Ho incontrato quel ragazzino ieri sera e alla mia domanda su come fosse andato il suo primo giorno di scuola ha risposto: "insomma". Poi ha spiegato: "avevamo una verifica che è stata rimandata al giorno successivo e dei compiti per il giorno successivo che la maestra pretendeva fossero già fatti; ho scordato di segnare un compito, che quindi non ho fatto, e la maestra mi ha detto che non l'ascolto mai."
Ho cercato di spiegare al ragazzino che forse la maestra aveva spostato la verifica per agevolarli; che forse pensava che i compiti andassero fatti durante le vacanze indipendentemente dalla data prevista di consegna; che forse aveva fatto una valutazione affrettata dicendogli che lui non l'ascolta mai.
Poi, però, mi sono anche sentita in dovere di dirgli che, comunque, lui ha delle buone ragioni quando dice che se rispetta una scadenza si sente libero di valutare lui quando fare il compito; ha ragione a pretendere che la verifica sia svolta nel giorno in cui è prevista; ha ragione anche quando afferma che la maestra non può sostenere che lui non l'ascolta mai solo perchè lui una volta ha scordato di segnare un compito.
Che dire... ai ragazzini insegniamo regole che spesso ci dimentichiamo di rispettare, e non sentiamo il bisogno di spiegarne le ragioni ai ragazzini; spesso frustriamo le loro aspettative e la fiducia che ripongono in noi. A volte loro lo notano e spesso, se spiegassimo, capirebbero di più.
Tempo fa avevo scritto poche righe a proposito di alcuni libri che avevo trovato interessanti: le dedico a quel bambino e a tutte le insegnanti.
DEMOCRAZIA E ISTRUZIONE - Non c'è libertà senza l'educazione - NOAM CHOMSKY - EDUP
"L'obiettivo dell'istruzione è dare un senso al valore delle cose diverso da quello del dominio, contribuire a creare cittadini consapevoli di una comunità libera, incoraggiare la combinazione di cittadinanza e libertà, creatività individuale, che significa considerare un bambino allo stesso modo in cui un giardiniere guarda un arbusto, come un qualcosa dotato di una natura intrinseca che si svilupperà in maniera ammirevole con la giusta combinazione di terreno, aria, luce". (Bertrand Russel)
L'INSEGNANTE PROFESSIONISTA DELL'EDUCAZIONE E DELLA FORMAZIONE - M.G.RIVA (a cura di) - Ed. ETS
"Occorre trovare la via per formare soggetti competenti ma non incanalati nei facili miti del successo, del consumismo, di una concezione dell'esitenza facile, lineare, dove non sono concessi margini per l'ansia, l'incertezza, la stanchezza, il disagio di fronte alla richiesta di conformazione."
Per i genitori e gli studenti che non hanno ben chiari i loro diritti/doveri a scuola; per i dirigenti scolastici e i docenti che credono che il "formare" sia qualcosa di più complesso dell' "istruire" e dell' "educare" (nda)
DIARIO DI SCUOLA - DANIEL PENNAC - Feltrinelli
"I nostri studenti che vanno male (studenti ritenuti senza avvenire) non vengono mai soli a scuola. In classe entra una cipolla: svariati strati di magone, paura, preoccupazione, rancore, rabbia, desideri insoddisfatti, rinunce furibonde accumulate su un substrato di passato disonorevole, di presente minaccioso, di futuro precluso. la lezione può cominciare solo dopo che hanno posato il fardello e pelato la cipolla... spesso basta solo uno sguardo, una frase benevola..."