mercoledì 25 febbraio 2009

Crescita della Società civile e trasformazione culturale della politica

Una sintesi della due giorni del Forum di Firenze sulla democrazia partecipativa in Europa è contenuta a mio avviso nella elaborazione proposta dal Prof. P. Ginsborg; il professore sostiene che manca, al momento, una teorizzazione della democrazia partecipativa e che questo deficit non garantisce uniformità di senso quando si parla di partecipazione.

Da una democrazia di tipo partecipativo (la Polis greca), in cui tutti i cittadini - ancorchè con l'esclusione di alcune categorie - partecipavano attivamente alla politica, siamo passati ad una democrazia di tipo rappresentativo (rivoluzione francese) in cui deleghiamo le nostre scelte a coloro che eleggiamo: le due forme di democrazia risultano al momento antitetiche. La vera innovazione, sostiene Ginsborg, è ora la ricerca di una loro combinazione.

Ginsborg propone due criteri per valutare se e in quale misura si possa parlare di innovazione democratica:
1) se esperienze ed idee contribuiscono a creare cerchie di cittadini informati, attivi e critici che dialogano con gli eletti (amministratori...) su base paritaria;
2) se le prassi della democrazia partecipativa contribuiscono a mutare il comportamento dei politici e l'idea che essi hanno della responsabilità e dei doveri che si assumono rispetto alla loro disponibilità a cedere parte del loro potere.

Sintetizzando ulteriormente si tratta pertanto di favorire e perseguire una crescita della società civile e una trasformazione culturale della politica.

Ora, io penso che la crescita della società civile e la costruzione di cerchie di cittadini informati, attivi e critici, non possa che passare dalla formazione; senza formazione infatti la stessa disponibilità di informazioni e notizie (quand'anche dovesse essere sufficiente e trasparente) non rappresenta di per sé uno strumento significativo.

Alla domanda - come raggiungi l'obiettivo di far ragionare le persone con la propria testa. Puoi insegnare l'uso di strumenti che lo rendono possibile? - Noam Chomsky, in Democrazia e Istruzione, risponde: “Credo che si apprenda facendo... Si apprende facendo e si capisce come fare le cose guardando altri farle. Questo è il modo in cui si apprende ad essere un buon carpentiere e il modo in cui si apprende ad essere un buon fisico. Nessuno può insegnarti a fare fisica...”

Personalmente sottoscrivo questa posizione e la pratico quotidianamente anche promuovendo l'implementazione di strumenti che, ancorchè finalizzati al raggiungimento di obiettivi specifici (la sostenibilità ambientale, la sicurezza, la conoscenza e il rispetto delle regole, dei diritti e dei doveri...) consentano di praticare l'obiettivo.

Vanno in questa direzione le iniziative della Scuola di Cittadinanzattiva rispetto al tema della sicurezza nelle scuole; i cittadini, partecipando ai monitoraggi degli edifici scolastici, acquisiscono nuove nozioni in materia di sicurezza contribuendo contemporaneamente ad accrescere quella cerchia di cittadini informati attivi e critici di cui al primo criterio di Ginsborg. Va da sé che, affinchè questa pratica possa avere luogo, occorre che gli amministratori siano disponibili a favorire una trasformazione culturale della politica.

La sostenibilità ambientale e l'attitudine alla partecipazione attiva possono essere veicolate nelle scuole attraverso l'implementazione di un Sistema di Gestione Ambientale: studenti, insegnanti, genitori e amministratori collaborano alla valutazione dell'impatto ambientale del loro plesso scolastico e definiscono obiettivi di miglioramento rispetto alla produzione di rifiuti, ai consumi energetici e dell'acqua, ecc. Eco-Schools è uno dei programmi internazionali della FEE per l'educazione, la gestione e la certificazione ambientale.

Per il cittadino, partecipare alla definizione dei problemi e alla ricerca delle soluzioni, rappresenta la necessità e l'opportunità di documentarsi e accrescere le proprie competenze rispetto a temi che lo riguardano direttamente; contestualmente gli amministratori possono avvantaggiarsi dell'apporto di competenze diversificate se si rendono disponibili ad accogliere l'aumento di complessità che l'allargamento alla partecipazione comporta. Va da sé che tutto deve avvenire su base paritaria, ovvero senza asimmetrie informative né di potere.

domenica 15 febbraio 2009

Dall'amministrazione al governo del territorio: i processi

Possiamo paragonare il mondo globalizzato, e le spinte, gli scossoni, i traumi le opportunità che da questa condizione derivano, ad un grande oceano in perenne movimento ed interessato da importanti e a volte imprevedibili agenti atmosferici? Se sì, possiamo dire che i territori sono dinamici e/o comunque interessati da/a movimenti a loro esterni ma non estranei.
L'etimologia delle parole amministrazione e governo è di per sé bastante a rappresentare quanto, nelle condizioni attuali, governare sia più appropriato che amministrare. Tuttavia vorrei contestualizzare il mio ragionamento ed esemplificare la differenza tra i due approcci facendo riferimento a problemi concreti e che ci riguardano, in quanto cittadini, direttamente:
  • dissesto idrogeologico: importanti frane interessano diverse porzioni della nostra provincia ma una fra le tante, di cui conosco la storia, origina anche dall'essersi limitati ad amministrare ( e non aver governato) il territorio. Storia: durante l'alluvione del 2000 è franata una piana (tramonti/5terre) ed il proprietario, nonostante i solleciti dei cittadini proprietari dei terreni confinanti e delle case soprastanti, non è intervenuto per ripristinare la situazione; neppure il parco ed il comune della spezia, sollecitati in tal senso, sono intervenuti in quanto il problema riguarda una relazione tra privati. Gli enti hanno amministrato il territorio come previsto (probabilmente) dalle leggi esistenti. A distanza di 9 anni, anche la piana sovrastante ed altre più sotto hanno ceduto. Il punto è: cosa sarebbe successo se si fosse governato e non amministrato? Se si fossero create le condizioni (sanzioni, persuasione, norme) affinchè il cittadino inadempiente si fosse assunto le sue responsabilità? Si può fare (yes, we can).
  • elezioni amministrative: alle primarie del PD, a Vezzano Ligure, i candidati hanno esposto i loro programmi dicendo tutti grosso modo le stesse cose al punto che, il più pragmatico dei tre, ha evitato di ripeterle facendo riferimento alle parole dei colleghi. La cosa interessante è che nessuno, ancorchè sollecitati dal saggio professore di filosofia, ha parlato dei processi: i processi sono importanti, sono le ragioni, gli atti, le azioni, le modalità con cui si costruiscono e si perseguono gli obiettivi. A questo nessuno ha fatto cenno perchè nessuno ha colto che il territorio è in movimento (anche franoso) e che, pertanto, occorre governarlo non essendo più sufficiente amministrarlo. Lo spirito di servizio, proprio dell'amministrazione e tanto caro ai più, non è più sufficiente: è il momento del governo. Occorre tenere presente la metafora della barca (territorio) da condurre tra gli scogli e le secche (governare) per farla avanzare (processi) sino al porto (obiettivo): è la qualità del percorso che consente/impedisce il raggiungimento dell'obiettivo.

Panigaglia: alcune novità importanti

Riporto di seguito alcune riflessioni che emergono da una lettura del verbale della recente conferenza dei servizi romana relativamente alla procedura di approvazione del rigassificatore di Panigaglia.

1. Il rappresentante del Ministero dello Sviluppo Economico, che presiede la Conferenza, conferma che l'Intesa con la Regione Liguria è necessaria a prescindere dalle norme di semplificazione autorizzatoria introdotte lo scorso anno. In altri termini se la Regione dice no l'ampliamento non passa.
2. L'Ufficio delle Dogane ha espresso un parere relativamente al progetto in esame condizionato sotto il profilo degli aspetti tecnico fiscale. Questione non secondaria questa visto che fino ad ora l'impianto di Panigaglia non ha assolutamente prodotto le ricadute economiche adeguate a livello locale risultando utile solo alla Snam e allo stato sotto il profilo dei diversi strumenti fiscali applicabili ad impianti di questo genere.
3. Il Ministero dell'Ambiente ha dichiarato la necessità di un nuovo coinvolgimento del pubblico prima del definitivo giudizio di compatibilità dello stesso Ministero. Questo significa che ci sono le condizioni per presentare nuove osservazioni che tengano conto non solo delle modifiche progettuali presentate da snam come da verbale in data 7/1/2009 , ma anche degli ulteriori atti che dovranno essere emanati all'interno del procedimento autorizzatorio : pareri organi militari, piano sicurezza porto, piano emergenza esterno, progetto di caratterizzazione – dragaggio- bonifica . Su questo ultimo punto la normativa è cambiata per i siti di bonifica nazionale come il nostro(info: http://www.amministrativo.it/ambiente/osservatorio.php?num=1136&categoria=rifiuti
4. Non è vero quanto affermato dal Prefetto nella Conferenza dei servizi per cui il PIano di emergenza esterno deve essere adeguato dopo la approvazione del progetto di ampliamento. In realtà il piano di emergenza esterno deve essere adeguato contemporaneamente alla approvazione di tale progetto, come affermato da apposita circolare del ministero dell'Interno che stranamente il nostro Prefetto fa finta di non conoscere. Per un commento di questa ultima vedi: http://www.amministrativo.it/ambiente/osservatorio.php?num=948&categoria=Industrie%20a%20rischio
5. Con nota del 26/1/2009 la Soprintendenza per i beni paesaggistici della Liguria ha ribativo che l'impianto di Panigaglia si trova in zona di trasformazione secondo il piano paesaggistico ligure quindi incompatibile con eventuali ulteriori ampliamenti dell'attuale rigassificatore. La Soprintendenza fa notare che vista la attuale destinazione dell'area da parte del PTCP la Regione Liguria avrebbe difficoltà a fornire l'Intesa al Ministero dello Sviluppo Economico alla approvazione dell'impianto; infatti in tal caso andrebbe contro un suo atto pianificatorio ( quale il PTCP : piano territoriale di coordinamento paesaggistico). Conclude, emblematicamente, la Soprintendenza che quanto sopra produce "una criticità sotto il profilo normativo" .

domenica 8 febbraio 2009

PER UN NUOVO AMBIENTALISMO

Da molti anni seguo le vertenze ambientali in questa città e sento ormai da tempo la necessità, di fronte ad una politica sempre più aggressiva verso l'ambiente e i diritti dei cittadini , di un nuovo ambientalismo che superi la logica sempre pià autoreferenziale delle associazioni tradizionali , molto attente a marcare le loro differenze/specificità rispetto agli altri ma poco attente ad approfondire i problemi e soprattutto a capire le esigenze reali dei cittadini inquinati.
Allora, anche alla luce di questi limiti, mi è venuto di scrivere una sorta di eptalogo dell’ambientalista non autoreferenziale e soprattutto ”non altra faccia” del ceto dirigente attuale di tutti i livelli, locale , regionale e nazionale. Un eptalogo che, se rispettato, possa produrre antidoti contro il cattivo ambientalismo:
1. Lavorate sui problemi concreti con determinazione con competenza e soprattutto con continuità
2. Lavorate a fianco dei cittadini ma avendo una idea generale quindi strategica dei problemi evitando di inseguire ogni singola stronzata corporativa e quindi ogni singola polemica
3. Affermate sempre la verità anche quando questa è in contrasto con i vostri obiettivi e i soggetti organizzati che rappresentate
4. Evitate sempre di dare l'impressione che gli interessi del soggetto organizzato che rappresentate siano più importanti di quelli del territorio in cui operate.
5. Se sollevate un problema dovete anche trovare la soluzione altrimenti non servite i cittadini ma gli date solo delle scariche di cocaina e alla lunga li perderete perchè ci sono sempre spacciatori più bravi di voi
6. La soluzione non può prescindere dalla analisi della collocazione gerarchica del suddetto problema nella comunità interessata in altri termini devi conoscere la comunità in cui operi e devi continuamente riflettere su di essa e sui suoi comportamenti
7. Ogni proposta e/o soluzione deve contenere scenari di attuazione il cui parametro di realizzabilità è strettamente legato al rispetto dei precedenti principi.
Sarebbe interessante se tutti quelli che rappresentano associazioni e comitati ambientalisti nel nostro territorio riflettessero su quanto rispettano i punti sopra elencati , potrebbe essere un esercizio autocritico utile per migliorarci tutti quanti

DIRETTIVA RIFIUTI E CDR NELLA CENTRALE ENEL

E' stata pubblicata nella Gazzetta della UE la nuova direttiva quadro sui rifiuti che ha introdotto importanti novità in materia , particolarmente interessanti sono quelle relative alla promozione della riduzione alla fonte della produzione dei rifiuti nonché il riciclaggio per materie rispetto al recupero energetico e allo smaltimento. Queste novità potrebbero essere interessanti anche per fornire chiarimenti al dibattito spezzino sulla proposta di bruciare il combustibile derivato dai rifiuti nella centrale Enel.
Andiamo con ordine, la gerarchia delle azioni in materia di gestione rifiuti , prevista dalla nuova direttiva ,si applica secondo il seguente ordine di priorità :
a) prevenzione: misure, prese prima che una sostanza, un materiale o un prodotto sia diventato un rifiuto e quindi in primo luogo evitare la produzione del rifiuto fin dall’inizio
b) preparazione per il riutilizzo: cioè le operazioni di controllo, pulizia e riparazione attraverso cui prodotti o componenti di prodotti diventati rifiuti sono preparati in modo da poter essere reimpiegati senza altro pretrattamento;
c) riciclaggio: inteso come qualsiasi operazione di recupero attraverso cui i materiali di rifiuto sono ritrattati per ottenere prodotti, materiali o sostanze da utilizzare per la loro funzione originaria o per altri fini;
d) recupero di altro tipo, per esempio il recupero di energia: quindi qualsiasi operazione il cui principale risultato sia di permettere ai rifiuti di svolgere un ruolo utile sostituendo altri materiali che sarebbero stati altrimenti utilizzati per assolvere una particolare funzione o di prepararli ad assolvere tale funzione, all’interno dell’impianto o nell’economia in generale. L’allegato II riporta un elenco non esaustivo di operazioni di recupero; e
e) smaltimento. L’allegato I riporta un elenco non esaustivo di operazioni di smaltimento
Si mantiene la priorità alle operazioni di prevenzione e recupero per materia e solo alla fine recupero di energia e smaltimento che risultano quindi i meno prioritari e confermano un in indirizzo che vede l’incenerimento dei rifiuti come ultima ratio messa sullo stesso piano dello smaltimento, infatti nella definizione di smaltimento rientra anche l’operazione che ha come conseguenza secondaria il recupero di sostanze o di energia. A conferma di ciò si veda l’articolo 12 della Direttiva dove si conferma che lo smaltimento avviene solo dopo il recupero e alternativamente a questo ultimo
Non a caso nella nuova definizione di riciclaggio viene escluso il recupero di energia né il ritrattamento per ottenere materiali da utilizzare quali combustibili o in operazioni di riempimento, il che significa che gli stati membri dovranno impegnarsi affinché i materiali riciclabili (carta, plastica raccolti nelle famose campane) non finiscano né in discarica né a recupero energetico . Questa definizione appare coerente con uno stabilizzato indirizzo della UE fin dalla Comunicazione della Commissione del 30/7/1996 secondo la quale il riciclaggio non doveva comprendere le operazioni di preparazione di combustibile da destinare a produzione di energia ma solo le operazioni di recupero del materiale. Ma si veda anche, più recentemente, la Risoluzione del Parlamento europeo su una strategia tematica per il riciclaggio dei rifiuti – l’Ue “esige che tutti i rifiuti destinati al recupero di energia o all’incenerimento rimangano rifiuti” sottoposti alla direttiva 2000/76 sull’incenerimento degli stessi”.

Quanto sopra assume un grande rilievo di principio in chiaro contrasto con la recente normativa nazionale ermegenziale (es. Campania) che ha previsto la reintroduzione degli incentivi al recupero energetico da rifiuti intesi come fonti assimilabili alle rinnovabili.

Significativo infine è l’avere introdotto il principio per cui la suddetta gerarchia può essere in alcune situazioni modificata ma sempre avendo come base per la decisione il ciclo di vita in relazione agli impatti complessivi della produzione e della gestione di flussi di rifiuti specifici. E’ chiaro per fare un esempio che invece spostare l’intero modello gestionale a favore dell’incenerimento come sta avvenendo in Campania risulta in palese contrasto con questo principio appena descritto.
Quanto sopra se tradotto sulla scala locale spezzina conferma la non strategicità dell'incenerimento in materia di gestione rifiuti e tanto meno strategie in tal senso in un bacino come quello spezzino. Mi riferisco alle recenti ipotesi di bruciare il c.d. CDR ( combustibile da rifiuti) nella centrale enel.
Nel mio sito , a chi interessa, troverà un commento completo alla nuova direttiva quadro : http://www.amministrativo.it/ambiente/dir.php?categoria=Rifiuti&his=

sabato 7 febbraio 2009

Il giuramento di Ippocrate e il decreto sicurezza

Nel giuramento di Ippocrate, nel quale ancora oggi i medici si riconoscono, è scritto:
Tutto ciò che io vedrò e ascolterò nell’esercizio della mia professione, o anche al di fuori della professione, della vita degli uomini e che non deve essere riferito ad altri, lo tacerò considerandolo segreto”. E nella versione del giuramento adottata dalla Federazione Nazionale Ordini Medici Chirurgici e Odontoiatri www.fnomceo.it si legge:
di osservare il segreto professionale e di tutelare la riservatezza su tutto ciò che mi è confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito nell’esercizio della mia professione o in ragione del mio stato”.

Che palle questo tempo...

...dice la mia amica MG in una mail di stamani da Milano; “buona passeggiata eh?” scrive in un sms E di Sarzana che sta andando in studio a Spezia e sa che avevo programmato per oggi una passeggiata sulla spiaggia di Fiumaretta con P. Allerta 1 della Protezione Civile nell'area del Magra.

Mentre scendo a valle per incontrare P considero che forse la Protezione Civile preferirebbe che noi ce ne stessimo a casa in questi giorni, anziché andare a passeggiare proprio lì, in riva al Magra. Ho modo tuttavia, sotto un'acqua torrenziale, di migliorare le mie competenze “idrauliche”.

A causa della scarsa pulizia e manutenzione dei canali di scolo a bordo strada, e forse anche in ragione delle pendenze casuali della strada medesima, l'acqua disegna strani percorsi che attraversano ripetutamente la strada segnando quei solchi che, quando non piove, ti chiedi come si siano formati e speri vengano risistemati al più presto con una nuova asfaltatura.

Una prima riflessione: quanto costa fare la pulizia e la manutenzione del bordo strada (e la “regimentazione delle acque”) e quanto asfaltare e riasfaltare? Non credo che in termini di occupazione l'asfaltatura sia più vantaggiosa... Forse l'asfalto fa aumentare maggiormente il PIL? Ma tutto quel catrame che stendiamo, per non parlare di quello che togliamo, dove lo metteremo?

Proseguendo per Ameglia e in pianura l'effetto “rivolo” è meno evidente e mi rassereno un po'.Il mio amico P mi aspetta fuori di casa e sale in macchina – già fradicio - sotto una pioggia torrenziale: andiamo a Bocca di Magra per una passeggiata, se smette di piovere (!).

Non smette di piovere ma noi passeggiamo lo stesso: il libeccio spinge il mare nel Magra e l'acqua in alcuni punti semi-sommerge gli scogli dell'argine. P mi spiega che dragando il fiume si crea un vuoto che il mare riempie; se si lasciassero gli inerti che trasporta a valle il fiume, e che si depositano sul fondo, alla foce si formerebbe una sorta di barriera che impedirebbe al mare di entrare con tutte le conseguenze che conosciamo: fiume che esonda, cuneo salino e quant'altro. Ma noi dobbiamo far uscire ed entrare le barche, anche quelle più grandi e con chiglia, quindi...

Dalla finestra del bar dove siamo seduti ora si può “tenere sotto controllo il fiume“, così dice la signora mentre prepara delle bruschette di burro acciuga aglio e prezzemolo. Ecco la vera meraviglia: nel terzo millennio, nell'era del web e di second life, in un posto neppure tanto remoto, ci sono persone che osservano un fiume cercando di intercettarne le mosse future. Certo se il fiume non fosse stato murato, e nell'immediatezza delle sue rive non fossero state costruite strade e darsene, saremmo tutti più tranquilli.

Che palle questo tempo? No, perchè? Una bella passeggiata e quattro appunti (forse banali) sul dissesto idrogeologico.

giovedì 5 febbraio 2009

sanita' spezzina : ricovero urgente

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segnalazione clandestini per i medici

Comunicato stampa Roma, 5 febbraio 2009
Cittadinanzattiva su introduzione segnalazione clandestini per i medici: per pura demagogia si mette a rischio la salute pubblica. Altro che sicurezza
Siamo molto preoccupati per l’approvazione appena avvenuta al Senato dell’emendamento che elimina il divieto per il medico di segnalare all’autorità una persona che non è in regola con il permesso di soggiorno. Il provvedimento, presentato come una misura per garantire sicurezza ai cittadini, potrebbe invece rivelarsi un elemento di rischio proprio per la salute pubblica.
La paura di curarsi nel nostro Paese per chi non è in regola con il permesso di soggiorno avrà delle conseguenze sulla prevenzione di malattie trasmissibili – basti pensare all’Aids o alla tubercolosi – esponendo quindi al rischio tutta la popolazione, senza distinzioni di status, e quindi la salute pubblica. D’altro canto, il divieto era stato inserito, poco più di dieci anni fa, proprio a tutela della salute di tutti.
Questo provvedimento e' inoltre contrario ai principi della nostra Costituzione che garantisce la tutela della salute, impedendo ogni discriminazione in base allo status della persona interessata.
Il nostro timore è che per mettere in campo una decisione dal puro sapore demagogico si metteranno a rischio esseri umani, italiani e non, che siano o meno clandestini. Ci appelliamo quindi ai Deputati affinché diano ascolto al vasto schieramento di organizzazioni civiche e professionali evitando di votare questo emendamento.
Cittadinanzattiva onlus-sede nazionale, Ufficio stampa
Responsabile, Alessandro Cossu (348 3347608); Aurora Avenoso (348 3347603); Mariano Votta (339 8927455).
06 36718.302 - .408 - .351
stampa@cittadinanzattiva.it www.cittadinanzattiva.it

dossier sanita' spezzina

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COMITATOACQUABENECOMUNESP

La Spezia, 20 gennaio 2009
A tutti i signori Sindaci dei Comuni
Provincia della Spezia
Memoria ex art. lg 241/90 e succ modd e intt per
ATO IDRICO Assemblea del 21.01.2009


Letto il documento a titolo " Piano d’ambito spezzino – Revisione 2009 " osserviamo quanto segue.
Punto 6. Modello gestionale ed organizzativo del servizio – pag. 16
Continuiamo a sostenere che la gestione di un servizio pubblico essenziale quale quello idrico debba essere totalmente ed integralmente pubblico.
Siamo contrari alla privatizzazione dell’acqua e della sua gestione anche in forma di s.p.a.. L’acqua NON deve diventare l’oro blu del XX secolo per soddisfare gli appetiti degli speculatori.
Per questi motivi chiediamo con fermezza
Allargamento della "fascia di consumo protetta", denominata "minimo essenziale", e del relativo livello tariffario per l’uso domestico, dagli attuali circa 50 lt/ab.g massimi ad almeno 120-150 lt/ab.g, vero consumo senza sprechi oggi possibile in una normale abitazione italiana;
Rendere gratuiti i primi 50 lt/ab.g circa di consumo di acqua ad uso domestico, ricomprendendoli nel canone. Ovviamente tale consumo andrà garantito a tutte le utenze domestiche, senza tagli di fornitura per "morosità", e si dovrà verificare uno slittamento delle attuali fasce di consumo ai livelli tariffari previsti oggi per la fascia immediatamente inferiore.
PROPOSTA : prevedere la gestione diretta tramite consorzio intercomunale o altra forma equivalente ( cfr l’esperienza di Parigi dove la gestione del servizio idrico e’ stata …. Reinternalizzata )
PROPOSTA : i Comuni inseriscano nei loro Statuti il principio dell’Acqua bene comune essenziale e pubblico, inalienabile e da gestire senza scopo di profitto in alcun senso ( anche al fine di " giustificare ", in base all’art. 23 bis lg.133/08, il ricorso all’affidamento in house )
Come vanno ora le cose? Cosa dicono i cittadini? Le questioni aperte sono tutt’ora : le tariffe e i depuratori ( con i problemi legati agli investimenti ).
Sugli investimenti
Desideriamo innanzitutto sottolineare come la puntuale rilevazione degli investimenti da fare nei prossimi anni e la loro impostazione come dipendente dalla tariffazione realmente sostenibile dagli utenti, sia un passo avanti rispetto alla programmazione passata. Anche la puntuale e concreta identificazione degli investimenti rappresenta un dato positivo, salve le necessita’ del costante monitoraggio.
( cio’ conferma quanto andavamo sostenendo, fin dal 2004, in merito all’insostenibilita’ della tariffa calcolata sulla base degli investimenti e non viceversa, come appare dal nuovo Piano )
Anche in merito alle fonti di finanziamento degli investimenti ( che finalmente nel nuovo Piano passano dal 25% al 40% a provenienza pubblica ) stanno a dimostrare che le critiche a suo tempo da noi avanzate al " vecchio " Piano erano piu’ che fondate.
Punto 1.2 socioeconomia – pag. 5 : continuiamo a sostenere che il bacino d’utenza dell’ATO spezzino sia non conforme alle previsioni di legge. Nel senso che per la popolazione residente ( e purtroppo per il calo delle presenze di attivita’ industriali e commerciali – vedasi da ultimo calo attivita’ Arsenale MM; ex S. Giorgio ) inferiore alle medie generali di costruzione di un’ATO ( non inferiore a 300.ooo abitanti ) – la costruzione e la sostenibilita’ tariffaria puo’ risultare non sostenibile.
PROPOSTA : prevedere a breve la costituzione di un’ATO interregionale con la vicina provincia di Massa ( ACAM Acque gestisce gia’ una parte di quel territorio ... )
Punto 6. 2. Ruolo e competenze dell’Autorita’ d’ambito – pag. 18
PROPOSTA : chiediamo che, fin da subito, sia data piena e concreta attuazione al comma 461 della legge finanziaria del 2007 sia inserito nel contratto di servizio con ACAM Acque
Carta della qualità dei servizi in conformita’ ad intese con le ass.oni di tutela dei cittadini – consultazioni obbligatorie con le ass.oni dei cittadini - verifica periodica circa l'adeguatezza dei parametri quantitativi e qualitativi del servizio erogato fissati nel contratto di servizio alle esigenze dell'utenza – previsione di un sistema di monitoraggio permanente del rispetto dei parametri fissati nel contratto di servizio e di quanto stabilito nella Carta dei Servizi, svolto sotto la diretta responsabilità dell'ente locale o dell'ambito territoriale ottimale, con la partecipazione delle associazioni dei cittadini - istituzione di una sessione annuale di verifica del funzionamento dei servizi tra ente locale, gestori dei servizi ed associazioni dei cittadini – previsione che le attivita’ di cui sopra siano finanziate con prelievo a carico del gestore.
Costituire l’Osservatorio sui servizi pubblici a cui affidare il compito di controllare la qualità dei servizi e di vigilare sul rispetto dei diritti dei cittadini, anche attraverso l’attivazione di strumenti di partecipazione attiva dei consumatori : ad esempio Consulte, Bilancio partecipato, Audizioni o Inchieste Pubbliche propedeutiche all’approvazione delle deliberazioni più rilevanti in materia di gestione del servizio idrico
Predisporre Report periodici ad uso degli utenti cittadini sullo stato di attuazione del contratto di servizio, sulle risposte fornite alle richieste del cittadino, sui costi e le prospettive evolutive del servizio e della tariffa.
Creazione di uno sportello per il pubblico per promuovere progetti e fornire informazioni in tema di risparmio idrico

Pag. 20 – costi segreteria tecnica ATO
Anche su questo punto, notiamo che, FINALMENTE, si e’ dato ascolto a chi, come noi fin dal 2004, aveva affermato che l’imputazione dei costi delle sgereterie tecniche non potesse gravare sulla tariffa ( nel vecchio piano tariffario tali costi incidevano per 500.000,oo euro/anno anche se ci e’ stato riferito che non sarebbero stati usati per i costi di segreteria … )

TARIFFA pagg. 24 e ss
Gli aumenti tariffari, se strettamente necessari, soprattutto in questo periodo e vista l’analisi sociale ed economica della nostra Provincia NON dovranno superare il tasso di inflazione programmato a pena di rendere insostenbile la tariffa per i cittadini e la validita’ finanziaria stessa del Piano.
Anche per il futuro eventuali aumenti dovranno essere ponderati e non applicati in maniera automatica.
7.2.1. struttura del conto economico – pag. 26
( Esame del solo anno 2009 )
Tra i costi di produzione emergono alcune voci da un lato poco comprensibili per la scelta, da altro lato inusitate per quantita’.
Ad esempio non si comprende come mai si debba spendere 427.000,oo euro / anno per lettura contatori quando il servizio potrebbe essere svolto dai lavoratori ACAM o assumere a tal fine del personale ( cosi’ creando, anche, posti di lavoro ).
Non comprensibile ed inusitata la somma di euro 6.359.000,oo per service esterni ( ? )
Ed ancora customer service 726.000,oo euro / anno. Confidiamo che siano spese per la rilevazione della qualita’ del servizio, ma ci paiono del tutto inopportune alla luce del fatto che la rilevazione di qualita’, dal punto di vista dell’utente, potrebbe essere affidata ad organizzazioni come la nostra in maniera o gratuita o con spese sicuramente ben piu’ basse !

( perplessita’ sul Piano : pare che si regga quasi tutto sulla tariffa. Se c’e’ un minor consumo ? se molti non riusciranno a pagare ? se altre industrie chiudono ? qual’e’ l’incidenza sui ricavi tra consumo domestico e consumo industriale/artigianale ?
Carta dei Servizi ACAM Acque S.p.a: osservazioni
Osservazioni di carattere generale
Rileviamo che, contrariamente a quanto avvenuto per le OOSS e dei consumatori che lo hanno ricevuto per tempo, il documento in oggetto è stato inviato alla nostra associazione, e su nostra richiesta, solo lo scorso 16 Gennaio. Auspicando che vengano recepite, riportiamo tuttavia le nostre osservazioni.
Il comma 461 della della legge 244/2007 ha introdotto una importante novità che è rappresentata dal coinvolgimento delle associazioni dei consumatori e degli stessi cittadini, nella determinazione e nel controllo degli standard di funzionamento dei servizi. In considerazione di ciò, questa carta dei servizi nasce con un vizio di forma rappresentato dal mancato coinvolgimento dei cittadini nella sua definizione.
Auspichiamo un sollecito e fattivo coinvolgimento per l'introduzione di quanto prescritto dal succitato comma 461 in tutte le parti della CdS riferite o riferibili alla definizione e misurazione del livello del servizio e della soddisfazione dell'utente, con particolare riferimento alla revisione della CdS che chiediamo avvenga entro un anno dalla sua approvazione.
Osservazioni puntuali
Principi fondamentali – partecipazione: al fine di garantire un migliore accesso alle informazioni, sarebbe auspicabile che le medesime fossero costantemente e tempestivamente pubblicate sul sito di Acam;
Caratteristiche del servizio idrico: si chiede di pubblicare sul sito l'insieme dei rifreimenti delle normative vigenti che ACAM si impegna a rispettare, unitamente alle caratteristiche delle acque di cui ACAM si impegna a rilevare i valori.
Sicurezza e qualità dell'acqua: i parametri da cui deriva l'eventuale ricorso alla installazione di impianti di disinfezione dell'acqua devono essere esplicitati, rilevati e resi pubblici. Ciò vale per tutti i parametri indicativi della qualità dell'acqua che devono essere regolarmente misurati e pubblicati (non solo su richiesta dell'utente).
La ricerca sistematica delle perdite deve rientrare in un piano di monitoraggio volto al miglioramento continuo dell'efficienza, dal momento che una maggiore efficienza riduce gli impatti ambientali ed incide direttamente sulla tariffa. Tale piano deve essere pubblico ed aggiornato sistematicamente e periodicamente.
Verifica apparecchi di misura: oltre che su richiesta dell'utente, tali verifiche dovrebbero essere fatte, a campione, anche in considerazione della vetustà del contatore.
Informazione all'utente: tutte le informazioni disponibili per l'utente allo sportello, devono esserlo anche sul sito internet (regolamenti, contratti, procedure reclami, ecc.)
Valutazione del servizio da parte dell'utente: vedi osservazioni di carattere generale (comma 461)
Rimborso: il termine per la richiesta del rimborso non deve essere perentorio, e comunque superiore a 30 giorni; all'utente non deve essere richiesto di istruire una pratica completa di documentazione (che si presume essere già a conoscenza di ACAM) ma una richiesta scritta di rimborso motivata.
Validità della Carta: vedi osservazioni di carattere generale. Questo paragrafo deve essere meglio precisato in considerazione dell'attuazione del comma 461.



Comitato Acqua Bene Comune – La Spezia
EMAIL : comitatoacquabenecomune.sp189@yahoo.it

Assemblea territoriale della Spezia
La Spezia, 05 febbraio 2009
COMUNICATO STAMPA
TRIBUNALE per i diritti del MALATO

Per la SANITA’ SPEZZINA e’ necessario un ricovero d’urgenza
Leggiamo sulla stampa locale di oggi le attese che i cittadini sono costretti a subìre per interventi programmati e di semplice esecuzione. Non ci si deve stupire.
Infatti, perche’ stupirsi se non abbiamo sufficienti risorse in personale, strumenti e strutture, se la nostra ASL spende oltre 50 milioni di euro l’anno in appalti che non funzionano e non sono controllati
Perche’ stupirsi se nella nostra ASL non si riesce ad avere i dati sulle prestazioni intra moenia ( cioe’ quelle rese dagli operatori in regime professionale a pagamento e fuori dell’orario di servizio ) in spregio alla legge 120/2007, e quindi non si sa se i tempi per le prestazioni a pagamento siano congrui rispetto a quelle rese in regime pubblico
Perche’ stupirsi se la dirigenza della nostra ASL non dialoga con nessuno e decide sulla pelle dei cittadini senza coinvolgere alcuno nelle decisioni ( di questi giorni e’ la minaccia anche delle RSU sindacali di far ricorso al Giudice per comportamento anti sindacale dell’ASL )
Perche’ stupirsi se nessuno – dall’ASL, ai Comuni, alla Regione – e’ in grado di dirci se i 35 milioni e mezzo di euro per la costruzione del nuovo ospedale di Spezia, revocati dal Governo nell’aprile 2008, sono stati o meno rifinanziati
Perche’ stupirsi di queste attese visto che le convenzioni con il privato ( solo per fare un esempio : la convenzione con l’alma Mater della Spezia - costo 3,1 milioni di euro fino al 31.12.09 – delibera del DG ASL 5 674/2008 ) continueranno ad assorbire le prestazioni che dovrebbe fornire l’ASL
Perche’ stupirsi se le nostre Istituzioni locali non sono in grado di ottenere dalla Regione il personale necessario ai nostri servizi ( nel triennio 2004 – 2007 mentre l’ASL 5 perdeva 316 posti di lavoro, l’ASL 1, equivalente alla nostra per dimensioni, ne guadagnava 39 per nuovi servizi )
Noi non ci stupiamo piu’ di questo. Ci stupiamo che chi ci amministra non sappia capire che la misura e’ colma e che i cittadini non intendono piu’ sopportare e intendono protestare.
Per questo, dopo le manifestazioni pubbliche che abbiamo organizzato, stiamo continuando – insieme ad altri comitati – la battaglia sulla sanita’ provinciale : abbiamo gia’ in calendario un incontro con il Prefetto ed un altro con il Presidente della Regione Burlando, mentre abbiamo inviato il nostro dossier a tutti gli Enti, alle Autorita’ e alla Corte dei Conti; abbiamo denunziato l’impossibilita’ di accesso agli atti dell’ASL al Difensore Civico e la nostra segreteria regionale ha preso impegno per mettere al centro dei rapporti con l’assessore Montaldo la questione dell’ASL 5
NON e’ piu’ accettabile che la dirigenza dell’ASL 5 possa fare e disfare a suo piacimento l’organizzazione dei servizi sulla pelle dei cittadini.
NON vogliamo piu’ essere sudditi, ma padroni di casa dei servizi che paghiamo
Invitiamo tutti a recarsi presso le nostre sedi per ricevere la copia del dossier elaborato con altre organizzazioni, per informarsi nel dettaglio su come venga amministrata la sanita’ nella nostra Provincia.

Cittadinanzattiva Tribunale per i Diritti del Malato
Il vice segretario regionale
Rino Tortorelli