giovedì 30 aprile 2009

Cittadini in Comune: una possibilità per la crescita della democrazia

Lettera aperta al Candidato Sindaco di Vezzano Ligure Fiorenzo Abruzzo,
ai cittadini e alle forze politiche
Il PD a Spezia non conosce rinnovamento: tutti i dirigenti sono naviganti di lungo corso, spesso fedelissimi di provenienza ARCI, e anche i quarantenni sono nel partito dai tempi del liceo; in tutta Italia e a tutti i livelli territoriali, almeno simbolicamente, i partiti hanno candidato cittadini della cd società civile: a Spezia questo non è successo né alla nascita del PD né dopo.
Mi chiamo Daniela Patrucco e risiedo in provincia della Spezia da dieci anni, a Vezzano Ligure da circa quattro; in questi anni ho studiato e mi sono occupata delle dinamiche organizzative e della partecipazione nella pubblica amministrazione: laurea in Sociologia dell'ambiente e del territorio, con stage al Comune di Vezzano Ligure (tesi: Pubblica Amministrazione e partecipazione. Quale Amministrazione e per quale partecipazione); master in Sviluppo Locale e Qualità Sociale, con stage al Comune di Porto Venere (tesi: l'Innovazione Partecipata. Il ruolo dell'organizzazione nell'attivazione dei partecipanti); master in Responsabilità Sociale d'Impresa, (ricerca: la Gestione Integrata delle Zone Costiere e il caso del PRP della Spezia – proposta di progetto per LSCT); Scuola EMAS Toscana: abilitazione alla professione di auditor ambientale nel settore del turismo e della pubblica amministrazione.
Al terzo Convegno sul Turismo sostenibile di Amantea (CS-09/08) ho presentato il paper Il paradosso turismo sostenibile e sostenibilità ambientale: il Parco Nazionale delle 5 Terre come case study. Ho realizzato e gestito il sito internet dell'Associazione VAS Verdi Ambiente e Società Circolo 5 Terre e Riviera; ho proposto e partecipato all'attivazione del sito www.InFormAzioneSostenibile.info; attualmente scrivo sul blog http://speziapolis.blogspot.com.
Dal 2008 sono Coordinatrice provinciale della Scuola di Cittadinanzattiva: lo scorso anno abbiamo realizzato i monitoraggi per la sicurezza degli edifici scolastici dell'I.C. di Vezzano Ligure; sono operatrice FEE – Eco-Schools (Foundation for Environmental Education) ed ho realizzato un progetto integrato Ambiente e Sicurezza a cui stanno aderendo diverse scuole della provincia; ho partecipato, in qualità di facilitatore, alle Consultazioni Europee dei Cittadini dello scorso Marzo a Roma; dalla sua istituzione, partecipo alla commissione tecnica del tavolo di confronto sull'attuazione del PRP in rappresentanza delle associazioni ambientaliste spezzine.
Nell'Agosto 2006, dopo 18 mesi circa di collaborazione al Parco Nazionale delle 5 Terre (4 o 5 contratti co.co.pro – 850 euro mese), ho scritto una lettera al SecoloXIX dal titolo Alle 5 terre non c'è democrazia; ho ricevuto per questo diffida a mezzo avvocato e minaccia di denuncia per diffamazione: il presidente del Parco delle 5 Terre (attualmente candidato alle elezioni Europee - nella sezione volti nuovi, a giudizio di Andrea Orlando) si è sentito offeso dalle mie esternazioni. Casualmente, dal mese successivo non mi è stato più rinnovato il contratto.
A seguito del monitoraggio sulla sicurezza delle scuole, a Vezzano Ligure, l'attuale sindaco uscente Giannarelli ha minacciato personalmente di denunciarmi (in strada con indice puntato e testimoni) e, con delibera di giunta, ha dato incarico all'Avv. Sommovigo di Genova di verificare le condizioni per una querela (procurato allarme) a Cittadinanzattiva. Il tutto, va da sé, senza esito.
Ho avanzato richieste e proposte completamente inascoltate, spesso in aperta violazione dei diritti elementari sanciti dalla nostra costituzione e dalla legge. Ritengo di essere uno dei tanti esempi di cittadini attivi, informati e critici che dovrebbero essere cercati e promossi da tutte le forze politiche in vista di una scadenza elettorale, tanto più se amministrativa. Invece accade esattamente il contrario: le liste sono decise nelle segrete stanze delle segreterie di partito al livello provinciale; le candidature sono oggetto di scambio di poltrone ai diversi livelli istituzionali e prescindono totalmente dagli interessi dei cittadini che dovranno votare le singole amministrazioni comunali. A riprova della chiusura ai cittadini, l'esistenza di almeno 5 liste per le amministrative a Vezzano Ligure: non sembra davvero il caso di farne una sesta..
Credo sia l'ora che i cittadini, come me e come molti altri, chiedano con forza ai partiti di aprirsi davvero alla società civile per far tornare la politica a quella funzione di servizio alla comunità, finalizzata al perseguimento dell'interesse generale, che le è propria. La mia storia personale, forse simile a centinaia di altre storie, dimostra che i cittadini hanno voglia, tempo e competenze da mettere a disposizione. Dimostra anche, forse, che spesso per queste stesse ragioni sono discriminati.
In ragione di tutto quanto scritto sin qui, chiedo formalmente al candidato sindaco di Vezzano Ligure, Fiorenzo Abruzzo, alla Federazione provinciale del PD e alle altre forze della sinistra che esprimono un candidato nella stessa lista, DI ESSERE CANDIDATA COME CONSIGLIERE ALLE PROSSIME ELEZIONI AMMINISTRATIVE A VEZZANO LIGURE.

Daniela Patrucco

mercoledì 29 aprile 2009

Il malgoverno e i cittadini che indagano

Ricevo e pubblico
....
Per mia fortuna/sfortuna sono anche residente nel parco delle cinque terre, esattamente a monterosso. Volevo chiedere se c'è qualcuno che sta indagando sul ripascimento della spiaggia di Fegina nel comune di Monterosso.

Premettendo che io non posseggo alcuna competenza in materia, mi pare ovvio (e non solo a me) che la sabbia usata non ha nulla in comune con quella originaria (e sinceramente faccio non poca fatica a chiamare sabbia quei cumuli di terra ammucchiati in riva al mare).

Oggi, leggendo il libro di Sansa e Preve il partito del cemento, mi sono imbattuta in un capitolo in cui si fa riferimento ad una situazione analoga, nell'ambito della quale si è parlato di danno ambientale nei confronti di una prateria di poseidonia.

Essendo la prateria di poseidonia antistante il litorale di Fegina uno dei principali punti di interesse dell'area marina protetta, mi chiedevo se non fosse il caso di procedere a qualche accertamento.

ringrazio per l'attenzione.

firmato


Una questione ambientale?
Anche, naturalmente. Abbiamo fornito a chi ci scrive qualche indicazione per attivare gli uffici preposti ai controlli e alla gestione dei litorali. Inoltre, nella nostra regione non difettiamo di ricercatori e studiosi che hanno approfondito il tema dell'habitat della posidonia: aggiorneremo appena avremo notizie, auspicando eventuali interventi direttamente sul blog.

Però io sono sempre attratta dagli aspetti sociologici che stanno dietro le quinte delle vicende ambientali, direi proprio dagli aspetti che hanno a che vedere con l comportamenti e, in questo caso, con la democrazia. E allora, rileggendo il testo della mail mi colpisce che non si cerchi qualcuno che abbia competenze, che sappia come funziona, che ne so... Si chiede se qualcuno sta INDAGANDO.

Ormai siamo entrati nell'ordine di idee che con le istituzioni i cittadini non hanno un rapporto interlocutorio, eventualmente di verifica, non voglio dire di partecipazione: i cittadini indagano. Va da sè che se di fronte ad una situazione percepita come anomala a nessuno viene in mente di chiedere lumi ma si passa subito all'indagine, allora c'è un enorme problema di (s)fiducia nei confronti delle istituzioni; quasi che dessimo per scontato che chi ci governa agisce in difformità dalle regole sapendo di farlo.
Non ci sfiora neppure il dubbio che si stiano sbagliando: siamo certi che sanno ciò che stanno facendo ed hanno qualche motivo per farlo in quel modo lì, o per non farlo come dovrebbero (in questo caso, a partire dal fatto che ci troviamo in area protetta, la posidonia ecc.).

Ecco, mi dispiace per la spiaggia di Fegina e per Monterosso, ma mi dispiace di più per la nostra condizione di cittadini completamente sfiduciati.
Ma pur sempre attivi.

lunedì 27 aprile 2009

M'illumini meglio, ti voto di più...continua

Lettera aperta ai sindaci spezzini

Sig. Sindaco del Comune di Ameglia

Sig. Sindaco del Comune di Arcola

Sig. Sindaco del Comune di Riccò del Golfo

Sig. Sindaco di Carrodano

Sig. Romeo – Candidato Sindaco di Arcola

Oggetto: illuminazione pubblica ed elezioni amministrative

Incuriosita dalla concomitanza di annunci in materia di pubblica illuminazione, ho inserito un breve post nel blog http://speziapolis.blogspot.org

Poiché le notizie riportate dai giornali, ahinoi, sono spesso incomplete e a volte faziose, vorrei girarvi qualche domanda ulteriore prendendo spunto anche da due commenti che abbiamo ricevuto.

  1. Il problema dell'illuminazione è il principale problema dei cittadini che vi eleggono? Se sì, perchè? Riguarda per caso la sicurezza? Quali altre iniziative avete intrapreso in tema di sicurezza? E' possibile che non sia l'illuminazione la migliore risposta all'insicurezza? E' un buon amministratore colui che aderisce alle richieste dei cittadini o colui che le interpreta e propone risposte magari più articolate?

  2. Nell'attivazione di nuovi punti luce, a parte il Sindaco di Ameglia che l'ha specificato, vi siete preoccupati di lavorare anche sull'efficienza energetica? Tipo sensori di prossimità, lampadine a led? Pannelli fotovoltaici come ha fatto Nicola di Monterosso? Se sì, come si può facilmente immaginare, come mai il Comune di Riccò del Golfo prevede un maggior onere per i costi energetici? Vogliamo parlare della politica ambientale di questi comuni, credo tutti certificati ISO14001 o registrati EMAS?

  3. A meno di un finanziamento mirato al potenziamento dell'illuminazione, pare quantomeno sospetta questa corsa alla luce, proprio sotto elezioni; allo stesso modo è davvero fuori luogo che un candidato sindaco se ne esca ad un mese dalle elezioni a chiedere conto di dieci lampioni installati e mai accesi. E comunque, al sindaco di Arcola chiediamo: cosa succede con quei dieci lampioni?

  4. Certo, poi c'è il tema dell'inquinamento luminoso: siamo sicuri che questi borghi abbiano davvero bisogno di tutta questa luce? Un commento al mio post fa riferimento, con ironia immagino, al successo della campagna m'illumino di meno, a cui peraltro il Comune di Ameglia ha partecipato e che senz'altro voi tutti conoscete.

  5. Infine, tutto quanto riguarda il rispetto delle normative regionali in materia di illuminazione, pubblica e privata: lì, davvero è troppo complicato per me e quindi vi rimando al post e ai commenti che abbiamo ricevuto.

Nel caso auspicabile che lo riteniate opportuno, con un po' di ironia ed un po' di cultura della partecipazione, potete inserire le vostre risposte direttamente sul blog: http://speziapolis.blogspot.com/2009/04/se-millumini-meglio-ti-voto-di-piu.html#comments

oppure inviarle a info@speziapolis.org

Nel caso ci illuminiate meno e meglio, voteremo per voi.

Daniela Patrucco

Una scuola luminosa per...

A volte alcuni temi s'incrociano, quasi sempre.... ad essere onesti. E' per questo che le categorie andrebbero eliminate. In un recente post raccontavo dell'approccio elettorale all'illuminazione e in un altro del disagio dei ragazzini di fronte ad imponenti lavori di ristrutturazione a scuola. Infine, stamani ho letto che il Comune di Ortonovo, libero da impegni elettorali, e quindi da lampioni, si è concesso il lusso di installare i pannelli fotovoltaici sulle sue scuole comunali.
I temi che si incrociano, oggi, sono la scuola, l'energia e l'illuminazione.

Il ragazzino di nove anni mi ha comunicato che anche nella sua scuola (Vezzano Ligure) al ritorno dalle vacanze pasquali hanno avuto una sorpresa: c'erano delle persiane nuove di pacca, cin sostituzione di quelle che mancavano da quando qualche anno fa erano stati sostituiti gli infissi delle finestre. Begli infissi in castagno, orgoglio della sindaca uscente.
Una buona notizia, se non fosse che le persiane vengono chiuse in caso di pioggia. E qui si inserisce l'illuminazione, perchè pare chiaro che se quando piove si chiudono le persiane, allora bisogna accendere la luce.... com'era? piove piove..... si accende la candela e si dice buona sera? Solo che qui è giorno e i bambini sono a scuola.

Ma qual'è il nesso tra le persiane e la pioggia? Faccio un'ipotesi: il nesso è che dai magnifici infissi di castagno entra acqua in classe (ecco perchè abbiamo chiuso la scuola durante l'esondazione del Magra, mi sembrava strano a 250 m. di altezza s.m.) e quindi ora abbiamo risolto installando le persiane. Come si dice? La necessità aguzza l'ingegno!

P.S. anche a Vezzano Ligure quest'anno si vota, strano che non si sia parlato di queste persiane. Mah!

sabato 25 aprile 2009

Una scuola che racconti il 25 Aprile

Anche quest'anno, per il quarto consecutivo, nessuno a scuola ha parlato del 25 Aprile al ragazzino di quarta elementare; quella stessa scuola che per il Natale, la festa della mamma e quella del papà, produce tristissimi "lavoretti" spesso realizzati direttamente dalle maestre. Quella stessa scuola situata in uno dei luoghi fondamentali della storia partigiana spezzina.

Ho ancora sulla mia scrivania il programma dei "Percorsi della resistenza", la camminata sui sentieri partigiani che ogni anno le sezioni ANPI della provincia della Spezia organizzano e che quest'anno ha fatto tappe a Sarzana, Ponzanello, Canepari, Prulla.
Quest'anno la camminata ha avuto luogo la scorsa domenica 19 Aprile.

Proporrei alle scuole di sostituire una delle gite scolastiche programmate, magari quella all'acquario di Genova che ormai conosciamo tutti a memoria, con una bella camminata sui sentieri della resistenza: un buon modo per far capire senza insegnare, per far apprendere senza studiare, per far interiorizzare e non far perdere la memoria delle origini della nostra seppur traballante libertà.
Buon 25 Aprile.

venerdì 24 aprile 2009

Una scuola sicura e confortevole per i nostri ragazzi

Alla Scuola Dante Alighieri della Spezia, Stradone d'Oria Migliarina, sono in corso lavori di riqualificazione da centinaia di migliaia di euro, cofinanziati dalla Comunità Europea e che comprendono, tra l'altro, l'installazione di un ascensore che eliminerà le barriere architettoniche per i ragazzi diversamente abili.La notizia è stata riportata dal SecoloXIX di qualche giorno fa (cliccare sull'articolo per ingrandire).

Scusi Signora Tarolla, le sembra così disdicevole che si provveda a mettere in sicurezza un edificio scolastico? Che si approfitti delle vacanze per il necessario trasloco? Gentile Signora, possibile che non abbia pensato a niente di buono mentre scriveva il suo strampalato trafiletto? Tipo “pur con qualche disagio e i soliti ritardi (che ne so) la riqualificazione della scuola Dante Alighieri prosegue: un nuovo ascensore permetterà...” Invece di strapparsi i capelli... “per gli scolaretti la nota più amara... il piazzale antistante la palestra”!

Signora ma lei dove vive? Qualcuno le ha detto che nelle nostre scuole spesso e volentieri non ci sono le palestre fuori dalle quali suonare note amare? Qualcuno le ha detto che per tutto l'inverno è piovuto nella gran parte delle scuole e davvero in pochi si stanno sperticando per avviare prontamente disagevoli lavori di manutenzione? Le risulta che solo ora le amministrazioni si stanno attrezzando per avere i necessari CPI (sa cosa sono?), anche se qualche amministratore minaccia di denunciarti se osi farlo sapere?

Infatti, come dicevo qui, i nostri amministratori quest'anno si giocano le elezioni con l'illuminazione e con i parcheggi; chi con i parcheggi ha già dato costruisce mense in bioarchitettura e anfiteatri nel poco verde rimasto, con buona grazia per la sana manutenzione dell'esistente e del territorio che ci frana addosso, ma di cui non frega niente a nessuno. Perchè la manutenzione non fa audience, non si vede. Soprattutto quella interna e che si riferisce alla sicurezza.

Cara Signora Tarolla, approfitto di questo post per segnalare l'assegnazione del Premio delle buone pratiche nella scuola, assegnato da Cittadinanzattiva nell'ambito della Campagna ImparareSicuri 2009. Nell'ambito della stessa campagna, insieme ad altri cittadini volontari stiamo facendo anche quest'anno il monitoraggio della sicurezza degli edifici scolastici: se lo desidera, venga a farsi un giro e le farò conoscere un sacco di ragazzini che al ritorno dalle vacanze avrebbero gradito un “improvviso cambiamento”.

p.s. Ancora una volta vivissimi complimenti al SecoloXIX per l'equilibrio con cui ci informa quotidianamente.

giovedì 23 aprile 2009

M'illumini meglio, ti voto di più

Pare che l'elezione a sindaco quest'anno ce la si giochi sul filo della... luce; da Martedì ad oggi, infatti, abbiamo appreso che:

Riccò del Golfo: il sindaco dichiara di aver aumentato i punti luce del 40% negli ultimi anni, con un costo di alcune centinaia di migliaia di euro; l'ultima tranche, 60.000 € pare completare i lavori fatti. Oltre a ciò - aggiunge il sindaco – l'amministrazione dovrà affrontare l'onere del maggior costo energetico.

Arcola: il candidato sindaco Romeo (PRC) chiede che vengano accesi dieci lampioni installati tre anni orsono.

Carrodano: lampioni e parcheggi, questo è ciò che hanno chiesto cittadini e villeggianti e questo è ciò che l'amministrazione sta facendo.

Ameglia: anche qui, due tranche da 39.000€ cad per aggiungere punti luce e ammodernare l'esistente con soluzioni tecnologiche che riducano il consumo energetico; dove e come il cittadino sovrano ha chiesto, naturalmente...

Mi piacerebbe fare un gioco: a cosa vi fanno pensare queste quattro situazioni? In assoluto e comparandole tra loro?

Manderemo le risposte o le questioni ai candidati sindaci per avere un loro parere in proposito.


mercoledì 22 aprile 2009

Rifiuti: un Convegno e ora una nuova cultura nella gestione

Si è tenuto sabato 19 aprile un interessante convegno (di cui avevamo dato notizia qui) organizzato dal Meetup La Spezia e provincia e dai VAS. Dal convegno sono emersi due elementi fondamentali: i ritardi amministrativi e culturali dei nostri amministratori ( come si evince dalle interviste dei due assessori all’ambiente del Comune e della Provincia della Spezia ) ma anche interessanti elementi di riflessione sull’impatto sanitario dell’incenerimento , sulla involuzione normativa nazionale in materia di gestione rifiuti , sulle azioni concrete per promuovere una gestione dei rifiuti sostenibile . Per approfondire si vedano le interviste al seguente link: http://www.meetup.com/grillispezzini/boards/thread/6665758/40/
CINQUE QUESTIONI DA AFFRONTARE NELLA GESTIONE DEI RIFIUTI ALLA SPEZIA

1. cambiare la cultura politico amministrativa del ceto dirigente locale
2. cambiare il modello di organizzazione del servizio gestione rifiuti . Far svolgere alla Autorità di Ambito una vera funzione di indirizzo , controllo e sanzioni verso il gestore Acam
3. migliorare la efficienza del sistema dei controlli ambientali . Le vicende di Pitelli e dell’Area Ip dimostrano una carenza nel sistema pubblico dei controlli e una incapacità degli organi competenti di lavorare in modo integrato
4. garantire una reale partecipazione del pubblico .
5. usare i poteri degli enti locali per bloccare il tentativo del governo nazionale di deroga/disapplicazione della normativa comunitaria in materia di gestione rifiuti

Il punto 5 significa in concreto non avvallare a livello regionale e locale la filosofia del Governo nazionale che punta tutto all’aumento della produzione dei rifiuti per poi incenerirli . Il tutto in contrasto con la nuova direttiva quadro sui rifiuti approvata recentemente (nel 2009) dalla UE

PRINCIPI NUOVA DIRETTIVA QUADRO SUI RIFIUTI

Nuova definizione di riciclaggio
Nella nuova definizione di riciclaggio viene escluso il recupero di energia come pure il ritrattamento per ottenere materiali da utilizzare quali combustibili o in operazioni di riempimento, il che significa che gli stati membri dovranno impegnarsi affinché i materiali riciclabili (carta, plastica raccolti nelle famose campane) non finiscano né in discarica né a recupero energetico .

No a modifiche che stravolgano la gerarchia europea in materia di gestione rifiuti
Significativo infine è l’avere introdotto il principio per cui la suddetta gerarchia può essere in alcune situazioni modificata ma sempre avendo come base per la decisione il ciclo di vita in relazione agli impatti complessivi della produzione e della gestione di flussi di rifiuti specifici. E’ chiaro per fare un esempio che invece spostare l’intero modello gestionale a favore dell’incenerimento come sta avvenendo in Campania risulta in palese contrasto con questo principio appena descritto.
Per un commento alla Direttiva :
http://www.amministrativo.it/ambiente/osservatorio.php?num=1133&categoria=Rifiuti
http://www.amministrativo.it/ambiente/osservatorio.php?num=1134&categoria=Rifiuti

GLI INCENERITORI NON SONO ALTERNATIVI ALLA DISCARICA
SONO ALTERNATIVI AL RICICLAGGIO


1. Dove si incenerisce si producono più rifiuti
2. Gli inceneritori inquinano e la cocombustione di rifiuti(sia pure trattati) con i combustibili tradizionali, ancora di più . Non a caso la UE ha recentemente approvato un regolamento che impone il rispetto dei limiti delle diossine, previsti per gli inceneritori dedicati solo ai rifiuti, a tutti gli impianti industriali che possono produrre tali inquinanti , quindi anche a quelli che possono bruciare in cocombustione rifiuti e combustibili tradizionali
3. Non è vero che l’unico modo per chiudere il ciclo dei rifiuti è incenerire . Tre miliardi di euro di fatturato, più di mille aziende coinvolte, 20 mila occupati, un alto tasso di crescita. Sono questi i connotati dell'industria italiana del riciclo. Un'industria che fornisce più della metà della materia prima a settori come il vetro e la carta e raggiunge punte di oltre il 90 per cento in segmenti come il cartone ondulato.
Eppure anche in questo mondo vitale i problemi non mancano. Il primo è costituito dall'alterazione del mercato determinata dai certificati verdi inseriti nel processo di recepimento del protocollo di Kyoto contro i gas serra. Grazie a questi certificati, che premiano le attività attraverso le quali si evita l'uso di combustibili fossili, una tonnellata di legno di scarto da bruciare può arrivare a oscillare attorno ai 30 - 50 euro, più del doppio di quello che si può ricavare utilizzando lo stesso materiale per un' operazione di riciclo. Di qui la richiesta, da parte degli operatori economici impegnati sul versante del recupero delle materie prime, di certificati blu che diano valore economico ai benefici ambientali legati al riutilizzo dei materiali.
4. La logica del Cdr nelle centrali termoelettriche è quella di sostituire il carbone con il rifiuto . Ora l’Enel il carbone lo paga mentre per bruciare il CDR ( combustibile derivato dai rifiuti) viene pagata, anzi addirittura incentivata grazie al sistema dei certificati verdi sopra riportato e recentemente prorogato ( vedi successivamente in questo post). Quindi la logica non è quella del recupero ma semmai dell’aumento della produzione di rifiuti

NOVITA’ LEX ITALIANE CHE CONFERMA UN QUADRO FAVOREVOLE ALL ‘INCENERIMENTO E SOPRATTUTTO ALLA CRIMINALIZZAZIONE DEL CONFLITTO

1. Ripresa incentivi a favore del recupero energetico da rifiuti come fossero fonti rinnovabili . gli incentivi che dovrebbero essere solo per le fonti rinnovabili restano almeno fino al 31/12/2009 anche per gli inceneritori con riferimento alla parte organica e non e per tutto il territorio nazionale non solo per l’emergenza campana. Con appositi decreti ministeriali saranno definite le condizioni e le modalità per l'eventuale riconoscimento in deroga del diritto agli incentivi a specifici impianti già autorizzati all'entrata in vigore della presente legge e non ancora in esercizio
2. Piano nazionale inceneritori rifiuti urbani residuati dalla raccolta differenziata . Decisi in deroga ai piani regionali di gestione rifiuti
3. Semplificazione accordi regionali per trasferire i rifiuti urbani da raccolta differenziata ai fini del recupero energetico
4. Definizione di sito strategico per l’impianto di gestione rifiuti . sanzioni penali pesantissime. Se faccio azioni di disturbo a tali impianti rischio fino ad 1 anno di arresto ma in caso di blocco all’impianto si può arrivare fino ad 1 anno di reclusione , i capi del movimento fino a 5 anni. La fattispecie causale è così larga che ci potrebbe rientrare anche il semplice presidio altro che blocco.
5. E’ stato presentato dalla maggioranza in Parlamento un disegno di legge che prevede la condanna al risarcimento danno delle associazioni ambientaliste per perdano un ricorso , quindi non più le sole spese processuali. D’altronde è già legge da tempo il principio per cui i ricorsi alla giustizia amministrativa sono tutti dimezzati nei tempi ed inoltre la richiesta di sospensiva di ad esempio una autorizzazione considerata illegittima non produce più la sospensione della attività

martedì 21 aprile 2009

Evasione fiscale e burocrazia

Sono un evasore, senza se e senza ma! Infatti non ho pagato il bollo auto dal 2007 (cioè mai da quando ho cambiato automobile ed ho dimenticato di segnarmi la nuova scadenza) e non pago regolarmente, meglio regolarmente non pago, i servizi di mensa e trasporto scolastico al mio comune; mi arrivano sanzioni automobilistiche non pagate del 2005. Forse altro. Mi rendo conto di non essere una buona cittadina, me ne dolgo e tuttavia:
  • il bollo auto è una tassa di possesso, come l'ICI peraltro, ed io mi chiedo perchè non possa pagarla quando faccio la mia dichiarazione dei redditi a fine anno. E' una tassa regionale? Che se la sbrighino tra stato e regione a fare i trasferimenti come già fanno per la sanità e quant'altro. Perchè io devo andare in posta/tabaccaio ogni anno a pagare una tassa ed eventuali commissioni per il pagamento? Dal tabaccaio solo in contanti... ma dài!
Scopro solo ora, evasore e ignorante, che il bollo si può calcolare automaticamente dal sito della Regione Liguria e, udite udite, anche pagare direttamente con carta di credito. Dopo essermi ridata dell'ignorante, tuttavia, scopro però che la tassa che si trattiene il circuito Bankpass è pari all'1,85% del valore della transazione. Beh, ma siamo fuori? Io pago di tutto via internet e con carta credito e mai, dico mai, mi è capitato di pagare una tassa sulla transazione. E comunque, un forfait di uno e due euro non poteva essere sufficiente? Non potete farmi pagare con un bonifico? Farmi fare un RID? Farmi pagare il bollo in dichiarazione dei redditi?
  • la mensa e il trasporto scolastico (circa 500,00 €/anno) vengono addebitati trimestralmente uno e mensilmente l'altro e possono essere pagati esclusivamente con bollettino postale (1,10 €). Oltre agli accessi mensili alla posta, che non sopporto proprio perchè sai quando entri ma non quando esci, devo sostenere un costo ulteriore di circa 15,00€ che corrispondono a poco meno di tre pasti e circa al 3% del valore della transazione.

Da un paio d'anni evado per protesta, pagando tutto in un colpo solo verso marzo/aprile e solo dopo che dal comune mi sono arrivati un certo numero di solleciti (anche quelli via posta, non so a quale costo). La domanda che rivolgo loro ogni anno è: ma non potete fare un RID? Un F24? Un MAV? Un RAV? Una cosa per cui l'amata CARISPE possa pagare senza che neppure io lo sappia? Come avviene per tutte le altre utenze che ti “ciucciano soldi” che è una bellezza ma tu neppure te ne accorgi e vivi beato (fin quando non ti chiama il “diretur”)?

  • le sanzioni automobilistiche: vedi bollo auto. Se il periodo per il ricorso è di sessanta giorni e entro quel termine non l'hai presentato, che ti addebitino direttamente la sanzione sul tuo conto corrente e la finiamo lì. Perchè uno che prende una contravvenzione, nella fattispecie io, è talmente inc..avolato che non può precipitarsi a pagarla subito (in posta): è innaturale e perverso. Poi rimuove il fatto e...se ne dimentica.

L'esito di tutto ciò, naturalmente, sono centinaia di euro di more, sovrattasse, sanzioni e quant'altro... oltre alla gestione contabile del tutto e liti familiari: devi smetterla di prendere multe, e tu devi cominciare ad occuparti dei pagamenti e avanti..


Un amico con cui discutevo di questo sostiene che il problema è che politici e funzionari (insomma la nostra classe dirigente pubblica) sono troppo vecchi (leggi anche ignoranti, nel senso della mancanza di cultura informatica) per immaginare di implementare qualcuno degli strumenti che utilizziamo normalmente nella nostra vita quotidiana terrena. Si chiamerà anche questo distanza tra la politica e i cittadini? Sarà.

Per parte mia giuro che se non mi complicassero così tanto la vita pagherei tutto e subito: Enel, Acam, Autostrade, la signora IRPEF e tanti altri possono confermare.

domenica 19 aprile 2009

Elezioni amministrative: vota per la sicurezza

Vorrei rivolgere un invito a tutti i cittadini della nostra provincia chiamati a votare alle prossime elezioni amministrative; vorrei chiedere loro di votare per gli amministratori che hanno lavorato per la loro sicurezza e per quella dei loro ragazzi: se non l'hanno fatto, o non metteranno la sicurezza al primo posto, non votiamoli più.

Il Sindaco è il primo responsabile della sicurezza/salute dei cittadini quindi noi dobbiamo votare solo chi ci garantisce da questo punto di vista: la sicurezza è vita e, va da sé, tutto il resto è secondario. Come faccio a sapere se il mio sindaco sta lavorando bene in questo senso?

Anche a seguito del terremoto che sta ancora interessando l'Abruzzo, ma che l'anno scorso ha riguardato in forma lieve anche la nostra provincia che in molti comuni è caratterizzata come zona sismica (1-2) e a rischio di dissesto idrogeologico, ho elaborato un piccolo test:

  • il tuo sindaco ha approntato un piano di emergenza per rischio sismico?

te l'ha comunicato e pubblicato sul sito internet?

ha fatto le opportune verifiche di staticità delle scuole e degli edifici pubblici?
sai cosa fare/dove andare in caso di allerta?
  • il tuo comune è in zona a rischio di dissesto idrogeologico?

il tuo sindaco ha approntato un piano di emergenza per rischio idrogeologico?
te l'ha comunicato e pubblicato sul sito internet?
sai cosa fare/dove andare in caso di allerta?
  • il tuo comune è a Rischio di incidente rilevante?

se sì: vedi domanda precedente

  • le scuole del tuo comune:

sono in regola con le norme di sicurezza e di prevenzione incendi?
sono costantemente sottoposte a controllo e manutenzione?
il personale e i ragazzi eseguono regolarmente le prove di evacuazione?

Se non sappiamo rispondere alle domande, o le risposte sono negative, allora c'è di sicuro un problema: non basta che un piano sia predisposto (ammesso che lo sia) se noi non ne sappiamo nulla è come se non esistesse.

C'è un problema anche se abbiamo avanzato ripetute richieste all'amministrazione e nessuno ci ha risposto o ci ha risposto in malo modo eludendo la domanda: gli enti locali hanno precisi obblighi, e nel rispetto di precise scadenze, per dare risposte ai cittadini.

Non so voi, personalmente dal sito internet del mio comune non rilevo alcuna informazione che riguardi la mia sicurezza, a dire il vero trovo solo un po' di propaganda pre-elettorale: non c'è neppure lo statuto comunale.

Al contrario, nei siti di alcuni comuni limitrofi (piccoli e senza risorse come il mio) ho potuto leggere statuto e regolamenti; ho potuto vedere che da mesi, e forse anche prima, hanno dato incarichi ai tecnici per verificare la staticità delle scuole; c'è una sezione pubblica in cui i cittadini possono segnalare problemi e malfunzionamenti; c'è una guida che contiene le istruzioni alla popolazione per far fronte alle situazioni di emergenza.

Insomma, vero che l'erba del vicino è sempre più verde ma secondo me ad Arcola e ad Ameglia, ad esempio, gli amministratori si sono preoccupati della sicurezza dei cittadini, e di comunicare con loro, di più e meglio di quanto sia successo a Vezzano Ligure. Se interessa la politica ambientale dei comuni, si può leggere quanto pubblicato sui diversi siti e farsi un'idea di come stanno andando le cose rispetto alle dichiarazioni. Consultate e confrontate i siti internet!

Poiché, infine, il mio motto è da vicino nessuno è normale, e quindi non si può mai dire, potremmo approfittare della primavera (se arriva) per uscire dal nostro torpore ed aprire un mini confronto intercomunale su questo blog: potrebbe essere istruttivo circa le reali performances delle amministrazioni locali, al di là delle apparenze. Commenta il post o scrivi a info@speziapolis.org

venerdì 17 aprile 2009

Una scuola "buona" per i nostri ragazzi

Ieri è stato il primo giorno di scuola per parecchi ragazzi e ragazzini dopo le vacanze pasquali, che per qualcuno sono durate oltre 10 giorni. Mi era capitato di chiedere a uno di questi (9 anni, ottimi voti) se e quanta voglia avesse di tornare a scuola e la risposta: "un pò sì un pò no" mi era sembrata molto positiva.

Ho incontrato quel ragazzino ieri sera e alla mia domanda su come fosse andato il suo primo giorno di scuola ha risposto: "insomma". Poi ha spiegato: "avevamo una verifica che è stata rimandata al giorno successivo e dei compiti per il giorno successivo che la maestra pretendeva fossero già fatti; ho scordato di segnare un compito, che quindi non ho fatto, e la maestra mi ha detto che non l'ascolto mai."

Ho cercato di spiegare al ragazzino che forse la maestra aveva spostato la verifica per agevolarli; che forse pensava che i compiti andassero fatti durante le vacanze indipendentemente dalla data prevista di consegna; che forse aveva fatto una valutazione affrettata dicendogli che lui non l'ascolta mai.

Poi, però, mi sono anche sentita in dovere di dirgli che, comunque, lui ha delle buone ragioni quando dice che se rispetta una scadenza si sente libero di valutare lui quando fare il compito; ha ragione a pretendere che la verifica sia svolta nel giorno in cui è prevista; ha ragione anche quando afferma che la maestra non può sostenere che lui non l'ascolta mai solo perchè lui una volta ha scordato di segnare un compito.

Che dire... ai ragazzini insegniamo regole che spesso ci dimentichiamo di rispettare, e non sentiamo il bisogno di spiegarne le ragioni ai ragazzini; spesso frustriamo le loro aspettative e la fiducia che ripongono in noi. A volte loro lo notano e spesso, se spiegassimo, capirebbero di più.

Tempo fa avevo scritto poche righe a proposito di alcuni libri che avevo trovato interessanti: le dedico a quel bambino e a tutte le insegnanti.

DEMOCRAZIA E ISTRUZIONE - Non c'è libertà senza l'educazione - NOAM CHOMSKY - EDUP

"L'obiettivo dell'istruzione è dare un senso al valore delle cose diverso da quello del dominio, contribuire a creare cittadini consapevoli di una comunità libera, incoraggiare la combinazione di cittadinanza e libertà, creatività individuale, che significa considerare un bambino allo stesso modo in cui un giardiniere guarda un arbusto, come un qualcosa dotato di una natura intrinseca che si svilupperà in maniera ammirevole con la giusta combinazione di terreno, aria, luce". (Bertrand Russel)

L'INSEGNANTE PROFESSIONISTA DELL'EDUCAZIONE E DELLA FORMAZIONE - M.G.RIVA (a cura di) - Ed. ETS

"Occorre trovare la via per formare soggetti competenti ma non incanalati nei facili miti del successo, del consumismo, di una concezione dell'esitenza facile, lineare, dove non sono concessi margini per l'ansia, l'incertezza, la stanchezza, il disagio di fronte alla richiesta di conformazione."

Per i genitori e gli studenti che non hanno ben chiari i loro diritti/doveri a scuola; per i dirigenti scolastici e i docenti che credono che il "formare" sia qualcosa di più complesso dell' "istruire" e dell' "educare" (nda)

DIARIO DI SCUOLA - DANIEL PENNAC - Feltrinelli

"I nostri studenti che vanno male (studenti ritenuti senza avvenire) non vengono mai soli a scuola. In classe entra una cipolla: svariati strati di magone, paura, preoccupazione, rancore, rabbia, desideri insoddisfatti, rinunce furibonde accumulate su un substrato di passato disonorevole, di presente minaccioso, di futuro precluso. la lezione può cominciare solo dopo che hanno posato il fardello e pelato la cipolla... spesso basta solo uno sguardo, una frase benevola..."

giovedì 16 aprile 2009

BOTTA alla trasparenza!

L'architetto Rossini soprintendente ai Beni ambientali e paesaggistici della Liguria ha così risposto ad una richiesta di incontro formulata dal comitato dei cittadini contro il progetto Botta (la variante al piano regolatore di Sarzana che prevede tra l'altro la costruzione di una torre di oltre 60 metri all'ingresso del centro storico di Sarzana): << ho ricevuto proprio oggi, a seguito della mia intervista su Repubblica di ieri, l'assessore Stefano Milano che mi ha illustrato il progetto di Botta e mi ha assicurato che la torre prevista da Botta non si farà più.Non essendo peraltro la zona in cui è previsto il progetto sottoposta a vincolo, la Soprintendenza non può fare nulla, pur avendo ricevuto precise garanzie sulla tutela dello skyline cittadino. Ritengo pertanto superata l'esigenza di un incontro che avete chiesto. A disposizione per ogni chiarimento e cordiali saluti. Giorgio Rossini>>.

La mia riflessione è che questo episodio conferma come in questa vicenda amministratori locali e dirigenti della Regione Liguria hanno dimostrato un livello di trasparenza non molto lontano dal regime nordcoreano. Esagero? Faccio alcuni esempi di comportamento che sono altrettante conferme motivate della suddetta accusa:

1. Il Comune di Sarzana prima presenta pubblicamente una variante al piano regolatore vigente che prevede anche la torre, poi approva la variante (c'è una delibera di consiglio recentissima) che non prevede esplicitamente la torre ma non la esclude nel breve futuro;

2. Nel frattempo il Sindaco di Sarzana dichiara di essere in possesso di una lettera della Regione secondo la quale non sarebbe applicabile alla suddetta variante la Valutazione ambientale dei piani e programmi (la c.d. VAS , ex Direttiva UE 2001/42 e dlgs 152/2006). Il testo di questa lettera non è mai stato reso noto nè è stata resa nota la procedura che ha portato alla sua stesura. Secondo il Sindaco la lettera affermerebbe che la VAS non sarebbe applicabile al caso in esame dato il non rilevante impatto ambientale della variante. Ora tutto ciò è assolutamente illegittimo oltre che assolutamente non trasparente.
E' assolutamente illegittimo perchè o non si applica la VAS perchè lo strumento/progetto in discussione non rientra in quelli sottoponibili a VAS e allora non c'è bisogno di scrivere nulla tranne appunto che non rientra, oppure se si dichiara che non rientra a VAS perchè non c'è il rilevante impatto ambientale vuol dire che si è fatta la verifica di tale non rilevanza; ma allora non bastano tre righe, bisogna motivarlo e dimostrare che c'è stata una istruttoria tecnica conclusa con un provvedimento amministrativo da pubblicare nelle forme di legge, non una lettera semiprivata.
3. La affermazione , riportata dal Sindaco, della lettera per cui la VAS non sarebbe applicabile al caso in esame è in palese contrasto con la Circolare del dirigente del settore Urbanistica della Regione Liguria n. 64513 del 14/5/2008 secondo la quale un piano particolareggiato o una variante dello stesso che non fosse conforme al vigente piano regolatore sarebbe automaticamente sottoponibile a VAS;
4. Sempre secondo la citata lettera sarebbe applicabile invece al caso in esame la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) delle opere/progetti. Peccato che se così fosse in base alla normativa nazionale sulla VAS un piano o una variante dello stesso che contenga progetti sottoponibili a VIA è automaticamente sottoponibile a VAS;
5. Infine questa ultima uscita dell'Architetto Rossini riportata all'inizio del post: Se l'area non è soggetta a vincolo non si capisce cosa ci sia andato a fare da Rossini l'assessore Milano; se invece Rossini ha comunque un minimo di competenza (basti guardare la lettera c) del Codice del Paesaggio, che considera beni paesaggistici anche "i complessi di cose immobili che compongono un caratteristico aspetto avente valore estetico e tradizionale", pensiamo in questo senso a tutto il centro storico di Sarzana), allora come fa a basarsi solo sulle dichiarazioni verbali di un assessore in un incontro informale. Cavolo! c'è una procedura da rispettare: articolo 146 del Codice del Paesaggio.

Direi che da tutta questa vicenda emerge una riflessione amara: questi non sono amministratori e dirigenti pubblici, sono satrapi moderni e della peggior specie perchè quelli antichi almeno facevano parte di un impero che ha costruito e mantenuto Persepoli e Babilonia, tanto per dire a caso.

mercoledì 15 aprile 2009

Una provincia "derifiutizzata"

Francamente sono un po' in difficoltà a “sperticarmi” in lodi ad Acam tuttavia, se quanto dichiarato corrisponde alle reali intenzioni dei massimi vertici di Acam, direi che ci siamo: stiamo confermando le affermazioni di quattro anni fa, ovvero che una raccolta differenziata spinta era prerequisito indispensabile per ragionare di CDR (splendide brochures in carta patinata). Nel Piano Industriale di Acam recentemente illustrato, Ivan Strozzi (AD) e Stefano Sgorbini (Pres.) hanno previsto di portare la raccolta differenziata al 65% e di buttare in discarica o trattare come CDR il restante quantitativo di rifiuti. Ottimo dunque.

Ma perchè la raccolta differenziata non ha funzionato? Acam dice i cittadini, pigrizia, cultura... personalmente confermo e aggiungo anche la poca chiarezza e la scarsa informazione:

  1. finora ogni comune ha gestito la raccolta dei rifiuti sulla base di accordi bilaterali con Acam, quindi potenzialmente con diverse modalità per ogni comune;
  2. da quattro anni abbiamo cambiato un numero imprecisato di contenitori/colori/forme/contenuti all'interno del singolo comune e tra comuni diversi;
  3. ad oggi non è dato di avere un elenco chiaro dei materiali che possono essere depositati nei contenitori Multimateriale (le vaschette della carne? la pellicola delle confezioni? un sacchetto di plastica? un bicchiere di plastica?);

Per un certo periodo ho buttato tutto ciò che secondo me non era riferibile a carta ed umido (che differenzio separatamente) nel multimateriale: la mia quota di indifferenziata era praticamente inesistente; poi qualcuno mi ha fatto notare che sui contenitori del multimateriale le figure rappresentano solo flaconi e bottiglie di vetro, alluminio e tetrapack e pertanto tutto il resto deve essere buttato nell'indifferenziata (?).

Quando esco di casa posso raggiungere Spezia attraversarndo un comune o un altro: sino a poco fa (ora non sono più aggiornata) in certi casi sui contenitori della carta c'era scritto “carta e cartone”, in altri “carta e NON cartone” e via di seguito; in un comune c'era il multimateriale e nell'altro il contenitore del vetro e quello della plastica. Insomma, ci vuole davvero tanta buona volontà da parte del cittadino e la disponibilità a tenersi in macchina il sacchetto magari per qualche giorno (certo perchè il contenitore non è mica è sotto casa).

In un'ottica di collaborazione cittadino – ente locale – Acam proporrei:
  1. che sul sito del Comune fosse disponibile una chiara classificazione dei rifiuti (magari utilizzando gli stessi loghi che troviamo sulle confezioni) e le modalità per il loro smaltimento;
  2. che sui cassonetti ci fosse una chiara informazione (loghi e descrizione) circa ciò che vi deve essere conferito;
  3. che i comuni della provincia optassero (ma mi pare che qui ormai ci siamo) per un'unica modalità di raccolta dei rifiuti;
  4. poi, certo, che i cittadini fossero tempestati di informazioni e incentivati a differenziare e puniti qualora non lo facessero.

Ma prima di tutto, credo che tutti noi dovremmo impegnarci a scegliere i prodotti con un packaging sostenibile e/o: berci l'acqua del rubinetto, farci lo yogurt in casa, protestare finchè non ci saranno nei supermercati i distributori del latte alla spina e i prodotti biologici in involucri di cartone e... dài che ce la possiamo fare.

Propongo una provincia "derifiutizzata" e buon lavoro agli enti locali.

L'insostenibile pesantezza della politica...


...e la cattiva (dis)informazione.

Il Secolo di qualche giorno fa ci fa sapere, con un trafiletto privo di firma, che una decina di autorevoli membri del direttivo del PD spezzino, tra cui alcuni membri della giunta comunale di Vezzano Ligure, ha chiesto le dimissioni di Piergiorgio Benettini, coordinatore del PD di Vezzano Ligure. Benettini sarebbe accusato di imparzialità a vantaggio di uno dei candidati a sindaco durante lo svolgimento delle primarie. Si chiede a Davide Natale, coordinatore provinciale PD, di esprimersi nel merito. Qualche commento di contorno. Fine.

Quali informazioni abbiamo ottenuto dalla lettura dell'articolo?

  1. che Piergiorgio Benettini potrebbe essersi comportato male;
  2. che il candidato sindaco da lui eventualmente favorito (Abruzzo) potrebbe essere stato eletto grazie a qualche sotterfugio;
  3. che gli altri due candidati potrebbero essere stati ingiustamente penalizzati;

Nulla sappiamo dell'identità degli autorevoli membri del direttivo che hanno firmato la mozione di sfiducia e che:

  1. potrebbero aver fatto supposizioni errate, gettando cattiva luce sulle persone coinvolte;
  2. non si sono esposti in nessun modo di fronte ai cittadini a cui, in qualche modo, chiederanno i voti alle prossime elezioni amministrative.

Stendendo un velo pietoso sulle dinamiche da retrobottega di certa politica, è interessante invece fare una riflessione sul ruolo dell'informazione locale che, spesso, non aggiunge nulla a ciò che gli viene comunicato: neppure la firma dell'autore.

Ricordo (molto bene, ahimè) che nel 2006, nel corso della querelle sul Villaggio Europa nella rubrica di Maurizio Maggiani, il SecoloXIX pretese che i lettori firmassero le loro lettere, che in caso contrario non sarebbero state pubblicate.

Evidentemente i tempi sono cambiati: i giornalisti del SecoloXIX si fanno carico di pubblicare accuse per conto terzi, senza dichiarare né il loro nome né quello dei terzi. Come in quel gioco di quando si era bambini che faceva: uno o una ha detto che... e tu dovevi scoprire chi era stato. Un gioco da bambini appunto.

martedì 14 aprile 2009

L'insostenibile pesantezza della politica...

...e il turismo sostenibile.

Anche quest'anno, noi che facciamo il tifo per il turismo sostenibile, ci possiamo“deliziare” con le foto pubblicate dai quotidiani (Il SecoloXIX), che ci raccontano di quanta gente ha affollato la Via dell'Amore: le previsioni del tempo “farlocche” hanno svolto la funzione di ammortizzatore ma è sicuro che nei prossimi ponti (25 Aprile/1 Maggio) assisteremo, come di consueto, al senso unico alternato pedonale regolato dai carabinieri.

Sempre dal SecoloXIX apprendiamo che il PD ha ufficializzato il nome del suo candidato a sindaco di Riomaggiore alle prossime elezioni amministrative. Niente da dire sulla persona, che peraltro non conosco, solo qualche considerazione sulla dinamica e le ragioni della scelta:

  • il candidato è dipendente della Cooperativa Via dell'Amore e dirige, per conto di essa, l'Agenzia di Viaggi del Parco delle 5 Terre (che nonostante il nome non pare essere di proprietà del Parco ma della Cooperativa per l'appunto);

  • il candidato, per sua stessa ammissione, non si è mai occupato di politica e ritiene che il PD abbia scelto lui per "la lunga esperienza maturata nel settore della promozione del Parco";

  • in lista con lui ci saranno l'ex sindaco, il suo vice ed un altro ex sindaco; purtroppo mancherà l'attuale assessore ai lavori pubblici, nonché presidente del parco delle 5 terre e tanto altro ancora, che si candida alle elezioni europee ma che, il candidato a sindaco ne è certo e noi non abbiamo motivo di dubitarne, garantirà sicuramente il suo “appoggio decisivo” dall'esterno;

  • la lista sarà composta da numerosi dipendenti delle cooperative del Parco.

Voglio ricordare che quella di sindaco è una carica elettiva e che le responsabilità del sindaco poco hanno a che vedere con la promozione del territorio; in particolare, trattandosi di zona parco, la promozione e soprattutto la protezione del territorio dovrebbero essere di competenza dell'ente parco che, nella persona del suo Presidente, dovrebbe esercitare funzioni di sorveglianza. Il Presidente del parco è infatti nominato dal Ministero dell'Ambiente e l'Ente Parco è sovraordinato alle altre istituzioni territoriali.

Dev'essere un'attitudine italiana quella delle doppie o triple cariche: essere contemporaneamente controllore e controllato, assessore e presidente, dirigente e sindaco, dipendente e consigliere comunale o assessore... d'altra parte anche il nostro Presidente del Consiglio con lil suo approccio aziendalista della politica è arrivato al governo, e con i suoi dipendenti in parlamento, quindi chissà....

Dev'essere infine un'attitudine del PD spezzino quella di dipingere di nuovo ciò che nuovo non è: come ai tempi del nuovo PD, quando si leggeva sui volantini appesi (con autorizzazione?) ai pali dell'Enel “E' tempo di buona politica” ma le firme erano le stesse di quelli che la politica l'avevano sempre fatta.

Di sostenibilità, ambientale turistica e democratica, al Parco Nazionale delle 5 Terre avevo già trattato qui

domenica 12 aprile 2009

Spezia: a Pasqua il metano costa meno


Poichè sognare non costa nulla mi piace credere che l'impegno a rilevare, comunicare e rendere pubblico ciò che si ritiene scandaloso, inadeguato o migliorabile, sia utile a conseguire risultati positivi (seppur minimi).

Il metano che la scorsa settimana costava 0,988€, ieri era a 0,900€: si tratta senz'altro di una coincidenza ma in tre anni non avevo mai rilevato una diminuzione così consistente in un unico colpo. Complimenti ad Acam se ha reagito alle sollecitazioni provenienti dal nostro post.

Poichè è stato ripreso anche dalla Nazione di ieri, speriamo che altri l'abbiano letto e auspichiamo che si attivino rispetto alle altre inadeguatezze rilevate. Sarebbe infine un bel segno se i cittadini decidessero di partecipare in maniera più attiva alla gestione dei beni comuni assumendosi la responsabilità di misurare e valutare l'efficienza dei servizi che ci vengono erogati quotidianamente.

Buona Pasqua a tutti

mercoledì 8 aprile 2009

Protezione o prevenzione?

In un paese come il nostro, dove da sempre vige un sistema di tipo assistenziale derivante anche dalle nostre tradizioni cattoliche, continua ad essere faticoso il passaggio dalla protezione alla prevenzione.
  • Teniamo il punto, e a ragione, sulle pensioni per l'amianto ed il diritto delle vittime dell'amianto a percepire un giusto risarcimento e tuttavia nulla facciamo per censire ed eliminare la grande quantità di amianto che ancora abbiamo in circolazione.
  • Ci facciamo un vanto, e a ragione, dei livelli di efficienza raggiunti dalla nostra protezione civile e tuttavia non siamo in grado di emettere ed attuare una normativa che preveda l'adeguamento di tutti gli edifici posti in zona sismica (ahinoi la quasi totalità del territorio italiano).
  • Mettiamo sotto vincolo e tutela, e a ragione, i nostri beni architettonici e paesistici e tuttavia non siamo in grado di prevenire la loro distruzione (terremoto) e il dissesto (frane da incuria del territorio).

Possibile che dal punto di vista del PIL sia più economico “ricostruiredopocentinaiadimorti” piuttosto che “adeguareprimachelecasecrollinosullepersone”? Cos'altro?

Possibile che non si possano adeguare neppure scuole ed ospedali???

lunedì 6 aprile 2009

Solidarietà e cordoglio

A tutti i cittadini coinvolti nella tragedia e per le vittime del terremoto in Abruzzo.

sabato 4 aprile 2009

L'impatto dei porti sul territorio

Ho trascritto qualche breve appunto e qualche considerazione, probabilmente ingenua e sicuramente parziale, a seguito della lettura di “Porti italiani - Strategie per l'autonomia finanziaria e l'intermodalità – Il caso dei porti liguri”. Senza altra pretesa se non quella di rappresentare il punto di vista di una cittadina minimamente attenta alle dinamiche sociali ed economiche in cui è coinvolta, auspicando che nuovi e diversi elementi possano essere resi disponibili e discussi per ampliare il quadro di riferimento e rendere possibile la partecipazione al dibattito da parte di altri cittadini. Per i più volenterosi ci sono gli appunti integrali, a quelli pigri propongo direttamente le mie conclusioni.

Con il conforto delle teorie dell'economia portuale (applicate al Porto della Spezia,) e pur con diverse sfumature, pare lecito sostenere che se lo sviluppo del territorio spezzino deve essere incentrato sul porto, allora occorre che:

  1. siano potenziati i fattori di impatto economico anche attraverso lo sviluppo di servizi a valore aggiunto per le merci (ZonaAttivitàLogistica e Distripark);

  2. che si realizzino strategie di aumento dell'efficienza attraverso l'attivazione di processi innovativi, con una conseguente riduzione dell'impatto ambientale derivante da pesanti infrastrutturazioni;

  3. la realizzazione di nuove opere avvenga nel pieno rispetto delle normative (ambientali e non) con il coinvolgimento della comunità locale e all'interno di un quadro generale di sviluppo condiviso e aggiornato rispetto ai dati economici, occupazionali e di previsione su cui si basa;

  4. contrariamente a quanto sostenuto nel libro, non si considerino i conflitti ambientali come “dispute amministrative” ma come esito di poca accuratezza nella predisposizione dei progetti e di insufficiente coinvolgimento della comunità locale, con particolare riferimento alla disponibilità di informazioni utili a formarsi, e ad esprimere, delle opinioni.

A questo proposito cito il vicepresidente nazionale di Confindustria per Infrastrutture logistica e mobilità, Dott. Carlo Trevisani: "Il punto è la qualità dei progetti: le opere vanno spesso a gara con informazioni e dati insufficienti per una valutazione corretta di costi e benefici da parte della collettività e una analisi tecnico amministrativa carente. Le amministrazioni tendono a risparmiare sulle indagini preliminari ma poi si ritrovano davanti criticità realizzative e contenziosi. La questione del consenso si potrebbe risolvere se solo si informasse al meglio la popolazione e le si desse la opportunità di esprimersi in merito".

Infine, sempre contrariamente a quanto si sostiene in chiusura del libro, non si tratta di essere pronti a “rispondere al rapido cambiamento degli scenari con una politica di ampio respiro capace di porsi al di sopra del conflitto fra benefici generali e costi locale”, in particolare se tali costi non sono stati considerati né quantificati e potrebbero, pertanto, essere maggiori dei benefici o scarsamente sostenibili.

P.S. Volendo approfondire le ragioni per cui in Italia ci si perde in “dispute amministrative” e in Europa o negli USA no, potrebbe essere interessante la lettura di alcuni casi di conflitti sorti e gestiti proprio in un'ottica di Gestione Integrata delle Zone Costiere, ottica che nel libro non è presa in considerazione mentre è parte delle raccomandazioni dell'UE in materia di gestione delle coste. Quei casi sono stati considerati in questo mio lavoro del 2007 proprio per dimostrare la praticabilità di percorsi alternativi a quello della Spezia nella gestione dei conflitti.

A Spezia la mobilità non passa dal metano

Da oltre quindici anni ci siamo abituati a pensare che il metano costituisca un'alternativa più sostenibile della benzina o del gasolio, sia pure all'interno delle fonti non rinnovabili e inquinanti, sia per gli usi connessi al riscaldamento degli edifici sia per quelli connessi al trasporto pubblico e privato di cose e persone.

Con diversi gradi di attenzione e di sensibilità, in Italia regioni, provincie e comuni hanno attuato politiche che hanno incentivato il passaggio al metano: nel tempo abbiamo trasformato le caldaie per il riscaldamento, qualcuno ha trasformato o cambiato la propria automobile, la quasi totalità delle società di trasporto pubblico ha optato per il metano e il filobus in dipendenza delle caratteristiche fisiche dei percorsi.

Per aumentare le sinergie tra i fornitori di servizi pubblici, che fanno sempre riferimento allo stesso azionariato (enti locali) seppur con quote diverse, in alcuni casi si sono fatti accordi volti a realizzare economie di scala che hanno anche contribuito a ridurre i costi per l'intera comunità; cito per tutti il caso di Salerno (Campania-Sud Italia) dove gli enti locali, il trasporto pubblico e le poste hanno convertito l'intero parco mezzi al metano.

Alla Spezia, invece, è successo altro.

  1. Il trasporto pubblico alla Spezia funziona, da sempre e come sempre, con mezzi a gasolio e una linea di filobus; è improbabile che i mezzi degli enti locali siano tutti a metano e non risultano partenariati in questo senso con le poste o altre realtà locali; tre autobus viaggiano a bioetanolo a seguito di un progetto finanziato dalla UE ma, evidentemente, finito il finanziamento e finita la sperimentazione, l'utilizzo del bioetanolo non è sostenibile economicamente.

  2. Il metano per l'autotrasporto, erogato da Acam attraverso il distributore di Stagnoni, è in assoluto il più costoso: in Italia (da Bolzano a Salerno) e in Europa (a nord sino a Berlino). Ieri (2 Aprile 2009) costava 0,988€. Ma, udite udite, senza andare troppo lontano, a Sarzana (dove non è erogato da Acam) il metano costa 0.875€. 0,113€ sono oltre il 10% di differenza. Vuol dire che un pieno per una Multipla (350-400 km) può costarti fino a 28 euro a Spezia o fino a 25 a Sarzana.

Ora, non è automatico che se anche il trasporto pubblico (ATC) utilizzasse il metano questo costerebbe meno, anche al cittadino responsabile e consapevole che invece lo paga il 10% in più; non è neanche automatico che questo contribuirebbe a sanare i bilanci di ACAM; è già un po' più automatico che con il metano ridurremmo il tasso di inquinamento in città e nella fascia extraurbana (e dio solo sa se non ne abbiamo bisogno) visto che i filobus, che mi dicono far parte della tradizione di questa città, difficilmente potranno essere usati nella tratta Sarzana Portovenere che, comunque, attraversa anche la città.

Infine, una visione sistemica dei servizi pubblici, in termini di efficienza economica, ambientale e del servizio erogato, di chi dovrebbe essere competenza? ACAM? ATC? Comuni? Provincia? Dove sono, se ci sono, i decisori? Nel frattempo, vedere cosa succede a Modena alle categorie mobilità, energia, salute, diritti di questo stesso blog.

mercoledì 1 aprile 2009

Storia di un viaggio a/r tra sanità e mobilità

Spezia Modena Italia Europa


Una delle raccomandazioni uscite dai tavoli delle consultazioni europee dei cittadini (precisamente la n.3) partiva dall'esigenza di avere, all'interno dell'Unione Europea, uniformità di diritti, tutele e opportunità. A giudizio dei proponenti il raggiungimento di un tale obiettivo, oltre a sancire l'appartenenza di ogni cittadino ad una stessa comunità, sanerebbe i problemi derivanti dalla disarmonia tra le legislazioni nazionali oltre che quello dell'emigrazione forzata all'interno della UE (con tutte le conseguenze che tale fenomeno comporta). Gli ambiti di riferimento sono il lavoro, l'istruzione, la salute, la giustizia, l'ambiente: i servizi e le regole di cui si dota una comunità e che rimandano al concetto di contratto sociale.

Ho accompagnato un'amica per una visita oculistica al Policlinico di Modena ed ho rilevato quanto segue:

Mobilità: la stazione ferroviaria di Modena è dotata di sala d'attesa confortevole e profumata, oltre che di stanza delle coccole per passeggeri con bambini piccoli; fuori della stazione, ben visibile, il punto informazioni della locale azienda di trasporto dove oltre ad acquistare i biglietti si acquisiscono tutte le informazioni necessarie; le tre corsie di sosta per gli autobus sono fornite di schermi sui quali compaiono i tempi di arrivo degli autobus (il nostro è arrivato in un minuto) e in apposite bacheche sono riportati i percorsi dei medesimi; sull'autobus (a metano o elettrico) uno schermo segnala la fermata successiva e l'ora prevista di arrivo (è in fase sperimentale l'annuncio vocale).

Sanità: l'autobus ferma davanti al Policlinico (che anche in quanto azienda ospedaliero-universitaria è una struttura molto grande ed articolata) ed è ben visibile il punto informazioni in cui, oltre ad una cortese signora, è presente un totem da cui si possono ottenere informazioni; i marciapiedi dell'area ospedaliera sono provvisti di pensiline che riparano dalla pioggia; all'ingresso 2 un grande cartello segnala con semplicità il percorso e, all'arrivo nel reparto, ad un apposito banco ci si può presentare ed avere indicazioni ulteriori; fuori dell'ambulatorio n.9 (fluorangiografia) appare un avviso per le donne in gravidanza: è ripetuto anche in arabo, albanese, rumeno, turco; la mia amica, tra le 11.00 e le 12.30 è sottoposta a quattro esami e alle 13.00 viene visitata accuratamente dallo specialista (che si scusa per averci fatto attendere 20 minuti: era impegnato in un intervento chirurgico) che le consegna esami, diagnosi, prescrizioni...; poiché in queste poche ore abbiamo avuto anche il tempo per una colazione, all'ingresso abbiamo approfittato dei distributori di bevande calde, fredde, snack: un quarto distributore raccoglieva, differenziandoli, bicchierini del caffè, lattine e bottiglie – costo max per prodotto 0,50 €;

Ora, io non so perchè la mia amica sia andata a Modena per questa visita ma so che neppure per un istante ha preso in considerazione di andare all'Ospedale a Spezia. Non entro nel merito delle competenze professionali degli specialisti, non ne ho gli elementi e non è questo il punto, e mi fermo all'aspetto organizzativo e di erogazione del servizio oltre che al comfort degli ambienti: sia quello sanitario sia quello della mobilità.

Dunque: Spezia, Modena, Italia, Europa? Romania, Italia, Francia, Spagna? Quante Italie e quante Europe? Quante categorie di cittadini? A quando un'unica Italia/Europa di diritti, tutele e opportunità?

p.s. Il treno Modena Spezia (via Parma) impiega tre ore, ma non voglio certo qui parlare di Trenitalia, Rfi, Pontremolese...

Basta alle varianti ai PRG senza valutazione ambientale

E' uscita sulla stampa locale la notizia del nuovo progetto urbanistico in variante al piano regolatore vigente in località Fornace di Portovenere. Ancora una volta, ma lo stesso si potrebbe dire per molte altre situazioni in giro per la provincia (Ameglia, Arcola, Sarzana ad esempio) dove si stanno approvando strumenti urbanistici e varianti a quelli esistenti senza rispettare la nuova normativa comunitaria in materia di valutazione ambientale dei piani e programmi .

Anche nel caso Fornace di Portovenere andava verificata, prima della approvazione, l'applicabilità della Valutazione Ambientale Strategica . Infatti secondo la normativa sulla VAS il caso Fornace viene preso in considerazione sotto un duplice profilo da verificare attraverso la lettura della documentazione progettuale ovviamente. I profili sono :

1.. applicabilità della VAS in quanto trattasi di modifica a piano esistente con effetti significativi sull’ambiente
2.. applicabilità della procedura di verifica della assoggettabilità a VAS a piani che disciplinano uso di piccole aree locali o modifiche minori dei piani assoggettabili a VAS (nel nostro caso PUC e PP).

In questo caso il criterio chiave per l’applicazione della direttiva, tuttavia, non è la dimensione della area contemplata ma la questione se il piano o il programma potrebbe avere effetti significativi sull’ambiente. Il punto 3.33 delle linee guida della Commissione UE DG Ambiente fa l’esempio di un piano edilizio che, per una zona particolare, circoscritta, illustri i dettagli sul modo in cui gli edifici devono essere costruiti, stabilendone, ad esempio, l’altezza, la larghezza o il progetto.

Afferma inoltre il documento Metodologico sulla applicabilità della VAS della Regione Liguria che: “Con riferimento ai progetti urbanistico operativi (PUO) disciplinati dagli articoli da 50 a 54 della l.r. n. 36/1997 e s.m., ed agli strumenti urbanistici attuativi (SUA) di cui alla l.r. n. 24/1987 e s.m., si evidenzia che, in base alle disposizioni di cui al citato DLgs. 152/2006 come modificato dal DLgs. 4/2008, non è da considerare sottoposto a procedura di VAS o di verifica di assoggettabilità uno strumento urbanistico attuativo, ovvero un progetto urbanistico operativo (PUO), che risulti adottato in conformità alle previsioni del vigente strumento urbanistico generale (o del PUC) nonché dei Piani Territoriali di livello regionale (PTCP, PTC della Costa, Piani dei Parchi) e provinciale (PTC Provinciale e Piani di Bacino)”. Ora risulta chiaro che l’intervento di cui stiamo parlando costituisca modifica anche del piano urbanistico previgente .