sabato 27 giugno 2009

La sanità spezzina fa miracoli (?)

La grande bufala. E non è neppure il 1 di Aprile

Si sta diffondendo una grande notizia per tutti gli spezzini : da un giorno all'altro l'ASL 5 spezzina è diventata la migliore di tutta la Liguria e per certi capitoli anche delle ASL toscane! Ce lo ha raccontato l'assessore regionale Montaldo alla Conferenza dei Sindaci e l'argomento viene ripreso dal Sindaco Federici in alcuni quotidiani di questi giorni.

Noi francamente non sappiamo in quale Paese vivano questi Signori.

Sicuramente non a La Spezia. Sicuramente non sono mai entrati all'ospedale spezzino, dove si lavora con i muratori insieme alle pazienti. Sicuramente non hanno mai chiesto una ecografia o una mammografia. Sicuramente non hanno mai avuto bisogno di far assistere un anziano a domicilio. O forse si, ma allora o non si sono curati a La Spezia o abbiamo già due sanità diverse. Una per chi può ed una per chi non può…

Da cosa deriva la notizia, che se francamente fosse vera farebbe solo gioire ? Da un'analisi effettuata da un centro studi; analisi che avrebbe rilevato come l'ASL 5 sarebbe migliorata a tal punto da contribuire in maniera determinante per risollevare le sorti addirittura ( udite ! udite !) di tutta la sanita' ligure; mentre solo un anno fa un’altra indagine, forse meno “pilotata” ( Sole24Ore), ci dava 103esimi su 108 Asl esaminate in Italia !


Non accettiamo questa ennesima farsa.

Non la accettiamo perche' sappiamo a quali livelli sia la nostra sanita'. Basta recarsi al pronto soccorso o al centro prenotazioni per saperlo!

Non la accettiamo perchè sappiamo come sono stati costruiti questi dati : indagini fatte da una societa' specializzata che non sa nulla dei problemi dei cittadini spezzini o dei lavoratori della sanita'. Noi non ci pronunciamo sulle valutazioni in termini di sicurezza dei lavoratori (sappiamo che le organizzazioni sindacali faranno il loro dovere, dopo che in questi giorni hanno invitato i manager dell’ASL a fare un altro lavoro ), possiamo però dire che in termini di umanizzazione e qualità dei servizi la società incaricata ha fatto un enorme flop ! E se ha avuto un costo sono stati soldi sprecati, di cui bisognerà cominciare a chiedere conto. Perché sono anche soldi nostri.

Non la accettiamo perche' non consentiremo mai che la sanita' diventi oggetto di passerelle elettorali e, peggio, che la si consegni a contabili che trasformano tagli e risparmi in performance da primi in classifica.

Non la accettiamo perche' se gli esperti che hanno costruito questo studio sono uguali a quelli che hanno redatto il piano della rete ospedaliera , che pochi cittadini come noi hanno dimostrato non essere valido , allora siamo veramente caduti dalla padella nella brace.

Non la accettiamo se maggior efficienza vuol dire scarsa qualita' dei servizi ( potrebbe risultare facile dimostrare l'efficienza se la misuriamo in termini di rapporto fra assistiti e personale, dal momento che gli assistiti dell’ASL 5 sono rimasti uguali e il personale e’ stato drasticamente diminuito – meno 400 posti in tre anni ).

Subito allerteremo tutte le forze politiche.

Subito invieremo un esposto alla Corte dei Conti sugli eventuali costi di questa ricerca.

Subito chiederemo una indagine pubblica al Ministero su appalti, personale, liste di attesa e prestazioni rese privatamente a qualsiasi titolo.

Il Direttivo Cittadini per la Sanita’

C/o Tribunale per i diritti del malato – via V. Veneto 197 – tel e fax 0187 533439

venerdì 26 giugno 2009

L'associazione Il Picchio: città e politica

Pubblichiamo il seguente comunicato, ringraziando l'Associazione il Picchio per l'attenzione che ha riservato alla nostra lettera .

“L'associazione culturale"Il Picchio" intende offrire il proprio punto di vista sulla situazione di difficoltà che sta attraversando il campo progressista anche nella nostra città evidenziata anche dalla lettera inviata dal sindaco alla sua maggioranza, una lettera non rituale e che richiama la sua maggioranza e i partiti e le forze che la appoggiarono durante la campagna elettorale a un vero atto di coerenza nei confronti dei cittadini che li hanno votati .


Oggi più che mai è necessario che le forze della sinistra , anche in città ritrovino quello spirito di collaborazione non solo amministrativo, ma anche culturale, che fu alla base del progetto che anni fa dette vita all'ulivo e ad una sinistra vincente.
Tutti gli attori del campo progressista nessuno escluso devono fare uno sforzo verso questa direzione, la città in un momento così drammatico come questo non può assolutamente permettersi di perdersi in dibattiti sterili e inutili finalizzati solo alla ricerca del potere per il potere.

Pensiamo che nessun cittadino spezzino capirebbe una classe politica di sinistra che invece di affrontare le continue crisi aziendali, di offrire proposte e soluzioni, si dividesse solo sull'occupazione delle poltrone, siamo perfettamente d'accordo con Federici su questo aspetto, ma allo stesso modo ci permettiamo di invitare il sindaco a farsi carico di ripristinare quel clima di pari dignità fra tutti gli attori della maggioranza , che fu alla base della sua vittoria.
L'egemonia di un solo mattatore, l'occupazione del potere da parte di uno solo è l'altra faccia della medaglia della situazione attuale, non crediamo si possa chiedere correttezza e lealtà a tutti ,nei momenti di difficoltà, quando invece nei momenti cosiddetti tranquilli si distribuisce allegramente cariche e posti come si governasse da soli .

Allo stesso modo il sindaco deve farsi carico di ripristinare con la società civile, con il mondo dell'associazionismo, quel rapporto proficuo che si era creato precedentemente alle ultime elezioni comunali, la Sangiorgio, l'Acam, la gestione del porto, sono i terreni su cui si misurerà la capacità di questa maggioranza di ritrovare vigore e slancio e se Federici me lo permette, vorrei invitarlo da subito a dimostrare come si possa cambiare rotta, risponda alla lettera che hanno scritto Grondacci e Patrucco rassegnando le dimissioni dal tavolo sul Piano regolatore del porto, insieme a Forcieri dimostri che le cose stanno cambiando, dimostri che le istituzioni sanno rispondere con immediatezza e risolutezza al grido della società civile e non di utilizzare la sua forza dirompente, e le sue risorse solo in campagna elettorale.

L'ASSOCIAZIONE CULTURALE " IL PICCHIO"
IL PRESIDENTE MARCO ANDREINI “

Passeggiata Morin: la friggitoria e le politiche integrate

e la differenziata sulle ali di un piccione...

La friggitoria, i pensionati o la scuola di canoa? E' finita con la friggitoria. Viva la friggitoria e viva i pescatori della Revel.


Mentre mi gustavo un fritto misto con patatine fritte (ottimi, con buona pace del colesterolo) non ho potuto fare a meno di soffermarmi su qualche particolare:

  1. si mangia con piatti, bicchieri e posate di plastica, tovagliette e tovaglioli di carta;

  2. i clienti svuotano autonomamente i vassoi ed hanno la possibilità, che spero colgano, di differenziare solamente il vetro;

  3. si può pranzare fino alle 14.00 circa;

  4. non si possono pasturare i piccioni.

Ma che c'entra tutto ciò con le politiche integrate? E i piccioni?

I piccioni e la chiusura alle 14.00 - Il divieto di pasturazione dei piccioni fa riferimento ad un'ordinanza comunale, completa di sanzione per i trasgressori (credo oltre 100 euro): una signora oggi è stata giustamente redarguita da un addetto della cooperativa. I pescatori hanno goduto di un privilegio ottenendo la concessione per la friggitoria che, forse, ha anche lo scopo di ravvivare e dotare di servizi un tratto di passeggiata altrimenti “poco vivace”.

Così come ha saputo regolamentare e sanzionare la pastura dei piccioni il Comune avrebbe dovuto/potuto subordinare il rilascio della licenza ad un'apertura prolungata, per fornire un servizio ai cittadini (turisti o no) che vanno e vengono dalla Palmaria con i traghetti. Potrebbe farlo ora? Sarebbe il caso?

Il conferimento indifferenziato dei rifiuti e le stoviglie di plastica - in una provincia che punta al 65% di raccolta differenziata e in un comune che chiede (anche se timidamente e con poca convinzione) senso di responsabilità ai cittadini , è davvero un'assurdità dover buttare nello stesso bidone l'umido, la bottiglietta dell'acqua, bicchieri piatto e posate, tovaglioli e tovaglietta. L'addetto della cooperativa ha convenuto ma mi ha fatto anche notare che nei pressi, solo negli ultimi giorni, è stato ubicato un solo contenitore per il vetro (e infatti loro differenziano solo il vetro). L'uso sconsiderato di stoviglie di plastica (come nelle sagre) - commentava una signora seduta al tavolo al mio fianco - è un vero flagello.

Che il Comune, con Acam, incentivi la raccolta differenziata nei ristoranti, eventualmente dotandoli di adeguati contenitori (multimateriale, umido, carta...) e provvedendo poi al ritiro porta a porta (come già avviene per le imprese operanti nelle zone industriali di alcuni comuni limitrofi). Resta il tema della gran mole di stoviglie di plastica: una lavastoviglie? Sarà anche meno semplice ma i clienti gradiranno senz'altro pranzare con stoviglie di ceramica , bicchieri di vetro e posate d'acciaio; d'altra parte la tradizione e l'arte della pesca non contemplano tutta quella plastica! Non sarà certo necessario emettere un'ordinanza, ma nel caso si faccia come con i piccioni.


Le politiche integrate non riguardano solo i massimi sistemi: sono anche la capacità di considerare e regolamentare i diversi ambiti coinvolti nei singoli atti amministrativi. Quando si dice la differenza tra la governance e l'amministrazione...

mercoledì 24 giugno 2009

Tavolo di confronto sul PRP della Spezia: lettera aperta

Associazioni ambientaliste,

Comune della Spezia,

Unione industriali

e p.c. al nuovo Presidente dell'Autorità Portuale

La Spezia, 24 Giugno 2009

Da circa un anno, intensamente e volontariamente, abbiamo lavorato anche sotto il profilo tecnico professionale per promuovere la attuazione dell’odg approvato dal Consiglio Regionale della Liguria, che prevede la istituzione di un Tavolo di confronto sull’attuazione del PRP. A supporto delle istituzioni che avrebbero dovuto provvedervi, abbiamo predisposto il regolamento e costruito una scheda di valutazione delle modalità di attuazione delle prescrizioni (del PRP) predisposte dal Ministero dell’Ambiente. Abbiamo sollecitato in tutti i modi i diversi interlocutori del Tavolo, in particolare i destinatari della presente lettera, affinchè partecipassero attivamente al suo funzionamento. Infine, considerando che il tavolo avrebbe dovuto essere attivato già alla fine del 2006 e che dalla fine del 2008 ad oggi si è solo approvato il regolamento in due riunioni, la nostra fiducia in un serio utilizzo di questo strumento è venuta meno.

Prendiamo atto del disinteresse con cui la realizzazione di quanto in oggetto è stata affrontata da parte di tutte le categorie in indirizzo:

  • il Comune della Spezia - che ha agito distrattamente e scarsamente, apparentemente solo in ragione delle nostre sollecitazioni e del nostro impegno nella predisposizione degli atti;

  • le Associazioni ambientaliste - che hanno assistito inermi agli scarni e rari incontri e mai hanno sollecitato con adeguata determinazione alcuna istituzione affinchè assumesse in maniera autorevole la guida del tavolo e/o partecipasse allo stesso attivamente; che non hanno attivato alcuna risorsa; che non hanno reso partecipi i cittadini delle loro azioni (forse perchè non ne hanno intraprese);

  • l'Unione industriali - che non ha dato alcun riscontro quando da noi contattata per un incontro nel quale spiegare le nostre posizioni.

In ragione dell'evidente inutilità del nostro impegno (dal momento che rappresentiamo solo noi stessi e le nostre competenze) e della consapevolezza che non è sufficiente che due persone si mettano a disposizione perchè le cose succedano, rimettiamo il mandato ricevuto dalle associazioni ambientaliste a rappresentarle all'interno della commissione tecnica. Ci rendiamo disponibili a condividere il lavoro sin qui svolto nel momento, nelle sedi, e con i soggetti che decideranno di partecipare all'attuazione del PRP nel rispetto delle prescrizioni (che costituiscono parte integrante del PRP medesimo): riteniamo infatti da sempre che la finalità del confronto non sia il blocco del PRP ma la sua realizzazione con modalità e procedure adeguate e trasparenti.

Auspichiamo che il nuovo Presidente dell'Autorità Portuale avrà l'autorevolezza e la determinazione necessarie ad evitare di ripercorrere la strada del conflitto e dell'autoreferenzialità, che ha dimostrato di essere molto lunga e di portare poco lontano; confidiamo che vorrà promuovere una nuova governance dell’area portuale, nel rispetto della relazione tra il porto e il benessere dei cittadini residenti nelle aree limitrofe e dell’economia di tutto il territorio spezzino.

Daniela Patrucco Marco Grondacci

lunedì 15 giugno 2009

La Liguria amata dai poeti e tradita dai politici

VITTORIO COLETTI (La Repubblica, 15 Giugno 2009)

La recente e prematura morte di Nico Orengo ha privato la Liguria di un intenso interprete della sua storia e dei suoi drammi di terra protesa sul mare, inquieta per natura, piena di favola e di avventure. Singolare destino quello della nostra regione, ricca di artisti che hanno insistentemente invocato su di essa la persistenza della grazia che la natura le ha dato e inutilmente scongiurato gli uomini di non togliergliela. Specie a Ponente. Dalla speculazione edilizia di Calvino alle angosce della terra franante di Biamonti alle perdute bellezze internazionali di Orengo, sempre grandi scrittori hanno dichiarato amore e preoccupazione per questa regione che l´opera dell´uomo sembra ostinarsi a imbruttire e ferire. Bisogna dirlo.

I liguri di oggi non amano la loro terra. Si dirà: ma se qui (le ultime elezioni lo hanno ribadito) è forte la Lega, partito regionalista e legatissimo al territorio se mai ce n´è uno!
Ma la Lega predica il disprezzo per l´altro, non l´amore per il proprio. E, come quasi tutti gli altri partiti, non guarda il fragile paesaggio circostante, è indifferente alla residua bellezza dei luoghi e pensa al territorio solo come a un terreno edificabile.

Non c´è amore per la Liguria nei politici, che la considerano in termini di cubatura, posti barca, moli, e deridono chi supplica di non cancellare la vista del mare o non deturpare un borgo antico. Come mai il vantaggio della regione consiste per loro solo nei guadagni che vi si possono fare, nei ricavi del turismo e degli immobiliaristi, e sia pure anche in lodevoli occasioni di sviluppo e lavoro, e non anche nella bellezza delle coste, nel fascino delle città di mare, nella preservata dimensione naturale e storica? Perché quel nuovo, che il ministro Scajola mi rimproverava, qualche giorno fa, di temere (ma la Vincenzi direbbe la stessa cosa), non tiene conto, per la Liguria, anche del bello, non si presenta anche col volto della premura e dell´attenzione di chi, di fronte a un bene, innanzitutto lo protegge e non concepisce che il suo sfruttamento comporti anche il suo danneggiamento? Perché i politici e gli amministratori danno così spesso la sensazione che questa sia più una terra da sfruttare che un patrimonio da conservare e consegnare intatto e migliore ai nostri figli? Costruiscono di tutto, a terra e in mare. Imbruttiscono i porti antichi e piccoli. Perché pensano che questo è il futuro, l´avvenire: una terra separata dal mare, centri storici che perdono il loro fascino, verde che scompare, traffico irrespirabile. Una delle ultime lettere di Camillo Sbarbaro documenta il tentativo di quel mite, grande poeta di impedire una grossa speculazione edilizia su un terreno pubblico, a Spotorno. Era il 1967; si sa com´è finita.

Poco prima di morire, Nico Orengo si era comperato un uliveto: un gesto d´ amore per la sua terra, affidato stavolta non solo alla cultura delle parole, ma anche a quella, altrettanto antica e premurosa, delle piante. Voleva salvarlo e lasciarlo vivere. Ma gli artisti si omaggiano quando muoiono, e non si ascoltano mai. Un conto, si dice, è la poesia e l´altro la pratica. E si dimentica che la pratica della Liguria è innanzitutto la sua poesia, il suo paesaggio essenziale, la sua semplice bellezza.

venerdì 5 giugno 2009

Insicurezza stradale: chi (non) se ne occupa?

Sul portale della Associazione contro tutte le mafie è stato pubblicato uno studio approfondito sulla sicurezza della circolazione stradale. Proprio ieri sera, Annozero ha fornito una esauriente documentazione della parte giocata dal traffico pesante (tir) in questa guerra. Da Reportonline, sito con cui collaboriamo, apprendiamo i dettagli circa gli esiti di questa guerra quotidiana: noi vogliamo soffermarci sul ruolo dei pedoni.

2 morti ogni giorno. Passeggiare tranquilli tra le vie della propria città, lasciando per una volta a casa la macchina, può purtroppo trasformarsi in un vero incubo. La conferma viene dagli ultimi dati statistici in tema di incidenti stradali: in Italia, ogni giorno, circa 60 persone vengono investite sulla strada. Di queste, oltre 2 al giorno perdono la vita, mentre circa 58 devono farsi medicare per lesioni più o meno gravi. Ci sono state 758 vittime. I feriti fra i pedoni si sono attestati a quota 21.062.

Le cause di questa "strage" restano quelle di sempre: alta velocità, guida in stato di ebbrezza, distrazione, segnaletica verticale ed orizzontale insufficiente. Comportamento generalmente imprudente unito ad una sorta di vera e propria intolleranza degli automobilisti verso il pedone. A questi fattori bisogna aggiungere strisce pedonali che in diversi casi hanno perso il colore e sono praticamente invisibili; auto e scooter parcheggiati sui marciapiedi che costringono il pedone a slalom o passaggi obbligati sulla strada, magari con passeggini o sacchi della spesa al seguito; autobus che effettuano le fermate in mezzo alla strada.

Sul versante delle responsabilità dell'incidente, le statistiche indicano che nel 51% dei casi di investimento nessuna responsabilità è da attribuirsi al pedone; nel rimanente 49% troviamo invece delle forme di corresponsabilità: non è vero, quindi, che, come si sente dire, "il pedone ha sempre ragione". Il pedone, infatti, oltre a diritti ha anche dei precisi doveri da rispettare elencati nell'art. 190 del CdS.

L'amico Pietro Lazagna mi manda questa riflessione “concepita in attesa del bus a Romito Magra”.

Siamo in centro abitato e non una macchina si sogna di ridurre la velocità davanti alla chiesa, pedone o non pedone: chi si avventura rischia, sulle strisce pedonali, di essere polverizzato. Per due bambini con bici a mano che volevano passare ho fermato il traffico mettendomi in mezzo con le braccia alzate...

Alla mala educazione congenita degli autisti corrisponde la totale insipienza dei responsabili: se si vuole ridurre la strage occorre il restringimento di corsia che eviti il sorpasso sulle strisce pedonali e imponga, con la sopraelevazione del passaggio pedonale e la segnalazione del limite di velocità a 30km/h, un rallentamento drastico nelle situazioni tipo canyon... come a Romito Magra...