione), chiede quale sia la ragione di un convegno del genere: Fiasella ha per caso cambiato idea?

Fiasella non manca di sottolineare il ritiro della "politica di protesta" che, dopo la forte presenza iniziale (con striscione) ha lasciato un solo rappresentante del Consiglio Provinciale (Sommovigo); fa sapere di aver chiesto agli ambientalisti (che non si sono visti e che l'hanno chiamato “fuori”): “come mai questi striscioni non li portate sotto i comuni, o la sede del gestore, che non fanno la raccolta differenziata?”. Aggiunge - “se oggi il gestore non ha le risorse economiche per attivare il sistema di raccolta differenziata, siamo obbligati ad affrontare il tema della co-combustione. Per contro, come già detto, se la differenziata raggiungesse il 65-70%, il residuo non avrebbe neppure le caratteristiche calorifiche per essere bruciato e quindi sarebbe normale metterlo in discarica; non interesserebbe a nessuno attivare alcunchè che abbia a che fare con la co-combustione. Non c'è un cambio di posizione ma noi dobbiamo prevedere una scenario in cui il governo consenta ai Comuni di derogare dal tetto della differenziata e i rifiuti diventino un problema ancora maggiore."

Fiasella conclude affermando che “l'impianto di CDR, con la differenziata spinta, potrebbe produrre materiale da addizionare alle terre per il ripristino ambientale: la provincia sta mappando i siti in cui è possibile abbancare la frazione organica stabilizzata (se ha le caratteristiche necessarie).” Prende atto del fatto che “purtroppo ad oggi non ci sono le condizioni politiche per decidere”; a suo parere “gli approfondimenti scientifici sono necessari per le successive elaborazioni politiche”; avrebbe voluto consiglieri e assessori, ma pare sia venuto solo l'assessore all'ambiente del comune di Lerici. “Sino a che i sindaci e i comuni si accontentano di ripetere che secondo Acam la RD costa troppo e quindi non possono farla.... è necessario affrontare il tema con l'asprezza e il coraggio che la situazione richiederà. “ Amen!

Al convegno sono intervenuti come relatori:
  • Edo Ronchi – che ha presentato una valutazione ambientale dell'impatto di un'eventuale co-combustione del CDR nella centrale ENEL (a partire dalla attuale presenza della centrale medesima). Ronchi fornisce i dati comparati delle emissioni da combustione di carbone e di co-combustione.
  • Stefano Malloggi (Enel) – ha relazionato sull'esperienza di Fusina e spiegato come tecnicamente funziona un impianto di co-combustione; ha confermato che la trasformazione di una centrale (a tal fine) comporta modifiche marginali e quindi costi relativamente modesti; infine ha precisato che l'impianto modificato può bruciare indifferentemente sia carbone sia carbone+CDR.
  • Calo Zanotta (Pirelli Ambiente) – ha illustrato l'esperienza di Pirelli nella produzione di CDR-Q, attualmente utilizzato come co-combustibile nel cementificio Buzzi di Cuneo.
  • Riccardo Serafini (Provincia della Spezia) – ha illustrato gli obiettivi del Piano Provinciale dei rifiuti e gli scostamenti tra le previsioni di piano e la situazione attuale.

Poiché gli interventi hanno toccato aspetti piuttosto tecnici, ci riserviamo di commentarli in maniera più puntuale nei prossimi giorni (spero che lo potrà/vorrà fare Marco Grondacci che ha intanto già rilasciato un'intervista a CDS).

Non ho interesse a santificare/criticare Fiasella nè chiunque altro. Preso atto delle dichiarazioni del Presidente della Provincia, con cui concordo pienamente, ritengo tuttavia di poterlo invitare ad aderire alla proposta (inascoltata ma sempre attuale) che abbiamo rivolto ai sindaci, promuovendo un lavoro di catalogazione e comparazione delle informazioni già in possesso dell'Amministrazione provinciale e di quelle emerse nel corso del convegno. Qui

Per quanto riguarda invece presenze, assenze e commenti di politici e affini, resta valido quanto da me già scritto. Qui

martedì 14 luglio 2009

A proposito di Acam e del blaterare spezzino

Personalmente non sono affatto indignata per il fatto che si tenga un convegno sui rifiuti, domani a Villa Marigola, a cui non sono state invitate le associazioni ambientaliste; non trovo interessanti le schermaglie di esponenti di partiti e/o istituzioni e neppure il dibattito sull'unidirezionalità delle tesi dei relatori: quando organizzi un convegno inviti chi ti pare. Non rilevo alcuna novità in una dimensione, quella spezzina, in cui ciascuno fa il suo monologo, possibilmente riguardante le altrui responsabilità, senza mai prendersi la briga di ascoltare, valutare, argomentare, capire ed eventualmente approfondire ed esporsi.

Ciò che mi indigna è la totale, e sospetta, assenza di informazione istituzionale (silenzio sui siti di Acam, Provincia e Fondazione Carispe) circa il convegno medesimo: l'impossibilità di sapere chi l'ha promosso, chi sono i relatori, quale il tema del loro intervento, se è aperto al pubblico o occorre un invito. Dal blog di Speziapolis, a proposito di Acam, rifiuti, CDR e Enel, abbiamo posto delle questioni di merito e di metodo a cui nessuno ha dato risposta (pubblica): se le risposte, anche parziali, sono in quel convegno allora vorrei poterci andare ed ascoltarle.

Leggo che Enel pochi giorni fa ha siglato con il governo un accordo volontario per la riduzione delle emissioni con cui, tra l'altro, “si impegna a incrementare l'uso di biomassa vergine e di combustibile da rifiuti (CDR) per la produzione di energia elettrica nelle proprie centrali dalle 137,5 mila tonnellate all'anno del 2008 (115 mila tonnellate biomasse, 22,5 tonnellate CDR) a 300 mila tonnellate (230 mila tonnellate biomasse, 70 mila tonnellate CDR) nel 2013.” Troverei sensato che si cercasse di uscire da questa situazione schizofrenica per cui ciò che per qualcuno è “riduzione delle emissioni” per qualcun altro è “aumento delle emissioni”, riducendo ciascuna questione ad una mera questione di visibilità per questo o quel partito e/o associazione.

La smettessero di blaterare tutti insieme e qualcuno cominciasse ad ascoltare, a cercare di capire e di spiegare!

p.s. La stessa avvertenza sarebbe utile anche per il Porto, il rigassificatore, il progetto Botta e quant'altro.

mercoledì 8 luglio 2009

Italia Nostra sul Tavolo di confronto del PRP della Spezia

Dopo il sostegno dell'associazione il Picchio, contenuto nel comunicato che abbiamo pubblicato all'indomani delle nostre dimissioni dalla Commissione tecnica del Tavolo di Confronto sul Piano Regolatore Portuale, riceviamo quanto segue da Italia Nostra. Come già dichiarato, ci rendiamo disponibili a condividere il lavoro sin qui svolto nel momento, nelle sedi, e con i soggetti che decideranno di partecipare all'attuazione del PRP nel rispetto delle prescrizioni.

Alla dr.ssa Daniela Patrucco e al dr. Marco Grondacci
e, p.c.,
Alle Associazioni Ambientaliste (Associazione Comitati Spezzini,
Comitato Salvaguardia Golfo dei Poeti, Legambiente, VAS, WWF)
Al Comune della Spezia – Assessorati Ambiente e Attività produttive
Al Presidente dell’Autorità Portuale
All’Unione Industriali

Oggetto: lettera di dimissioni


La lettera di dimissioni dei dottori D. Patrucco e M. Grondacci dal ruolo di rappresentanti delle associazioni ambientaliste in sede di Commissione tecnica - motivate dall’insoddisfacente procedere dei lavori relativi all’attuazione del PRP - ha suscitato nella nostra associazione sorpresa e dispiacere.

Dispiacere per il venir meno di un importante collaborazione (ancorché gratuita) in un compito difficile ma anche qualificato come l’attuazione del PRP secondo quando deliberato dalla Regione Liguria; sorpresa dal momento che le difficoltà lamentate dai due professionisti-ambientalisti – in gran parte condivisibili – per quanto riguarda invece il ruolo, le aspettative e le responsabilità nostre (come delle altre associazioni ‘consorelle’) non ci erano state rappresentate precedentemente, nella loro gravità, né formalmente né in sede delle collegiali riunioni preparatorie.

Crediamo che la responsabilità principale– e, in questro caso, unica – dell’attuale rallentamento dei lavori sia del Comune della Spezia in quanto è l’Assessore all’Ambiente che presiede la Commissione tecnica - incaricata appunto di “predisporre il calendario dei lavori dell’Assemblea” e di definire “l’ordine del giorno” -, così come concordato e approvato in sede di regolamento del Tavolo permanente di confronto sull’attuazione del PRP.

Con l’auspicio che una fruttuosa, positiva collaborazione diventi ancora possibile, ci sentiamo comunque di ringraziare i due nostri rappresentati per il lavoro fin qui svolto.

Saluti cordiali,
per ItaliaNostraSP
presid. Serena Spinato e delegato Luca Cerretti

La Spezia 5 luglio 2009

venerdì 3 luglio 2009

Biologico e sostenibile, o no?

In ragione di strane alchimie si è materializzato qualche giorno fa in casa mia un cofanetto di cartone (patinato, formato scatola da scarpe, con illustrazione di prodotti alimentari a marchio 5 Terre): 5 terre 5 sensi il titolo. Contiene i 5 prodotti illustrati, o quasi. Oggi, finalmente dopo il lavoro su ACAM con Grondacci, e qualche altra cosa, ho guardato e aperto la scatola.

Balluin enogastronomia – è il secondo marchio sulla scatola; l'ho inserito su google e sono arrivata al sito di Francesco Tapinassi, artefice del Progetto Balluin. Il sito è una sorta di CVitae di Tapinassi, e vi si legge: “La consulenza, in collaborazione con la società Terre Vive, ha come oggetto la promozione e la commercializzazione della produzione biologica locale, enogastronomica e cosmetica, attraverso la sinergia con l’offerta turistica. Si è quindi realizzato una innovativa confezione pluriprodotto, denominato “balluin“ che contiene al suo interno il voucher per il sentiero “la via dell’Amore”, oltre ad alcune eccellenze prodotte al Parco, come il pesto e lo sciacchetrà... Una produzione all’insegna della massima qualità, di ingredienti certificati e ottenuti secondo le metodologie ecosostenibili e biologiche.”

Prodotto e confezionato da: Soc. Coop Via dell'Amore ARL ONLUS – la terza informazione.
Realizzazione grafica: Sinergie La Spezia - l'ultima.

Inserendo "balluin" sul sito del Parco trovo una versione inglese e francese (non italiana) del lancio di questo "prodotto" mentre un articolo su Città della Spezia cita "...cibi e cosmetici che, ottenuti con un sistema di filiera corta e certificata a basso impatto ambientale..".

Vediamo cosa c'è nella scatola:
  • Pasta di Semola di Grano Duro e Farina di Castagne – sottotitolo CINQUE TERRE. Sul retro si legge che è prodotta da “i Pastai” a Zignago (Val di Vara – SP)
  • Marmellata di limoni – ingredienti: zucchero, limoni, acqua pectina; Limoni 35 gr su 100; può contenere tracce di latte, frutta e guscio, sedano e pesce. (! nda)
  • Salsa di acciughe – Pesto: cambiano gli ingredienti ma è simile il concetto.
Nessuna traccia di certificazione biologica nè d'altro tipo sulle confezioni, mentre quelle di pesto e marmellata rappresentate sulla scatola la riportano.

Un piccolo inciso e qualche quesito

Poichè faccio la marmellata (con le mie prugne) recupero spesso i vasetti usati ma tolgo accuratamente tutte le etichette e acquisto tappi nuovi; altri no, e così nel frigorifero trovo un bel vasetto di olive (mia produzione, lavorazione di altri) contenute in un vasetto ex Salsa del Corniolo del Parco Nazionale delle 5 Terre.
Questo barattolo riciclato, la cui data di scadenza è 17 Aprile 2008, ha il marchio “Agricoltura biologica” e l'etichetta di sigillo della confezione riporta: “Controllato da Istituto per la Certificazione Etico Ambientale – Sigillo di Garanzia”.
C'è stato un tempo in cui i prodotti del Parco erano biologici e certificati da ICEA.

I quesiti:
1) E' lecito che un cittadino/turista/cliente acquisti un prodotto chiaramente raffigurato come biologico e che invece non lo è?
2) E'opportuno che gli stessi prodotti siano rappresentati e descritti come biologici sul sito del Parco ?
3) Chi ha dato l'incarico a Tapinassi (anche Amministratore delegato di Terre Vive) e a Sinergie: il Parco o la Cooperativa Via dell'Amore?
4) Quali sono le certificazioni del "basso impatto ambientale e la filiera corta" di questi prodotti? Gli "ingredienti certificati" da chi, per cosa? Quali sono le metodologie ecosostenibili e biologiche?

Ho trattato di sostenibilità, sviluppo sostenibile e Parco delle 5 Terre anche qui

Incidenti ai rigassificatori e bugie inutili

Leggo la dichiarazione dei lavoratori della Snam che contestano la parificazione fatta da alcuni esponenti politici locali tra il disastro di Viareggio con i rischi potenziali del rigassificatore di Panigaglia: i lavoratori affermano inoltre che non ci sono mai stati incidenti ai rigassificatori distinguendoli dagli impianti di liquefazione. Non è vero che non ci sono stati mai incidenti significativi sui rigassificatori. Alcuni esempi:

1. Il 17 settembre 1997 l’incendio sul circuito di torcia al terminal di Montoir de Bretagne produce fiamme alte 40 metri in prossimità del circuito di GNL. I 200 pompieri e gendarmi intervenuti sono incapaci di fermare le fiamme che vengono circoscritte solo grazie all’intervento dei gruppi antincendio interni.

2. Nel 2002 al largo di Hong Kong prende fuoco una nave gasiera, la Gaz Poem, che trasporta 20.000 tonnellate di metano. La nave viene evacuata e le autorità cinesi temono per le conseguenze su una vicina centrale nucleare, ma per fortuna il fuoco non raggiunge le tanks. Pochi sanno ciò che avvenne al largo di Hong Kong nel novembre del 2002 quando la nave gasiera Gaz Poem, che trasportava 20 mila tonnellate di metano, prese fuoco. Sui notiziari di allora si poteva leggere: "La nave potrebbe saltare in aria con conseguenze allarmanti. Il vento finora ha tenuto le fiamme lontane dal serbatoio della metaniera, che è ancorata a 38 chilometri dalle coste di Hong Kong. L'equipaggio, 34 persone, ha abbandonato la nave domenica mattina, dopo che l'incendio è esploso nella sala macchine. A causa della violenza del rogo e del rischio di una esplosione, per tutta la giornata di ieri i vigili del fuoco non sono riusciti a avvicinarsi alla nave" (Giornale di Brescia del 26 novembre 2002). La foto dell'incendio sulla Gaz Poem l'ho presa qui: http://navegaciones.com/Petroleros/gaz%20poem.jpg

3. Il 17 settembre 2003 nel terminale Tonkin di Fos sur mer (Marsiglia) esplode la torcia di sicurezza - uno dei principali sistemi di sicurezza dell’impianto - che permette di bruciare il gas proveniente da due cisterne dalla capacità totale di 150.000 metri cubi di GNL. L’interessante viene detto da un comunicato del 18 settembre di un Comitato di cittadini: una porta della torcia, proiettata a diverse decine di metri di distanza, aveva mancato di poco la sala di controllo dell’impianto. Il Comitato sottolinea che nella Valutazione preliminare del progetto gli organi responsabili dell’autorizzazione avevano sostenuto che l’esplosione della torcia era impossibile.

4. Nel 2004 avviene un altro disastro di proporzioni immani: a Skikda, Algeria, viene gravemente danneggiato il maggior centro petrolchimico del paese. Sono le 18 e 40 del 19 gennaio. L’enorme complesso, che si estende su una superficie complessiva di 92 ettari e ha una capacità di produrre 8 mld di GNL oltre a quantità minori etano, propano, butano e benzina, è fortunatamente quasi semideserto. Nel giro di pochi secondi una fuga di gas provoca l’inferno: 27 morti e 72 feriti fra i pochi lavoratori presenti. Se l’incendio si fosse propagato alle cisterne di stoccaggio la deflagrazione avrebbe annientato tutto nel raggio di 45 km quadrati compresa la città di Skikda e i suoi 150.000 abitanti (che si riversano nelle strade convinti di essere stati colpiti da un terremoto). Eppure a Skikda era tutto “sotto controllo”: l’impianto era stato rinnovato solo pochi anni prima, con tecnologie modernissime, dalla famosa società americana Halliburton.

5. In uno studio commissionato nel 2003 dalla città di Oxnard (California, Usa) si evidenzia che, nel caso di un grave incidente in uno di questi impianti si sprigionerebbe una nube di gas per un raggio di 55 km, che incendiandosi distruggerebbe tutto nel suo cammino, causando fino a 70.000 morti.

6. In un altro rapporto preparato dal Pentagono nel 1982 si afferma che, se solo esce il 9% del carico di Gnl di una nave gasiera, questo si trasforma in una nube che si espande velocemente lungo la superficie dell’acqua e può arrivare fino a 22 Km di distanza. Se questa si dovesse accendere per varie concause, diventerebbe una palla di fuoco che potrebbe bruciare qualsiasi cosa nel suo raggio di azione. Nello studio si afferma, inoltre, che nel caso di incidente estremo a una gasiera standard con un serbatoio di 125.000 metri cubi, si sprigionerebbe un’energia pari a quella di 55 bombe di Hiroshima prive di radiazioni. La cosa peggiore, dice sempre il Pentagono, è che al momento e nel prossimo futuro non c’è modo di combattere un grande incendio di Gnl.

7. Nella documentazione integrativa al SIA sull’impianto di rigassificazione proposta a Zaule in Friuli si legge che, oltre al serbatoio metallico, è previsto un «contenitore secondario in calcestruzzo pre-compresso dimensionato per contenere, indipendentemente da quello primario in acciaio criogenico, l'intero volume di GNL stoccato, ma anche - scrive la società - per resistere all'impatto di missili e/o altri oggetti volanti, ad esempio un piccolo aereo da turismo» e, due righe più sotto: «Nella fattispecie, ad esempio, già in fase di progettazione preliminare il contenitore esterno è stato dimensionato per resistere ad eventi incidentali esterni quali: - l'impatto di un oggetto volante con massa pari a 110 Kg, velocità pari a 160 km/h e direzione ortogonale. - l'esplosione esterna con sovrappressione pari a 0,15 bar sulla parete del serbatoio.» (106). Come se un aereo pesasse un quintale e la carica anche solo di una granata anticarro esercitasse la pressione di 150 grammi per centimetro quadrato (la leggera pressione di un dito: 0.15 bar appunto). Il testo è scritto in modo suggestivo, perché cita il terrorismo, ma quelli indicati sono normali parametri di progetto, fatti per prevenire le conseguenze di normali incidenti. In altre parole, nonostante la frase che promette sicurezza dal terrorismo, questi documenti non affrontano la questione.

giovedì 2 luglio 2009

Acam Ambiente: bilancio, CDR e Enel


Ai Sindaci dei Comuni della Provincia della Spezia,
e p.c.: Cda Acam e Provincia della Spezia

La Spezia, 2 Luglio 2009

Negli ultimi dieci anni abbiamo assistito ad un progressivo ma costante allontanamento della amministrazione pubblica dal controllo di un servizio essenziale come quello dell’Igiene Urbana; a partire da 1999 infatti ACAM ha acquisito il Servizio su quasi tutti i Comuni della Provincia, e tale conferimento ha rappresentato una sorta di delega “in bianco” ad operare.Solo di recente, in ragione dei persistenti pessimi risultati economici, ci si rende conto che le cause del dissesto vanno ricercate anche nelle strategie operative “estemporanee” e già obsolete all’atto della loro attivazione:

  • nel 1999 quando l'Azienda ha potenziato il servizio di raccolta stradale quando già era noto che non avrebbe superato le percentuali predefinite, peraltro mai raggiunte;
  • nel 2008 quando si è impostata la raccolta differenziata sul sistema multi materiale, oggi sostanzialmente fuori mercato.
  • tra i due periodi, quando abbiamo assistito alla realizzazione del primo (ed unico) impianto per il compostaggio di qualità della Liguria, dove peraltro, dopo un timido avvio, sono cominciate ad arrivare partite di materiale così “contaminato” da generare una resa di processo inferiore al 10 %.

Tutti questi “incidenti di percorso” hanno determinato la prematura saturazione degli spazi di discarica rendendo necessaria, per un certo periodo, l'esportazione del rifiuto fuori provincia, con ulteriore aggravio dei costi. Nei prossimi mesi sarà costituito il Consorzio obbligatorio tra Provincia e Comuni previsto dalla l.r. 39/2008 che eserciterà compiti di affidamento, controllo e tariffazione del servizio; poiché tale soggetto non sarà operativo sino alla fine del 2009, il rischio reale è che si determini una situazione di emergenza (vedi i recenti scambi Berlusconi-Burlando sul tema) in cui, come spesso accade, saltano tutte le regole. Allo stato attuale, a nostro avviso, gli unici soggetti in grado di scongiurare il verificarsi di questo esito sono i soci dell’Azienda, ovvero le Amministrazioni Comunali rappresentate nell'appena rinnovato CdA.

Ai Sindaci chiediamo di riappropriarsi della funzione (pubblica) di controllo e di indirizzo in assenza della quale non potrà essere perseguita nessuna strategia, per quanto virtuosa; che le Giunte Comunali (rinnovate per 22/32) prendano immediatamente atto della situazione e si attivino per:

  1. attuare una seria organizzazione del servizio di raccolta, che rappresenta il primo passaggio chiave del ciclo integrato dei rifiuti;
  2. valutare le modalità più adeguate alla chiusura del ciclo dei rifiuti.

Entrambe le valutazioni, urgenti, dovrebbero tuttavia considerare in maniera integrata tutti gli aspetti connessi: normativi e di piano, tecnico gestionali, economici e strategici, sociali. Nel documento allegato proponiamo una breve esemplificazione di una possibile metodologia per affrontare il punto 2, con particolare riferimento all'ipotesi di conferire ad Enel il CDR prodotto nell'impianto di Saliceti.

Daniela Patrucco e Marco Grondacci

La chiusura del ciclo dei rifiuti e la quadratura del bilancio ACAM (Ambiente):

CDR all'ENEL e raccolta differenziata*

L'ipotesi di chiudere il ciclo dei rifiuti e sanare il Bilancio ACAM Ambiente attraverso il conferimento all'Enel del CDR prodotto nell'Impianto di Saliceti apre una questione (tra le altre) che presenta aspetti correlati anche con il rapporto decisori/cittadini; tale questione riguarda l'affidabilità delle ragioni che vengono addotte a giustificazione delle politiche che saranno attuate.

Rifiuti ed energia, in questa Provincia, rimandano ad esperienze non ancora elaborate né risolte: lo scandalo dei rifiuti tossici di Pitelli e l'incidenza di tumori determinati dalla combustione del carbone nella Centrale Enel negli anni passati. Anche in ragione della nostra storia recente, sarebbe adeguato realizzare (per una volta, la prima) un'analisi approfondita ed integrata dei possibili scenari relativi alla chiusura del ciclo dei rifiuti; ciascuna ipotesi deve essere completa di dati oggettivi e verificabili e corredata da una valutazione degli aspetti economici, ambientali, sociali e normativi.

Il tema della fiducia, affidabilità, riguarda ed ha riguardato tutte le politiche relative alle attività ad elevato impatto ambientale sul territorio: discarica di Pitelli, porto, rigassificatore, area-ip e sua bonifica, centrale Enel, Acam e impianto di Saliceti; la breve storia dell'impianto di produzione di CDR è già densa di contraddizioni:

  • 2004/2005- grande campagna ACAM di sperimentazione della raccolta differenziata porta a porta (Vezzano L. e S. Stefano Magra): la raccolta differenziata spinta è presentata come prerequisito essenziale alla chiusura del ciclo dei rifiuti provinciali attraverso la produzione di CDR.
  • 2007/2009 – dopo una prima sperimentazione la raccolta differenziata arranca e solo nel 2009 è introdotto il porta a porta sperimentale in alcune aree della città della Spezia.
  • 2008/2009 - l'ipotesi di cedere il CDR prodotto ad Enel per sanare il bilancio di ACAM.

Dunque: quanto CDR serve per sanare il Bilancio ACAM, quanto è in grado di produrne l'impianto di Saliceti e quanto costa? Quanto ne serve ad Enel e quanto lo paga? Come funziona la relazione tra la produzione di CDR, la raccolta differenziata al 65% e la normativa in materia di rifiuti? Quanto costa/rende la raccolta differenziata e a quali condizioni (modalità di gestione) può funzionare: porta/porta, multi materiale, altro? Abbiamo sufficiente CDR per Enel? Di cosa è composto il CDR e quali emissioni in atmosfera determina la sua combustione? Con quali rischi per la salute dell'ambiente e dei cittadini? A che punto siamo con la rinegoziazione della presenza della centrale Enel sul territorio? E il referendum del 1990 e la transazione per il risarcimento danni? Quali sono le cause del deficit di bilancio di Acam? E' il CDR la soluzione? E il piano provinciale dei rifiuti? Questi i quesiti a cui rispondere attraverso dati incontrovertibili ed accessibili ai cittadini, informazioni sulla base delle quali la politica potrà e dovrà assumersi la responsabilità delle decisioni.

Di seguito, riepilogati in quattro ambiti problematici, alcuni degli aspetti (normativi e di piano, tecnico gestionali, economici e strategici, sociali) che valorizzati con dati reali/stimati, concorrono al dettaglio di ciascuno scenario da sottomettere a valutazione; la gestione di ciascun aspetto secondo il metodo SWOT1 consente un bilancio dei pro e dei contro di ciascun scenario (le note inserite per ciascun aspetto si intendono a carattere esemplificativo).

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